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IN VATICANO SI DISCUTE DI RIABILITARE GIORDANO BRUNO

Città del Vaticano, 27 mag. (Apcom) - La Chiesa cattolica riabilita Giordano Bruno? "Forse", risponde Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia accademia delle scienze. "Ne ho parlato in Vaticano - prosegue il fisico in un'intervista a 'Famiglia cristiana' - ma per ora segnali non ce ne sono. La teoria di Giordano Bruno oggi è dimostrata dall'esistenza dei pianeti extrasolari, osservati dai telescopi in orbita. Il problema sono il processo e la condanna. Credo che se ne sappia meno che del processo a Galileo Galilei. E poi - aggiunge Cabibbo - non sarà facile riconoscere che non c'era alcuna ragione per metterlo al rogo". Nell'intervista al settimanale dei paolini, Cabibbo affronta anche i difficili rapporti che nel passato ci sono stati tra la Chiesa e altri scienziati famosi. Darwin? "Chi dice che, siccome sappiamo come funziona l'evoluzione, non c'è più bisogno di Dio, sbaglia completamente", afferma il fisico, precisando che "dobbiamo partire dal principio che la scienza si occupa di leggere il libro della natura, che non può essere sbagliato, perché è opera di Dio". Il caso Galileo, poi "ha disorientato", secondo Cabibbo. "La Chiesa era impreparata di fronte al nuovo modo di indagare la natura, quasi che la scienza pretendesse di svelare il Mistero. La ricerca dei dati oggettivi, invece, non compromette il Mistero. Ma c'è voluto Giovanni Paolo II per risistemare le cose, rileggendo il processo a Galileo. Ciò non significa - conclude il presidente della Pontificia accademia delle scienze - che tutto sia a posto. Ancora troppe sono le porte chiuse nel rapporto tra scienza e teologia".
 

VATICANO: DA CILIBERTO A DEL GIUDICE, GLI STUDIOSI DI GIORDANO BRUNO INDIFFERENTI ALLA RIABILITAZIONE DEL NOLANO

GLI STUDIOSI: ‘NON SARA’ FACILE BATTEZZARE’ IL FILOSOFO – LA CHIESA NON HA APPIGLI’

Roma, 27 mag. (Adnkronos) - Indifferenza, scrollata di spalle e in alcuni casi un sorriso che sa di riconoscimento tardivo. E’ gelida la reazione degli studiosi di Giordano Bruno all’annuncio, fatto in un’intervista al settimanale ''Famiglia cristiana'' dal fisico Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia accademia per le Scienze, di una possibile riabilitazione del filosofo di Nola da parte del Vaticano. Sulla questione, l’ADNKRONOS ha sentito i maggiori esperti del pensiero bruniano. E’ categorico Aldo Masullo, docente emerito di Filosofia Morale presso l'Università di Napoli, che spiega: ‘’Oggi ne’ a Bruno ne’ ai suoi estimatori importa più nulla del riconoscimento, da parte della Chiesa, dell’errore ‘mortale’ fatto nel giudicare il filosofo. Non e’ significativo riconoscere gli errori dopo aver bruciato la vita di un uomo’’. ‘’Ognuno prenda atto dell’errore –ribadisce il filosofo de ‘Il Tempo e la Grazia’- ma l’importanza del Nolano sta nel fatto che con lui si consuma la rottura con un vecchio mondo. Da quella crepa profonda nasce la modernità, ovvero la stagione in cui si riconosce che la verità e’ il risultato della libera ricerca e non della potenza di chi sostiene una tesi’’. ‘’Il fatto che adesso il Vaticano riconosca questa colpa –taglia corto Masullo- è solo la confessione della vecchia cultura che si sente superata. Non aggiunge nulla alla vita e alla grandezza del pensatore di Nola’’. 

