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TESTO RAPITO ATTO SECONDO:
La censura editoriale
QUANDO GIORDANO BRUNO SI RIVOLTO' NEL VENTO
Impertinente e non piegato Guido del Giudice,
ostinato dilettante che della materia bruniana hai fatto la tua
ragion d'essere, disconosciuto studioso non titolato, sfrattato
dalla torre eburnea, medico napoletano e giammai "dottore" per
espressa e gridata volontà accademica, deus ex machina del
sito dei seguaci del Nolano in cui ho affondato le mani impastando
ad libitum, anticipatore di pubblicazioni altresì lucrative e
novello mercurio editoriale che dà voce al verbo di Bruno
infischiandosene di dogmi, dictat e direttive di scuderia baronale
... allora lo fai apposta!?
Mi ero ripromesso di non riaprire il faldone delle vicende personali
in cui mi ero trovato invischiato pochi anni fa a causa del mio
libriciattolo su Filippo Giordano Bruno e adesso mi vedo costretto a
soffiarci sopra energicamente, per spazzar via la polvere accumulata
e rileggere il tutto alla luce delle tue importanti e rivelatrici
"piazzate" on line. Sta bene!
Nell'articolo "Giordano Bruno è vivo!", pubblicato su
L'Ateo del febbraio 2006, scrivevo di quanto fossi rimasto deluso
dalla celebrazione a Campo dei Fiori, quell'unica volta che avevo
deciso di prendervi parte. Come un sagrestano che distribuisce i
santini, tagliavo la piazza in lungo e in largo e lasciavo ad
astanti e passanti i volantini in cui annunciavo l'uscita del mio
libro. Finalmente, dopo cinque anni di lotta silenziosa e
silenziata, ma non solo.
Raccoglievo, infatti, anche le tante critiche alla manifestazione,
che a detta degli stessi, di anno in anno diventava sempre più
deprimente, povera e funerea, tanto da ipotizzare lo sfiancamento
dello stesso Bruno bronzeo sul piedistallo. L'articolo naturalmente
non deve essere stato digerito da organizzatori romani e maestranze
nolane se poco dopo, il clan degli anonimi ha seguitato per un po'
ad inviarmi mail, distorcendo il mio cognome, come farebbe Emilio
Fede se parlassi male del suo padrone Silvio, ed accusandomi di
voler cercar gloria fasulla e pubblicità facile, sparando a zero
laddove, forse secondo loro, non dovrei nemmeno osar guardare. Beh,
adesso che leggo quale torta economica ci fosse in ballo, non mi è
difficile fare 1+1 ed intuire intenti e possibili scribacchini di
quei messaggi. Ma nu me passa manco p'o ... faldone!
Si diceva invece del libro, quel Chi ha paura di Giordano
Bruno che testimonia il fallimento della graphic novel
The Nolan is back - Giordano Bruno è tornato, prima ed
unica opera illustrata mai realizzata sul Nolano, a cui avrei voluto
dar vita. Il regista Giuliano Montaldo aveva cercato di mettermi in
guardia e prepararmi alla strada spinosa e in salita, la medesima
che lui stesso dovette percorrere nel 1973 per dar forma al suo film
su Bruno, interpretato da Gianmaria Volontè. Ho cercato invano per
lungo tempo editori e produttori, disposti ad accompagnarmi
nell'impresa, senza cavare un ragno dal buco e collezionando solo
risposte del tipo "vorrei ma non posso", "ma chi te lo fa fare",
"gran bella proposta, ma non ci sembra il caso" ed altre malcelate
formule che rimano con non-si-può-non-si-deve . Superfluo dire che
ho cercato sostenitori del progetto in primo luogo fra coloro che,
ingenuamente, devo aggiungere ora che siamo a bocce ferme e carte
scoperte, credevo avrebbero sposato la causa all'istante,
sollevandomi dal peso di dover fare tutto da solo. Coloro i quali
forse coincidono proprio con i personaggi a cui si riferisce
Labriola quando parla di "comitato d'affari". Chi gestisce il sito
ufficiale su Giordano Bruno, ad esempio, quel giordanobruno.it che a
fronte di tonnellate di mail inviate per anni non si è mai degnato
di dare una qualsivoglia risposta. Quelli dell' Istituto Nazionale
degli Studi sul Rinascimento di Firenze, dove mi sono recato per ben
due volte, lasciando tutto il materiale su fumetto e libro e dai
quali a tutt'oggi non ho avuto mai alcun riscontro. Alla redazione
di Gabriele La Porta, unico megafono di Bruno in tivvù, seppur
sepolto negli abissi del palinsesto Rai, che dopo un primo cenno di
interesse, per strane coincidenze, non sono poi più riuscito a
ricontattare. Proprio quando ne avrei avuto più bisogno, con libro
annunciato in conferenza ed editore inspiegabilmente defilatosi in
24 ore. Alle tante redazioni di testate giornalistiche alle quali mi
sono prodigato di far recapitare copie del libro reportage di cui
sopra, (tutto a mie spese), sperando invano in due sole righe di
recensione, fino alle grandi e piccole associazioni di Libero
Pensiero che innalzano il vessillo di Bruno a scadenza fissa, ma che
evidentemente nel mio caso hanno preferito tenerlo giù ... e via e
via elencando oltre. Devo ricordarmi di quando ero sul punto di
improvvisarmi addirittura attore e portare il plot del libro sul
palco sbilenco di un teatro, pur di non lasciare la mia creatura
senza voce, grazie a pochi amici di circuiti indipendenti autentici,
per richiamare ora alla mente la disperazione di quel periodo ed il
senso di impotenza dal quale volevo fuggire con ogni mezzo.
Il venire a conoscenza che c'erano allora come adesso, personalità
cilibertiane e d'altra solfa, nominate, incaricate e finanziate
dall'alto proprio per promuovere, scovare, alimentare e diffondere
iniziative su e nel nome di Bruno e delle quali il sottoscritto non
ha avuto neanche l'onore di scorgerne l'ombra, da più che dilettante
bruniano mi dovrebbe far borbottare un realistico e rassegnato
"niente di nuovo sotto il sole". Invece mi ricorda ancora una volta
che non sono solo i pianeti a girare intorno al sole, ma ci sono
anche le scatole!
Non intendo addentrarmi in botta e risposta con dottoroni sopra e
sotto titolati, non ne sono all'altezza e da fumettivendolo me ne
resto al mio posto, considerato che la solita cricca anonima mi ha
fatto notare anche questo solo pochi mesi fa, mi piace concludere
ricordando l'accesa quanto piacevole discussione che ebbi a viso
aperto con tre nolani incontrati mentre salivo sul colle Cicala, per
la mia prima esplorazione del sito. Si discettò di Nolana
Filosofia nei suoi vari aspetti, dell'homo novus, di
Copernico, di Erasmo ed ovviamente di Bruno e del suo pensiero vivo
e ardente da strappar via a becchini e grandi officianti con e senza
paramenti. Erano semplici muratori in pausa pranzo.
Maurizio Di Bona
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