Nola 16-17 Febbraio 2003


16 FEBBRAIO 2003
Palazzo di Città Nola (Na) - ore 11.00
ARTE - NOLA (NA)
"Celebrazioni Bruniane" - Inaugurazione mostra di F. Storti "Nel segno dei Pianeti di G. Bruno" - Intervento di L. Simonetti
17 FEBBRAIO 2003
Partenza dalla Casa Comunale per la Statua di Giordano Bruno in Piazza G. Bruno di Nola (Na) - ore 10.00

COMMEMORAZIONE - NOLA (NA)
"Celebrazioni Bruniane" - Corte di commemorazione di Giordano Bruno - Intervento di Luigi Simonetti (Filosofo)
 
17 FEBBRAIO 2003
Casa Comunale e Sala Consiliare di Nola (Na) - ore 16.30
COMMEMORAZIONE - NOLA (NA)
"Celebrazioni Bruniane" - Inaugurazione del monumento a Giordano Bruno di Alexander Polzin di Berlino, dono della Central European University di Budapest (Romania) - Saluti tra l'Amministrazione Comunale e la delegazione della Central European University di Budapest (Romania) e rappresentanze diplomatiche in Italia e presso la Santa Sede di Ungheria - interventi di A. Masullo e T. Toscano

L'evento è il coronamento dell'iniziativa presentata nella Conferenza dello scorso anno, di cui Vi avevamo dato anticipazione sul sito: 

 
AMERICAN ACADEMY IN ROME

Academy Events






GIORDANO BRUNO: PHILOSOPHER OF NOLA

Conference sponsored by the American Academy in Rome, the Comune di Nola and the Central European University, Budapest

15 February 2002, 3:30 pm- 6:30 pm

The conference honors the inauguration of Alexander Polzin's statue of Giordano Bruno to be installed in the city of Nola on February 17, the anniversary of Bruno's death at the stake in Rome.

Invited participants include: composer Gyorgy Kurtag, sculptor Alexander Polzin, Rector of the Central European University, Yehuda Elkana, and scholars Juergen Renn, Paul Richard Blum, Horst Bredekamp, Hilary Gatti, Lars Berggren, Hans Belting, Elmar Zorn and Ingrid Rowland.


American Academy in Rome
Via Angelo Masina 5
00153 Rome, Italy.


 

Sabato 15 Febbraio 2003

GEMELLAGGIO CULTURALE CON L’UNIVERSITÀ UNGHERESE
Giordano Bruno, un monumento

Arriva da Budapest il monumento a Giordano Bruno, donato alla città di Nola dall’università della capitale magiara. L’opera, in legno e vetro, dell’artista tedesco Alexsander Polzin, sarà scoperta lunedì pomeriggio al posto d’onore dello scalone principale della Casa comunale di Nola, nel corso di una cerimonia che vedrà protagonista la delegazione dell’ateneo dell’Europa Centrale. Ieri mattina la presentazione del gemellaggio culturale italo-ungherese e degli eventi legati alle tradizionali celebrazioni bruniane. Si comincerà stasera, con un concerto di musica classica nella chiesa dell’Immacolata; domani l’inaugurazione della mostra «Nel segno dei pianeti di Giordano Bruno», del maestro Felice Storti, lunedì - 17 febbraio - la commemorazione del rogo e la cerimonia di presentazione del monumento.
All’appuntamento di presentazione, nella sede dell’università Parthenope (padroni di casa il rettore Gennaro Ferrara e il pro rettore Claudio Quintano), sono intervenuti la vicepreside dell’ateneo di Budapest, Ildiko Nagy Moran, la dottoressa Suzana Pani, l’artista Alexsander Polzin, accolti dal sindaco di Nola, Giuseppe Serpico, dall’assessore comunale Agostino Ruggiero, dal presidente del Parco Letterario «Giordano Bruno», Alfonso Porciello, promotore dell’iniziativa di gemellaggio culturale, insieme con il vice rettore Stefan Messeman. La statua originale, scolpita nella sua sagoma slanciata tre anni fa, nell’ambito delle celebrazioni per il quattrocentesimo anniversario della morte di Giordano Bruno, da lunedì rappresenterà il monumento ufficiale della città di Nola al filosofo degli Infiniti Mondi, mentre una copia in bronzo sarà esposta nella sede dell’università dell’Europa Centrale, a Budapest. Gli scambi culturali non si limiterà al programma allestito per le celebrazioni di questi giorni: nel segno di Giordano Bruno, sono previsti convegni, ricerche, borse di studio per gli studenti delle due comunità universitarie internazionali.
f.m.

