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Eno Santecchia scrive per passione e,
indagando la storia della lapide bruniana che si trova nel suo paese,
Caldarola, è diventato un Bruniano doc. Lo scorso 21 dicembre ha
pubblicato su un piccolo settimanale di Camerino (MC), il "Nuovo
Chienti e Potenza", questo bell'articolo che mi dà lo spunto per il consueto bilancio di fine anno. Solo nel 2005 il sito ha realizzato oltre 50000 accessi: quasi la metà di quelli realizzati in tutta la sua storia! Ciò mi inorgoglisce non solo perchè è un attestato di stima nei confronti del mio lavoro, ma soprattutto perchè dimostra l'interesse crescente nei confronti del filosofo Nolano, che è poi l'obbiettivo che mi ha spinto 7 anni fa ad intraprendere questa avventura. Mi fa piacere che, nel suo articolo, Eno sottolinei l'assoluta autonomia da qualsiasi tentativo di ingerenza o di condizionamento da parte di accademie o altro. Ciò mi costa molti sacrifici, in primo luogo la rinuncia a qualsiasi sostegno: tutto quanto presentato sul sito, dalle pubblicazioni, alle ricerche alle novità è dovuto esclusivamente alla collaborazione dei lettori che costituiscono una schiera folta e partecipe, che va dallo studioso affermato allo studente, dall'addetto ai lavori al semplice simpatizzante. Il carattere che li accomuna è quello di voler dare veramente impulso alla conoscenza e alla diffusione del pensiero del Nolano, specie tra i giovani. A coloro che snobbano o guardano con aria di sufficienza al mio sito, magari a volte non filologicamente irreprensibile ma sempre genuino ed entusiasta, salvo poi ricordarsene quando hanno qualche pubblicazione o qualche evento da reclamizzare, rispondo che i veri bruniani non hanno bisogno di loro. Dispiace particolarmente notare il disinteresse e l'incomprensione da parte di coloro che più mi sarei aspettato che si rivolgessero al popolo dei giordanisti. E' il caso ad esempio del regista (e mio conterraneo) Latella che, nonostante gli inviti, non ha ritenuto di presentare il suo lavoro teatrale (peraltro molto discutibile) ai lettori del sito, salvo sottoporlo al vaglio dei cucullati censori dell'Istituto studi filosofici . Lo stesso dicasi per chi continua a voler fare di Bruno una bandiera dietro cui nascondere le proprie rivendicazioni politiche o confessionali che vanno al di là dei nostri convincimenti oltre ad essere estranee al pensiero del Nolano. Mi auguro che il nuovo anno ci veda sempre più uniti per far sentire la voce sicura ed entusiasta dei veri giordanisti, a cominciare dalla consueta occasione del 17 febbraio in cui ci incontreremo, materialmente o in ispirito, a Campo de' Fiori. Ricorderete che Bruno ha sempre predicato l'importanza delle traduzioni per la diffusione delle idee: auguriamoci che, se non le opere volgari come recentemente proposto, almeno le latine vengano tutte tradotte in italiano. Penso che sia un caso eccezionale quello di un autore tanto letto e studiato come Bruno le cui opere a distanza di 400 anni non sono ancora state completamente tradotte! Ci saranno molti appassionati bruniani che tramigreranno da questa vita senza aver potuto leggere tutto ciò che Bruno ci ha tramandato, a meno di non mettersi a tradurre il latino! E tutto per la litigiosità e gli egoismi dei soliti pedanti! Per fortuna posso anticiparVi che il 2006 ci porterà, in proposito, delle novità interessanti. La cautela è d'obbligo, visti i precedenti, ma saprete tutti i particolari al momento opportuno. Come sempre. Auguri a Voi tutti! |