Giordano Bruno
Due Orazioni 
Oratio Valedictoria - Oratio Consolatoria

Introduzione, traduzione e note di Guido del Giudice 
Di Renzo Editore, Roma
€ 11,00

Dal 1586 al 1590 Giordano Bruno trascorse in Germania uno dei pochi periodi di serenità della sua vita tormentata ed errabonda. L’Oratio Valedictoria e l’Oratio Consolatoria, composte in quegli anni per esternare la sua riconoscenza nei confronti di chi lo aveva  accolto con rispetto e magnanimità, sciolgono un vero e proprio inno a quegli ideali per la cui difesa egli lottò incessantemente, fino all’estrema conseguenza del rogo di Campo de’ fiori. Amore per la Sapienza, tolleranza e libertà di pensiero, al di là di ogni divisione politica o religiosa, vengono qui affermati come criteri di distinzione tra ingegno e bestialità umana. In questa edizione le due opere vengono per la prima volta pubblicate autonomamente in volume, con una esauriente introduzione che ne illumina il significato filosofico, inquadrandole nel momento storico e ricostruendo l’ambiente che circondò il Nolano durante il suo soggiorno a Wittenberg e ad Helmstedt. Guido del Giudice, continuando il suo appassionato pellegrinaggio scientifico sui luoghi bruniani, fornisce un prezioso contributo di scoperte testuali e biografiche, illuminando punti oscuri, correggendo errori e inesattezze di precedenti interpretazioni e avanzando ipotesi nuove e suggestive. Lo studio testuale da cui  nasce questa nuova traduzione, supportato dalla padronanza dei potenti strumenti multimediali oggi disponibili in Rete, a cominciare dal suo sito dedicato al Nolano, gli ha consentito di sciogliere dubbi interpretativi e semantici e di localizzare nuove fonti. Ad una di queste, che stabilisce un inedito contatto diretto tra Bruno e Francois Rabelais, è dedicato un interessante saggio proposto in appendice.

Guido del Giudice, medico e filosofo napoletano, ha creato nel 1998 il sito internet www.giordanobruno.info, diventato il punto di riferimento per appassionati e studiosi di tutto il mondo. L’instancabile opera di diffusione della Nolana filosofia, ne ha fatto uno dei più noti ed apprezzati esperti in materia. Nel 2001 ha pubblicato il saggio WWW. Giordano Bruno, frutto della sua esperienza di comunicazione attraverso il web.  Presso l’editore Di Renzo è uscito, nel 2005, un altro suo fortunato saggio bruniano:  La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente  e Occidente.  







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La Coincidenza degli Opposti
Sarebbe troppo facile dire che sullo scrittoio di Bruno non c'erano né testi buddistici né scritti di Lao tse. Resta il fatto che queste assonanze ci sono, e non solo sul punto della metasomatosi, che è il più ovvio. Esistono sintonie più profonde che riguardano anzitutto il concetto del divino e quel caposaldo teorico che è il concetto bruniano di materia. Sono sintonie e assonanze che pongono complessi problemi di ordine teorico, con i quali si sono misurati pensatori come Cassirer e Aby Warburg che, come è noto, amava Bruno. Pongono anzitutto il problema di quelle che si potrebbero definire strutture “trascendentali” del pensiero umano, dalle quali sgorgano sintonie e assonanze di ordine filosofico o religioso che prescindono dalle “fonti” tradizionalmente considerate, ma non sono per questo meno importanti e significative. Nel suo lavoro Guido del Giudice ha precisamente questo doppio merito: 1. aprire gli studi bruniani verso prospettive non ancora e non sempre considerate in modo adeguato; 2. sollecitare il lettore a confrontarsi con delicati problemi teorici, che riguardano la struttura complessiva - universale, si potrebbe dire - del pensiero umano.
(dalla Presentazione di Michele Ciliberto)


Guido del Giudice
La coincidenza degli Opposti
Giordano Bruno tra Oriente e Occidente
Seconda edizione con un saggio su"Bruno, Rabelais e Apollonio di Tiana"
Presentazione di Michele Ciliberto
Collana: Arcobaleno
Editore: Di Renzo, Roma
Pagine: 105 - Prezzo : € 9.00
ISBN: 888323148-1  Anno di pubblicazione:2006

Note: 
In questa nuova edizione, oltre ad alcune modifiche al testo, è stato inserito un breve saggio inedito, che reca un ulteriore contributo alle tesi esposte nel libro. Nel corso di  una ricerca sui rapporti tra Bruno e Rabelais, sono emersi alcuni indizi che permettono di identificare in Apollonio di Tiana un altro possibile tramite tra Bruno e la sapienza orientale.

