Macerata [1° luglio 1887] 

La lapide si trova in piazza della libertà ed è collocata sul muro del palazzo comunale.

Attilio Repola

Roma [9 giugno 1889]

La celebre lapide posta sul basamento del monumento di Ettore Ferrari in Campo de' Fiori.

Il monumento di Campo de' Fiori

 

 

Jesi [9 giugno1889]

La lapide è murata in piazza Federico II, sulla facciata del palazzo dell'attuale biblioteca civica già sede del tribunale dell'Inquisizione. 

Attilio Repola

 

Questa [8 dicembre 1891], si trova a Sala Consilina (SA) ed è situata alla fine di via Mezzacapo, in una piazzetta della quale non ricordo il nome. A proposito di quest'ultima lapide mi è stato riferito che essa è stata messa lì per iniziativa della massoneria locale.

Attilio Repola

La lapide si trova esattamente in alto su di un palazzo, precisamente all'inizio delle scale che scendono da piazza Umberto I. La lapide fu posta dalla "Società Operaia Torquato Tasso" di Sala Consilina. Si tratta della più antica società di mutuo soccorso dell'intero comprensorio, ancor oggi attiva nel campo della solidarietà sociale.
Il mio timore è che possa un domani essere rimossa al primo restauro del palazzo. Non esiste qualcosa che possa tutelarla?
  
Giancarmine Caputo

 


 


La lapide di Caldarola [MC] è stata rimossa negli anni ’30 dalla facciata del palazzo municipale che sorge nella piazza XXIV Maggio ed è stata murata dietro un portone, sul muro sinistro dell’andito, dal quale si accede alla sede dei vigili urbani. La lapide risulta piuttosto rovinata, per cui è opportuno riportarne il testo: "MDC MDCCCXI - GLI TANAGLIARONO LA LINGUA – CHE DISSE PENSO INVECE DI CREDO – LO BRUCIARONO VIVO – DISPERSERO AI VENTI LE CENERI ANCORA CALDE – MA LE CENERI ERANO SEME – CHE DOVEVA FRUTTARE NEI SECOLI – L’ESAME ABBATTE’ IL SILLABO – PORTA PIA VENDICO’ CAMPO DI FIORI – E – GIORDANO BRUNO – RIVIVE IMMORTALE – NELLA SCIENZA E NELLA CIVILTA’"
 Il testo è forte e incisivo. Il richiamo puntuale al supplizio e alla "vendetta" della storia devono aver sconvolto un non meglio identificato Monsignore locale, il quale, negli anni trenta, lanciò parole di fuoco contro la lapide e ne determinò la "clausura" dietro il portone; là dove tuttora giace. Questa notizia mi è stata riferita da un ingegnere che partecipa ai lavori di restauro, da poco iniziati, del locale castello Pallotta. Del resto, per avere conferma di quanto mi è stato riferito, basta andare agli eventi storici del ventennio fascista. Nel 1929 vengono firmati i Patti lateranensi ed evidentemente la Chiesa impose in cambio tacite, piccole, meschine vendette che nei Patti non erano scritte. La conferma ci viene dalla lapide di Ancona (vedi sotto)

Attilio Repola

Articolo di Eno Santecchia sulla storia della lapide.

 


La lapide di Ancona, che per noi ha fotografato mia sorella Adele, si trova in Piazza Ugo Bassi, prete garibaldino che partecipò alla difesa della Repubblica Romana nel 1849 e che per questo subì la scomunica papale. La lapide fu posta nel 1947 per reintegrare quella fatta rimuovere dal Fascismo nel 1929, anno dei Patti Lateranensi. Ad Ancona fu pronta la risposta compiacente del Regime fascista, come invece non fu a Caldarola, tanto da far imbestialire il Monsignore di cui sopra. A questo punto mi viene da pensare a quante lapidi bruniane possono essere andate perse in quello spirito compiacente di restaurazione.

Attilio Repola



 

 
           

Montella (AV) [1909]

L'epigrafe di Roberto Ardigò è incisa sul basamento del busto realizzato da Carmine Sica. Non dispongo di una foto leggibile. Sarei felice se qualcuno, da Montella, me la inviasse.

Il monumento di Montella

La lapide si trova sul muro di ingresso del Museo di Campagna, ospitato nel convento di San Bartolomeo dove, nel 1572, Giordano Bruno officiò la prima delle sue pochissime messe.

San Bartolomeo a Campagna

 

 

 


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