“Un autore da affrontare con cautela”

mondadorieditore

A proposito della discussione…

…che si è sviluppata sul Meridiano dedicato a Giordano Bruno, e in particolare dell’intervento di Alain Segonds (Corriere 10 agosto), desidero precisare quanto segue: né il professor Michele Ciliberto né la Mondadori hanno mai inteso «assorbire» il lavoro del professor Giovanni Aquilecchia né tantomeno «mancargli di riguardo» sottovalutando o «oscurando» il suo lavoro di autore del testo critico di Bruno.

Al contrario, io stessa mi sono rivolta ad Aquilecchia per avere il consenso a che il suo nome figurasse sul frontespizio quale autore del testo critico accanto a quello del curatore.

Ci tengo a sottolineare che la novità del volume, come per molti della collana, consiste soprattutto nella ricchissima curatela che accompagna i testi. In particolare, essendo i testi di Bruno assai ardui, difficilmente un lettore non specialista potrebbe capirne la bellezza e l’importanza senza puntuali spiegazioni linguistiche, inquadramento filosofico, informazioni storiche, aggiornamenti bibliografici.

Tutto questo abbiamo cercato di fornire nel Meridiano con i suoi apparati di circa ottocento pagine.

Tuttavia, avendo il professor Aquilecchia rifiutato la soluzione propostagli (che lo avrebbe accostato, quale autore del testo critico, a Ciliberto, curatore del Meridiano), abbiamo riconosciuto l’alto valore del suo lavoro nel luogo più solenne dopo il frontespizio, cioè la Nota sui testi.

RENATA COLORNI

Auguri Bruniani

Nel 2019 il nuovo, attesissimo libro di Guido del Giudice

Consueto appuntamento per gli auguri. L’anno “Bruniano” che va a concludersi mi ha visto impegnato su molti fronti. E’ stato un anno di semina, di nuovi progetti che spero vedano la luce nel 2019. Uno, al quale tengo molto, posso già annunciarvelo. Come sapete, negli ultimi tempi ho dedicato grande attenzione al fenomeno dei fakes, delle false citazioni sul web, di cui Bruno è una vittima preferita.

Il mio lavoro di “debunking”, ossia di smascheramento delle bufale ha riscosso l’attenzione e l’interesse di molti di Voi. La richiesta che mi sono sentito fare spesso è stata: “Vabbé, queste sono le citazioni false, perché allora non ci fornisci anche quelle vere?”. Ovviamente detta così la cosa, soprattutto per un pensatore complesso e multiforme come Bruno, sembra una provocazione. Rispondere a falsi aforismi con aforismi autentici, ma slegati dal testo originario e soprattutto dal contesto in cui quelle frasi assumono il loro significato, può diventare un’operazione quasi altrettanto scorretta e fuorviante. Ho pensato però che queste richieste meritassero attenzione, in quanto sono la spia della mancanza di uno strumento adeguato per difendersi dal fenomeno fakes.

Per questo motivo ho deciso di dare alle stampe un lavoro che sto realizzando da anni, ma che avevo concepito come una sorta di livre de chevet e che avevo deciso di tenere per me. Vi annunzio, pertanto l’uscita nel prossimo anno di questa chicca bruniana. Si intitola  “Scintille d’infinito”  e si propone  di fornire attraverso la scelta ragionata e coordinata di 200 aforismi tratti dall’intero corpus delle opere latine e volgari del Nolano, un percorso coerente e soprattutto fedele al pensiero autentico del filosofo, al quale ognuno possa attingere per indirizzare  in maniera seria e attendibile le proprie letture e le proprie riflessioni bruniane.

Auguri a Voi tutti per un nuovo anno in armonia con il Vostro credo e il Vostro sincero sentire.

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Giordano Bruno, tra Scienza e Magia

Conferenza di Guido del Giudice dal titolo: “Giordano Bruno, tra Scienza e Magia” che si è tenuta in ottobre presso la Sala Consiliare di Villaricca (Na)

“Il tempo tutto toglie e tutto dà”

soleva dire il Nolano, e neppure la damnatio memoriae, decretata dopo il rogo dalla Chiesa cattolica, è riuscita ad oscurare in eterno le geniali intuizioni del filosofo. A ricordarcelo è il noto studioso napoletano Guido del Giudice che, attraverso la rivisitazione delle opere di contenuto matematico e cosmologico, reclama, con argomenti forti e convincenti, il ruolo che a Bruno spetta di diritto nella storia del pensiero scientifico.

Guarda il video della conferenza: “Giordano Bruno, tra Scienza e Magia”

Scienza e Magia

Versione tedesca de “Giordano Bruno, il Profeta dell’universo infinito”

Libro Profeta tedesca

Festeggiato a Napoli il terzo anniversario dell’inaugurazione dell’Aiuola del libero pensiero, lo spazio verde che la Giordano Bruno Society ha preso in affido, nella centrale piazza Sannazaro, dedicandolo al filosofo Nolano.

A conferma della vocazione internazionale dell’iniziativa, è stata presentata la versione in lingua tedesca del fortunato libro di Guido del Giudice “Giordano Bruno, il Profeta dell’universo infinito”.

La traduzione è stata realizzata da due Bruniani appassionati e competenti, Venera Tirreno e Nicolas Benzin, impegnati da anni a Francoforte nella diffusione della “Nolana filosofia”.

Salgono così a sette le lingue in cui è possibile leggere il libro.
E’ infatti questo un contributo multilanguage che prende forma attraverso le disponibilità di appassionati e ammiratori del filosofo. Sono sempre più, quindi, coloro che si propongono anno dopo anno affinché il “Profeta” possa essere messo a disposizione delle più disparate culture mondiali.
Vai al link e scopri in quali altre lingue è disponibile:
http://www.guidodelgiudice.it/giordano-bruno-profeta-multilanguage/

Bentornati nel sito ufficiale dei seguaci di Giordano Bruno.

sito ufficiale

Dopo vent’anni di attività, contrassegnati dal crescente interesse di studiosi e appassionati, che hanno contribuito a renderlo sempre più ricco e interessante, si è reso necessario un intervento di restyling. La lunga gestazione ha comportato qualche disagio per i visitatori, ma penso che il sacrificio sia stato ben ricompensato. In questa nuova versione sono stati ordinati i numerosi contenuti in modo da renderne più agevole la fruizione e si sono aggiunte nuove rubriche. Una particolare attenzione è stata rivolta alla sezione “Immagini”, suddivisa in tre sezioni: una dedicata ai volti di Bruno e le altre due, rispettivamente, alle lapidi e ai monumenti dedicati al Nolano in tutto il mondo. A questo proposito, invito chiunque avesse segnalazioni da fare, ad inviarmi notizie ed immagini. Alla mia ormai storica “Mordacchia”, si aggiungono due nuove rubriche: “Le spulciature” e “L’angolo di don Sapatino”, curate con competenza da Gianmario Ricchezza e Saverio Pirozzi, ai quali do il benvenuto sulle pagine del sito. Come sempre si è cercato di privilegiare i contributi degli appassionati, siano essi studiosi o semplici ammiratori del Nolano, rifuggendo i toni saccenti degli accademici. Un’altra nuova rubrica, partita con notevole successo nel gruppo Facebook, è il Debunking Bruniano”, che segnala i numerosi falsi, i cosiddetti ”fake”, che infestano la Rete sotto forma di immagini e video, attribuendo a Bruno parole e frasi che egli non ha mai pronunciato. Un servizio molto richiesto da coloro che si avvicinano ora al pensiero del filosofo e quanto mai necessario, in considerazione dell’incontrollato copia-incolla che caratterizza il Web. Altra interessante novità, Autori ed Editori che vogliano pubblicizzare un libro, purché di interesse ”Bruniano”, possono inviarne una copia alla redazione del sito che la recensirà nell’apposita sezione.

Infine, sento il bisogno di esprimere un grazie sincero al mio Social Media Manager, Giuseppe Barbato, alla cui entusiastica e disinteressata passione bruniana si deve questo lavoro, che sono certo otterrà il meritato apprezzamento. Non tutto è ancora sistemato e continueremo ad apportare miglioramenti alle varie sezioni: commenti e suggerimenti sono, quindi, sempre bene accetti. Buona navigazione! 

Guido del Giudice

I miei contributi originali a disposizione degli studiosi e degli appassionati

In omaggio a tutti coloro che sostengono con interesse e partecipazione il mio impegno, ho deciso di pubblicare in rete i resoconti di due dei ritrovamenti più importanti, tratti dai miei ultimi libri dedicati al Nolano. Ecco dunque, estratto dal mio “La disputa di Cambrai”, il capitolo riguardante il ritrovamento dell’autografo bruniano, con le relative immagini e, da “La coincidenza degli opposti”, il saggio Bruno, Rabelais e Apollonio di Tiana, nel quale ho identificato, nell’Oratio Valedictoria, una citazione diretta Rabelaisiana, finora sfuggita agli studiosi. : il già citato autografo Bruniano e quello, finora inedito, di una importante fonte di Bruno: Francois Rabelais.

Guido del Giudice


Nella copia praghese dell’ Acrotismus, un nuovo, originale autografo bruniano!

tratto da “La disputa di Cambrai. Camoeracensis Acrotismus” a cura di G. del Giudice, ed. Di Renzo, Roma 2008.

“Dell’Acrotismus, come detto, esistono parecchi esemplari, circa una cinquantina, sparsi un po’ ovunque, di cui solo otto in biblioteche italiane.

Fra tutti, quello conservato presso la Biblioteca Nazionale di Praga, ha avuto la storia più movimentata perché, pur essendo stato più volte esaminato, continua a fornire sorprese e spunti interessanti. Dapprima fu segnalata, da parte di Ivo Kořán che la scoprì, la presenza sul frontespizio della dedica bruniana a Tycho Brahe; poi Zdenĕk Horský notò sull’ultima pagina il crudele commento di Tycho. Fu Rita Pagnoni Sturlese a pubblicare nel 1985 un’accurata indagine sul volume, che illuminava il suo valore filosofico e storico. Ho potuto esaminare anch’io il libro nelle antiche sale del Klementinum, dove una targa ricorda: “Giordano Bruno, filosofo e astronomo”. La sua consultazione, a parte l’emozione di tenere tra le mani un testo originale del Nolano, mi ha permesso di rilevare qualche altro particolare, finora sfuggito, che merita ulteriori approfondimenti. Nell’ultima pagina, sotto il commento di Tycho, è presente un altro scritto di tre righe, di mano, epoca e significato da chiarire. La grafia è diversa e il significato, a prima vista incomprensibile: sembrerebbero dei brevi versi separati da due segni di slash.

Kořán, che per primo esaminò la dedica presente sul frontespizio, affermò di riuscire a leggere in fondo alla pagina la parola “author”, che oggi risulta completamente cancellata dal tempo.

In modo analogo Bruno firmerà qualche anno dopo anche l’ultima delle dediche in nostro possesso, quella al giovane studente Jacob Cuno: “Admodum generoso, nobili studiosissimoque D. Iacobo Cunoni Francofurtensi benevolentiae ergo et in sui memoriam dedicavit author”[1].

Nel caso dell’omaggio al celebre astronomo, cui teneva moltissimo, ci saremmo aspettati di trovare il suo nome, considerando l’abitudine di metterlo bene in evidenza, spesso accompagnato da titoli altisonanti, come quando si iscriveva nei registri delle università o firmava l’album amicorum dei propri allievi. Insomma al Nolano piaceva concedere autografi, anche se pochissimi sono giunti fino a noi. Esaminando il retto della prima pagina del libro, anch’essa deteriorata e consunta dal tempo, mi è sembrato comunque di intravedere  un altro scritto sbiadito, in larga parte illeggibile, che inizia chiaramente con la parola “Jordanus”. Grazie alla disponibilità della Biblioteca Nazionale di Praga, ho potuto sottoporre le riproduzioni della pagina ad una analisi computerizzata e al confronto con gli altri rari autografi bruniani esistenti, rilevando numerose concordanze calligrafiche. In particolare la forma della “r” e soprattutto della “d” e della “s” finale, presentano analogie tali con l’autografo della xilografia di Wittenberg, da farmi ritenere che possa trattarsi di una firma di mano del Nolano, che completerebbe la dedica apposta sul frontespizio.

Guido del Giudice 

[1] “Al molto generoso, nobile e studiosissimo signor Jacopo Cuno Francofortese l’autore dedicò in segno di benevolenza e per proprio ricordo”.


jordanus firma giordano bruno

L’autografo in originale e nella sua elaborazione elettronica

contributi salomon

Il nuovo autografo confrontato con quello della xilografia di Wittenberg


Una citazione bruniana dal Gargantua et Pantagruel
di François Rabelais, nell’ Oratio Valedictoria.

tratto da “La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente”. G. del Giudice, ed. Di Renzo, Roma 2006


BRUNO, RABELAIS E APOLLONIO DI TIANA
di Guido del Giudice

SUMMARY

Regarding the influence of Francois Rabelais on the Giordano Bruno’s works, up to now the criticism have only taken into consideration the lexical and thematic analogies. This article individualizes, in a passage of the “Oratio Valedictoria”, a literal quotation from the Gargantua et Pantagruel, showing that Rabelais was a direct source of inspiration for Bruno. The protagonist of the passage is the pythagorean Apollonius of Tyana, a character well known from the Nolan, who mentioned him in many occasions. He represents the ideal medium with the oriental wisdom, that had so much influence on the thought of Bruno. Besides, he embodies the model of the “natural magician” in which the philosopher repeatedly identified himself, both in his works and life.