 
Lunedì 17 Febbraio 2003


Giordano Bruno, a Nola
si scopre il monumento

Da Budapest a Nola nel segno dell’opera di Giordano Bruno. Sarà scoperto oggi, alle ore 16 nel Palazzo Comunale, il monumento donato dall’università dell’Europa Centrale alla città campana. Un’artistica figura in legno e vetro, dello scultore tedesco Alexsander Polzin, sintesi del gemellaggio culturale che la comunità scientifica magiara e il Parco Letterario «Giordano Bruno» di Nola (d’intesa con l’ateneo Parthenope) hanno sottoscritto per approfondire la ricerca sull’opera universale del filosofo degli infiniti mondi. Con il sindaco Giuseppe Serpico, l’assessore comunale Agostino Ruggiero e il presidente del Parco, Alfonso Porciello, interverranno alle celebrazioni (oggi, 17 febbraio, è l’anniversario del rogo) l’assessore regionale ai Beni Culturali, Marco Di Lello, il rettore Gennaro Ferrara, la vicepreside dell’ateneo dell’Europa Centrale di Budapest, Ildiko Nagy Moran, la dirigente Suzana Pani, l’artista Alexsander Polzin. Il programma del gemellaggio culturale prevede convegni, ricerche, tavoli di confronto per docenti e studenti delle due comunità universitarie.

 

Martedì 18 Febbraio 2003

A NOLA IL MONUMENTO DONATO DA BUDAPEST
Città gemelle per Giordano Bruno

C'era la folla delle grandi occasioni all'inaugurazione della statua dedicata a Giordano Bruno. L'opera dell'artista tedesco Alexander Polzin è stata scoperta nel giorno in cui ricorre l'anniversario della morte sul rogo del grande pensatore nolano. È un lunghissimo stelo di legno avvolto su se stesso con la testa in basso ed i piedi in aria e da ieri, sistemato nell'androne del palazzo di città nolano rappresenta, come ha sottolineato il sindaco Giuseppe Serpico, «l'incessante rapporto tra la città ed il suo illustre concittadino».
La scultura di legno alta più di 7 metri, è stata donata alla citt
à natale del filosofo dall'Università dell'Europa centrale di Budapest, la cui sede conserva però il calco in bronzo della produzione artistica del giovane scultore tedesco. A favorire il gemellaggio sono stati l'assessore comunale Agostino Ruggiero e il presidente del Parco Letterario «Giordano Bruno», Alfonso Porciello. «Stiamo celebrando un evento di carattere europeo», ha detto Lorenz Von Hassel del Consolato della Repubblica Federale di Germania. «È un'occasione importante perché - gli ha fatto eco Nagy Moran, vice preside dell'ateneo dell'Europa Centrale di Budapest - a 400 anni dalla morte, il pensiero di Bruno suscita ancora violente discussioni». Un pensiero, quello del filosofo degli eroici furori, che ben rappresenta i principi ispiratori che hanno portato alla fondazione dell’università ungherese. Ma a dare un significato a quel simbolo che descrive non tanto il corpo quanto il pensiero del Nolano è stato Aldo Masullo, docente emerito di filosofia morale dell'ateneo federiciano. E lo ha fatto citando proprio un passo dell'opera di Bruno: «Farebbe forse male qualcuno che volesse mettere in piedi un mondo rovesciato?».
c.f.


 

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Domenica, 2 Marzo 2003

 



di GUIDO DEL GIUDICE

