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MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA'
CULTURALI |
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Giordano Bruno Giubileizzato ! di Fausto
Moretti
Nel quadro della ricorrenza del quarto centenario della morte di Bruno, il
Comitato Nazionale Giordano Bruno ha promosso con il concorso di Enel e Ina
Assitalia una mostra storico documentaria che verrà inaugurata dal Ministro per
i Beni e le Attività Culturali Giovanna Melandri il 6 giugno prossimo e rimarrà
aperta sino al 30 settembre. Le prime edizioni dei libri del filosofo e frate
domenicano, dal De umbris idearum Ars memoriae alla Summa terminorum
metaphysicorum, scritte nella sua peregrinatio in Europa sul finire del XVI
secolo e stampate tra il 1582 e il 1609 a Parigi Londra, Wittenberg,
Francoforte, Helmsted, Praga, Zurigo e Marburgo - per la prima volta riunite
insieme a Roma alla Biblioteca Casanatense con prestiti da alcune tra le più
importanti biblioteche europee – saranno esposte per quattro mesi nel salone
monumentale della Biblioteca stessa.
In mostra documenti originali sulla vita del filosofo, sui dieci anni
della sua reclusione, sui processi a Venezia e a Roma, la condanna a morte,
l’iconografia del periodo nonchè l’esposizione di opere di altri autori
legati al mondo di Bruno. La Casanatense, una biblioteca storica fra le più
importanti d’Italia, fu fondata dal cardinale Casanate alla fine del seicento
in un edificio annesso a quelle stesse mura che, nel ‘500 all’epoca di
Bruno, ospitavano il più importante convento domenicano di Roma – quello di
Santa Maria sopra Minerva – e dove lo stesso filosofo soggiornò.
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Il ministro G. Melandri con T. Gregory |
Il webmaster in una delle sezioni della mostra |
Bruno in una tela di T. Matania |
Non è l’unica sorpresa che riserva la cerimonia di inaugurazione, svoltasi il 6 giugno scorso a Roma, della mostra "Io dirò la verità" Giordano Bruno 1548-1600. Torquato e Nundinio, li ricordate? I due pedanti oxoniensi della Cena delle Ceneri ? Ci sono anche loro. Accolgono sulla porta ministri e deputati, inseguono per le sale personaggi politici, distribuiscono furtivamente solo ad autorità, parenti e amici le copie del catalogo di una mostra costata, pare, quattrocento milioni, guardando come intrusi i veri appassionati della Nolana filosofia. E’ il trionfo della pedanteria e dell’arroganza accademica: di tutto ciò, insomma, che Bruno aveva combattuto e subìto in vita e continua a subire anche da morto. Come la mettiamo, illustri dottori ? Ora vi interessate a Giordano Bruno, ne parlate, ma solo in termini di sponsorizzazioni per vuoti convegni, o di copie vendute dei vostri costosi libri. Stanno per uscire, dopo quattro secoli di attesa le traduzioni italiane delle opere magiche e mnemotecniche. Chi vorrà leggerle potrà finalmente farlo: se potrà pagarsele, é ovvio. Questo è per voi il modo giusto per far conoscere Bruno, diffondere la sua filosofia tra i giovani ? No, questo serve solamente a riempirvi le tasche, a giustificare i vostri giochi di potere, le vostre squallide beghe accademiche. Ma non provate un po’ di vergogna, quando, agghindati come manichini in doppio petto, parlate di Giordano Bruno da quegli stessi pulpiti, alla Sorbona o ad Oxford, dai quali Egli fu scacciato e costretto a cercare in giro per l’Europa un posto dove poter vivere e pensare liberamente? Giovanni Bovio diceva bene: "C’è un Bruno che non appartiene ai filosofi di professione, agli accademici salariati, ma è di tutti gli uomini colti o che cercano appassionatamente la verità. Noi non tollereremo che la corporazione degli accademici lo sequestri per sé." Se veramente provate rispetto e ammirazione per questa grande anima, scendete dunque dalle vostre cattedre dorate e fate a dorso di "asino" il cammino che vi porti, a ritroso, a ritrovare le radici e il senso della Nolana filosofia. Intanto il ministro, dopo aver recitato il suo diligente compitino, infarcito di tutti i collaudati luoghi comuni sul martire del libero pensiero, ha finalmente tagliato il nastro e si avvia, circondato da un codazzo di fotografi e cineoperatori, a visitare la mostra. Noi lo faremo domani, quando i pedanti saranno tornati alle loro gravose (e lucrose) occupazioni. Lasciamo che stanotte, nel silenzio della sala deserta, i due domenicani di Napoli, si dicano la verità! Guido del Giudice
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Giordano Bruno nella stanza del rogo di LUIGI VACCARI
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