Sui rapporti tra Bruno e Rabelais si è già scritto in passato. In particolare ricordiamo i lavori di Vincenzo Spampanato e di Marcel Tetel, che prendono spunto dalle ipotesi già avanzate da Christian Bartholmess[1].La loro analisi, oltre che su alcuni luoghi della Cena de le ceneri e dello Spaccio de la bestia trionfante, si appunta essenzialmente sul Candelaio. Spampanato, in particolare, individua nella commedia una lunga serie di luoghi che presenterebbero similitudini tematiche e linguistiche col Gargantua et Pantagruel. I critici sono concordi nell’ammettere l’influsso rabelaisiano su Bruno, individuando i principali punti di contatto nella caratterizzazione del personaggio del pedante e nel dialogo tra Cherubina e madonna Angela Spigna, riguardo l’opportunità del matrimonio[2], che mostra chiari echi di quello sullo stesso argomento tra Panurge e Pantagruele, Re de’ Dipsodi[3]. In proposito Spampanato nota come “le tre “materie” intessute insieme nel Candelaio, la stoltezza d’un insipido amante, l’alchimia d’un sordido avaro e la scimunitaggine d’un goffo pedante sono pure svolte […] nel Gargantua e nel Pantagruel”[4]. Tetel, dal canto suo, segnala l’influsso dei personaggi di Janotus de Bragmardo e dello studente Limosino del 3° Libro, sulla caricatura del pedantismo presente nel Candelaio. Entrambi gli studiosi rilevano che, magari inconsciamente, l’atmosfera della commedia è nettamente rabelaisiana, mostrando la chiara convinzione che Bruno conoscesse bene l’opera del francese che era, tra l’altro, all’epoca una delle più tradotte in assoluto. Tetel è comunque molto più cauto facendo rilevare che questi motivi erano abbastanza diffusi nella letteratura dell’epoca, per cui anche se questa concordanza di temi e di caratteri suggerisce fortemente l’influenza di Rabelais sul Nolano, non costituisce una prova risolutiva. La loro è per lo più un’analisi dei materiali e degli strumenti linguistici, ma in nessun luogo le analogie vanno oltre la semplice somiglianza tematica o lessicale, per fissarsi in una citazione o in un riscontro diretto. Entrambi insistono soprattutto sull’affinità del temperamento, esuberante e trasgressivo, dei due autori, che, “se l’uno fu più filosofo e l’altro più uomo di lettere, ciò nonostante s’incontrarono negli intendimenti e ne’ mezzi”[5]. Essi analizzano inoltre le analogie biografiche: “ambedue frati e incolpati di possedere libri di Erasmo e di spargere eresie, aborrirono il chiostro e buttarono la tonaca alle ortiche; irrequieti, vennero tormentati dalla smania de’ viaggi; arditi nel parlare e insofferenti di qualunque freno, accesero d’ira gli animi de’ seguaci e degli avversari di Aristotile, de’ Cattolici e maggiormente de’ Calvinisti i quali ultimi si erano illusi di averli tra loro”.[6] Spampanato è del parere che Bruno abbia letto il Gargantua probabilmente all’epoca del suo primo viaggio in Francia, tra il 1579 e il 1581, a Parigi, Tolosa e, soprattutto a Lione nel cui Ospedale Rabelais lavorò come medico e dove pubblicò gran parte delle sue opere. Ciò spiegherebbe gli influssi sul Candelaio che fu composto proprio in quel periodo. Ancor più probabilmente Bruno si sarà imbattuto nelle opere del francese durante il periodo della sua assidua frequentazione della biblioteca dell’abazia di Saint Victor, dal dicembre del 1585 ai primi mesi dell’anno successivo, testimoniata dalle memorie del bibliotecario Guillaume Cotin[7]. St. Victor infatti era stata rifugio preferito anche di Rabelais, durante i suoi studi all’Università di Parigi prima del 1528, e gli aveva ispirato la compilazione del famoso catalogo burlesco di libri immaginari (anche se alcuni fanno riferimento, ad autori e opere realmente esistenti), riportato nel capitolo VII del I libro del Gargantua, in cui si fa beffe della scienza scolastica e teologica. Per quanto riguarda la Cena de le Ceneri, le analogie comunemente segnalate riguardano il tema dei “sileni” e la descrizione della disputa con i dottori di Oxford. In relazione al primo, trattato da Bruno nella Proemiale epistola[8], viene richiamato come modello il prologo del Gargantua, che inizia proprio con la citazione del famoso discorso in cui Alcibiade definisce Socrate “semblable es Silènes”[9]. Si tratta comunque di un topos molto diffuso che dal Simposio platonico, attraverso gli Adagia erasmiani, arriva a Rabelais e a Bruno che lo utilizza anche nello Spaccio e nell’asino Cillenico.[10] La seconda analogia viene identificata nella famosa difesa della teoria copernicana dall’attacco dei dottori di Oxonia, che ricorda molto da vicino l’episodio contenuto nel capitolo XVIII del Libro I del Gargantua[11], in cui Thaumaste, gran dottore d’Inghilterra, venuto a sfidare Pantagruele a una pubblica discussione[12], è vinto da Panurge e, come gli oxoniensi Nundinio e Torquato, resta “qual pulcino entro la stoppa quel povero dottor”[13]. Impressionato dalla sapienza di Pantagruel, che giudica pari alla sua mole, Thaumaste si paragona ai grandi filosofi che affrontarono lunghi viaggi per conoscere uomini di scienza, di cui trova esempio:

« En Pythagoras, qui visita les vaticinateurs memphiticques; en Platon, qui visita les mages de Egypte et Architas de Tarente; en Apolonius Tyaneus, qui alla jusques au mont Caucase, passa les Scythes, les Massaggettes, les Indiens, navigea le grand fleuve Physon jusques ès Brachmanes, pour veoir Hiarcas, et en Babiloine, Caldée, Medée, Assyrie, Parthie, Syrie, Phoenice, Arabie, Palestine, Alexandrie, jusques en Ethiopie, pour veoir les gymnosophistes. »[14]

Pur avendo individuato l’episodio come una possibile fonte bruniana, nessuno ha tuttavia riconosciuto in questo brano quella che costituisce, a mio avviso, una evidente citazione rabelaisiana. Spampanato vi passò accanto senza accorgersene, probabilmente perché la sua ricerca, tutta focalizzata sul Candelaio, lo distoglieva dal cercare riscontri in uno scritto di tutt’altra epoca e occasione. Il brano è infatti sorprendentemente simile ad  un passo dell’«Oratio Valedictoria», l’orazione di congedo che, l’8 marzo del 1588, Giordano Bruno pronunciò davanti al senato dell’ Accademia di Wittenberg. Verso la conclusione del suo discorso, in un impeto di riconoscenza per l’accoglienza ricevuta in Germania, il Nolano si rivolge agli antichi filosofi:

 “Va ora, o Pitagora, ai vati di Menfi; o Archita, ai lidi d’Italia; o Platone, in Sicilia. Va ora, o Tianeo, tra i Persi, passa il Caucaso, gli Sciti, i Messageti, entra nei regni opulentissimi dell’India e, attraversato il larghissimo fiume Fiso, va dai Bramani, gira fra gli Elamiti, i Babilonesi, i Caldei, i Medi, gli Assiri, i Parti, i Siri, i Fenici, gli Arabi, i Palestinesi, Alessandria, e va in Etiopia per vedere i Gimnosofisti e la famosissima mensa del sole su la sabbia”.[15] 

Mettendo a confronto le parole di Bruno e quelle di Rabelais, esse coincidono quasi alla lettera, particolarmente nella enumerazione dei luoghi e dei popoli visitati da Apollonio di Tiana, tanto che sarebbe difficile pensare che il Nolano li abbia ricordati tutti a memoria nell’ordine esatto, se non conoscessimo le sue eccezionali capacità mnemotecniche.
Le notizie principali su Apollonio, nato a Tiana in Cappadocia intorno al 4 a.C., e morto ad Efeso nel 97 circa d.C., ci sono state trasmesse da Filostrato di Lemno[16], che scrisse la sua “Vita di Apollonio di Tiana” su commissione di Giulia Domna, moglie dell’imperatore di origine africana Settimio Severo, seguace di concezioni religiose di tipo orientale, legate al culto solare[17]. La biografia di Filostrato, è una rielaborazione a metà tra lo storico e  il romanzato, del diario tenuto dal fedele discepolo di Apollonio, Damis di Ninive, il cui manoscritto, tramandato per generazioni, sarebbe giunto in possesso di Giulia Domna, che glielo avrebbe affidato per la pubblicazione. L’opera fu riscoperta nel Rinascimento attraverso l’edizione Aldina del 1501-02 e la contemporanea traduzione latina di Filippo Beroaldo, ed è quindi probabile che sia Rabelais che Bruno l’abbiano letta. Il Nolano, infatti, evoca Apollonio in più occasioni, dimostrando una conoscenza di prima mano del personaggio. Già nel Candelaio egli allude alle doti telepatiche, che gli fecero, ad esempio, predire a distanza l’uccisione del tiranno Domiziano[18]:

“Bonifacio: Come lo avete saputo?

Scaramurè: Come sapea le cose lontane Apollonio, Merlino e Malaggigi.[19]

Ancor più specifica è la citazione del Sigillus Sigillorum (1583), in cui si parla di un tipo particolare di contrazione, comune a Pitagora e Zoroastro:

“Lascio poi da parte il fatto che per quella sorta di contrazione prodotta in un animo ben formato si mantiene in salute il corpo proprio e altrui, come cantò Zoroastro, come fecero Pitagora, Apollonio e Abbaride.”[20] 

Sempre in compagnia di Pitagora e Zoroastro, nel De monade (1591), Apollonio viene ricordato come profondo conoscitore della virtù dei numeri, che gli consentì di risuscitare una fanciulla[21]:

“Ritornando al nostro proposito, sottolineiamo che i numeri di questo genere costituirono per Pitagora, Aglaofamo, Zoroastro ed Ermete babilonese gli stessi principi grazie ai quali gli uomini potevano cooperare con l’operosa natura. Inoltre risulta che figure di questo genere Platone abbia posto al di là del mondo delle specie sensibili; Apollonio, grazie alle virtù dei numeri, risuscitò una fanciulla, dopo aver udito il suo nome.”[22]

Sempre nel De Monade, la sua nascita viene riferita, insieme a quelle di Romolo, Merlino e Teuti, ad operazioni demoniche che, in occasione di determinate congiunzioni astrologiche, genererebbero uomini capaci di straordinari prodigi:

“Coloro che invocano i demoni nei trivi e nei quadrivi, lo fanno stando rivolti più possibile a Settentrione. Si dice che costoro, al tempo delle grandi congiunzioni nel Cancro e nel Capricorno di Saturno, di Giove e di Marte, diventino incubi o succubi per inusitati parti e quindi si presentino come uomini assai violenti che piegano le Leggi al compimento di mirabili eventi e con straordinari prodigi mutano e talvolta sovvertono la condizione degli uomini (se essi non sono protetti da un nume migliore e più benevolo). Sotto la loro influenza pongono la nascita di Romolo, di Merlino, di Tianeo, di Teuti e di altri, che nacquero da genitori imprecisati.”[23] 

Bruno, dunque, conosceva bene il Tianeo e lo teneva in gran conto. Questo personaggio di mago sapiente, molto simile a quello di Ermete Trimegisto[24], considerato nel I secolo d.C. un vero e proprio Messia del Pitagorismo[25], deve aver esercitato su di lui un grande fascino, come possibile tramite tra la tradizione pitagorica e quella orientale.  L’accuratezza della citazione dell’ Oratio, lascia pensare che Bruno, pur conoscendo bene il testo di Filostrato, utilizzi il passo rabelaisiano come un vero e proprio locus memoriae per ricordarne la “peregrinatio”.  Rabelais era stato un po’ approssimativo, inserendo nella descrizione dell’itinerario di Apollonio una lunga sfilza di mete esotiche, elencate un po’ alla rinfusa, senza attenersi strettamente alla fonte Filostratea. Così, ad esempio, aveva incluso i Messageti tra i popoli visitati (traendo in inganno anche Bruno), mentre nel testo di Filostrato si dice esattamente il contrario:

“Non vengo dalla Scozia, mio sovrano, né da qualche altro popolo incivile, né sono mai stato tra i Massageti o fra i Tauri, poiché certo avrei distolto pure loro dall’uso dei sacrifici”.[26] 

Se mettiamo a confronto nei dettagli i due brani ci accorgiamo dell’esistenza di alcune piccole differenze, che danno l’impressione che Bruno proceda come suo solito a memoria, correggendo o integrando la citazione nel ricordarla. Nella prima parte, mentre è identica l’esortazione a Pitagora a visitare i vaticinatori di Menfi, egli modifica l’accenno a Platone e Archita, nominandoli entrambi come messaggeri della sapienza, il primo in Sicilia e il secondo presso i lidi d’Italia, ed eliminando l’accenno ai magi, che Rabelais aveva erroneamente assegnato all’Egitto, anzichè alla Persia o alla Caldea[27]. Il passo successivo è invece la traduzione quasi letterale del testo francese, sia nelle parole sia nell’ordine seguito per riferire il lungo itinerario di viaggio del Tianeo. Bruno aggiunge soltanto i Persi e gli Elamiti[28] ai popoli con cui Apollonio venne a contatto e la notizia erodotea relativa all’esistenza presso gli Etiopi della “famosissima mensa del sole sulla sabbia[29]”. Per il resto cita i popoli nell’esatto, identico ordine di Rabelais, conservando  l’identificazione del Gange con il biblico fiume Phison[30]. Omette o dimentica invece l’accenno a Iarca, il più anziano dei dotti bramani, forse perchè l’importanza conferita a lui e a tutta la sapienza indiana da Apollonio, che la ritiene superiore e madre di quella egizia, sconvolge l’ordine di classifica della sapienza, stilata da Bruno poco prima nella sua orazione, in cui egizi e caldei precedevano i gimnosofisti indiani:

“Sopra queste sette colonne la sapienza si edificò la casa tra gli uomini. La quale casa, se guardiamo la storia, primamente apparve presso gli Egizi, e presso gli Assiri tra i Caldei. In secondo luogo presso i Persiani, tra i Magi, sotto Zoroastro. In terzo luogo presso gli Indiani, tra i Gimnosofisti. In quarto luogo presso i Traci e contemporaneamente presso i Libici, sotto Orfeo e Atlante. In quinto luogo presso i Greci sotto Talete e gli altri savi. In sesto luogo presso gli Itali sotto Archita, Gorgia, Archimede, Empedocle, Lucrezio. In settimo luogo presso i Germani ai nostri tempi: sicché sembra certo che, con Giove e l’Impero a immagine della curia celeste, Minerva, questa Sofia, abbia, con una vicissitudine di successioni, cambiato paese e mutato sedi.”[31]

Per questa genealogia della sapienza, Bruno si rifaceva a Marsilio Ficino, che assegnava a Ermete Trimegisto tra gli Egiziani e a Zoroastro tra i Persiani il primato di una tradizione che, attraverso Orfeo, Aglaofemo e Pitagora culminava nel divino Platone[32]. Ficino, con l’intento di cristianizzare la prisca teologia egizia, sfruttando l’autorità di Lattanzio che annoverava Ermete fra le Sibille e i Profeti e di Agostino, che trovava vere molte delle cose che Ermete aveva detto di Dio, trasformò il Trismegisto in un vero e proprio profeta del cristianesimo. L’operazione ebbe successo al punto che, nel mosaico posto all’ingresso del Duomo di Siena intorno al 1480, troviamo affiancate le figure di Ermete Trimegisto e di Mosé, indicati come contemporanei.[33] Apollonio ebbe un destino simile. Egli godeva di una fama talmente solida e difficile da sradicare che i primi teologi cristiani non solo giustificarono l’uso dei suoi famosi talismani, precisando che essi erano realizzati grazie alla conoscenza delle forze naturali e non in virtù di poteri soprannaturali, ma arrivarono al punto di accogliere il sapiente Tianeo nel grembo della Chiesa di Bisanzio, trasformandolo in profeta del Signore o addirittura in santo![34] Quando però alcuni cercarono di presentarlo come un vero e proprio Cristo pagano, paragonando i suoi prodigi ai miracoli di Gesù, la reazione dei  teologi cristiani non si fece attendere: le sue diventarono soltanto empie pratiche magiche e Apollonio, come più tardi Bruno, fu accusato di stregoneria. E dire che lo stesso Filostrato si era preoccupato, all’inizio del suo libro di sgombrare subito il campo da certi equivoci:

“dato che si incontrò con i Magi in Babilonia, con i Bramani dell’India e con i Gimnosofisti che vivono in Egitto, vi è pure chi lo ritiene un mago e lo accusa di avere praticato la stregoneria: ma lo fa per ignoranza.”[35]

E aveva ricordato come Empedocle, Pitagora, Democrito e lo stesso Platone, pur avendo frequentato i profeti e i sacerdoti di Babilonia ed Egitto, non praticarono mai arti magiche. Le doti profetiche e la capacità di interagire “magicamente” con la natura sono tappe intermedie di un’evoluzione di tipo karmico, per cui il sapienteattraverso la meditazione e senza ricorso a sacrifici, culti o chiese, stabilisce uncontatto mistico con la divinità:

“I maghi, che io considero i più disgraziati fra gli uomini, affermano di poter mutare il corso del destino….. Egli invece si assoggettava ai decreti delle Moire, e prevedeva solo come si sarebbero di necessità realizzati: le sue previsioni non si dovevano a mezzi magici, bensì alla rivelazione divina”.[36]

Per “rivelazione divina”, depurando l’interpretazione di Filostrato dal tributo dovuto al culto solare dello sponsor Giulia Domna, dobbiamo intendere la comprensione, in senso pitagorico, degli intimi meccanismi della natura in cui la divinità si estrinseca. Ciò richiama in modo evidente quella “magia naturale”, che costituiva la vera ed unica magia accettata da Bruno:

“Prima di affrontare l’argomento della magia, come nel caso di qualunque altro oggetto si voglia discutere, bisogna distinguere il nome in base ai suoi significati; infatti per quante accezioni vi sono del termine magia, vi sono altrettanti tipi di mago. In primo luogo, mago viene considerato il sapiente, come erano i trimegisti presso gli Egizi, i druidi presso i Galli, i gimnosofisti presso gli Indiani, i cabalisti presso gli Ebrei, i magi (il cui capostipite è Zoroastro) presso i Persiani, i σοφοί presso i Greci, i sapienti presso i Latini.”[37]

Richiamando la fortunata e discussa definizione di “mago ermetico”, formulata da Frances Yates,  potremmo dire che Bruno fu mago nell’accezione di “mago naturale”:

“Quando viene usato dai filosofi e tra i filosofi, il termine mago indica il sapiente dotato della capacità di agire”[38],

e fu ermetico nella misura in cui individuò nell’ermetismo la dottrina che meglio interpretava le esigenze fondamentali della propria visione ontologica e cosmologica[39].
Il Nolano doveva riconoscersi non poco nel personaggio di Apollonio, quale ce lo ha tramandato Filostrato. Maestro e guida di re e imperatori[40], li esortava a guidare i loro popoli al di là dei settarismi, perchè nessuna religione può proclamarsi depositaria della verità unica. Il suo sincretismo filosofico, dovuto all’innesto delle dottrine orientali ed ebraiche su una solida base pitagorica, doveva apparire a Bruno l’ideale anello di congiunzione tra l’Egitto e l’Oriente. Attraverso di lui la prisca sapientia risale ancora un gradino più su, dagli egizi ai bramani, di cui proclama, a più riprese, la superiorità.[41]:

“Chi è tanto esperto da poter correggere i riti degli Egizi?”. “Qualsiasi sapiente” disse Apollonio “che venga dall’India”[42]

In queste parole il Nolano non poteva non sentire il peso della sapienza indiana sovrastare il favoloso Egitto, capovolgendo il giudizio del Lamento ermetico, da lui tradotto nello Spaccio[43]. Celebrando gli Egizi, per il tramite di Pitagora, egli rendeva merito, indirettamente, ai loro progenitori indiani:

“Ora, tu sei amante della sapienza, che fu trovata dagli Indiani: e vuoi chiamarla con il nome non dei suoi padri naturali, bensì di quelli adottivi? Vuoi conferire agli Egiziani un dono maggiore che se il Nilo inondasse nuovamente le loro terre misto a miele, come essi celebrano nei loro canti?”[44]

Di Pitagora, infatti, che anche la testimonianza di Apuleio voleva allievo dei saggi indù[45], Apollonio ricorda ripetutamente il debito nei confronti delle dottrine bramaniche, anche se apprese di seconda mano dai Ginni dell’Egitto, discendenti degli Etiopi, a loro volta originari dell’India:

“Non ho mai sacrificato vittime, non le sacrifico, non tocco sangue, neppure se è versato sopra un altare. Questo principio era affermato da Pitagora e parimenti dalla sua scuola, e dai Ginni in Egitto e nell’India dai Bramani, da cui vennero a Pitagora e ai suoi accoliti i fondamenti della sapienza”.[46] 

La conoscenza delle teosofie orientali aveva consentito ad Apollonio di rinvenire in esse origini e conferme degli insegnamenti pitagorici. E’ il caso ad esempio della fede nella reincarnazione:

“E intorno all’anima qual’è la vostra opinione?”, “La stessa” rispose Iarca “che Pitagora trasmise a voi, e noi agli Egizi”. Chiese allora Apollonio: “Vuoi dire che, come Pitagora affermava di essere Euforbo, anche tu prima di venire in questo corpo fosti uno dei Troiani o dei Greci, oppure un altro uomo qualsiasi?”[47].

Apollonio di Tiana insegnava che l’Anima, rivestita dal corpo, dopo aver sperimentato l’infanzia, la giovinezza e la vecchiaia, lo abbandona per rivestirne un altro dopo un certo periodo. La sua concezione della morte è dunque in piena sintonia con le teorie pitagoriche, come attesta l’epistola indirizzata al console P. Valerio Asiatico per consolarlo della prematura perdita del figlio:

“…Nessuno muore se non in apparenza, come nessuno nasce che in apparenza. In effetti il passaggio dall’essenza alla sostanza, ecco ciò che da alcuni è stato chiamato nascere; e così ciò che è stato chiamato morire, non è altro invece che il passaggio dalla sostanza all’essenza. Nulla nasce e nulla muore in realtà. Il visibile diventa invisibile: il visibile è prodotto dalla densità della materia, l’invisibile dalla sottilità dell’essenza. L’essere è sempre il medesimo, egli è talvolta attività e tal altra riposo: L’essere possiede questa essenziale particolarità, che il suo cambiamento non è per nulla provocato da qualche cosa che sia al di fuori di lui medesimo: l’intiero diventa parti e le parti diventano l’intiero, nell’unità del tutto”.[48]

Perciò il sapiente, se necessario, affronterà la morte, non per eroismo e neanche per affermare un diritto ad una libertà di pensiero che nessuno potrà mai sottrargli e che quindi neppure è in discussione, ma semplicemente per difendere i propri principi:

“Morire per la libertà, infatti, è prescritto dalle leggi; per i parenti, per i figli, per il proprio amore è imposto dalla natura: e tutti gli uomini obbediscono alla natura e alla legge, alla natura di loro volontà, alla legge per forza. Ma ai sapienti s’addice piuttosto di morire per gli ideali, a cui si sono dedicati. Questi non li istituì la legge, né li generò innati la natura, bensì furono essi a praticarli grazie alla loro forza d’animo e al loro coraggio. In difesa di questi principi, se vengono violati, il sapiente affronti il fuoco, affronti la scure, poiché nulla di tutto ciò potrà vincerlo, né avvolgerlo nelle spire della menzogna: ma egli si terrà stretto a tutto il suo sapere non diversamente che se fosse iniziato ai misteri”.[49]

Per questi stessi motivi, Bruno non va considerato un martire del libero pensiero, come sostenuto da una ormai logora propaganda anti-clericale, bensì lo strenuo difensore delle proprie idee, in ossequio all’inviolabile dignità della sapienza. In tal senso l’atteggiamento tenuto da Apollonio nel corso del processo cui lo sottopose l’imperatore Domiziano, presenta suggestive analogie con quello subìto da Giordano Bruno. Prima di affrontare il giudizio, egli ammonisce lo spaventato discepolo Damis:

“…i soldati e gli opliti non hanno bisogno soltanto di coraggio, ma anche di una tattica con cui interpretare le diverse opportunità della battaglia; e così pure i filosofi devono prestare attenzione alle circostanze della morte, per non affrontarle come chi si getta allo sbaraglio e di proposito le cerca, e sceglierle invece con il criterio migliore. Che noi invero abbiamo scelto di morire nel modo migliore e nelle circostanze più convenienti al filosofo, supposto che qualcuno voglia ucciderlo, io l’ho già dimostrato ad altri in tua presenza, e a te mi sono sforzato di insegnarlo fino alla noia”.[50]

Ciò ricorda molto da vicino la vicenda processuale di Bruno, l’accorta e lucida strategia con cui tenne testa all’Inquisizione per otto lunghi anni[51], prima di scegliere anch’egli, come Apollonio, anche se in maniera più drammatica, di sparire a questo mondo per rifluire nell’Uno-tutto[52]. A coloro che gli chiedevano:“E perché non temi Nerone?”, Apollonio rispondeva: “Perché il dio che ha concesso a lui di ispirare paura, a me ha concesso di non provarla”.[53]
Ci sembra quasi di ascoltare lo sprezzante monito che Bruno rivolse ai suoi carnefici dopo aver ascoltato, impassibile, il verdetto: “Forse pronunciate questa sentenza contro di me con più paura di quella che provo io nell’accoglierla”.

[1]In particolare Bartholmess aveva accostato il detto rabelaisiano “Démocrite héraclitisant et Héraclite Démocritisant” (Gargantua, I, 20) al motto del Candelaio ”In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”. C.Bartholmess, Jordano Bruno, II, 65.

[2]Cfr. Candelaio, a cura di A. Guzzo, Milano 2004, p. 139-140.

[3]Cfr. Pantagruel, III, 9, 35 e 36. Vedi in proposito anche G. Lafaye, Giordano Bruno in “Revue Internazionale de l’Enseignement”, 1889, 552-5; M. Monnier, Giordano Bruno et ses derniers biographes, Bibliothèque Universelle et Revue Suisse, XXIV, 1884, 579-81; Sanesi, La Commedia, p. 423.

