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Robert Green Ingersoll & Giordano Bruno

"L'Araldo dell'Alba"

 Robert Green Ingersoll (1833 - 1899) è oggi troppo poco noto. Fu il più famoso oratore e "speechmaker" politico della fine del XIX secolo in America, forse l'americano più conosciuto dell'era post-Guerra Civile. Nessun uomo è stato visto e ascoltato di più dagli Americani fino all'avvento di cinema, radio, e televisione. I temi delle sue conferenze spaziavano da Shakespeare e Burns alla religione, da questioni politiche e morali alle vite di patrioti e scienziati famosi. 


«Nel 1889, quando i Razionalisti di Europa e America promossero l'iniziativa di erigere una statua di Bruno a grandezza naturale in Campo de' fiori a Roma, nel punto in cui fu bruciato sul rogo, il 17 Febbraio 1600, per ordine dell' Inquisizione papale, Ingersoll fu invitato dal comitato internazionale a preparare l'orazione per la scopertura del monumento.

Possiamo solo immaginare con che ricchezza di sentire, che trionfante ispirazione, l'oratore della libertà universale si sarebbe levato, all'ombra del Vaticano, per pagare, alla memoria di colui che aveva già definito "il primo vero martire", quel debito di gratitudine e di giustizia storica così a lungo ritardato; e possiamo anche immaginare, ma con rammarico, quanto abbia perso il mondo dell'arte e delle lettere per l'impossibilità da parte sua di accettare un invito che, provenendo da una istituzione così autenticamente rappresentativa del libero pensiero, dovette essergli particolarmente gradita.  

Delle altezze sublimi che avrebbe raggiunto se avesse accettato, possiamo farci un'idea ricordando l'opinione dell'eminente Razionalista Inglese George Jacob Holyoake, il quale, commentando l'elevato sentire e l'originalità dell'oratore, disse:

"Quando si espresse su Bruno, intorno al quale infinite penne avevano esaurito tutti i termini a disposizione, le prime parole di Ingersoll furono: 'Le tenebre del Medio Evo durarono un millennio. Il primo Astro che infiammò l'orizzonte di quella universale oscurità fu Giordano Bruno. Egli fu l'araldo dell'alba.'"

Sebbene all'oratore della nuova era, che Bruno così chiaramente aveva divinato, e per cui aveva nobilmente offerto la propria vita, non fu possibile pagare a  Roma il suo tributo di gratitudine, egli offrì il suo tangibile apporto in patria, non solo come presidente del comitato rappresentante gli Stati Uniti nel comitato internazionale, ma come risulta dalla seguente memorabile lettera di apertura della sottoscrizione in America: 

Law Office, Robert G. Ingersoll,
40 Wall Street.
New York.

Feb. 8, 1889.

T.B. Wakeman, Esq.
Tesoriere del Comitato per il Monumento a Bruno.

"Caro Signore:
Mi dà grande gioia accluderle il mio assegno di cento dollari ($100).
Non sarò mai del tutto soddisfatto fino a quando un monumento a Bruno non si leverà più alto della cupola di San Pietro.
Sinceramente Vostro,
R.G. Ingersoll."»


(From: "A Biographical Appreciation of Robert Green Ingersoll" by Herman E. Kittredge ) New York, The Dresden Publishing Co. MCMXI)
Signaled by Ernest Blalock

 



Tycho Brahe
Il celebrato astronomo Tycho Brahe, altro cagnolino di lusso di re ed imperatori dell'epoca, a Bruno che gli dedicò con entusiasmo e ammirazione una copia del Camoeracensis Acrotismus, non si degnò nemmeno di rispondere. 
Anzi lo schernì, definendolo con disprezzo: "Jordanus Nullanus".
Poiché, a quanto pare, l'eccellentissimo signor Ticone Danese amava gli squallidi giochi di parole, verrebbe da dirgli: "Calati le brahe, Tycho, dinanzi al genio del Nolano ! " Mentre si diffondeva la teoria dell'universo di Niccolò Copernico (da lui ritenuta assurda) e Giordano  Bruno,con la sola forza del Suo ingegno, andava ancora oltre, teorizzandone l'infinità, egli, con tutti i suoi strumentari astronomici e le sue  osservazioni su comete e corpi celesti, non riuscì  ad escogitare altro che un sistema cosmologico astruso e completamente  errato!

 


GIORDANO BRUNO

....non devo nè voglio pentirmi, non ho di che pentirmi né ho materia di cui pentirmi, e non so di che cosa mi debba pentire.

GALILEO GALILEI

...sono stato giudicato veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto che il Sole sia centro del mondo e imobile e che la Terra non sia centro e si muova. Pertanto.....con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto li suddetti errori e eresie....

"Non avrai, Galileo mio, gelosia della lode che devesi a coloro che tanto tempo prima di te
 predissero ciò che ora hai contemplato co' tuoi propri occhi ? La gloria tua é che emendi la 
dottrina che un nostro conoscente, Edmondo Bruce, tolse a prestito da Bruno".  

Giovanni Keplero