Non la pensa diversamente Michele Ciliberto, professore di Storia della Filosofia moderna e contemporanea alla Scuola Normale di Pisa e dal 1995 presidente dell'Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento di Firenze. ‘’Non sarà facile battezzare Bruno –dice all’ADNKRONOS- Se vorrà farlo, la Chiesa dovrà aggrapparsi a qualcosa. Forse si aggrapperanno al loro rimorso, se ne sono capaci. In fondo una costante dei cattolici e’ il fatto che si pentono sempre’’. A giudizio dello studioso di Bruno, che e’ anche Accademico dei Lincei, ‘’va anzitutto riconosciuta la validità di quanto sosteneva Sebastiano Castellione: bruciare un uomo non e’ difendere una dottrina ma solo bruciare un uomo. E soprattutto –incalza Ciliberto- va rimarcato che Bruno e’ il pensatore più radicalmente anticristiano del Cinquecento europeo. Per lui Cristo e’ un ‘tristo mago’, come riferirono i compagni del Nolano, un uomo che non e’ neanche riuscito a saper morire. Giordano Bruno si sente in contrapposizione a Cristo’’ e lo dice, oltre che nei suoi testi, anche plasticamente. Perche’ quando ‘’sul rogo i confortatori gli propongono l’immagine del Nazareno, lui gira la faccia dall’altra parte, per dire che il Cristo non c’entra nulla’’.  La morte sul rogo e’, per Bruno, l’atto di consacrazione del suo pensiero. Nessuna sorpresa, dunque, può venire secondo Ciliberto da oltretevere, ‘’anche se il Vaticano ci ha abituato a tutti i salti. Ma mentre per il caso Galilei c’era ‘trippa per gatti’, per il Nolano non hanno davvero appigli: tutto il suo pensiero e’ radicalmente anticristiano. La filosofia bruniana, che recupera il pensiero egizio e la ‘prisca sapientia’, e’ l’epoca della luce rispetto al ciclo ebraico-cristiano che e’ il tempo della decadenza e delle tenebre. Insomma- conclude Ciliberto- non sarà facile riportarlo nelle mura leonine’’. 

CACCIARI, ‘SAREBBE RIDICOLO’ – ORDINE, ‘E’ UN PROBLEMA DELLA CHIESA NON NOSTRO’ 

(Adnkronos) - Non ha dubbi anche Massimo Cacciari, che sorride dell’eventuale iniziativa dei sacri palazzi: ‘’Riabilitare Bruno? Semplicemente ridicolo –dice il filosofo di Venezia all’ADNKRONOS- Che senso ha? Si possono riconoscere gli errori fatti dalla Chiesa sul caso Galilei e le sue teorie scientifiche, ma il Nolano non parla mica solo di scienza. Il suo pensiero su religione ed etica e’ totalmente incompatibile con la Chiesa. Si potrà forse riconoscere che le sue teorie sono fondate, ma come faranno a portarle all’acqua santa?’’. ‘’Bruno –fa notare ancora Cacciari- non fu tenero nei confronti della cristianità, ma di certo non c’e’ alcuna ragione per mettere al rogo una persona. Anzi: nessuna persona. Anche se purtroppo il suo processo, in base alle procedure di allora, non fu più irregolare di altri. Ma la ‘riabilitazione cattolica è ridicola’’. 

Invita a distinguere i piani anche Nuccio Ordine, professore di Letteratura italiana presso l’Università della Calabria. ‘’Ritengo che il problema di una eventuale riabilitazione di Bruno –spiega lo studioso del Nolano all’ADNKRONOS- riguardi la storia del Vaticano e il problema dei crimini commessi in passato. Ma la decisione della Chiesa, in quanto studioso di Bruno, mi lascia totalmente indifferente. Di riabilitazioni non ha bisogno lo stesso Nolano, che e’ stato ‘riabilitato’ dalla scienza e dalla filosofia con le cose che lui stesso ha scritto e che hanno fondamento e validità per il libero pensiero e la ricerca’’. Perciò, per Ordine ‘’la riflessione della Chiesa riguarda solo i propri confini. Forse può far anche piacere ma non e’ un nostro problema dato che  la mia opinione di Bruno non e’ legata a quanto di lui si dice oltre il Tevere’’. Insomma, chiede Ordine: ‘’In che maniera la riabilitazione di Giordano Bruno può incidere nella ricerca scientifica? La risposta e’ presto detta: in alcun modo. Il pensiero di Bruno e’ stato riconosciuto dagli scienziati e dai filosofi, portato avanti per centinaia di anni dopo quella condanna. Saremmo una manica di pazzi –taglia corto Nuccio Ordine- se oggi facessimo ricerca e scienza leggendo ancora le Scritture o altri testi religiosi’’.  