Nell’androne del Palazzo di Città del Comune di Nola, ai piedi dello scalone principale, si erge un pinnacolo di oltre sette metri, coperto da un drappo scarlatto. E’la scultura donata alla città natale di Giordano Bruno dall'Università dell'Europa centrale di Budapest, come simbolo del gemellaggio culturale che la comunità scientifica magiara e il Parco Letterario «Giordano Bruno» di Nola (d’intesa con l’ateneo Parthenope) hanno sottoscritto in occasione del 403° anniversario della morte sul rogo del filosofo. Discorsi di circostanza: sindaco, vice preside del giovanissimo ateneo ungherese, console tedesco presso la Santa Sede (proprio così!) e poi via il drappo! Cento bocche spalancate seguono verso l’alto un arbusto intricato e nodoso strappato alla Foresta Nera, un groviglio di arti e membra culminanti in due piedi contratti verso il cielo. Cerco di analizzare l’impressione che desta in me: sofferenza, magari dolore, umiliazione impotente. Se quello è Bruno, è certamente opera di un Bellarmino, di un Santori: solo i biechi inquisitori che lo condannarono avrebbero gioito vedendo l’eretico pertinace conficcato a testa in giù nella terra, sprofondato verso l’inferno che si era meritato con le sue orribili eresie! E invece no: l’artista è un dinoccolato giovincello teutonico, Alexander Polzin ,che liquida ogni richiesta di spiegazione con una citazione da saputello: “L’artista non parla, crea!” . Si ma prima studi! Forse ha ragione: non è tutta colpa sua. Dovrebbero essere i nolani a fargli comprendere meglio chi è Bruno; i saccenti accademici, invece di osannarlo stupidamente, dovrebbero spiegargli il senso della Nolana Filosofia e i critici d’arte interpretare e giudicare il senso di ciò che invece ha fatto lui. Nessuno di questi è presente né penso sia stato nemmeno interpellato. Intanto questo Pinocchione è stato preso e piantato a naso in giù nel cuore della comunità nolana, senza un preventivo esame, uno studio critico, nulla, forse una punizione per le indubbie colpe che essa ha nei confronti del suo grande, infelice figlio. Mentre i nolani accorrono sconcertati per ammirare il vestito nuovo che questi sarti impostori fingono di aver cucito addosso al loro Imperatore, non posso non levare la mia voce nella folla per gridare: “Ma non vedete: il Re è nudo! Ed è anche francamente brutto! Quell’orrenda, monumentale scultura in legno è un pugno nello stomaco di ogni vero bruniano. Comunica soltanto il lato negativo delle vicende del filosofo: il contorcimento, la sofferenza, il mondo capovolto, certo, fanno parte del destino malvagio che perseguitò il Nolano. Ma Bruno è tutto qui? Questo ceppo contorto può rappresentarne forse il corpo, non certo il pensiero! L’opera dice l’accademico di turno si slancia verso il cielo! Si, ma con i piedi! E il pedante imbarazzato cerca di salvare la situazione citando lo stesso Bruno: "Farebbe forse male qualcuno che volesse mettere in piedi un mondo rovesciato?". Ma qui è stato fatto il contrario! Hanno rovesciato a testa in giù, come nella tortura della ruota, uno che i piedi li aveva ben piantati per terra e con la mente si lanciava nell’universo! E’ il trionfo della faciloneria e dell’ arroganza intellettuale. Questo non è europeismo: al contrario è il provincialismo di chi per ignoranza si fa imporre un’idea dal primo venuto. Nella patria di Bruno! Si inneggia alla libertà di espressione e di critica, soffocandoli, si celebra il campione dell’indipendenza di pensiero con il conformismo più insulso. Alla fine rimane la soddisfazione, certo, per l’ennesima testimonianza della risonanza universale del nostro grande filosofo, ma anche l’amarezza di vederla celebrata in questo modo!