[4]V. Spampanato,” Il Rabelais e il Bruno” in Alcuni antecedenti e imitazioni francesi del Candelaio, 1905, p. 35.

[5]Ivi, p. 16.

[6]Ivi, pp. 13-14.

[7]Cfr. L. Auvray, Giordano Bruno à Paris, in “Memoires de la Société de l’Histoire de Paris et de l’Ile-de-France », XXVII 1900, pp. 208-301, riprodotto in V.Spampanato, Vita di Giordano Bruno, pp. 641-59.

[8]Cfr. La Cena de le Ceneri, Dialoghi filosofici italiani, a cura di M. Ciliberto, Milano 2000, p. 14: “se non sapran scuoprir quel ch’è ascosto sotto questi Sileni”.

[9]F.Rabelais, La vie inestimabile du grand Gargantua, pere de Pantagruel, Prologue del l’auteur .

[10]“In molti, tra Quattro e Cinquecento , si ricorderanno, per ragioni diverse, di questa stupenda immagine platonica: da Pico ad Erasmo nel suo Sileni Alcibiadis, per denunciare i falsi sapienti; Rabelais, nel prologo del Gargantua, per svelare il potere terapeutico del riso. Ma anche Pierre de Ronsard e Torquato Tasso ne faranno uso nelle loro poesie”. Bruno, come è suo costume, si impossessa del topos, disseminato in numerosi luoghi strategici delle sue opere”. N.Ordine, La soglia dell’ombra, p. 39 nota 37.

[11]Les horribles et épouvantables faits et prouesses du très renommé Pantagruel, Roy des Dipsodes è il primo libro dell’opera di Rabelais, pubblicata nel 1532 (il secondo per come ci è presentata oggi l’opera intera, che non segue l’ordine cronologico di scrittura, bensì quello delle vicende narrate).

[12]Cfr. anche G. Lafaye, op. cit.

[13]La Cena de le Ceneri, Dialoghi filosofici italiani, cit. p. 101.

[14]“In Pitagora che visitò i vaticinatori di Menfi; in Platone che visitò i magi dell’Egitto e Archita di Taranto; in Apollonio Tianeo che andò fino al monte Caucaso, passò gli Sciti, i Massageti, gl’Indiani, navigò il gran fiume Fisone fino ai Bramani per vedere Hiarca; e poi fu in Babilonia, Caldea, Media, Assiria, Partia, Siria, Fenicia, Arabia, Palestina, Alessandria e fino in Etiopia per vedere i Gimnosofisti.” F. Rabelais, Gargantua e Pantagruel Libro I Cap. XVIII.

[15]“Ite nunc, veteres philosophi, lustrate provincias, novos adite populos, maria transite. I nunc Pythagora ad Memphiticos vates, Archita in oras Italiae, Plato in Siciliam. I nunc, Thianaee, intra Persas, peroransi Caucasum, Scythas, Messagetas, opulentissima Indiae regna penetra, latissimoque Phison amne trasmesso, perge ad Brachmanas, discorre per Elamitas, Babilonios, Chaldaeos, Medos, Assyrios, Pathos, Syros, Phoenices, Arabes, Palestinos, Alexandriam, et perge in Aethiopiam ut Gymnosophistas et famosissimam solis mensam videas in sabulo. Ea enim universa, et iis majora, et maiora ijs, quae vos in tot tantisque mundi regionibus quaesivistis, ego in una Germaniae regione inveni.” Oratio valedictoria, Opera Latine conscripta, vol. I, tomo 1, a cura di F. Fiorentino et alii, Napoli, Morano, 1879-91, p. 22 A.

[16]Filostrato nacque a Lemno nel 160 d. C. e morì verso il 249 d. C. Insegnò retorica ad Atene per poi trasferirsi a Roma, godendo del favore dell’imperatore Settimio Severo e di Giulia Domna, che gli commissionò la Vita di Apollonio di Tiana. Le opere di Apollonio non ci sono pervenute in versione originale. Di esse conosciamo alcuni titoli: “Iniziazioni“, “Oracoli“, “Inno alla Memoria“. Un suo trattato di astrologia pare sia stato tradotto in arabo nel IX secolo. Gli viene anche attribuita una “Vita di Pitagora“. Ancora a Roma scrisse l’Eroico, opera in forma dialogica sul culto di Protesilao e, ad Atene le Vite dei Sofisti.

[17]Vi sono poi una serie di testimonianze indirette, di cui uno degli esempi più significativi fu l’esaltazione che di Apollonio fece Filone, a due secoli dalla sua morte, quale profeta di un culto mistico fondato sulla comunione con Dio.

[18]Cfr. Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, Adelphi Milano, 2004 pp. 392-3.

[19]Candelaio, cit. p. 118. Merlino (secolo V) e Malagigi sono maghi celebrati nei poemi cavallereschi.

[20]“Omitto quod quidam in animum bene formatum contractione facia proprium alienumque corpus servatur, sicut cecinit Zoroaster, fecit Pythagoras, Apollonius et Abb.” Sigillus Sigillorum, Opera Latine conscripta, cit. I, p. 181 F. Di Abaride o Abari (greco Ábaris), leggendario taumaturgo greco di origine sciamanica, che si diceva avesse la capacità di solcare l’aria a cavallo di una freccia, ci parlano Erodoto e Pindaro. I Greci lo facevano discendere dal favoloso popolo degli Iperborei. I neopitagorici lo considerarono un precursore di Pitagora.

[21]Cfr. Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, cit. p. 218.

[22]De monade, numero et figura, Opere latine, a cura di C. Monti, Torino 1980, p. 305.

Sulla virtù dei numeri “per agire sulle cose” cfr. M. Ciliberto, Giordano Bruno, Laterza 1992, pp. 228-9.

[23]Ivi, p. 357

[24]Apollonio verrà, nella tradizione ermetico-occultistica rinascimentale, accostato da autori come Cornelio Agrippa, ad Ermete e Zoroastro come maghi autori di opere mirabili.

[25]Di Pitagora egli seguiva con scrupolo anche i precetti dietetici: regime vegetariano, niente vino né sesso, indossava abiti di sole fibre e, come riferisce Filostrato, osservò cinque anni di silenzio, durante i quali si esprimeva solo “con gli occhi e con le mani e i cenni del capo”, Vita di Apollonio di Tiana, cit. p. 73.

[26]Ivi, p. 369.

[27]I Magi erano sacerdoti dediti al culto del fuoco, all’astrologia e alla divinazione, generalmente al servizio delle dominazioni che ressero il Medio Oriente, in particolare la Mesopotamia e la Persia, dai re Medi e Babilonesi agli Achemenidi e poi ai Parti.

[28]L’Elam era un territorio compreso tra l’altopiano iranico sud-occidentale e le terre a est del basso Tigri.

[29]“famosissimam solis mensam videas in sabulo”: secondo l’antica tradizione, qui raccolta dal Bruno, nel regno di Etiopia (termine indicante in maniera generalissima i più lontani popoli dell’Oriente e del Mezzogiorno) esisteva il costume di imbandire la mensa al sole. Cfr. Erodoto, III, 18 ( traduzione latina di Lione, 1542 p. 71): “Est in suburbano pratum, omnium quadrupedum assa carne refertum, quam per noctem singuli civium magistratis prosperant ponere, ad eamque, ubi illuxit, cuilibet epilatum licet accedere. Haec ipsa a terra reddi adsique indigenae credunt.” ( “Esiste nei dintorni della città un prato colmo di carni arrostite di ogni sorta di quadrupedi, che i cittadini si fan premura di disporre durante la notte per i loro magistrati. E’ fatta l’alba ciascuno ha la facoltà di venire a cibarsene. Gli indigeni credono che queste carni continuamente consumate vengano continuamente ripristinate dalla terra”).

[30]Phison: Uno dei quattro fiumi del Paradiso terrestre che hanno una fonte comune sotto l’albero della vita viene comunemente identificato con il Gange (gli altri tre sono Nilo, Tigri ed Eufrate). Cfr. Genesi II, 8-14 – “Et fluvius egrediebatur de loco voluptatis ad irrigandum paradisum, qui inde dividitur in quatuor capita. Nomen uni Phison; ipse est qui circuit omnem terram Hevilath, ubi nascitur aurum; et aurum terrae illius optimum est; ibi invenitur bdellium, et lapis onychinus. Et nomen fluvii secundi Gehon; ipse est qui circuit omnem terram Aethiopiae. Nomen vero fluminis tertii, Tygris; ipse vadit contra Assyrios. Fluvius autem quartus, ipse est Eufrate… » (Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiamava Pison; esso scorre intorno a tutto il paese di Avila dove c’è l’oro e l’oro di quelle terre è fine; qui c’è anche la resina odorosa e la pietra d’onice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d’Etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre a oriente di Assur. Il quarto fiume è l’Eufrate.

[31]Oratio valedictoria, cit. p. 16 A.

[32]“Egli è detto il primo degli autori di teologia; gli successe Orfeo, secondo fra i teologi dell’antichità: Aglaofemo ch’era stato iniziato all’insegnamento sacro di Orfeo, ebbe come successore in teologia Pitagora, di cui fu discepolo Filolao, il maestro del nostro divino Platone. Vi è quindi una prisca theologia … che ha la sua origine in Mercurio e culmina nel divino Platone “, M. Ficino, Argumentum del Poimandres .

[33]Nell’opera Ermete mostra a Mosè una tavola che reca incise le parole del Pimandro: “Deus, omnium creator secum Deum fecit visibilem et hunc fecit primum et solum quo oblectatus est et valde amavit proprium Filium ” e sotto, sulla targa del titolo si legge: “Hermes Mercurius Trismegistus Contemporaneus Moysi“.

[34]Cfr. D. Del Corno, Introduzione a “Vita di Apollonio di Tiana”, Adelphi, 2004 pp. 45-46.

[35]Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, cit. p. 62.

[36]Ivi, p. 228.

[37]De magia naturali, Opere Magiche, edizione diretta da M. Ciliberto, a cura di S. Bassi, E. Scapparone, N. Tirinnanzi, Milano, 2000, p. 160.

[38]Ivi, p. 167.

[39]In proposito mi permetto di rinviare a G.del Giudice, La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente, Di Renzo, Roma 2005.

[40]Apollonio fu amico e consigliere, prima e dopo la loro nomina ad Imperatori, di Vespasiano, Tito e Nerva.

[41]Per distinguerli dai Βραχμãνες (Bramani), che i greci chiamavano anche Γυμνοσοφισταί (Ginnosofisti), Filostrato chiama Γυμνοί (Ginni) i sapienti dell’ Africa.

[42]Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, cit. pp. 237-238.

[43]“O Egitto Egitto, delle religioni tue solamente rimarranno le favole anco incredibili alle generazioni future: alle quali non sarà altro che narri gli pii tuoi gesti che le lettere scolpite nelle pietre, le quali narraranno non a dèi et uomini (perchè questi saran morti, e la deitade sarà trasmigrata in cielo), ma a Sciti et Indiani, o altri simili di selvaggia natura.” Spaccio de la bestia trionfante, Dialoghi filosofici italiani, cit. p. 637.

[44]Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, cit. p. 272.

[45]Cfr. Apuleio, Florida, p. 130, ed Bip.

[46]Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana,, cit. pp. 373-374.

[47]Ivi, p. 154.

[48]Filostrato, Epistola a P. Valerio Asiatico.

[49]Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, cit. p. 319.

[50]Ivi, p. 339.

[51]Cfr. in proposito l’acuta analisi di M.Ciliberto sull’uso della Dissimulazione, in Pensare per contari, Interpretazione del processo di Giordano Bruno, 2005, 325-363.

[52]Per l’episodio in cui Apollonio, dopo aver rivolto a Domiziano la frase: “non mi ucciderai, infatti, poiché non sono mortale”, scompare dal tribunale prima della sentenza, cfr. Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, cit. p. 354.

[53]Ivi, p. 217.

Olga Podlazova

Monogramma Bruno3L’11 Settembre di due anni fa ci lasciava, a soli 28 anni, Olga Podlazova, simbolo di tutti coloro che amano Bruno per pura sete di conoscenza.

Voglio ricordarla pubblicando il monogramma del Codice Norov, la cui immagine “rubata” durante una delle rare mostre moscovite, mi inviò col suo solito, orgoglioso candore.

Ci mancherai Olga!

Olga PodlazovaUn’altra scintilla sprigionatasi nell’universo da quel terribile, meraviglioso rogo del febbraio del 1600 è tornata a congiungersi al fuoco del Sole!
Attilio Repola mi ha appena comunicato che Olga, la radiosa, eterea, preziosissima Olga, si è tolta la vita. Il sinodo di corpo e anima l’aveva sempre affascinata e tormentata e, negli scritti del Nolano, aveva trovato una via da seguire alla ricerca di una soluzione. Voglio interpretarla così questa sua decisione di lasciarci, come l’impaziente desiderio di spingere all’estremo la sua ricerca.
La triste notizia mi ha colto proprio in un momento di grande gioia per l’assegnazione del I Premio Internazionale “Giordano Bruno”.
Con la Sua continua richiesta di poter leggere le opere ancora inedite del Nolano, Olga è stata uno degli stimoli maggiori alla realizzazione de “La disputa di Cambrai”, che aveva molto apprezzato. Naturalmente questo premio lo dedico a Lei: lo merita tutto! Il Suo destino è la dimostrazione palpitante e tragica che i valori socratici dell’umiltà e della sete di conoscenza costituiscono ancora oggi motivo di sofferenza. In un’era in cui millantare è più facile e redditizio che essere, in cui la forma conta molto più della sostanza, a soccombere o, meglio, a tirarsi in disparte, sono sempre i più onesti e sensibili. Ci torneremo sopra, a mente fredda. Intanto affido alle commosse parole del devoto amico Attilio il compito di rievocarne il ricordo.
Guido del Giudice


“Così come il nostro, il suo, Giordano Bruno ha voluto salire sul rogo, insofferente ormai dell’ottusità del mondo, con il quale era costretto a confrontarsi, così Olga Ivanovna Podlazova ha voluto lasciare questo mondo, nel quale il suo spirito era costretto.

