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Qué ignorancia feroz Qué intolerancia cruel Qué cobardía primaria Qué terror animal
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Che oscuro dogmatismo Che ignoranza feroce Che intolleranza crudele Che codardia primaria Che terrore animale
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Silvio Rodríguez |
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CITA CON ÁNGELES (mp3) Desde los tiempos más remotos vuelan los ángeles guardianes,
siempre celosos de sus votos contra atropellos y desmanes. Junto a las
cunas infantiles, junto a los tristes moribundos, cuentan que velan los
gentiles seres con alas de otro mundo. Dejando un surco luminoso por sobre Memphis, Tennessee, pasó volando presuroso un ser alado en frenesí. Iba vistiéndose de luto, iba llorando el querubín e iba contando los minutos de Dios y Martin Luther King. El ángel pasa bajo un puente, después rodea un rascacielos. Parque Central, lleno de gente, no se da cuenta de su vuelo. Cuánta utopía será rota y cuánto de imaginación cuando a la puerta del Dakota las balas derriben a John. Septiembre aúlla todavía su doble saldo escalofriante todo sucede un mismo día gracias a un odio semejante. Y el mismo ángel que allá en Chile vio bombardear al presidente, ve las dos torres con sus miles cayendo inolvidablemente. Desesperados, los querubes toman los cielos de la tierra y con sus
lápices de nubes pintan adioses a las guerras. El mundo llena los
balcones y exclama al fin: esta es mi lucha, pero el señor de los
cañones no mira al cielo ni lo escucha. Pobres los ángeles urgentes que nunca llegan a salvarnos. ¿Será que son incompetentes o que no hay forma de ayudarnos? Para evitarles más dolores y cuentas del sicoanalista, seamos un tilín mejores y mucho menos egoístas.
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APPUNTAMENTO CON GLI ANGELI Dai tempi più lontani volano gli angeli custodi sempre gelosi dei suoi voti contro soprusi e abusi. Accanto alle culle dei bambini, accanto ai tristi moribondi, raccontano che vegliano i gentili esseri alati di altro mondo. Quando quest'angelo solca il cielo non c'è niente che gli assomigli. L'obiettivo del suo affrettato volo è la sentenza di un eretico. Non si distragga, non si trattenga, tutto è adesso inopportuno. Va verso Campo dei Fiori dove un rogo aspetta Bruno. Si lancia un angelo dall'alto, caduta libera che dà i brividi. L'ordine del suo comando è scendere fino a Dos Ríos. È 19 e anche maggio, bosco di schiuma e "sierra madre", quando un altro angelo a cavallo cade "con i poveri della terra". Dicono che al filo dell'una un angelone compassionevole è passato
davanti alla luna sorvolando gli olivi. E raccontano che con cattiva
scaltrezza è stato sparato il suo ventaglio, proprio all'ora in cui in
Spagna si assassinava Federico. Lasciando un solco luminoso su Memphis, Tennessee, è passato volando in fretta un essere alato in frenesia. Andava vestendosi a lutto, andava piangendo il cherubino e andava contando i minuti di Dio e Martin Luther King. L'angelo passa sotto un ponte, poi aggira un grattacielo. Central Park affollato non si accorge del suo volo. Quanta utopia sarà distrutta e quanta immaginazione quando alla soglia del Dakota le pallottole abbattono John. Settembre urla ancora il suo doppio saldo tremante, tutto succede lo stesso giorno grazie a un odio uguale. E lo stesso angelo che là in Cile vide bombardare il presidente, vede le due torri con le sue mila cadendo indimenticabilmente. Disperati i cherubi prendono i cieli della terra e con le sue matite di nuvole dipingono addii alle guerre. Il mondo copre i balconi e infine esclama: questa è la mia lotta, ma il signore dei cannoni non guarda il cielo né lo ascolta.
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