RAFFI, ‘L’ERESIA DI OGGI PUO’ ESSERE L’ORTODOSSIA DI DOMANI’ -
 DEL GIUDICE, ‘OLTRE TEVERE APRANO GLI ARCHIVI CON LE CARTE SEGRETE’
 

(Adnkronos) – Apre invece alla possibilità di una eventuale riabilitazione Aniello Montano, professore ordinario di Storia della Filosofia all'Università di Salerno per il quale ‘’la riabilitazione di Bruno, anche se tardiva, serve molto. Perchè la cultura non ha tempi per maturare, come fanno invece le albicocche. Sulla questione Bruno occorre riflettere senza pregiudizi ma soprattutto, come raccomandava lo stesso Nolano, vanno tenuti ben distinti nel pensatore il filosofo dal teologo. Lui voleva essere giudicato solo come filosofo, e forse questa sarebbe la volta buona. Di sicuro –rimarca Montano- e’ la via maestra: andare alla dottrina propria di Bruno, superando da un lato l’interpretazione positivistica e i pregiudizi di sorta, dall’altro quelle letture fondamentaliste che ne fanno un vessillo invece di indagarne a fondo il pensiero e i testi. Un lavoro di tal respiro –sottolinea Montano- vuol dire richiamare l’attenzione sul Nolano epistemologo’’.

 

Per Gustavo Raffi, studioso del pensiero di Bruno e Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia, ‘’e’ bene riconoscere gli errori, ancora meglio sarebbe non commetterli’’. E all’ADNKRONOS il numero uno della Massoneria di Palazzo Giustiniani rimarca: ‘’La storia del Nolano dimostra che l’eresia di oggi può essere l’ortodossia di domani. Occorre leggere anche in questa traccia un monito: mai più intolleranza e roghi. L’uomo si apra invece alla ragione e alla forza del dialogo. Noi –rimarca Raffi- siamo uomini del dubbio, aperti al confronto, cercatori di pietre di senso. Il problema nasce da chi pensa di avere sempre verità incrollabili. Per il resto, meglio tardi che mai’’. 

Mostra pollice verso, invece, Guido Del Giudice, autore di importanti studi sul pensiero bruniano cui ha dedicato da più di un decennio il sito www.giordanobruno.info, che spiega: ‘’La filosofia bruniana e’ radicalmente anticristiana. Oltre il Tevere si leggano un libro edito da Sassoscritto, che a mio giudizio resta fondamentale e che si intitola ‘Oltre il Tempio: sul cristianesimo nella filosofia di Giordano Bruno’. Basta arrivare alla fine di quelle pagine per capire che il Nolano e la Chiesa sono inconciliabili. Lui, ‘eretico pertinace’, come lo definirono le gerarchie ecclesiastiche, riderebbe di questo tentativo’’. ‘’Ecco perchè –tiene a ribadire Del Giudice- non credo alla riabilitazione del Vaticano, e ricordo che già nel Duemila, in occasione del quarto centenario del rogo, la lettera del cardinal Sodano fu esplicita: pur concedendo la sproporzione della condanna inflitta al filosofo europeo, la Chiesa ne difendeva ancora storicisticamente la legittimità’’. ‘’Se proprio la Chiesa vuol farsi perdonare qualcosa su Bruno con un gesto significativo –e’ la proposta di Del Giudice- tiri fuori i documenti ancora nascosti sul Nolano. In questo caso –taglia corto lo studioso- non sarà una fiction come per la lettera di Galilei di ‘Angeli e Demoni’. Le carte su Giordano Bruno ci sono davvero. Aprire quelle porte alla libera ricerca significherebbe non fare chiacchiere e gettare ponti alla verità. Avranno il coraggio di farlo? A loro ricordo quanto disse Bruno ai suoi giudici: ‘Avete più paura voi nel giudicarmi che io nell'accogliere la condanna’. Quelle parole fanno ancora paura’’.