IL DENARO                                                                                                                                                                                           Arti & Cultura 15-02-2003

Giordano Bruno
SI MOLTIPLICANO LE OPERE SULLA FIGURA DEL FILOSOFO NOLANO BRUCIATO VIVO IL 17 FEBBRAIO DEL 1600

  Quel cosmo dagli infiniti mondi
 di Aniello Montano* 

All’alba del 17 febbraio del 1600, a Campo dei Fiori a Roma, veniva bruciato vivo il filosofo nolano Giordano Bruno. Sono passati da allora più di quattrocento anni. Eppure la fama dell’uomo e dell’intellettuale cresce sempre di più. Negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli studi sulla sua filosofia. Le sue opere vengono tradotte, lette e commentate in tutto il mondo. Si susseguono convegni e congressi dedicati al suo pensiero. Il fascino che emana dalla figura di Giordano Bruno non può e non deve essere messo esclusivamente a carico della sua natura inquieta e ribelle, di quel suo demone che lo spingeva attraverso tutta l'Europa a polemizzare con i dotti dei vari paesi e che gli costò la fatica di una vita con pochi agi e poca sicurezza, ma che lo aiutò a fronteggiare i suoi accusatori con decisa e sicura fermezza. Bruno, pur essendo un eroe della resistenza all’intolleranza e all'oppressione intellettuale, non è solo questo. Bruno è anche altro. E' il filosofo-scienziato che, in un momento particolarmente felice per gli studi scientifici, sacrifica la sua carriera, le comodità che gli potevano derivare dal suo stato ecclesiastico e la sua stessa vita, per testimoniare la possibilità di coniugare riforma scientifica e riforma religiosa, morale e politica. L'accettazione del nuovo cosmo derivante dalla "rivoluzione" copernicana, per Bruno, non escludeva l’attuazione di questa rivoluzione in un campo più vasto. "Più studioso de la matematica che de la natura", Copernico aveva messo in crisi il sistema tolemaico-aristotelico, ponendo al centro dell'universo il sole al posto della terra. Non aveva tratto, però, tutte le conseguenze da questa sua splendida intuizione. Non aveva immaginato l'infinità dell'universo. Bruno raccoglie l'eredità copernicana, ma la sposa con la speculazione del "divino Cusano". Immagina, così, un cosmo animato, infinito, immutabile nella sua assoluta compiutezza, all'interno del quale si agitano infiniti mondi simili al nostro, le tante galassie e i tanti "sistemi solari" che l’astronomia moderna è venuta scoprendo nel tempo. Con queste affermazioni, Bruno metteva totalmente in crisi l'immagine aristotelica del mondo. Ma non si fermava qui. Il suo intendimento era quello di estendere la stessa "rivoluzione" al "cosmo" morale. Come al centro del nostro mondo al posto della terra è stato messo il sole, così al centro dell'"universo" morale al posto dell’obbedienza e della sottomissione a una legge eteronoma, esterna, si debbono porre la curiosità intellettuale e la creatività operativa. Alla morale fideistica e misticheggiante si deve opporre una morale attivistica e pratica. Contro la morale della passività, Bruno proclama la superiorità di una morale in cui conoscenza della natura, ricerca della verità ed etica fanno tutt’uno. Il compito più alto dell’uomo dal punto di vista conoscitivo e morale è appunto la comprensione della realtà ed il legame che unisce l’uomo alla natura e a Dio. Per Bruno la conoscenza della totalità non si conquista, però, cercando fuori di sé, nelle cose particolari del mondo, ma in se stessi. Il divino che splende nella natura, splende anche nell'uomo. Pertanto, non la fede acritica e passiva, ma la ricerca intellettuale, lo slancio eroico della mente rivelano la vera natura del tutto e la vera dignità dell'uomo. Questa fiducia nelle capacità della ragione umana, nello spirito della ricerca continua è ciò che ancora rende Bruno una figura interessante e inquietante. L’esaltazione dell'intelligenza critica e della continua acquisizione di una nuova verità è lo spirito che anima tutta la sua filosofia. Contro gli angeli nocentes, gli angeli nocivi, portatori di tenebre (quali per Bruno sono Lutero, i riformati e alcuni altri dottori della cristianità), Bruno tesse l’elogio degli angeli della luce, dei Mercuri mandati da Dio per comunicare agli uomini "ogni buona teologia, naturalità e moralità". Ma i Mercuri sono necessariamente destinati all’incomprensione e alla persecuzione. Essi hanno capito che religione e filosofia sono il frutto di codici linguistici distinti e separati, anche se non contrapposti e antagonisti. E se la religione, per il suo richiamo alla Scrittura, è il codice della Legge, quello della filosofia, per il continuo esercizio della ricerca, è il codice della verità. Il primo, perciò, ha un valore pratico: serve a contenere la tendenza all’egoismo e all’aggressività degli uomini. Il secondo, invece, ha un valore teoretico-conoscitivo: serve a comprendere che tutto è uno e che l’esistenza delle cose particolari è il frutto della continua mutazione dell’unica Vita-materia infinita. Bruno è convinto che la riforma del sapere filosofico e scientifico deve accompagnarsi a un rinnovamento universale di ordine etico-politico, a una "religio" che "vincoli" in modo nuovo gli uomini fra di loro e gli uomini con Dio, attraverso la Natura. Una nuova morale che sappia restaurare il primato del merito e della virtù dei singoli contro la fede nella Fortuna "cieca" e "traditora". In un secolo di discordie civili e di guerre di religione, Bruno recupera l’ideale erasmiano della pace e propone il "vincolo" oltre la scissione, la concordia oltre la separazione, la "civile conversazione" oltre le feroci dispute religiose. Leggerne le opere, capirne a fondo il messaggio, rivalutare la carica profondamente innovativa che emana dalla sua filosofia potrebbe essere oggi un modo intelligente e proficuo per onorare un grande pensatore e per rendere un buon servigio a noi stessi.

*ordinario di Storia della filosofia, Università di Salerno

 


 

La Gazzetta del Mezzogiorno-15 FEBBRAIO 2003

  • La fine di un eretico Così fu bruciato il 17 gennaio
    di PIETRO SISTO
  • [La fine di un eretico
    Così fu bruciato il 17 febbraio

     