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Guido del Giudice
, medico e filosofo napoletano, ha creato nel 1998 il sito internet http://www.giordanobruno.info/, diventato il punto di riferimento per appassionati e studiosi di tutto il mondo. L'instancabile opera di diffusione della Nolana filosofia, ne ha fatto uno dei più noti ed apprezzati esperti in materia.








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Fulvio Papi
Antropologia e civiltà nel pensiero di Giordano Bruno
Introduzione di Nuccio Ordine 

ISBN: 88-207-3858-9
ed.: 2006
pp.: 354

Ci sono dei libri che passano come meteore. Ce ne sono alcuni che lasciano una scia più duratura. Ce ne sono altri ancora – purtroppo sempre meno negli ultimi decenni – destinati  ad occupare un posto di primo piano nelle biblioteche pubbliche e private. Tra questi ultimi, in uno scaffale che si rispetti dedicato alla critica bruniana, non si può non annoverare Antropologia e civiltà nel pensiero di Giordano Bruno di Fulvio Papi. A distanza di quasi quarant’anni dalla sua prima edizione, il saggio continua ad essere un punto di riferimento per diverse generazioni di studiosi. Negli anni sessanta, di fronte a una ripresa di una storiografia intenta a proiettare il Nolano verso le tenebre dell’esoterismo, questo libro di Papi aveva saputo valorizzare importanti aspetti della filosofia bruniana, rivisitati anche alla luce dei grandi temi della modernità: la religione, lo stato, la civiltà, il colonialismo, la fortuna, la natura, la materia, la generazione.

Indice

Introduzione di Nuccio Ordine
Prefazione alla seconda edizione

Opere italiane di Giordano Bruno
Avvertenza

Capitolo primo
Il naturalismo divino
Generazione spontanea e amore cosmico; Il problema teologico e l'infinito qualitativo e omogeneo.

Capitolo secondo
L'uno animale infinito
Polihimnio: un parassita letterario?; Una filosofia «in fasce»: materia e forma; Un neoplatonismo non cristiano: aspetti del De Umbris idearum e del Sigillus; La metamorfosi della materia e l'ambiente dell'Uno.

Capitolo terzo
La genesi dell'uomo naturale
La concezione della generazione: lucrezianesimo e neoplatonismo; Aspetti della tradizione lucreziana del Cinquecento; La teoria averroistico-pneumatica del profetismo; La questione dei preadamiti.

Capitolo quarto
Eros e oggetto infinito
Il mito di Prometeo e la nuova barbarie; «Il senso sarà lo stesso intelletto»; L'anima e l'ambiguità naturale dell'uomo; L'apologia dell'eroe dell'intelletto e la diseguaglianza.

Capitolo quinto
Il nuovo mondo come occasione per una polemica libertina
Aspetti della «dimensione americana» nella cultura europea; La disputa «teologica» degli antipodi e il mito dell'antichissima navigazione; Ancora sugli abitanti dell'America: da Bruno a Voltaire; L'alternativa naturalistica: Le Roy e Diodoro Siculo; La crisi della cronologia biblica del mondo.

Capitolo sesto
Lavoro, virtù e prodigio
La mano anassagorea; «Voluptas vinculum vinculorum»; Le virtù dell'uomo civile; Magia «antropologica» ed enciclopedismo magico.

Capitolo settimo
La civiltà come dignità dell'uomo e la religione
Un averroista dell'Occidente; La «renovatio» religiosa e politica; La filantropia e le «Leges»; «Civilitate» e «aumento dei beni pubblici»; La critica al mito nascente del buon selvaggio.

