Fondazione “Parco Letterario Giordano Bruno”: Cronaca di un fallimento annunciato!

da “Il Mattino online” del 18/11/2009

«Non ci sono più soldi». Michele Mezza, presidente della Fondazione «Parco letterario Giordano Bruno» annuncia le dimissioni. Dopo nemmeno un anno di mandato. La Biennale, la rete delle scuole e perfino la web-tv. Tutto nel segno di Giordano Bruno. E di Nola, la città che gli ha fatto da culla. La fondazione «Parco letterario Giordano Bruno», nata dalla fusione di due esperienze fallimentari come il parco letterario e la fondazione istituita dal Comune, aveva annunciato in pompa magna il proprio manifesto regalando perfino culturali assaggi durante le celebrazioni bruniane dello scorso anno. Poi ieri il j’accuse di Michele Mezza, il giornalista che dallo scorso anno la Regione Campania di concerto con il Comune, ha posto a capo dell’organismo: «Non ho gli strumenti per lavorare, mi dimetto». Un fulmine a ciel sereno. Un annuncio a sorpresa durante la cerimonia di consegna del Premio Felix – città di Nola, ricevuto dal giornalista di origini nolane, anche per gli sforzi compiuti nell’ultimo anno. «A pochi mesi dalle celebrazioni del 2010 – ha spiegato Michele Mezza – non sarei più in grado di garantire quanto avevamo previsto. Non c’è un contesto minimo. Manca una strategia di marketing territoriale che consideri la cultura volano di sviluppo». Una denuncia diretta a tutti: Regione, Provincia e Comune. «Non ho più un euro» ha detto Mezza davanti alla folta platea che affollava l’aula consiliare: «Il 10 dicembre ci sarà un’assemblea degli studenti con il vescovo. Presenteremo un libro che avrebbe dovuto far parte di una intera collana. Rimarrà l’ultimo». L’amaro in bocca. L’entusiasmo frenato da ragioni da cassa o, per dirla con Mezza «dalla effettiva mancanza di volontà. Mi spiace solamente per i giovani». Carmen Fusco

da “Il Nolano.it” del 17/11/2009 Anno II Numero 321

michele_mezzaNOLA – Il ‘premio Felix città di Nola’, promosso dalla associazione socio-culturale “Gli innamorati della Festa”, spegne la sua settima candelina. Si è svolta ieri sera la cerimonia di premiazione dell’evento, diventato un classico in cartellone nei giorni di festeggiamento per il santo patrono della città, che vuole riconoscere e valorizzare quanti abbiano, con il loro talento e le proprie qualità, dato lustro alla città di Nola ed al suo territorio. La serata, moderata dal giornalista Antonio D’Ascoli e dal consigliere comunale Franco Nappi, ha visto la presenza del presidente della provincia Cesaro, del sindaco Biancardi e delle più alte cariche della città. La simbolica campana di bronzo con su le effigi di San Paolino, San Felice e Giordano Bruno, quest’anno è stata consegnata, come dichiarato dall’assessore alla cultura Maria Grazia De Lucia “ a due professionisti che operano in ambiti diversi ma che sono accomunati dall’espressività, e dal loro riuscire ad imporsi nei propri campi di riferimento”: il portiere del Livorno Alfonso De Lucia, ed il giornalista Michele Mezza, presidente della Fondazione Giordano Bruno. Ma quest’ultimo, protagonista di un fuori programma durante il suo discorso di presentazione, ha dichiarato la propria volontà di dimettersi dal ruolo che occupa all’interno della Fondazione “a causa dello stato di fermo dei lavori, e delle troppe promesse non mantenute. Ai ‘dobbiamo fare’, ai ‘facciamo’, e ai ‘faremo’, c’è un limite insormontabile: il calendario”. I lavori della biennale tutta dedicata al filosofo nolano, sarebbero infatti troppo indietro ormai per permetterne la riuscita e il giornalista non se la sentirebbe di gestire una piattaforma “in declino”. Immediata la replica del sindaco Biancardi, che ha sottolineato come “la figura di Michele Mezza sia importantissima a capo della Fondazione, ma che qualora non dovesse esserci più la volontà da parte sua di guidarne i lavori, ci sarebbero altri pronti a prendere il suo posto”.  Gianluca Amato