Nell’inevitabile mistero, che circonda l’altra vita, il suo spirito si è ora liberato. Il filo si è rotto e l’aquilone è libero di librarsi nello spazio. Olga lascia, a noi sopravvissuti, il ricordo della sua passione per la ricerca della verità, della sua aperta disponibilità al dialogo, della sua disarmante semplicità.

Il suo coraggio di vivere è stato pari a quello di decidere di morire. Aveva 28 anni. L’ho conosciuta in rete, nel vecchio blog del sito bruniano. Un suo messaggio semplice, così semplice, che nessuno gli aveva dato risposta. Succede.

Ha scelto il Papa nuovo, che potrebbe andato al corso ecclesiastico radicale. Che nè vi pensate?

Neppure io risposi appena lo lessi. Tornai sul blog dopo parecchi giorni. Quel messaggio era ancora lì, senza risposta. Non mi sembrava giusto, così risposi.

non mi ha meravigliato la nomina di papa ratzinger. la bruniana coincidenza degli opposti, così bene illustrata da guido del giudice nel suo libro, esigeva una risposta di fondamentalismo cattolico al fondamentalismo islamico.

Così cominciò il nostro dialogo, prima sul blog, poi, non interessando ad alcuno le nostre chiacchiere, nel privato. Così la nostra amicizia. Era l’inizio dell’estate 2005.

Scoprii che, per età, poteva essere mia figlia, che traduceva Giordano Bruno dai testi originali e tante altre cose, i tanti altri suoi interessi. Finché un giorno mi scrisse che il suo sogno era di essere a Campo de’ Fiori un 17 febbraio. Le risposi “Tu vieni in Italia. A Campo de’ Fiori, il prossimo 17 febbraio, ti porto io.”

E così fu. Fu là, in quella grande sagra di fanatismo e autocelebrazione, che la lasciò interdetta, che conoscemmo de visu l’amico Guido del Giudice. E questa fu una cosa veramente bella. Mentre io trafficavo col cellulare per cercare Guido, lei, Olga, l’aveva già individuato: aveva memorizzato la sua fisionomia da una sua foto, peraltro poco definita, comparsa nel sito. Mi pareche lo rappresentasse a fianco del monumento di Nola.
Olga PodlazovaOlga che costruiva coltelli, Olga che scolpiva il legno, Olga che curava un piccolo di cornacchia ferito, Olga che aveva un rapporto speciale, viscerale, con i suoi cani, in particolare con la sua Gravi, una cagna ibrido tra laika e lupo, destinata ad essere soppressa, Olga che amava i lupi, Olga che aveva scritto un brano teatrale sulla disputa di Cambrai, che avevamo cominciato a tradurre insieme in italiano, finché fummo distratti da altre cose, Olga che amava la natura solitaria, quella fortunata, perchè dimenticata dall’uomo. Le foto di Olga, quelle della sua Russia, fino alle ultime, scattate in Montenegro, durante le ultime, definitive, sue vacanze. Olga.

Questa Olga non c’è più. La morte ce l’ha sottratta, ma sorella morte è pietosa: ci ha lasciato intatto il suo ricordo.”.
Attilio Repola

TESTO RAPITO ATTO SECONDO: Finanziamenti miliardari

“Bruno filosofo non appartiene soltanto ai filosofi e noi non tollereremo che la corporazione degli accademici lo sequestri per sé. Bruno fu il filosofo fastidito, l’accademico di nessuna accademia, il nemico dei pedanti, il libero ricercatore della verità: dunque che cosa ha di comune con le Università? Dio ci guardi dalla dottrina ufficiale !
I sapienti che oggi esaltano il Nolano, ieri in compagnia del Bellarmino, ne avrebbero sentenziata l’insanità, perchè é ufficio dell’ Accademia non promuovere la Scienza, ma irrigidirla e canonizzarla. Perciò i discendenti dei dottori che derisero il Nolano e con lo Scioppio gioirono del supplizio, oggi non sapendo come fargli offesa lo vorrebbero incarcerare nelle loro cattedre ed ipotecarlo per le loro dispense di esame.
C’è un Bruno però che non appartiene ai filosofi di professione, agli accademici salariati, ma è di tutti gli uomini colti o che cercano appassionatamente la verità, e Bruno a sua volta la cercò con passione, con frenesia, con ispasimo, senza riguardi umani, fra lo sprezzo dei dotti e disprezzandoli”.

da: A. Labriola, “Il significato del martirio di Giordano Bruno”

TABELLA I

Schema riassuntivo dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica per progetti di ricerca riguardanti Giordano Bruno, a partire dall’anno 1997. Sono tutti documenti pubblici, liberamente consultabili in rete.

Ogni commento è superfluo. Le cifre parlano da sole: una sola persona gestisce il 92% di tutti i finanziamenti bruniani e il 100% dei fondi (3 miliardi del vecchio conio in tre anni) stanziati per le Celebrazioni del quarto centenario della morte di Giordano Bruno.
Cinque ricercatori si spartiscono l’ottanta per cento dell’intera somma stanziata.
Considerate poi che la maggior parte dei progetti prevede l’utilizzo di queste somme per la pubblicazione di opere bruniane con importanti case editrici nazionali, che frutta loro ulteriori introiti sulle vendite! Sono soldi nostri, del contribuente! Si criticano i politici, i medici, gli insegnanti, i piloti, gli impiegati statali… ma questi chi li controlla?
Ci sono dei criteri nell’erogazione di questi fondi? Ci saranno certamente, ma devono essere molto opinabili. Notate ad esempio come il finanziamento del 1998, l’unico non assegnato a Ciliberto, sia stato diviso tutto tra donne! Non c’era un uomo quell’anno e in quel progetto in grado di dare un contributo? Tanti e tanti sono gli interrogativi che sorgono esaminando queste cifre, numerose le cose incomprensibili: che qualcuno ci aiuti a spiegarle!

Coordinatore: MICHELE CILIBERTO
Università degli Studi di Pisa
Genesi e caratteri della filosofia moderna
anno 1997
95 M£ + 4,650 M£

(51.464,93 €)

Coordinatore: ELISA GERMANA ERNST
Università degli Studi Roma Tre
Bruno, Campanella e il Rinascimento: Edizioni critiche e studi
anno 1998
116 M£

(59909 €)

Coordinatore: MICHELE CILIBERTO
Università degli Studi di Pisa
Le opere latine di Giordano Bruno: edizione critica, traduzione italiana, fortuna storica
anno 1999
300 M£

(154.937,07 €)

Coordinatore: MICHELE CILIBERTO
Università degli Studi di Pisa
Dio, natura e mondo nella filosofia moderna
anno 2001
180.759 €
Coordinatore: MICHELE CILIBERTO
Scuola Normale Superiore di Pisa
Vocabolario filosofico moderno online: Bruno Spinoza Kant. Edizioni, traduzioni, fortuna
anno 2003
210.000 €
Coordinatore: MICHELE CILIBERTO
Scuola Normale Superiore di Pisa
Filosofie e teologie: fonti antiche, discussioni moderne. Da Bruno a Spinoza.  Edizioni, traduzioni, fortuna.
anno 2006
120.000 €
Totale finanziamenti erogati dal 1997 al 2006 777.070 €

TABELLA II
Distribuzione dei fondi tra coloro che hanno ricevuto più di un finanziamento(*)

Responsabile Unità 1997 1999 2001 2003 2006 Totale
Michele Ciliberto (PI) 16.862 55.260 38.734 67.500 35.000 213.356
Nestore Pirillo (TN) 5.939 24.273 29.954 35.000 177.834
Walter Tega (BO) 14.460 25.822 28.921 20.000 89.203
Filippo Mignini (MC) 36.668 20.000 26.000 82.668
Simonetta Bassi (PI) 52.500 23.000 75.500
Chiara Lafons (PI) 2.324 10.845 28.921 42.090
Andrea Giovanni Orsucci(CA) 9.296 17.559 15.000 41.855
Giuliano Campioni (LE) 5.164 16.526 21.690

(*) tutte le cifre indicate in tabella sono espresse in euro.


Ministero dell’Universita’ e della Ricerca Scientifica e Tecnologica
Dipartimento Affari Economici

Coordinatore MICHELE CILIBERTO 1997
Titolo della Ricerca GENESI E CARATTERI DELLA FILOSOFIA MODERNA
Totale finanziamento (*) 95,000
Rd+Ra 79,827 (dichiarata all’atto della domanda)   79,827 (certificata)
Spese di coordinamento 4,650
Durata 24 mesi

(*) tutte le cifre indicate nel modulo sono espresse in milioni

Unità di Ricerca

1] Unità di Universita’ degli Studi di PISA
Responsabile MICHELE CILIBERTO 1997
Rd+Ra 24,000 (dichiarata all’atto della domanda) 24,000 (certificata)
Finanziamento 28,000
Compito

L’unità di ricerca analizzerà anzitutto la discussione che si è svilippata negli ultimi venti anni sul problema dei rapporti tra magia e scienza nella formazione della filosofia moderna – tema cruciale per un interpretazione, in senso generale, del mondo moderno nella sua complessità. Successivamente – sulla base di nuovi materiali e di documenti inediti presentati in moderne edizioni critiche – si procederà a studiare in modo specifico alcuni protagonisti fondamentali del processo costitutivo della filosofia moderna, in Italia ed in Europa, tra la seconda metà del ‘500 e i primi decenni del ‘600: da Cardano a Bruno a Campanella.

2] Unità di Universita’ degli Studi di TRENTO
Responsabile NESTORE PIRILLO 1997
Rd+Ra 10,000 (dichiarata all’atto della domanda) 10,000 (certificata)
Finanziamento 11,500
Compito

L’oggetto della ricerca è costituito dalla ricostruzione del nesso che lega la filosofia, in quanto idea dei costumi e dell’uomo, e i saperi che studiano le modalità della condotta di vita. Questa ricostruzione permetterà di rappresentare la trasformazione strutturaler e storica della coscienza, discussa variamente nella cultura otto-novecentesca. Verranno delineate: a) la riflesione intorno alla formazione moderna dello spazio della “coscienza”; b) la discussione sul carattere scientifico ed ermeneutico di tale spazio; c) la relazione dei saperi attinenti a tale spazio; d) l’origine (le tradizioni filosofiche e scientifiche) a cui le questioni vengono fatte risalire e la loro diffusione e influenza sul sistema delle visioni del mondo, sulle istituzioni e sulle professioni; e la nuova relazione tra storia e scienza, tra storia e coscienza, tra storia e medicalizzazione.

3] Unità di Universita’ degli Studi di LECCE
Responsabile GIULIANO CAMPIONI 1997
Rd+Ra 10,000 (dichiarata all’atto della domanda) 10,000 (certificata)
Finanziamento 10,000
Compito

La ricerca intende indagare sul senso complessivo e articolato della presenza di autori francesi del ‘600 e del ‘700 nella filosofia critica di Nietzsche e, piu’ in generale, della forte valorizzazione del XVII secolo (“secolo aristocratico, ordinatore, superbo verso ciò che è animale, severo con il cuore” “il secolo della volontà forte; anche quello della forte passione”). Di qui anche il non univoco atteggiamento (imposto a molta critica dagli schemi interpretativo heideggeriani) verso Descartes, valorizzato in più modi da Nietzsche a partire da Umano, troppo umano: ” aristocratismo: Cartesio. Dominio della ragione, testimonianza della sovranità della volontà”. Cartesio è definito anche (con Aristotele, Bacone e Comte) grande metodologo”. Si tratta quindi di verificare quanto la lettura di Nietzsche sia capace di cogliere la complessità delle istanze culturale, filsofiche, letterarie, scientifiche del secolo XVI da Montaigne ai moralisti da Cartesio a Pascal): il progetto della ragione deve imporsi comunque su istanze più oscure.