    Il 17 febbraio del 1600 si chiudeva crudelmente l'esperienza umana e intellettuale di Giordano Bruno, l'inquieto e inquietante frate domenicano che per la spregiudicatezza del pensiero e per l'irregolarità della condotta di vita spinse la Chiesa cattolica ad uno dei gesti più cruenti ed intolleranti della sua storia.
    Nato a Nola nel 1548, recatosi all'età di 14 anni a Napoli per studiare lettere, logica e dialettica, entrò poi come chierico nel convento napoletano di S. Domenico Maggiore dove, una volta ordinato sacerdote, studiò teologia mostrando da un lato una grande ammirazione per l'opera e il pensiero di san Tommaso, dall'altro una evidente insofferenza per le regole conventuali, non pochi dubbi e perplessità nei confronti del culto della Vergine e dei santi e soprattutto del dogma della Trinità. Da quel momento fu per lui un susseguirsi continuo di accuse ed imputazioni più o meno fondate, di tentativi di difesa più o meno riusciti, di abbandoni più o meno lunghi del saio e soprattutto un continuo peregrinare attraverso l'Italia e l'Europa alla ricerca ossessiva di una verità che sembrava sempre sfuggirgli e che comunque sperava di conquistare frequentando i circoli culturali più aperti e gli ambienti religiosi meno tradizionali ed ortodossi: quasi sempre, ricordò con amarezza, si aggirava «esule, fuggiasco, zimbello della fortuna, piccolo di corpo, scarso di beni, privo di favore, premuto dall'odio della folla, quindi disprezzato agli stolti e a quegli ignobilissimi che non riconoscono nobiltà se non dove splende l'oro, tinnisce l'argento».
    Quando le guerre di religione tra cattolici ed ugonotti si fecero sempre più spietate ed aspre, particolarmente importanti per lui furono i lunghi e fruttuosi soggiorni a Parigi e Londra, dove poté tra l'altro maturare un coerente percorso intellettuale e filosofico e pubblicare le opere italiane più rilevanti. Dopo alcuni testi che documentano i profondi interessi per l'arte della memoria, nel 1582 nella capitale francese portò a termine il Candelaio che, attraverso una lingua «popolare» e i toni burleschi tipici della tradizione rinascimentale, anticipava per certi aspetti i nuclei filosofici e morali delle opere londinesi: la commedia, in realtà, affrontava temi rilevanti come quello del rapporto tra l'essere e l'apparire, tra sapienza vera e falsa sapienza, tra realtà ed illusione, tra la luce della scienza e della filosofia e le ombre dei pregiudizi e delle superstizioni.
    Già in questa opera, insomma, si delineava con chiarezza il pensiero del dotto frate che forse troverà nella luce e nel sole l'immagine allegoricamente più significativa della sua riflessione: nella Cena delle ceneri, pur elogiando Copernico per aver sostenuto la dottrina eliocentrica, affermava che occorreva partire da lì per andare ben oltre, per definire un'idea di universo infinito, senza centro, capace di racchiudere infiniti mondi; le teorie dell'astronomo polacco gli apparivano, pertanto, come «una aurora, che dovea precedere l'uscita di questo sole de l'antiqua, vera filosofia, per tanti secoli sepolta nelle tenebrose caverne, de la cieca, maligna, proterva et invida ignoranza».
    Bisognava, in realtà, distinguere la filosofia dalla teologia, la scienza dalla fede e soprattutto restituire piena dignità alla materia, cercando e ricercando incessantemente la divinità non «fuor del infinito mondo e le infinite cose, ma dentro questo et in quelle» (De la causa). Una ricerca che allo stesso Bruno appariva da un lato chiaramente moderna ed innovativa, dall'altro «luminosamente» e contraddittoriamente tradizionale perché non significava altro che far rivivere antiche e consolidate concezioni ingoiate dal tempo: «Sono amputate radici che germogliano, sono cose antique che rivegnono, son veritadi occolte che si scuoprono: è un nuovo lume che dopo lunga notte spunta all'orizonte et emisfero della nostra cognizione, et a poco a poco s'avicina al meridiano della nostra intelligenza».
    E dalla luce al cielo il passo era ovviamente breve: quel cielo che domina, per es., nello Spaccio della bestia trionfante dove Giove invia Ercole sulla terra per mettere fine agli odi e ai rancori tra gli uomini per ristabilire la pace e la speranza ovvero nella Cabala del cavallo Pegaseo dove agli asini «negativi» degli aristotelici e dei falsi filosofi si oppongono con ostinazione coloro i quali credono nel lavoro e soprattutto nella cultura e nella scienza come strumenti capaci di avvicinare gli uomini alla divinità: questa stessa concezione, peraltro, informerà anche Gli eroici furori, nei quali la figura del sapiente sempre teso a superare i limiti della propria conoscenza e della propria esperienza si rispecchia tanto efficacemente quanto sinistramente nell'immagine della farfalla che attratta dalla luce rischia di finire bruciata dalla fiamma.
    Come accadde proprio a lui che, riconosciuto «eretico impenitente pertinace ed ostinato», dopo aver ascoltato dignitosamente in ginocchio la feroce sentenza e subìta l'umiliazione del carcere, condotto a Campo dei Fiori, «spogliato nudo e legato a un palo», con la lingua stretta in una morsa di legno perché non potesse più parlare, fu bruciato vivo in un rogo, il cui bagliore finì per rendere eroicamente straordinaria una vicenda umana ed intellettuale che ancora molto prima di quell'epilogo era apparsa a molti originalissima ed irripetibile.

     

     

     

     


    Il Comune di Nola, la Biblioteca Comunale di Nola
    e l'associazione Meridies
    presentano:

    III° CERTAME INTERNAZIONALE BRUNIANO 2003

    Giovedì 16 Gennaio 2003
    ORE 17:30
    Sala Consiliare Comune di Nola ( NA )

    Interventi di:
    Mariafelicia Prezioso
    Direttrice Biblioteca Comunale di Nola

    Pasquale Manzo
    Commissario Straordinario
    Comune di Nola

    Aniello Montano
    Presidente Commissione
    Scientifica Certame

    Vincenzo Quindici
    Preside Liceo Classico
    "G. Carducci" di Nola

    Mario Podda
    XXX Distretto Scolastico

    Angelo Amato de Serpis
    Presidente Meridies
    Organizzazione Certame Bruniano

    Carmen Fusco
    Moderatrice


    Interverranno i Sindaci di Avella, Casamarciano, Cimitile e Lauro


    III  INTERNATIONAL BRUNEAN CERTAMEN

    (for Italians, Italians to abroad and foreign students - Per studenti italiani, italiani all'estero e stranieri)