Indice dei nomi





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Gianni Golfera
L'arte della memoria di Giordano Bruno
presentazione di Guido del Giudice
Anima Edizioni

In questo testo troverete le tecniche, le chiavi d'interpretazione ed i segreti di Giordano Bruno. Come egli scrisse, oltre 500 anni fa, la memoria è una scienza.
Il libro è a tiratura limitata. Per trovarlo, visitate il sito www.gigotec.com.
All'incontro verranno spiegate le migliori strategie per memorizzare nomi,discorsi, testi, lingue straniere e molto altro. Usare meglio la memoria serve ad avere una maggiore creatività ed intelligenza, garantendo una qualità di vita superiore.
Gianni Golfera insegna come migliorare la propria memoria ottimizzando le proprie risorse. Tra i suoi clienti figurano Deputati della Camera, Poste Italiane, il Gruppo Enel, molte Università e persone di ogni tipo.
Piero Angela dopo averlo intervistato a "Super Quark", ha commentato: "Le sue tecniche permettono di raggiungere obbiettivi strabilianti, i risultati ci sono e sono eccellenti". Gianni Golfera è considerato dalla comunità Scientifica Internazionale "L'uomo con più memoria al mondo", conosce alla lettera 261 libri, ricorda serie di 10.000 cifre al primo ascolto e riesce a memorizzare i nomi di 1.000 persone al primo incontro.
La "strategia di Golfera" ha avuto un ulteriore dimostrazione scientifica sul numero 63 del prestigioso " Brain Bulletin", dove sono stati pubblicati i risultati degli studi eseguiti su Gianni Golfera, presso l'istituto Vita e Salute, San Raffaele di Milano. Le ricerche non solo confermano l'abilità del mnemonista nell'uso cosciente del cervello e della memoria, ma gli scienziati non sono stati in grado di stabilire i limiti delle sue capacità!
Per altri dettagli ed informazioni tel. Dott. Giuliano Migliarini Uff: 0585.634497 Cell: 328.0660153
www.gigotec.com
info.italia@gigotec.com






In anteprima per i lettori del sito la mia Prefazione al libro di Gianni Golfera

E’ l’alba. Una carrozza con le insegne papali attende sul sagrato della Chiesa di S. Domenico Maggiore a Napoli. Un frate, piccolo ma solenne nella candida tonaca dell’ordine domenicano, esce dal cancello laterale del convento e vi sale, abbandonandosi ancora assonnato sul sedile di velluto. Quel frate è Giordano Bruno da Nola. Papa Pio V, cui è giunta voce della straordinaria abilità del giovane rappresentante della grande tradizione domenicana nella memoria artificiale, vuole vederlo all’opera.
A Roma Bruno reciterà a memoria, in ebraico, il salmo Fundamenta, dalla prima parola all’ultima e viceversa.
Sarà la prima di numerose esibizioni che nel corso della sua vita concederà a papi, imperatori, autorità accademiche ed ecclesiastiche, con l’orgoglio irridente del genio incompreso. Ma la Chiesa non tarderà a scoprire che la prodigiosa memoria di quell’uomo è solo la manifestazione esteriore di una straordinaria capacità di intuizione, di una inarrestabile brama di sapere e comunicare, e dovrà fare i conti con il suo pensiero corrosivo e ribelle fino alla spavalderia.
Bruno è un grande sensitivo: immerso nell’Universo, è convinto di poter abbattere la divisione tra umano e divino. L’ Ars memoriae rappresenta per lui un mezzo per andare oltre l’umanità, alla ricerca del vero e dell’inesprimibile, per stabilire vincoli, per arrivare alle intuizioni universali partendo dalla natura delle cose.
Quelle immagini che ognuno di noi può formarsi autonomamente, una volta vivificate dalle emozioni, ci connettono automaticamente con la sfera delle idee di cui siamo ombra, umbra profunda, ma a cui fatalmente, come una fiamma, tendiamo e da cui dipendiamo in un ciclico alternarsi di ascenso e descenso, dove gli spiriti pervengono alla contemplazione del divino principio e le anime si incarnano, mutando e assumendo il controllo della materia e delle forme. Astri, numeri, figure, rinviano tutti alle forze elementari della natura, operanti in una materia che ha la stessa dignità dello spirito.
Bruno avverte tutto ciò e cerca di esprimerlo utilizzando con disinvoltura tutte le arti, gli strumenti che il suo tempo riesce ad offrirgli: la magia naturale, l’astrologia, la matematica e, appunto, l’arte della memoria. Egli non si accontenta però degli artifici lulliani o degli altri mnemonisti precedenti, ma elabora, sperimenta, trasforma. L’uso delle immagini assume per lui un significato che va al di là della semplice correlazione mnemonica e, a partire dalle cosiddette “opere mnemotecniche”, esso si evolverà e accompagnerà tutto il suo pensiero successivo. Dalle allegorie dello Spaccio agli emblemi dei Furori, fino ai concetti-statue della impressionante Lampas triginta statuarum, l’associazione parola-immagine si trasforma da semplice tecnica di memoria a meccanismo di pensiero, che consente di elaborare e confrontare i concetti per giungere a nuove verità.
Lo capirà, purtroppo, anche Giovanni Mocenigo, il patrizio veneziano che lo attirerà nella trappola mortale, consegnandolo all’Inquisizione. Con il pretesto di voler imparare l’ars memoriae, egli mirava in realtà ad impadronirsi, pervertendone scopi e significati, dei segreti del vincolo e della magia naturale.