4] Unità di Universita’ degli Studi della BASILICATA
Responsabile SERGIO PIERI 1997
Rd+Ra 1,327 (dichiarata all’atto della domanda) 1,327 (certificata)
Finanziamento 1,350
Compito
Ricerca sul pensiero moderno e comtemporaneo su temporalità e verità, per quanto riguarda un versante, quello francese; ricerca su esperienza e fenomelogia per ciò che riguarda l’altro versante, quello anglo-americano.
5] Unità di Universita’ degli Studi di BOLOGNA
Responsabile WALTER TEGA 1997
Rd+Ra 24,000 (dichiarata all’atto della domanda) 24,000 (certificata)
Finanziamento 28,000
Compito
Il programma di ricerca prevede l’analisi di testi e di fonti iconiche attinenti ai temi dello studio della rappresentazione e della “manipolazione” della natura; della costruzione dei linguaggi del sapere e dell’individuazione dei criteri metodologici delle singole discipline, tra XVI e XVIII secolo. In particolare verranno anlizzati trattati scientifici (cosmologici, astronomici, matematici, naturalistici, artistici, etc), commenti, manuali di retorica, di logica, rassegne iconografiche, testi, repertori e schemi a carattere enciclopedico.
6] Unità di Scuola Normale Superiore di PISA
Responsabile CHIARA LEFONS 1997
Rd+Ra 4,500 (dichiarata all’atto della domanda) 4,500 (certificata)
Finanziamento 4,500
Compito
Studio analitico delle modalità specifiche con le quali Giordano Bruno si inserisce nel dibattito scientifico a lui contemporaneo con particolare riguardo agli sviluppi della matematica e dell’astronomia.
7] Unità di Universita’ degli Studi di TORINO
Responsabile Claudio Sergio POGLIANO 1998
Rd+Ra 6,000 (dichiarata all’atto della domanda) 6,000 (certificata)
Finanziamento 7,000
Compito
E’ noto che tra il XVI e il XVIII secolo la filosofia naturale, nel suo graduale farsi ed imporsi come scienza moderna, utilizza anche una serie di strumenti retorici (immagini, simboli, metafore) mutuati dalla tradizione letteraria o religiosa, oppure desunti da altre aree dello agire umano. Sembra appartenere a quel vasto arsenale persuasivo il ricorrere della metafora del teatro, che si fa più frequente proprio nel secolo in cui il genere teatrale raggiunge massimo splendore ed ha simultaneamente avvio la rivoluzione scientifica. Teatri della natura, tatri di macchine, teatri della memoria etc: non c’è campo di applicazione della modernità al suo nascere che non registri l’uso del termine, mentre più avanti il teatro diventerà inoltre modello di rappresentazione pubblica per un certo sperimentalismo.

Ministero dell’Universita’ e della Ricerca Scientifica e Tecnologica
Dipartimento Affari Economici

Coordinatore ELISA GERMANA ERNST 1998
Titolo della Ricerca BRUNO, CAMPANELLA E IL RINASCIMENTO: EDIZIONI CRITICHE E STUDI
Finanziamento assegnato (*) 116,000
Rd+Ra 50,260 (dichiarata all’atto della domanda)
Durata 24 mesi

(*) tutte le cifre indicate nel modulo sono espresse in milioni!

Unità di Ricerca

1] Unità di Università degli Studi ROMA TRE
Responsabile Elisa Germana ERNST 1998
Rd+Ra 18,060 (dichiarata all’atto della domanda)
Finanziamento 42,000
Compito

L’attività dell’unità di ricerca si articolerà a vari livelli:
1. edizione di testi: a) di Campanella: ed. prima e critica dell’ “Ateismo trionfato”, nel testo italiano inedito ritrovato dalla cordinatrice del progetto; ed. del testo latino e prima traduzione italiana dell'”Ethica”; allestimento di un’ampia antologia di opere di Campanella (G. Ernst); riedizione aggiornata del volume di Luigi Firpo “Il supplizio di T. Campanella”, sulle vicende processuali di Campanella (E. Canone); ed. dell’inedito “‘Compendium physiologiae” (ed. critica del testo lat. a cura di G. Ernst, trad., introduz e note di Paolo Ponzio ); ediz. del testo latino della “Monarchia Messiae” (non più ristampato dal 1633): il testo uscirà presso PUF, a Parigi, affiancato dalla traduz. francese; b) ed. dei seguenti testi di G. Bruno: “Cena delle ceneri”, “Spaccio della bestia trionfante”; “Summa terminorum metaphysicorum” (E. Canone); c) ed. del “Trattato sull’ingegno dell’uomo” del telesiano Antonio Persio (L. Artese); d) ed. delle seguenti quaestiones di Thomas de Wylton: Quaestio de idaeis, Quaestio de relatione, Notabilia cancellarii (G. Cannizzo). Si ritiene inoltre utile e opportuno curare ristampe anastatiche di opere significative o rare, quali la trilogia dei Poemi latini di Bruno editi a Francoforte (di cui non esiste alcuna edizione moderna), o dei Paradossi di Ortensio Lando.
2. Studi e saggi riguardanti gli autori citati, in primo luogo Bruno e Campanella, soprattutto in relazione alle tematiche dei testi ricordati; ricerche lessicografiche sulle loro opere; aggiornamenti bibliografici, che completino i lavori oggi disponibili.
3. Organizzazione di Convegni e Seminari di studio: IV incontro (ottobre 1999) nell’ambito del ciclo Giornate bruniane 1996-2000; collaborazione scientifica al Convegno di Reggio Calabria (ott. 1999) in occasione del IV centenario della congiura calabrese di Campanella.
4. Prosecuzione dell’attività connessa con la cura e l’ edizione dei fascicoli semestrali della rivista Bruniana & Campanelliana, diretta da Canone e Ernst.

2] Unità di Università di PISA
Responsabile Anna BELGRADO 1998
Rd+Ra      10,000 (dichiarata all’atto della domanda)
Finanziamento   23,000
Compito
L’attività di ricerca dell’unità sarà diretta verso i seguenti obiettivi: da un lato, in senso più ampio, si propone di approfondire taluni momenti della diffusione di tematiche scettiche e libertine, soprattutto in ambito francese e olandese, e di analizzare i rapporti che si vengono a istituire tra tali tematiche e l’ortodossia cattolica (A Belgrado); da un altro lato, riguarderà Bruno e Campanella in senso più specifico e diretto:T. Provvidera studierà taluni aspetti ancora poco noti del periodo londinese (1583-85) di Bruno, mirando soprattutto a far luce sull’ambiente degli stampatori di testi italiani (un’ampia sezione della ricerca sarà dedicata alla figura e all’attività di John Charlewood) e a chiarire la ricezione delle dottrine del filosofo negli ambienti intellettuali e di corte. O. Pompeo Faracovi studierà il pensiero astrologico del Rinascimento in rapporto a quello filosofico, con particolare riferimento ad autori quali Marsilio Ficino, Gerolamo Cardano e Campanella, dando al tempo stesso avvio a un lavoro di annotazione e commento per un’edizione critica degli “Astrologicorum libri” di Campanella.
3] Unità di Università degli Studi di NAPOLI “L’Orientale”
Responsabile Anna CERBO 1998
Rd+Ra 10,500 (dichiarata all’atto della domanda)
Finanziamento 23,700
Compito

L’attività di ricerca dell’unità di Napoli sarà mirata verso i seguenti obiettivi: 1) ricerche volte a approfondire tematiche, soprattutto letterarie, di autori rappresentativi, ma ancora poco conosciuti, del tardo Rinascimento meridionale, quali G.B. Manso, Paolo Regio (A. Cerbo) e Carlo Noci (C. Borrelli); studi sugli aspetti letterari e poetici degli scritti di Bruno, con particolare riferimento alla struttura dialogica (P. Sabbatino); studi sulla fortuna e la ricezione del pensiero di Bruno e Campanella in Italia e Europa: rapporti del pensiero di Bruno con la crisi politica e religiosa del ‘500 (S. Ricci); diffusione e traduzioni di testi di Campanella in Spagna (E. Sanchez Garcia) e nel nel primo ‘700 in Italia e in Europa (A. Placella). L’unità progetta inoltre di organizzare i seguenti convegni e seminari: una giornata di studio sul tema “Italia e Spagna nella letteratura della seconda metà del Cinquecento” (autunno 1999); un convegno dal titolo “Le Muse e la ‘nova’ filosofia di G. Bruno” (gennaio 2000).

4] Unità di Università degli Studi di ROMA
Responsabile Hilary Helen COX GATTI 1998
Rd+Ra 6,000 (dichiarata all’atto della domanda)
Finanziamento 14,000
Compito
Obiettivi dell’unità di ricerca: traduzione in lingua inglese della “Cena delle ceneri” di Bruno (il testo sarà pubblicato da Kluwer, nella collana “Archives of the History of Ideas”), con adeguata preparazione del testo nella forma “camera ready copy”; studi sulla fortuna dei testi e del pensiero di Bruno in ambito inglese (H. Gatti). Studio sui nessi del pensiero bruniano con la fisica aristotelica, con particolare attenzione al soggiorno di Bruno in Germania (L. Spruit). Edizione della “Philosophia Epicurea Democritiana Theophrastica” di Nicholas Hill (1570-1610): le sole edizioni esistenti sono quelle del 1601 e 1619. L’opera, in cui si discutono apertamente le teorie atomistiche e si difende la dottrina eliocentrica, ponendosi come un documento primario della diffusione delle idee bruniane in Inghilterra, verrà altresì tradotta e annotata. Ricerche sulla presenza di opere di F. Patrizi in Inghilterra, con particolare attenzione alla Biblioteca del Sion College, il cui catalogo elenca diverse opere del filosofo, annotate da J. Dee, W. Ralegh e H. Percy (S. Plastina). Ricerche sulla fortuna europea del pensiero neo-platonico, con particolare riferimento a Bruno (S. Ferretti).
5] Unità di Scuola Normale Superiore di PISA
Responsabile Maria Rita PAGNONI 1998
Rd+Ra 5,700 (dichiarata all’atto della domanda)
Finanziamento 13,300
Compito
L’unità diricerca si propone i seguenti obiettivi: edizione storico-critica con commentario di: G. Bruno, “Explicatio triginta sigillorum”, secondo le seguenti fasi: 1) ricostituzione del testo mediante collazione completa di tutti gli esemplari (36); 2) elaborazione del commentario del testo, con individuazione dei luoghi paralleli e delle fonti esplicite ed implicite; 3) stesura dell’Introduzione, interpretativa e filologica (R. Sturlese). Ricerche sulle fonti neo-platoniche della demonologia bruniana, con particolare riferimento alla sezione centrale del “De magia”. In tale contesto si assumerà il concetto di ‘spiritus’ come chiave di lettura privilegiata delle tematiche magiche (D. Giovannozzi).

MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA
PROGRAMMI DI RICERCA – ANNO 1999

  • Coordinatore Scientifico: MICHELE CILIBERTO
  • Titolo della Ricerca: Le opere latine di Giordano Bruno: edizione critica, traduzione italiana, fortuna storica.
  • Finanziamento assegnato: 154.937
  • Rd-Ra: 87.281
  • Durata: 24 Mesi

Obiettivo della Ricerca

Situandosi nel quadro delle iniziative dedicate a Giordano Bruno nel IV centenario della morte (17 febbraio 2000),il programma di ricerca, in stretto collegamento con le tendenze piu’ avanzate dell’attuale Bruno – Renaissance, intende svilupparsi su tre piani distinti:
(1) Edizione critica delle opere latine di Giordano Bruno con preliminare attenzione agli scritti magici, mnemotecnici e lulliani (De magia, Theses de magia, De rerum principiis, De vinculis in genere, Lampas triginta statuarum, De umbris idearum, Cantus circeus, Sigillus sigillorum, De imaginum compositione;
(2) Traduzione italiana delle opere latine di Bruno, con commento storico-critico, tendente a situare il pensiero bruniano nel quadro della filosofia rinascimentale e moderna;
(3) Analisi e studio dei principali momenti della fortuna delle opere latine di di Bruno dal 1600 al 1900, con particolare riferimento ai seguenti temi:
(a) rapporto tra arti della memoria e modelli enciclopedici seicenteschi;
(b) discussioni sui processi di civilizzazione e sulla “civil conversazione”;
(c) rapporti tra pensiero di Bruno e filosofia tedesca dello ‘800;
(d) relazione tra gli studi sulla “religione degli antichi” di fine ‘800, svolti in ambito della filologia classica, e “riscoperta” dell’ermetismo bruniano;
(e)le opere latine di Bruno nel ‘900 italiano;
(f) Immagini di Bruno nella cultura popolare tra ‘800 e ‘900, con particolare riferimento ai testi autobiografici bruniani contenuti nelle opere latine.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

Il programma intende mettere a disposizione degli studiosi il testo di Bruno in edizione critica, corredata da analisi delle fonti, commento, traduzione. Allo stato attuale della ricerca, esistono solo tre opere disponibili in edizione critica con apparato filologico, di fonti e di luoghi paralleli. Gran parte dei testi bruniani è accessibile a tutt’oggi ancora nell’edizione ottocentesca di Tocco, Tallarigo, Imbriani, Vitelli, per quanto riguarda i testi latini: per quanto riguarda i testi in volgare, esistono le edizioni critiche di due dialoghi, la Cena de le Ceneri e il De la Causa principio et uno a cura di Giovanni Aquilecchia. Non si può ritenere, invece, critica l’edizione, pur pregevole, messa in cantiere da Les Belles Lettres.