    NOLA  (NAPLES - ITALY), 4-5-6 APRIL 2003
     
    Jordanus Brunus Nolanus - Philosopher
     
    INFORMATIONS: www.meridies-nola.org
    info@meridies-nola.org

    Meridies

    U.T.I.A.N. (UFFICIO TURISTICO INTERCOMUNALE AREA NOLANA)

    Via S.Francesco I trav.dx - I-80035 Nola (Napoli-Italia)

    tel. (+39)0818236509-(+39)3356337963 fax (+39)0818236509

    E-mail: info@meridies-nola.org  -  www.meridies-nola.org

    III CERTAME INTERNAZIONALE BRUNIANO
    Nola (Napoli - Italia) - 4-5-6 Aprile 2003

    COMUNE DI NOLA-COMUNE DI AVELLA-COMUNE DI CIMITILE-COMUNE DI LAURO-COMUNE DI CASAMARCIANO-FONDAZIONE "G. BRUNO"-MERIDIES-EXTRAMOENIA-LICEO CLASSICO "G. CARDUCCI"-XXX DISTRETTO SCOLASTICO,CON IL PATROCINIO DEL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, DELL'UNIVERSITA' E RICERCA E DELLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI NAPOLI E CASERTA e la partecipazione delle case editrici La Scuola di Brescia, Piemme Edizioni di Casale Monferrato (Al), Spirali Edizioni di Milano, I.G.E.I. di Napoli, Filema di Napoli, Leo S. Olschki di Firenze, Di Salvo Edizioni di Cuneo, Collana "Nola Città d'Arte", Rivista Culturale "Hyria", ed il Museo Etnomusicale "I Gigli di Nola", il C.I.D.I. di Nola, Mail Boxes etc., la Sorbetteria di Napoli e L'Arca e L'Arco
    PREMI
    1° Premio Comune di Nola -
    Fondazione Giordano Bruno 2065 Euro
    2° Premio Comune di Lauro 1032 Euro
    3° Premio Comune di Cimitile 775 Euro
    4° Premio Comune di Avella 775 Euro
    5° Premio Comune di Casamarciano 516,45 Euro
    6° Premio Mail Boxes etc. 258 Euro
    7° Premio La Sorbetteria di Napoli 258 Euro
    8 ° Premio Museo Etnomusicale "I Gigli di Nola" 150 Euro
    9° Premio Antica Bottega Vecchione
    PREMI IN LIBRI
    OPERA PRESCELTA: "Spaccio de la bestia trionfante"

    Per informazioni e adesioni:
    Comune di Nola tel. (+39)0818226207 fax (+39)0815125923
    Meridies tel. (+39)3356337963-(+39)3476114697 fax (+39)0818236509
    Liceo "G. Carducci" tel. (+39)0815126643
    email: info@meridies-nola.org
    www.meridies-nola.org - www.comune.nola.na.it - www.giordanobruno.info
    (E' in corso di stampa la pubblicazione dei lavori della I e II edizione del Certame Bruniano a cura de L'Arco e L'Arco s.r.l.)

    U.T.I.A.N.
    (Ufficio Turistico Intercomunale Area Nolana)
    di Meridies:
    tel. (+39)3356337963-(+39)3476114697 fax (+39)0818236509
    www.meridies-nola.org
    info@meridies-nola.org

     

     

     

     

     

    fahrenheit451 comunicazione e media
    e fabio d 'ambrosio editore  presentano:

    FRA’ GIORDANO BRUN0 REDIVIVO
    SPETTACOLO TEATRALE
    ROMA 12-16 FEB 2003 


    12-16 FEB "METATEATRO-CASA DELLE CULTURE, VIA DI SAN CRISOGONO, 45
    16 FEB PIAZZA CAMPO DE' FIORI, PROIEZIONE DEL VIDEO A PARTECIPAZIONE LIBERA
     

    Nota introduttiva

    Uno scrittore, un regista teatrale, un esperto di grafica e nuove tecnologie di comunicazione e un grande personaggio storico: Giordano Bruno. E’ nata dalla collaborazione di Gaetano delli Santi (poeta, scrittore e professore di estetica), Claudio Pappalardo (regista di cinema) e Fabio D’Ambrosio (scenografo virtuale), un'opera teatrale che si basa sull'interdisciplinarietà delle competenze di ognuno. La pièce propone in chiave poetica, letteraria ed ideologica il processo inquisitorio al filosofo nolano Giordano Bruno, a partire dai documenti originali dell’epoca. Tra gli aspetti della prospettiva filosofica di Bruno messi a frutto nel testo di delli Santi (pubblicato da Fabio D’Ambrosio Editore), è da segnalare la ricerca degli “infiniti universi” attraverso la sperimentazione linguistica.  Il tutto è ambientato in uno spazio multimediale con l’utilizzo di schermi e videocamere che si ispira al planetario, in continuo bilico tra arcaico e moderno.  Lo spettacolo verrà presentato a Roma, in anteprima assoluta, al Metateatro/Casa delle Culture la cui capienza é di circa 300 posti. Sono previste 5 repliche a teatro più una proiezione del video a partecipazione libera in Campo de’ fiori a Roma il 16 febbraio 2003, giorno del 403° anniversario della messa al rogo (con l’organizzazione dell'associazione Libero Pensiero Giordano Bruno di Roma).   L'evento é in via di definizione con il Comune di Roma con il quale, oltre al patrocinio, stiamo approntando il piano dei costi.