***
Gianni Golfera è salito in carrozza, idealmente, quella mattina e ha preso posto di fronte a Giordano. In quel viaggio da Napoli a Roma ha appreso dal Maestro i segreti della memoria. Oggi, a più di quattro secoli di distanza, concede, come Bruno, saggi delle sue doti non comuni, destando, come allora, ammirazione e sconcerto e diffonde, attualizzandola, la tecnica della memoria per immagini. Una volta associata alla lettera, al numero, alla parola, l’immagine acquista una forza sua propria, talismanica: da semplice artificio mnemonico si carica di contenuti emozionali. E’ questa la grande intuizione che Gianni Golfera deve a Bruno e in questo libro ci spiega come la lettura del De Umbris idearum gli abbia fornito gli elementi fondamentali per l’elaborazione di un personale metodo di memoria (battezzato Gigotec dalle sue iniziali), che egli diffonde quotidianamente, attraverso corsi di insegnamento e dalle pagine del sito www.gigotec.com.
Forte della padronanza tecnica della materia, egli ci propone una rivisitazione dinamica del De Umbris , in cui coniuga la divorante curiosità dello sperimentatore all’ammirazione devota per il Maestro. Si tratta di un esempio eclatante di rivitalizzazione di un testo attraverso la sua applicazione pratica. L’effetto che ne sortisce è quello di una illuminazione dei passi più esoterici e apparentemente incomprensibili del testo bruniano e la suggestione dei vasti orizzonti applicativi dei suoi insegnamenti.
Il libro, partendo dall’analisi delle fonti, ripercorre il cammino compiuto dal Nolano e chiarisce le tecniche da lui utilizzate e sviluppate, dimostrando come l’arte della memoria non sia uno strumento obsoleto, ma un sistema ancora attuale e fecondo di applicazioni, cui le sorprendenti capacità di Golfera, restituiscono quell’utilità pratica che il tempo gli aveva sottratto. Il suo commento presenta un fascino particolare proprio perchè si avverte l’entusiasmo di chi quello strumento lo utilizza quotidianamente e vuole saggiarne e svilupparne le potenzialità.
Al giorno d’oggi, mezzi come il computer, sembrerebbero rendere superflua questa tecnica, se essa non celasse qualcosa di ben più importante e sostanziale. Si scopre il velo di un’arte che va molto al di là della semplice abilità mnemonica, arrivando a stabilire contatti e vincoli con la natura e con l’assoluto.
In appendice al libro viene proposta la traduzione dell’Ars memoriae (che costituisce la seconda parte, quella “pratica”, del De Umbris), realizzata da Fabio Ferrucci, in sintonia con le intuizioni di Golfera e colpevolmente rimasta nel cassetto fino ad oggi.
Quando Gianni me la sottopose, cinque anni fa, mi si rivelò subito superiore alle altre allora disponibili, che risultavano, in molti punti, del tutto incomprensibili e oscure, perchè non ne era stata capita l’applicazione pratica.
Siamo certamente disposti a sorvolare benevolmente su qualche audacia interpretativa, in cambio della soddisfazione di poter eseguire operativamente le istruzioni che Bruno impartì ad Enrico III di Valois, cui il testo era dedicato. Soltanto recentemente Nicoletta Tirinnanzi ha realizzato per l’edizione delle Opere mnemotecniche, diretta da Michele Ciliberto, una nuova traduzione, in cui al rigore filologico si accompagna quella comprensione dell’utilizzo pratico dell’arte, che le era mancata in ampi tratti di un suo precedente tentativo. Il libro di Golfera costituisce pertanto un prezioso strumento introduttivo, indispensabile a chi voglia davvero imparare ad utilizzare il suo metodo con la piena conoscenza delle basi teoriche e storiche e, soprattutto, la consapevolezza di quanto, anche in questo campo, si debba al genio straordinario di Giordano Bruno.
Al di là delle eccezionali capacità mnemoniche di cui fa sfoggio e che deve a doti innate, coltivate e perfezionate fin dall'infanzia con continuità e tenacia, Gianni Golfera si rivela, dunque, un interprete bruniano valoroso e appassionato, che ci restituisce, illuminandone la praxis, il senso vero della straordinaria eredità del Nolano.
Guido del Giudice