Criteri di verificabilità

  1. pubblicazioni delle edizioni critiche, delle traduzioni e dei contributi critici (sia articoli che saggi dei partecipanti alla ricerca) sui momenti della storia della fortuna di Bruno individuati dal programma;
  2. discussione internazionali e nazionali dei risultati ecdotici e critici della ricerca
  3. ulteriori sviluppi sia sul piano metodico che generalmente storiografico di questo tipo di indagine imperniato su un intreccio organico di indagini ecdotiche e problemi storiografici e lessicali

Elenco delle Unità di Ricerca

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di PISA

  • Responsabile scientifico:  Michele CILIBERTO
  • Finanziamento assegnato:  55.260

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di TORINO

  • Responsabile scientifico:  Claudio Sergio POGLIANO
  • Finanziamento assegnato:  10.329

Sede dell’Unità:  Scuola Normale Superiore di PISA

  • Responsabile scientifico:  Chiara LEFONS
  • Finanziamento assegnato:  10.845

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di BOLOGNA

  • Responsabile scientifico:  Walter TEGA
  • Finanziamento assegnato:  25.822

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di CAGLIARI

  • Responsabile scientifico:  Andrea Giovanni ORSUCCI
  • Finanziamento assegnato:  9.296

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di TRENTO

  • Responsabile scientifico:  Nestore PIRILLO
  • Finanziamento assegnato:  24.273

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di FERRARA

  • Responsabile scientifico:  Patrizia CASTELLI
  • Finanziamento assegnato:  2.582

Sede dell’Unità:  Università degli Studi del SALENTO

  • Responsabile scientifico:  Giuliano CAMPIONI
  • Finanziamento assegnato:  16.526

MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA
PROGRAMMI DI RICERCA – ANNO 2001

  • Coordinatore Scientifico: Michele CILIBERTO
  • Titolo della Ricerca: Dio, natura e mondo nella filosofia moderna
  • Finanziamento assegnato:  180.759
  • Rd-Ra:  95.028
  • Durata:  24 Mesi

Obiettivo della Ricerca

Il programma di ricerca intende analizzare il problema del rapporto tra Dio mondo e natura e la sua complessa modificazione nell’ambito della filosofia moderna lungo i seguenti piani di ricerca, nei quali si intrecciano riflessione cosmologica, riflessione teologica e riflessione giuridico-antropologica:
1. problema del rapporto tra infinità di Dio e infinità del mondo, con specifico riferimento alla questione della potentia absoluta e potentia ordinata, analizzata attraverso gli scritti di Niccolò Cusano e,soprattutto, di Giordano Bruno
2. processo di costituzione delle nuove “immagini” del sapere intorno a Dio natura e mondo nei progetti enciclopedici seicenteschi
3. individuazione dei rapporti tra diritto divino, diritto naturale e diritto umano nel dibattito giuridico e filosofico protomoderno
4. sviluppo del tema nella tradizione “neoplatonica” da Ficino fino ai neoplatonici di Cambridgeindividuazione dei rapporti tra diritto divino, diritto naturale e diritto umano nel dibattito giuridico e filosofico protomoderno
5. problema del rapporto fra Dio mondo e natura nella filosofia di Spinoza, considerata come momento fondamentale e punto culminante dell’intero processo.
Lungo quest’ambito problematico l’obiettivo fondamentale del programma è la pubblicazione, oltre che di saggi e contributi critici, di nuove edizioni critiche dei testi di Giordano Bruno (con particolare riferimento alle opere mnemotecniche e cosmologiche) e di Baruch Spinoza con particolare riferimento all’epistolario.
A questo scopo è obiettivo del programma organizzare specifici convegni e seminari su:
a) problemi di bibliografia testuale e questioni di carattere ecdotico,
b) questioni di storia della storiografia filosofica concernenti il tema in questione.
Obiettivo del programma è, inoltre, quello di intrecciare l’indagine di ordine storico-filosofico con un’indagine di carattere storiografico, mirante a mettere a fuoco le maggiori interpretazioni che di questo tema sono state date nell’ambito della storiografia moderna e contemporanea.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

Rispetto allo stato dell’arte il programma di ricerca si propone di mettere in circolazione in edizione critica testi fondamentali della filosofia europea fra ‘500 e ‘600, concentrandosi in modo particolare sulle opere mnemotecniche, sul De immenso e sui Libri physicorum di Giordano Bruno e sull’Epistolario di Spinoza;
si propone inoltre di ricercare sistematicamente le fonti antiche, medievali e rinascimentali di queste opere, non limitandosi alle fonti esplicite, ma allargando la ricerca alle fonti implicite e agli intarsi intertestuali. In questo modo il progetto di ricerca si propone di studiare e approfondire l’analisi del rapporto fra Dio, natura e mondo nella filsofia moderna in modo originale, ricercando in esso da una parte gli elementi della tradizione neoplatonica, dall’altra influenza dell’averroismo latino e rinascimentale.

Criteri di verificabilità

  1. organizzazione di seminari e convegni
  2. discussione nazionale e nazionale dei risultati ecdotici e interpretativi
  3. pubblicazione di edizioni critiche e di saggi storiografici.84

Elenco delle Unità di Ricerca

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di PISA

  • Responsabile scientifico:  Michele CILIBERTO
  • Finanziamento assegnato:  38.734

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di CAGLIARI

  • Responsabile scientifico:  Andrea Giovanni ORSUCCI
  • Finanziamento assegnato:  17.559

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di MACERATA

  • Responsabile scientifico:  Filippo MIGNINI
  • Finanziamento assegnato:  36.668

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di TRENTO

  • Responsabile scientifico:  Nestore PIRILLO
  • Finanziamento assegnato:  29.954

Sede dell’Unità:  Scuola Normale Superiore di PISA

  • Responsabile scientifico:  Chiara LEFONS
  • Finanziamento assegnato:  28.921

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di BOLOGNA

  • Responsabile scientifico:  Walter TEGA
  • Finanziamento assegnato:  28.921

MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA
PROGRAMMI DI RICERCA – ANNO 2003

  • Coordinatore Scientifico: Michele CILIBERTO
  • Titolo della Ricerca: Vocabolario filosofico moderno online: Bruno Spinoza Kant. Edizioni, traduzioni, fortuna
  • Finanziamento assegnato:  210.000
  • Rd-Ra:  119.400
  • Durata:  24 Mesi

Obiettivo della Ricerca

Il progetto si propone di costruire uno strumento informatico per la costituzione e l’analisi elettronica del vocabolario filosofico moderno. Si prenderanno in considerazione innanzitutto le opere di Bruno, di Spinoza e di Kant in moderne e affidabili edizioni critiche; in secondo luogo le principali traduzioni di queste opere al fine di individuare i loro ambiti efettivi di influenza e di circolazione.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

Non esiste un vocabolario filosofico moderno su supporto elettronico, né offline né online. Il progetto proposto rappresenta una novità nel panorama degli studi filosofici nazionali ed internazionali.

Criteri di verificabilità

  1. pubblicazioni di edizioni critiche
  2. costituzione di data base testuali e iconografici (con particolare riferimento a Bruno, Spinoza e Kant
  3. pubblicazione dei risultati metodologici
  4. pubblicazione del sito web “Vocabolario filosofico moderno”

Elenco delle Unità di Ricerca

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di CAGLIARI

  • Responsabile scientifico:  Andrea Giovanni ORSUCCI
  • Finanziamento assegnato:  15.000

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di TRENTO

  • Responsabile scientifico:  Nestore PIRILLO
  • Finanziamento assegnato:  35.000

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di PISA

  • Responsabile scientifico:  Simonetta BASSI
  • Finanziamento assegnato:  52.500

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di MACERATA

  • Responsabile scientifico:  Filippo MIGNINI
  • Finanziamento assegnato:  20.000

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di BOLOGNA

  • Responsabile scientifico:  Walter TEGA
  • Finanziamento assegnato:  20.000

Sede dell’Unità:  Scuola Normale Superiore di PISA

  • Responsabile scientifico:  Michele CILIBERTO
  • Finanziamento assegnato:  67.500

MINISTERO DELL’UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA SCIENTIFICA
PROGRAMMI DI RICERCA – ANNO 2006

  • Coordinatore Scientifico: Michele CILIBERTO
  • Titolo della Ricerca: Filosofie e teologie: fonti antiche, discussioni moderne. Da Bruno a Spinoza.
  • Finanziamento assegnato:  120.000
  • Rd-Ra:  127.200
  • Durata:  24 Mesi

Obiettivo della Ricerca

Malgrado la ridotta quota di finanzimento, l’obiettivo della ricerca rimane quello di individuare la funzione che hanno giocato le fonti antiche all’interno di uno dei temi costitutivi della filosofia moderna, quello del rapporto fra filosofia e teologia. Il lavoro si intende concentrare soprattutto su alcuni autori in cui il nesso appare decisivo – Ficino, Bruno, Suarez, Campanella e Spinoza.
L’articolazione del lavoro si manterrà secondo i seguenti livelli:
– individuazione dei luoghi in cui si dispiega in forma esplicita e soprattutto implicita il confronto con le fonti antiche;
– edizione dei testi moderni nei quali il tema è messo a fuoco;
– immissione online dei materiali editi
– costruzione di un archivio informatico nel quale confluiscano sia i testi nuovamente editi sia i testi antichi e moderni rilevanti ai fini di questa problematica;
– organizzazione di seminari di lavoro e convegni
– pubblicazione di testi cartacei e digitali.

Innovazione rispetto allo stato dell’arte nel campo

L’innovazione del progetto consiste nel tracciare una nuova linea di ricerca su un argomento di fondamentale importanza per la storia della filosofia e della cultura in età moderna. In modo particolare, grande attenzione merita il sistematico lavoro di censimento delle fonti antiche, medievali e rinascimentali, che rappresenta un avanzamento dello stato delle conoscenze: finora i lavori sulle fonti si sono limitati a sondaggi, per quanto accurati. Inoltre gli autori scelti sono particolarmente significativi per la loro esemplarità: Giordano Bruno (considerato come il punto di confluenza di un percorso che inizia con la riflessione di Ficino); Campanella e Suarez (interpretati come due modelli alternativi di utilizzo della fonte aristotelica in rapporto alla costituzione di diversi modelli di teologia naturale); Spinoza (analizzato alla luce della tradizione averroista latina ed ebraica).
Oltre a ciò, innovativo risulta anche lo strumento di presentazione dei risultati della ricerca: la creazione di un data base testuale relativo sia alle edizioni critiche che ai testi delle fonti e della fortuna sarà infatti reso possibile dall’utilizzo del motore di ricerca realizzato da Signum-Centro di ricerche informatiche per le discipline umanistiche della Scuola Normale Superiore di Pisa. Il motore di ricerca in questione si colloca infatti come uno degli applicativi più interessanti per la sua versatilità.

Criteri di verificabilità

I criteri di verificabilità saranno i seguenti:

1) pubblicazioni di edizioni critiche

2) costituzione di data base testuali e iconografici (con particolare riferimento a Ficino, Bruno, Campanella, Suarez, alle Scritture)

3) pubblicazione dei risultati metodologici attraverso articoli, saggi e volumi.

Elenco delle Unità di Ricerca

Sede dell’Unità:  Università degli Studi “G. d’Annunzio” CHIETI-PESCARA

  • Responsabile scientifico:  Nicoletta TIRINNANZI
  • Finanziamento assegnato:  10.000

Sede dell’Unità:  Scuola Normale Superiore di PISA

  • Responsabile scientifico:  Michele CILIBERTO
  • Finanziamento assegnato:  35.000

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di BARI

  • Responsabile scientifico:  Costantino ESPOSITO
  • Finanziamento assegnato:  26.000

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di PISA

  • Responsabile scientifico:  Simonetta BASSI
  • Finanziamento assegnato:  23.000

Sede dell’Unità:  Università degli Studi di MACERATA

  • Responsabile scientifico:  Filippo MIGNINI
  • Finanziamento assegnato:  26.000

IL TESTO RAPITO ATTO SECONDO: La disputa su “La disputa”

“Bruno filosofo non appartiene soltanto ai filosofi e noi non tollereremo che la corporazione degli accademici lo sequestri per sé. Bruno fu il filosofo fastidito, l’accademico di nessuna accademia, il nemico dei pedanti, il libero ricercatore della verità: dunque che cosa ha di comune con le Università? Dio ci guardi dalla dottrina ufficiale !
I sapienti che oggi esaltano il Nolano, ieri in compagnia del Bellarmino, ne avrebbero sentenziata l’insanità, perchè é ufficio dell’ Accademia non promuovere la Scienza, ma irrigidirla e canonizzarla. Perciò i discendenti dei dottori che derisero il Nolano e con lo Scioppio gioirono del supplizio, oggi non sapendo come fargli offesa lo vorrebbero incarcerare nelle loro cattedre ed ipotecarlo per le loro dispense di esame.
C’è un Bruno però che non appartiene ai filosofi di professione, agli accademici salariati, ma è di tutti gli uomini colti o che cercano appassionatamente la verità, e Bruno a sua volta la cercò con passione, con frenesia, con ispasimo, senza riguardi umani, fra lo sprezzo dei dotti e disprezzandoli”.

da: A. Labriola, “Il significato del martirio di Giordano Bruno”

spot_rivolta2Cari amici, sono 10 anni ormai che, contando solo sulla forza del mio entusiasmo, sacrificando tempo e risorse personali, mi batto in nome della conoscenza e della diffusione del pensiero del Nolano, per difenderlo dalla presunzione e dall’arroganza di un vero e proprio comitato d’affari, che lo ha “sequestrato per sé”, per usare le sdegnate parole di Antonio Labriola, riportate sopra. In questo periodo mi sono fatto conoscere (forse troppo, per i gusti di qualcuno) anche all’interno della comunità accademica. Era fatale perciò che prima o poi l’evidente fastidio, che questa mia scomoda presenza destava, sfociasse nell’insofferenza. Quando ti riferiscono che nelle alte gerarchie accademiche si pronunciano frasi tipo: “Quel Del Giudice sta disputa cambraicrescendo,eh?”, devi cominciare ad aver paura perchè, nel loro gergo mafioso, ciò significa: “bisogna tagliargli le gambe!”. Ed è quello che costoro stanno ora cercando di fare, dopo la pubblicazione del mio libro “La disputa di Cambrai”, che ha provocato, a quanto pare un vero e proprio putiferio tra i brunisti. Recentemente, in una mia intervista al magazine Diogene, avevo già posto l’accento sull’esistenza fra gli appassionati di Bruno, di alcune ben distinte fazioni, ma pensavo che alla fine tutte, a loro modo, cooperassero alla gloria del filosofo Nolano. Proprio per questo, pur avendo già fatto più volte esperienza della crescente ostilità nei miei confronti, avevo preferito sorvolare per non infastidirvi con quelle che potevano sembrare beghe personali. Ho cercato perciò, obbligato com’ero a muovermi in questo campo minato, di mantenermi il più possibile equidistante dai vari schieramenti in lotta, dando voce e risalto a tutti, senza preclusioni e favoritismi. Non ho debiti di sorta con nessuno: chi ha mostrato disponibilità nei miei confronti è stato ampiamente ripagato, chi mi ha osteggiato è stato finora semplicemente ignorato.

