"Bruno filosofo non appartiene soltanto ai filosofi e noi non tollereremo che la corporazione degli accademici lo sequestri per sé. Bruno fu il filosofo fastidito, l'accademico di nessuna accademia, il nemico dei pedanti, il libero ricercatore della verità: dunque che cosa ha di comune con le Università? Dio ci guardi dalla dottrina ufficiale !
I sapienti che oggi esaltano il Nolano, ieri in compagnia del Bellarmino, ne avrebbero sentenziata l'insanità, perchè é ufficio dell' Accademia non promuovere la Scienza, ma irrigidirla e canonizzarla. Perciò i discendenti dei dottori che derisero il Nolano e con lo Scioppio gioirono del supplizio, oggi non sapendo come fargli offesa lo vorrebbero incarcerare nelle loro cattedre ed ipotecarlo per le loro dispense di esame.
C'è un Bruno però che non appartiene ai filosofi di professione, agli accademici salariati, ma è di tutti gli uomini colti o che cercano appassionatamente la verità, e Bruno a sua volta la cercò con passione, con frenesia, con ispasimo, senza riguardi umani, fra lo sprezzo dei dotti e disprezzandoli".

da: A. Labriola, "Il significato del martirio di Giordano Bruno"
 


 

 TESTO RAPITO ATTO SECONDO:
La censura editoriale

 