I have a dream!
di Guido del Giudice

Una Fondazione “nata dalla fusione di due esperienze fallimentari” non poteva che essere un fallimento! Poco mi consola constatare: “Che vi aspettavate? Ve l’avevo detto.” Quel che sconforta è che questi affaristi si sono mangiati tutti i contributi, senza creare nulla di duraturo per Nola e per il suo geniale figlio: non un museo, non una mostra permanente. Per appagare la megalomania e la brama di passerella di politici, giornalisti e accademici sono stati sperperati fondi in roboanti spettacoli, planetari utilizzati un paio di volte e poi lasciati marcire e, dulcis in fundo, in quella che con toni enfatici e parole altisonanti era stata presentata come “Biennale Bruniana” e che rischia, a quanto pare, di durare solo qualche mese. Sul valore scientifico di questa iniziativa, ci siamo già ampiamente espressi. Del resto, altro  non ci si poteva aspettare nel momento in cui ci si è affidati ai soliti loschi personaggi del malaffare accademico. Se la fondazione doveva servire a realizzare operazioni del genere o una collana di libri su Bruno da presentare al Vescovo, allora molto meglio che sia fallita! Dopo aver dilapidato tutto in queste iniziative di nessun valore, il “presidente” annuncia che non ha più nemmeno un euro per poter tributare un minimo omaggio al Nolano in occasione delle celebrazioni del 2010! Il prossimo 17 febbraio non si potrà acquistare nemmeno quella striminzita coroncina di alloro che ogni anno in pompa magna il solito sparuto gruppo di appassionati ha deposto ai piedi del monumento in piazza Giordano Bruno!
Quando poi si dichiara dispiaciuto per i giovani è addirittura commovente! Ma cosa avete fatto per i giovani? L’unica iniziativa valida, il Certame Bruniano, era stata portata avanti con sacrificio e soluzioni forzatamente minimaliste, per mancanza di aiuti economici, da Angelo Amato e avete affossato anche quella!
Possibile che non si possa fare qualcosa di meglio? Basterebbe che, invece di pensare subito a come spartirvi i soldi dei finanziamenti con eventi estemporanei, se ne destinasse almeno una parte alla creazione di una struttura stabile, che possa attrarre le migliaia di appassionati del Nolano sparse in tutto il mondo, che mi chiedono continuamente notizie sulla patria del grande filosofo. Con la mole di materiale di ogni tipo, editoriale, teatrale, cinematografico, che è stata prodotta nell’ultimo decennio si potrebbe realizzare, ad esempio, una mostra come quella organizzata a Roma nella Biblioteca Casanatense nel 2000 o quella di quest’anno a Milano, che accolga stabilmente testi originali, microfilm, e tutto quanto riguarda il Nolano. Con i mezzi della moderna tecnologia si potrebbe arricchire il tutto con film in 3D, contenuti multimediali e altro ancora, come ormai viene fatto in tutto il mondo per argomenti e reperti certamente meno interessanti. Nola, con la sua ricca e prestigiosa storia, potrebbe certamente offrire una location adatta allo scopo. Penso al castello di Cicala, che potrebbe diventare l’ideale polo di attrazione per un turismo culturale che arricchirebbe l’intera comunità.
So cosa volete dirmi: finché in questo paese la politica continuerà a spadroneggiare con arroganza sulla cultura tutto ciò rimarrà solamente un sogno. Ma che anche sognare ci sia impedito da una banda di cialtroni ignoranti, che sperperano senza vergogna anche quelle piccole risorse economiche e intellettuali con le quali si potrebbe cominciare a realizzare qualcosa di valido, non possiamo più tollerarlo!

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