    Progetto registico 
    di Claudio Pappalardo 

     "Al volgere di questo millennio sembra che la sperimentazione, l'invenzione nell'ambito teatrale (sia che si tratti del teatro ripetitivo, del teatro senza parole, del teatro rituale, del teatro basato sul rigore artistico o sulla dimensione spirituale o intellettuale, vale a dire, tutti quei percorsi così diversi che raramente si incrociano) troppo spesso conducano semplicemente all'insterilimento e alla noia. Se ci rivolgiamo invece verso il passato, se analizziamo il percorso del teatro occidentale fin dalle sue origini greche, notiamo un impoverimento dell’essenza teatrale, anche se, all’apparenza, si sta verificando il fenomeno inverso. Il teatro greco è arrivato a ottenere la fusione di tutti gli elementi della civiltà del suo tempo e ne rappresenta il punto culminante. Aveva, attraverso il suo carattere rituale, una funzione religiosa. Era scritto da storici, filosofi, statisti, strateghi. I suoi attori erano i cittadini. La coreografia era il risultato estetico del lavoro di geometri e la musica era la forma artistica della matematica. In quel teatro l’arte era inscindibile dalle scienze, dalla filosofia e dalla politica”. (di Eli Malka, Direttore dell’Unione dei Teatri d?Europa, dal convegno “Arte e conflitto”) Per questo motivo ho elaborato, insieme ad un gruppo di artisti e studiosi di diverse discipline, da quella umanistica a quella tecnico-scientifica, un evento teatrale che possa nei suoi limiti rappresentare una proposta moderna di coinvolgimento sia emotivo che razionale tra pubblico e arte. In questi quattro anni di progettazione ho analizzato il testo di delli Santi (poeta, scrittore, professore di estetica) “Fra’ Giordano Bruno redivivo”, che rappresenta in questo momento uno dei massimi tentativi di sperimentazione linguistica teatrale.
    Ho inoltre coinvolto intorno a questo progetto esperti, tecnici e studiosi che operano nel campo delle nuove tecnologie di comunicazione virtuale e artistiche creano utilizzando nuove tecnologie.
    Il mio lavoro naturalmente è proseguito nella ricerca degli attori, nella progettazione scenica virtuale e soprattutto nell'ideazione di uno spazio sce­nico che potesse includere una rappresentazione globale di tutte le discipli­ne artistiche coinvolte intorno ad un unico interesse: il “Fra’ Giordano Bruno redivivo” di Gaetano delli Santi

     


    FRA' GIORDANO BRUNO REDIVIVO

    di Gaetano Delli Santi e Fausto Pagliano
    Fabio D'Ambrosio Editore
    € 22,21

    Questo libro è....
    "...per tutti coloro che non sopportano le cose precotte, già fatte, viste e riviste.
    E' per coloro che non reggono alla vista di immagini che sonnecchiano tra l'universal gàudio di segni imbambolati e assonniti.
    E' per coloro che non tollerano un linguaggio che dormicchia su ogni riga: rantolosa mollica biascicata da bocche sdentate.
    E' per coloro che, anche nel rannuvolamento dei criminosi gesti di una società svenduta alla rilucentezza capitalizzata, non si dan per vinti... e intendono perciò rivedere tutto sotto la luce del sole.
    E' per coloro che si ribellano alla lisciata insipida dell'inno bucolico, all'impomiciato lirismo amoroso ed elegiaco, alla sdolcinata e sbiadita versificazione pindarica, petrarchesca, saffica, neoromantica, orfica, postermetica... eccetera... eccetera...

    Non è per tutti quelli che amano leggere, stravaccati in poltrona, melense storielle sentimentali romantizzate, sciapi raccontini d'appendice, patetiche e languide liriche da solotto, versi inzuppati di languor di stomaco, romanticherie e smancerie."

     



    aderente all'Union Mondiale des libres penseurs


    AssociAzione nazionale del libero pensiero
    "giordano Bruno"

    sezione di Roma: Via Aldo Manuzio, 91 (presso Endas) tel: 3297481111  
    e-mail: hume_53@hotmail.com  
    Presidenza nazionale
    : avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino.  
    Telefax: 0115212000    e.mail: linc@marte.aerre.it

    LAICITA': garanzia di Libertà
          www.liberopensiero.20m.com

    CONVEGNO


    Roma - domenica 16 febbraio 2003  (ore 9.30 - 13.30)

    Musei Capitolini, Sala Pietro da Cortona, Piazza del Campidoglio

    con il patrocinio del Comune di Roma: Assessorato alle politiche culturali

     

    Apertura dei lavori:

    Saluto del presidente nazionale avv. Bruno Segre

    Introduzione della presidente della sezione romana, prof.ssa Maria Mantello

    Relazioni:    