 (Gkd)

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1600: ....e Giordano Bruno?



Alberto Pistolato, appassionato cultore bruniano ha segnalato la mancanza di un giusto riferimento a Bruno nella mostra di astronomia "Cosmos: viaggio alla scoperta dell' Universo ", allestita dal Museo di Storia Naturale di Montebelluna.
Grazie alla sensibilità della direttrice , Monica Celi, che qui pubblicamente ringrazio, ha ricevuto l'assicurazione che la lacuna sarà presto colmata.
Sono queste le iniziative veramente utili a diffondere la conoscenza del Nolano!
 

Ecco il testo della lettera e la risposta del Museo:


Alberto Pistolato

30020 Gaggio di Marcon ( Venezia )

Spett.le Museo Civico di Montebelluna
Via Piave N.41
31044 Montebelluna ( Treviso )

Gaggio li 12/05/2009

Egregi Sig. ri & Sig. re

Sono stato domenica passata a visitare presso la Vostra sede la mostra di astronomia denominata " Cosmos : viaggio alla scoperta dell' Universo ".

Quasi all' inizio dell' entrata alla manifestazione era presente un grande tabellone dove venivano riportati i principali fatti storici ed astronomici accaduti in un periodo preso in esame in modo tale – almeno presumo sia stato pensato così – da poter meglio collocare gli eventi nello spazio cronologico.

Esempio : nel 1929 Crollo mondiale delle Borse o altro esempio nel 1969 ultimo concerto dei Beatles da una parte e dall' altra lo sbarco dell' uomo sulla superficie Lunare.

Per curiosità personale ho analizzato meglio questa insegna andando a ritroso finché sono arrivato alla casella relativa all'anno 1600.

Ebbene , sempre secondo questo tabellone , in tale periodo non sarebbe accaduto  nulla di " interessante " da meritare una particolare attenzione.

Forse – almeno dico io – ci si e' dimenticati di un certo Giordano Bruno e della sua tragica fine a Campo de Fiori a Roma.

Vorrei ricordare – per chi non lo sapesse - che oltre ad essere stato un brillante filosofo  vedere foglio allegato fu anche un attivo sostenitore delle teorie Copernicane.

Cordiali saluti.

Alberto Pistolato

Allegato

La disputa di Cambrai.  Articolo LXVII. Tesi scritte da Giordano Bruno nel 1588.

 

Tutti gli astri dunque che si trovano al di là di Saturno, dei quali non è visibile alcun moto, ma il loro sfavillare, sono fuochi ossia soli: è evidente, infatti, anche se a pochi, che, come questo sole tra le sue terre, così anche quelli si muovano tra le terre. Le loro terre o acque non sono visibili a causa della rilevante distanza, sia perché sono corpi minori, in quanto proporzionali ai loro soli, come queste terre a questo unico sole, sia perché gli astri che brillano di luce riflessa non presentano un diametro di visibilità ad una così lunga distanza, come gli astri che risplendono di luce propria. Di qui, Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio e la Luna, che sono terre, mostrano a noi un aspetto del tutto simile a quello degli astri ignei soltanto a causa di quella vicinanza di cui abbiamo detto: questo, infatti, non succederebbe se distassero da noi quanto le regioni degli altri corpi ignei al di là di Saturno. Da uno specchio vicino, infatti, e da una candela vicina appare una luce simile, ma se entrambi vengono allontanati, la vista della luce nello specchio scompare in modo incomparabilmente più veloce rispetto a quella della luce reale. Sebbene, dunque, vi siano altre terre intorno ad altri soli, oltre questo spazio intorno a noi e questo sistema di astri (in quanto necessarie per la vita universale), tuttavia esse non hanno né la possibilità di rendersi visibili a noi, né quella di eclissare quei soli. Presso di noi infatti la Luna eclissa il Sole non a causa di quella vicinanza che può avere rispetto ad esso, ma per quella che ha rispetto ai nostri occhi.