ORA BASTA!

Ora però la misura è colma! La pubblicazione, a firma di Filippo Mignini, sulla rivista “Bruniana & Campanelliana”, di un virulento attacco nei miei confronti, mi impone, di mettere al corrente dell’accaduto innanzitutto Voi che mi avete accompagnato e sostenuto in questi anni con il vostro entusiasmo. Il solo pensiero che a seguirmi ci sono persone come la cara Olga Podlazova che, fino a qualche istante prima di decidere di mutar vita, leggeva la mia Disputa e lavorava ad una sua versione teatrale, mi ripaga di queste cattiverie ma al tempo stesso mi impone di non fargliela passare liscia!
La tempestività con cui Eugenio Canone, co-direttore della rivista, si è occupato del mio libro appena uscito è sorprendente! Delle mie precedenti opere era uscita unarivistab&c recensione di poche righe dopo oltre un anno! E quando mi ero rivolto a lui, chiedendogli di esaminare un mio saggio originale su “Bruno, Rabelais e Apollonio di Tiana”, in cui identifico per la prima volta una citazione diretta dello scrittore francese da parte di Bruno, mi ero sentito rispondere che il palinsesto della rivista era completo per i prossimi 4 anni! Fin qui, comunque, nulla di strano: sappiamo bene che quella degli “accademici” è una conventicola e ognuno, in maniera più o meno educata, ha il diritto in casa propria di regolarsi come vuole. Non posso non ricordare però con amarezza, la solerzia del signor Canone nel farmi inviare copia dei suoi lavori, quando si è trattato di pubblicizzarli e recensirli sul mio sito!
Non è questo il luogo per analizzare nello specifico il vile articolo, cui ho risposto punto per punto in un commento che ho inviato ai direttori e all’editore della rivista, chiedendo che venga pubblicato sul prossimo numero, nel rispetto delle leggi che regolano il diritto di replica. Nelle due paginette di cui si compone, Mignini, nonostante i maldestri tentativi di nascondere i veri obiettivi della sua azione, lascia chiaramente trasparire i motivi del suo astio. Comincia col definirmi in tono ironico ed offensivo  “medico e filosofo napoletano”, autoinvestitosi del ruolo di paladino della memoria di Bruno (come appare dal suo sito www.giordanobruno.info : “sito ufficiale dei seguaci del filosofo nolano”). Ecco venir fuori la causa prima (anzi la seconda perchè, come vedremo, il portafogli viene sempre prima di ogni cosa!) della malcelata invidia: il successo del mio sito internet, incontestabilmente il più importante e apprezzato esistente in rete. Dieci anni di attività, oltre 250.000 contatti certificati da ogni parte del globo e una mailing list con oltre 4000 iscritti valgono certamente molto più di un manipolo di studentesse universitarie ricattate e sfruttate in maniera miseranda, e questo dà fastidio. E’ contro di voi dunque, amici bruniani, che è rivolto questo tentativo di delegittimazione. L’obiettivo è quello di sminuire l’ importanza, la cultura e la giusta rivendicazione dei veri depositari ed interpreti del messaggio del Nolano. Abbiamo osato mettere il naso in quello che viene considerato un affare privato, iniziato nel 2000 con la spartizione dei famigerati finanziamenti del 4° centenario del rogo di Campo de’ fiori, di cui ancor oggi si contendono le ultime briciole.
Dopo una serie di critiche al mio lavoro nelle quali palesa, tra l’altro, tutta la propria pedantesca asinità, l’autore della “porcata” insinua che per la traduzione dell’ Acrotismus da me curata mi sarei servito, senza citarla, della tesi di dottorato di una sua allieva, Barbara Amato. Si cerca, in sostanza,  di allestire il secondo atto di quella pantomima dal titolo Il testo rapito già messa in scena ai danni di uno dei loro, Michele Ciliberto, nel 2000 e che poi è stata la causa scatenante del grande scisma verificatosi nell’ambiente accademico brunista. Accusarono di plagio lo stesso Bruno per toglierselo dai piedi ad Oxford!. Naturalmente l’avermi messo in tale compagnia non può che farmi onore!
Per controbattere queste squallide menzogne, basta un semplice, inoppugnabile dato di fatto, che la dice lunga sulla malafede di costoro: pur apprezzando i lavori della dottoressa Amato, peraltro regolarmente citati nella bibliografia del mio libro, non ho mai avuto il piacere di conoscerla, né alcun contatto è mai intercorso tra noi. Se fosse vero quel che costui afferma, credo che sarebbe la prima a doversi dolere e ad avere il diritto di contestarmi le accuse che mi vengono rivolte. Come mai non è Lei stessa a farlo? E’ forse minorenne, è legalmente interdetta? No signori la verità è che il lavoro della dottoressa Amato è stato “comprato” ( “ne ha ceduto i diritti”, secondo l’eufemismo usato da Mignini) non so a quale prezzo ad Eugenio Canone, il quale sta per pubblicare presso la casa editrice UTET una raccolta di traduzioni bruniane, tra cui quella dell’Acrotismus!
Il sentimento ispiratore dell’attacco nei miei confronti è dunque uno solo: la rabbia repressa per essere stati preceduti nella pubblicazione dell’Acrotismus e nel rendersi conto dell’effettiva importanza della mia ricerca, che ridimensiona la loro pubblicazione profumatamente remunerata. Una ricerca  che, come sapete, mi ha portato al ritrovamento, a Praga, di un probabile nuovo autografo bruniano. Una scoperta che, se l’avessero fatta loro, avrebbe avuto un’eco planetaria e che invece è passata pressocché inosservata!
Mignini conclude la sua missione denigratoria (me lo vedo acclamato e portato in trionfo dai suoi accoliti come Rodolphe Callier a Cambrai!) così: “Con poca pazienza, ci si potrà convincere facilmente sul credito da attribuire a quest’opera e al suo autore”. Certo! Non è gran cosa: è semplicemente il credito che si deve a chi si propone, senza fini di lucro o di potere, con tutte le ingenuità e gli errori in cui può incorrere un “dilettante”, di rispondere alle aspettative di persone che mi stimano e che ripongono in me una fiducia che non intendo tradire. E’ un credito almeno pari a quello che si attribuiscono personaggi, magari più titolati ed attrezzati professionalmente, ma privi di qualsiasi senso di umiltà e nutriti quotidianamente proprio di quei difetti che, ne La disputa di Cambrai, Bruno denuncia quali principali ostacoli alla conoscenza: intolleranza ed abitudine a credere.

Un libro è come un figlio e, soprattutto quando è il frutto di una amore appassionato e non mercenario, va difeso con ogni mezzo!

RIVOLTA CONTRO IL MONDO ACCADEMICO!

Il disappunto per l’uscita del mio libro è stato tale che mi sono arrivate addirittura delle mail nelle quali mi si intima minacciosamente di ritirarlo dal commercio e una telefonata in cui mi si offre addirittura del denaro! In seguito al mio rifiuto è partito un ordine perentorio: “nessun accademico dove c’è del Giudice!”. Lo si è visto già in occasione della recente consegna al sottoscritto del 1° Premio internazionale Giordano Bruno: all’ultimo istante tutti gli accademici invitati hanno dato forfait! Eccoti sistemato, piccolo pidocchio impazzito! Sullo sfondo aleggia la misteriosa (ma non tanto) figura di un Grande burattinaio, che per giunta avrebbe tutto l’interesse a stare  zitto, in quanto si è trovato anch’egli in passato in una situazione simile. Nelle prossime puntate scopriremo parecchie cose anche su di lui!
Comunque, se pensavano di spaventarmi, come sono abituati a fare con i loro studenti e portaborse, hanno fatto male i loro conti, perchè io non sono un accademico e sono quindi immune dal loro veleno. Forte della verità e della sincerità del mio impegno, posso affrontarli a viso aperto. Non ho mai avuto sovvenzioni da nessuno io! Tutto quel che faccio per Bruno, lo faccio a spese del mio tempo e del mio portafogli. I libri che scrivo non hanno alcun fine di lucro e devo ad un coraggioso editore, Sante Di Renzo, che ha sposato con entusiasmo la causa bruniana, la loro pubblicazione. Mi reco a mie spese sui luoghi, acquisto a mie spese testi, ricerche etc. Non ho guadagnato un solo euro dalla mia attività e non c’è uno di quei signori che possa dire di avermi offerto un caffé, anzi! Eventuali  royalties che mi saranno corrisposte dal mio editore saranno tutte devolute all’ importante progetto, che ho recentemente lanciato in occasione del Premio Internazionale Giordano Bruno, di realizzare un monumento al filosofo in una piazza della città di Napoli che lo allevò.
Proprio io che con i miei miseri mezzi intellettuali e materiali, senza percepire un soldo, senza nessun aiuto né economico né organizzativo, rimettendoci tempo e denaro, cerco di riparare almeno in parte i guasti commessi da questi signori, portando a conoscenza degli appassionati, opere di Bruno che altrimenti rimarrebbero ostaggio delle loro mani fino a che non sia possibile cavarci fuori più denaro possibile, sarei il personaggio indegno? Eh no, questo non ve lo permetto!
Ho deciso perciò di cominciare a presentare da oggi su questo sito tutto il materiale in mio possesso, le prove inconfutabili, supportate da fatti, registrazioni e documenti ufficiali, peraltro accessibili a tutti, anche in rete, dell’indecoroso mercimonio sviluppatosi intorno al Nostro filosofo, soprattutto a partire dalle celebrazioni del 4° centenario del rogo nel 2000, allorquando cioè iniziò la spartizione di quella torta (e che torta!) che continua ancora oggi.
Non c’è bisogno di alcun commento:
gli stessi identici nomi ritornano nella lista dei finanziamenti, nei comitati celebrativi,  nelle commissioni di nomina dei docenti e in quelle dei premi letterari!!! Ognuno potrà trarre agevolmente le sue conclusioni ed arricchire la discussione con altri episodi di cui fosse a conoscenza, poiché so di non essere certo né il primo né l’unico a fare esperienza dei loro metodi.

Avete idea dell’importo dei finanziamenti erogati dal Ministero della ricerca scientifica, che costoro si spartiscono per progetti spesso inutili?

Lo sapete che qui c’è qualcuno che decide se un’opera su Bruno deve o non deve essere pubblicata?

Sapete come avvengono le nomine dei professori nelle università italiane?

Sapete come si determinano i vincitori dei principali Premi Letterari?

Sapete come si fa a girare il mondo gratis, con la scusa di diffondere Bruno?

Illuminando la rete di rapporti esistenti tra i personaggi implicati in questa vicenda, il tutto supportato da prove e documenti ufficiali, cercherò di rispondere nel modo più esauriente possibile a queste domande.
Politici, medici, giornalisti…., tutte le caste sono state indagate e messe alla berlina in questo paese ma ce n’è una, non di poco peso, che riesce sempre a rimanere nell’ombra ed è quella degli accademici. Sarei felice se proprio dalle pagine di un sito dedicato a Giordano Bruno, che per tutta la vita avversò e denunciò la pedanteria di costoro, partisse finalmente una crociata contro questa potentissima casta! Naturalmente, come in tutti i comitati d’affari e di potere, anche qui la politica ha un peso determinante, ma lascio ad altri il compito di indagare e commentare quest’aspetto perchè, da filosofo, nemico dei settarismi di qualsiasi genere, rifiuto qualsiasi schieramento. Così pure rifuggo dall’errore di fare di tutt’erba un fascio: numerosi sono, negli Atenei, gli studiosi animati da un sincero e disinteressato desiderio di valorizzare e diffondere il pensiero del Nolano.
Mi aspetto che la voce dei veri bruniani mi sostenga in quest’impresa. Essa giunge a proposito, in quanto mi dà l’occasione di  verificare quanto i miei sacrifici ed il mio entusiasmo siano apprezzati e costituisce un banco di prova per decidere se andare avanti o meno in questa mia sempre più onerosa attività. Vi chiedo pertanto di esprimermi in ogni modo, sinceramente come sempre, il Vostro giudizio e i Vostri consigli. A tal fine, oltre al Forum, avete a disposizione un argomento sul Blog. Ho, inoltre, inserito sul sito un sondaggio che, si badi bene, non vuol essere un referendum personale tra me e questi tristi figuri, né una faida tra brunisti e bruniani, perchè sono due componenti entrambe preziose per la valorizzazione di Bruno, quando rimangano nei loro campi di competenza.