    Scienza e Libertà - prof.ssa Margherita Hack

    La Persona e la sua Libertà - prof. Paolo Chiozzi

    Libertà e Creatività scientifica - prof. Francesco De Martini

    Libertà dell'Arte della Scienza ed Istituzioni che ne garantiscono l'esercizio - prof. Gianni Ferrara

    L'Ethos della Laicità - prof. Franco Voltaggio

    La Laicità contro vecchi e nuovi confessionalismi - prof. Mario Alighiero Manacorda

    Dibattito

    Aperto al pubblico, ai rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni laiche libertarie e democratiche, alla editoria e stampa, ai rappresentanti dei movimenti e partiti politici democratici


     

    lunedì 17 feb. 2003

    tutti a piazza Campo de' Fiori

    per ricordare il filosofo martire del Libero Pensiero

    Giordano Bruno

    ore 16.30

    ·        deposizione di una corona da parte del Comune di Roma;

    ·        deposizione di una corona da parte dell'Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno;

    ·        discorso del Sindaco o Suo delegato

    ·        discorso del presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno, avv. Bruno Segre

    ·        interventi di dirigenti delle sezioni locali dell'Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno;

    ·        interventi di rappresentanti di altre Associazioni libertarie e democratiche impegnate nella salvaguardia dei diritti civili e nell'affermazione e nella pratica della laicità nella vita dello Stato;

    ·        letture di passi di opere di Giordano Bruno, e di passi degli atti del processo

    con il patrocinio del Comune di Roma: Assessorato alle politiche culturali

     

     

     



                                                                                                 Año XXXVII - Nro. 13.111 - Jueves 30 de enero de 2003

    Inaugurarán busto de Giordano Bruno                                                                                                                             Traduzione italiana

    Un busto de Giordano Bruno será inaugurado en el parque Las Américas.

    Un busto en homenaje al filósofo Giordano Bruno será inaugurado el próximo lunes 17 de febrero por la agrupación Nueva Acrópolis de Iquique, en un horario aún por definir.
    El monumento será ubicado en el bandejón central de la Avenida Arturo Prat, entre el Parque Las Américas y la Unap.
    Ricardo García, director de la institución, destacó que el busto tendrá una base en forma de columna, una placa forjada en fierro fundido, mientras que la figura de Giordano Bruno será esculpida en mármol y piedra. "Será similar a los instalados en otras ciudades como San Fernando, Rancagua, Valparaíso y Copiapó", acotó. 

    INAUGURACION 
    La inauguración del busto coincide con la fecha del fallecimiento del filósofo, el 17 de febrero de 1.601.
    El pensador nació en Nola, cerca de Nápoles, en el año 1548, ingresando a la orden de Los Domínicos a los 17 años y desde un principio se reveló como una persona polémica y crítica con el dogmatismo eclesiástico de la época.
    Fue perseguido por sus ideas, sin encontrar apoyo de nadie en las distintas ciudades que recorrió. Fue defensor asérrimo de la teoría de Copérnico, que indicaba que el sol era solo una estrella más en el universo.

     RELACION 
    García destacó que la relación de este personaje del siglo XVI con su institución tiene que ver con la similitud en principios como la libertad de pensamiento, la tolerancia en todas sus formas y la visión del universo como un todo vivo.







     

                                                                                                           Año XXXVII - Nro. 13.139 - Jueves 27 de Febrero de 2003

    Inauguraron monumento

    Traduzione italiana

    Ricardo García, presidente de la Corporación Nueva Acrópolis, agradeció el aporte de la municipalidad y de la Unap, que ayudaron para emplazar el busto de Giordano Bruno en la ciudad.

    Un monumento en homenaje al filósofo italiano Giordano Bruno fue inaugurado ayer por la Corporación Cultural Nueva Acrópolis.

    El busto, ubicado frente a la Escuela de Derecho de la Universidad Arturo Prat, fue descubierto anoche en una ceremonia a la cual asistieron autoridades comunales, artistas e invitados especiales.

    Nacido en Nápoles en el siglo XV, Bruno defendió hasta su muerte la concepción del universo como un sistema dentro del cual estamos inmersos de manera muy pequeña. Además de ser el primer visionario ecologista, que se atrevió a plantear que la Tierra es similar a un ser vivo, por lo que debemos respetarla y cuidar sus recursos naturales, porque puede morir.

    Después de pasar años viajando por Europa, escapando de la Inquisición, para enseñar sus conocimientos, el pensador fue perseguido, traicionado y encarcelado durante ocho años, esperando su retractación, pero fue inútil. Fue condenado a cortarle le lengua y a ser posteriormente quemado en la hoguera. El Papa Juan Pablo II reconoció el error de la Iglesia el año 2000 y levantó la excomunión que pesaba sobre él.

    La obra estuvo a cargo de la profesora de arte de la Universidad Católica de Valparaíso, Isis Ríos.

     

     

     

    Ricardo Garcia inaugura il monumento