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Magia dei Contrari
Giordano Bruno può considerarsi il più enigmatico pensatore del Rinascimento italiano ed europeo. Vissuto in un'età di crisi e di profondi cambiamenti sul piano filosofico, scientifico, etico-religioso e politico, Bruno è uno dei grandi "novatori" della prima età moderna. Fulcro della sua cosmologia è l'adesione alla teoria copernicana in una radicale prospettiva infinitista, con la concezione di un universo infinito, senza alcun centro ed omogeneo nella sua realtà materiale e spaziale, popolato di una infinita pluralità di mondi. Concezione che, dai contemporanei e fino ad oggi, viene avvertita come eversiva per la metafisica e l'etica. Il presente volume raccoglie degli studi che affrontano a livelli diversi la questione dei contrari nell'opera del filosofo nolano, con riferimento al mondo naturale nonchè al mondo morale e simbolico-mentale dell'uomo.
Per Bruno il segreto dell'arte della natura, così come dell'arte dell'uomo, risiede nella dialettica dei contrari, che egli considera una "profonda magia": dai principi contrari del caldo e del freddo ai contrari mitologico-metafisici di Giove ed Oceano. Il principio dei contrari sarebbe la radice della varietà della natura, ma anche alla base di progresso e regresso della civiltà.

Indice: Premessa; I. Machina mundi e macchine dell'uomo; II. Magia ed ermetismo in un orizzonte filosofico; III.La fine di tutte le cose? Lo Spaccio e l'apocalisse; IV. "Correre al pari". Interpretazione dell'epilogo dei Furori. Appendice: V: La cappella dello Spaccio: due cieli in uno. Nota. Indice dei nomi.




Eugenio Canone
Magia dei contrari. Cinque studi su Giordano Bruno
Edizioni dell'Ateneo, Roma, 2005
pp. 132 con figg. in bianco/nero Prezzo: EUR 28,00
ISBN: 88-8476-102-6

Eugenio Canone lavora all'Istituto del Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle idee del C. N. R.. Studioso della cultura filosofica del Rinascimento e dell'età moderna, ha pubblicato numerosi lavori sulla vita, il pensiero e la fortuna di Giordano Bruno. E' condirettore della rivista "Bruniana & Campanelliana" e Dell' Enciclopedia bruniana e camapanelliana. Ha curato l'organizzazione delle Letture bruniane. Tra i suoi recenti lavori sono da ricordare l'edizione dello Spaccio della bestia trionfante (Milano, 2000) e il volume Il dorso e il grembo dell'eterno. Percorsi della filosofia di Giordano Bruno (Pisa-Roma, 2003).





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Enciclopedia bruniana e campanelliana, vol. I. Giornate di studi 2001-2004, diretta da E. Canone, G. Ernst, 2006, pp. 208 con figure in bianco / nero

SUPPLEMENTI DI «BRUNIANA & CAMPANELLIANA» Diretta da Eugenio Canone, Germana Ernst 

Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, Pisa - Roma


Il primo volume della Enciclopedia bruniana e campanelliana, che qui si presenta, comprende trentadue voci che spaziano dalla filosofia della natura e dalla metafisica alla gnoseologia, dall’etica alle arti. Convincimento di chi ha ideato e curato l’opera è che fossero maturi i tempi per intraprendere un’impresa di carattere enciclopedico sulla filosofia e sulla cultura del Rinascimento che scegliesse come angolo visuale l’opera di Giordano Bruno e di Tommaso Campanella. L’Enciclopedia, che si avvale della collaborazione di specialisti a livello internazionale, si articola in due sezioni distinte, anche perché i due autori, pur nella vicinanza di alcuni temi, propongono risposte diverse alla crisi politica, religiosa e in generale di valori che attraversò l’Europa nella seconda metà del Cinquecento. D’altronde, l’istanza di rifondare le scienze e le arti è motivo costante negli scritti di Bruno e di Campanella ed è un elemento ricorrente nelle voci del presente volume, che raccoglie e pubblica il lavoro svolto in una serie di incontri seminariali tenuti con cadenza annuale a partire dal 2001. L’iniziativa, che ha preso avvio nell’ambito delle attività della rivista «Bruniana & Campanelliana», si rivolge allo studio di concetti e termini chiave nella filosofia del Rinascimento, contribuendo così a colmare un vuoto, se si considera la penuria di strumenti di carattere enciclopedico relativi alla cultura filosofica di quel periodo. Il progetto intrapreso si propone quindi di costituire uno strumento di ricerca terminologico-concettuale e storico: uno strumento di studio che, prendendo come riferimento i due filosofi, metta in evidenza concetti e temi della cultura rinascimentale e della prima età moderna nei suoi rapporti con tradizioni precedenti e anche nella sua, per quanto problematica, apertura ad una piena modernità.

Il volume comprende le seguente voci:
Enciclopedia bruniana: civile conversazione; Cusano; emblema, emblematica; fede; infinito; ingegno; intelletto; invidia; magia; matematica; scetticismo; Socrate; Sole; spazio; spirito; vicissitudine.
Enciclopedia campanelliana: astrologia; autoconservazione; battesimo; cosmologia; Dante Alighieri; Galileo; immaginazione; libri, libro della natura; magia naturale; monarchia; Nuovo Mondo; profezia; ragion di Stato; retorica; scetticismo; senso.

Voci enciclopediche di Maria Giovanna Accietto-Gualtieri, Luciano Albanese, Barbara Amato, Massimo L. Bianchi, Angelika Bonker-Vallon, Teresa Bonaccorsi, Eugenio Canone, Anna Cerbo, Antonella Del Prete, Germana Ernst, Jean-Louis Fournel, Guido Giglioni, Delfina Giovannozzi, Miguel A. Granada, Luigi Guerrini, Michel-Pierre Lerner, Armando Maggi, Gianni Paganini, Margherita Palumbo, Vittoria Perrone Compagni, Ornella Pompeo Faracovi, Tiziana Provvidera, Saverio Ricci, Pietro Secchi, Leen Spruit, Michele Vittori. Cura redazionale di Dagmar Von Wille.



Prezzo: EUR 42.00  
ISBN: 88-8147-430-1



 



Cantus Circaeus
di Giordano Bruno

Gruppo Editoriale Castel Negrino, 2006
85 pagg. Euro 41,00

Il gruppo editoriale Castel Negrino, specializzato nella ristampa anastatica di opere famose, specie in ambito esoterico, propone questa edizione del Cantus Circaeus, che farà felici i collezionisti bruniani per l'accuratezza e la qualità della fotoriproduzione.






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La Cabala Nolana
Il libro è il risultato di un’interpretazione dei “dialoghi sull’asinità scritti da Giordano Bruno”, che vanno sotto il titolo: La cabala del cavallo pegaseo.
Esso è esposto - in tre parti - sotto forma di dialoghi tra l’autore ed il “reverendissimo signor don Sapatino” (al quale Bruno dedicò “La cabala”), prima nelle vesti di prete, poi di “abate di San Quintino” e, infine, di “vescovo di Casamarciano”. Il sottotitolo - «Dialoghi sull’asinità “di” Giordano Bruno» - sta, pertanto, anche ad indicare che nel libro “si dialoga sull’asinità trattata dal Nolano”.