QUANDO GIORDANO BRUNO SI RIVOLTO' NEL VENTO

Impertinente e non piegato Guido del Giudice, ostinato dilettante che della materia bruniana hai fatto la tua ragion d'essere, disconosciuto studioso non titolato, sfrattato dalla torre eburnea, medico napoletano e giammai "dottore" per espressa e gridata volontà accademica, deus ex machina del sito dei seguaci del Nolano in cui ho affondato le mani impastando ad libitum, anticipatore di pubblicazioni altresì lucrative e novello mercurio editoriale che dà voce al verbo di Bruno infischiandosene di dogmi, dictat e direttive di scuderia baronale ... allora lo fai apposta!?
Mi ero ripromesso di non riaprire il faldone delle vicende personali in cui mi ero trovato invischiato pochi anni fa a causa del mio libriciattolo su Filippo Giordano Bruno e adesso mi vedo costretto a soffiarci sopra energicamente, per spazzar via la polvere accumulata e rileggere il tutto alla luce delle tue importanti e rivelatrici "piazzate" on line. Sta bene!
Nell'articolo "Giordano Bruno è vivo!", pubblicato su L'Ateo del febbraio 2006, scrivevo di quanto fossi rimasto deluso dalla celebrazione a Campo dei Fiori, quell'unica volta che avevo deciso di prendervi parte. Come un sagrestano che distribuisce i santini, tagliavo la piazza in lungo e in largo e lasciavo ad astanti e passanti i volantini in cui annunciavo l'uscita del mio libro. Finalmente, dopo cinque anni di lotta silenziosa e silenziata, ma non solo.
Raccoglievo, infatti, anche le tante critiche alla manifestazione, che a detta degli stessi, di anno in anno diventava sempre più deprimente, povera e funerea, tanto da ipotizzare lo sfiancamento dello stesso Bruno bronzeo sul piedistallo. L'articolo naturalmente non deve essere stato digerito da organizzatori romani e maestranze nolane se poco dopo, il clan degli anonimi ha seguitato per un po' ad inviarmi mail, distorcendo il mio cognome, come farebbe Emilio Fede se parlassi male del suo padrone Silvio, ed accusandomi di voler cercar gloria fasulla e pubblicità facile, sparando a zero laddove, forse secondo loro, non dovrei nemmeno osar guardare. Beh, adesso che leggo quale torta economica ci fosse in ballo, non mi è difficile fare 1+1 ed intuire intenti e possibili scribacchini di quei messaggi. Ma nu me passa manco p'o ... faldone!
Si diceva invece del libro, quel Chi ha paura di Giordano Bruno che testimonia il fallimento della graphic novel The Nolan is back - Giordano Bruno è tornato, prima ed unica opera illustrata mai realizzata sul Nolano, a cui avrei voluto dar vita. Il regista Giuliano Montaldo aveva cercato di mettermi in guardia e prepararmi alla strada spinosa e in salita, la medesima che lui stesso dovette percorrere nel 1973 per dar forma al suo film su Bruno, interpretato da Gianmaria Volontè. Ho cercato invano per lungo tempo editori e produttori, disposti ad accompagnarmi nell'impresa, senza cavare un ragno dal buco e collezionando solo risposte del tipo "vorrei ma non posso", "ma chi te lo fa fare", "gran bella proposta, ma non ci sembra il caso" ed altre malcelate formule che rimano con non-si-può-non-si-deve .  Superfluo dire che ho cercato sostenitori del progetto in primo luogo fra coloro che, ingenuamente, devo aggiungere ora che siamo a bocce ferme e carte scoperte, credevo avrebbero sposato la causa all'istante, sollevandomi dal peso di dover fare tutto da solo. Coloro i quali forse coincidono proprio con i personaggi a cui si riferisce Labriola quando parla di "comitato d'affari". Chi gestisce il sito ufficiale su Giordano Bruno, ad esempio, quel giordanobruno.it che a fronte di tonnellate di mail inviate per anni non si è mai degnato di dare una qualsivoglia risposta. Quelli dell' Istituto Nazionale degli Studi sul Rinascimento di Firenze, dove mi sono recato per ben due volte, lasciando tutto il materiale su fumetto e libro e dai quali a tutt'oggi non ho avuto mai alcun riscontro. Alla redazione di Gabriele La Porta, unico megafono di Bruno in tivvù, seppur sepolto negli abissi del palinsesto Rai, che dopo un primo cenno di interesse, per strane coincidenze, non sono poi più riuscito a ricontattare. Proprio quando ne avrei avuto più bisogno, con libro annunciato in conferenza ed editore inspiegabilmente defilatosi in 24 ore. Alle tante redazioni di testate giornalistiche alle quali mi sono prodigato di far recapitare copie del libro reportage di cui sopra, (tutto a mie spese), sperando invano in due sole righe di recensione, fino alle grandi e piccole associazioni di Libero Pensiero che innalzano il vessillo di Bruno a scadenza fissa, ma che evidentemente nel mio caso hanno preferito tenerlo giù ... e via e via elencando oltre. Devo ricordarmi di quando ero sul punto di improvvisarmi addirittura attore e portare il plot del libro sul palco sbilenco di un teatro, pur di non lasciare la mia creatura senza voce, grazie a pochi amici di circuiti indipendenti autentici, per richiamare ora alla mente la disperazione di quel periodo ed il senso di impotenza dal quale volevo fuggire con ogni mezzo.
Il venire a conoscenza che c'erano allora come adesso, personalità cilibertiane e d'altra solfa, nominate, incaricate e finanziate dall'alto proprio per promuovere, scovare, alimentare e diffondere iniziative su e nel nome di Bruno e delle quali il sottoscritto non ha avuto neanche l'onore di scorgerne l'ombra, da più che dilettante bruniano mi dovrebbe far borbottare un realistico e rassegnato "niente di nuovo sotto il sole". Invece mi ricorda ancora una volta che non sono solo i pianeti a girare intorno al sole, ma ci sono anche le scatole!
Non intendo addentrarmi in botta e risposta con dottoroni sopra e sotto titolati, non ne sono all'altezza e da fumettivendolo me ne resto al mio posto, considerato che la solita cricca anonima mi ha fatto notare anche questo solo pochi mesi fa, mi piace concludere ricordando l'accesa quanto piacevole discussione che ebbi a viso aperto con tre nolani incontrati mentre salivo sul colle Cicala, per la mia prima esplorazione del sito. Si discettò di Nolana Filosofia nei suoi vari aspetti, dell'homo novus, di Copernico, di Erasmo ed ovviamente di Bruno e del suo pensiero vivo e ardente da strappar via a becchini e grandi officianti con e senza paramenti. Erano semplici muratori in pausa pranzo.
 

Maurizio Di Bona

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