Intanto, nell’
appendice alla Cabala - L’Asino cillenico del Nolano Bruno descrive la vicenda di un asino (allegoria del Filosofo) che possiede un «alto, raro e pelegrino» dono, ossia «quell’estraordinario rimbombo, che la largicità [di Giove], in questo confusissimo secolo, nell’interno [suo] spirito (perché si producesse fuora) ha seminato». Da qui un terzo significato del sottotitolo, cioè “dialoghi sulla condizione asinina di Bruno”. 
Nel volume si mostra, infatti, come il “Bruno-Asino” ed il “Bruno-Mercurio” formino un mini-sistema, all’interno del quale s’instaura un
processo circolare che, mortificando ed affinando l’“asinità”, la “stoltezza” e la “materialità” del primo, fa emergere la “conoscenza”, la “sapienza” e la “spiritualità” del secondo. 
Ne La cabala nolana si delinea, perciò, la vicenda di un “asino” che, da «animalaccio», si rivela essere un potenziale “Vorbild”, un “modello esemplare”. Nel contempo, si mostra come La cabala del cavallo pegaseo, presentata da Bruno come un “cartaccio spregiato”, costituisca in realtà un corpus dottrinale racchiudente «del buon Sole», cioè un contenuto di verità illuminante altri scritti del Nolano.





Franco Manganelli

La Cabala Nolana
Dialoghi sull'asinità "di" Giordano Bruno
Guida Editore, 2005


Franco Manganelli
(Nola, 1940) è docente di Sociologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Duns Scoto” di Nola e presso lo “Studio Francescano Interfamiliare campano-lucano”.
Ha svolto diverse ricerche sul territorio nolano, soprattutto nella prospettiva dell’antropologia religiosa. Successivamente ha dedicato molta attenzione al dibattito su “Economia ed etica” producendo una serie di saggi. Da alcuni anni sta studiando la «spiritualità» di Giordano Bruno. I primi risultati di questa ricerca sono stati pubblicati nel libro: “Dialoghi piani di fra’ Agnello Mancin su Gli Eroici furori di Giordano Bruno” (Alfredo Guida Editore).
È stato deputato al Parlamento italiano.





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Michele Ciliberto
Pensare per contrari
Disincanto e utopia nel Rinascimento

Edizioni di Storia e Letteratura
pagg. 509 -  € 65,00


Un pensiero magmatico e dispersivo come quello del Nolano presta facilmente il fianco ad accuse di incoerenza e contraddittorietà se non si riesce ad enuclearne, dal cospicuo corpus, le direttrici fondamentali. Impresa non facile in quanto richiede, oltre ad una perfetta conoscenza dei testi, un atteggiamento privo di condizionamenti e prevenzioni nei confronti della storia personale e intellettiva del filosofo. 
Sono entrambe doti che Michele Ciliberto possiede in modo inconfutabile e che è andato progressivamente affinando, dal punto di vista dell'acume  e della vastità dell'analisi critica, fin dalle sue prime opere sull'argomento. Nella Parte Terza di questa sua raccolta di saggi, l'autore ci dà l'ennesima prova, forse la più matura, della sua perfetta sintonia con il carattere e le idee di Giordano Bruno, inquadrati nel contesto del suo tempo, nonché in quello della storia del pensiero del Rinascimento, confermandosi come il depositario più accreditato e attendibile del messaggio della Nolana filosofia.
La sua è un'analisi chiara e coinvolgente al di là delle mode che hanno caratterizzato la lunga stagione della critica bruniana, che rifugge gli allettamenti di facili distorsioni del pensiero di Bruno per fini infondati dal punto di vista storico e filologico. Ciliberto riesce così a darci un'interpretazione globale e rigorosa dell'avventura personale del Nolano, sfrondando la via maestra del suo pensiero dai numerosi rami collaterali che parecchi hanno imboccato perdendovisi. Egli si arresta soltanto dinanzi a quello che, al di là delle motivazioni più varie che si è cercato di dare, rimane un enigma: cosa spinse ad un certo punto il filosofo ad andare oltre quell'umanità che lo respingeva. Ognuno ha, in proposito, la libertà di darsi la risposta che più sente vera.        

(Guido del Giudice)

SOMMARIO
Prologo 

PARTE PRIMA
Due contributi alla storia del concetto di Rinascimento:
I.  Tra 'mondo storico' e 'mondo storiografico' 
II. La 'scoperta' della magia e dell'ermetismo nel Novecento 

PARTE SECONDA
Approssimazione al Rinascimento:
I.   Il Rinascimento a Firenze: figure e motivi
     1. Il ritorno degli antichi 
     2. Umanesimo e dignitas hominis 
     3. L'uomo: un camaleonte, un Proteo
     4. L'uomo:"umbra di sogno" 
     5. Ghiribizzi, discorsi, ricordi
     6. Tra Platone ed Ermete: Marsilio Ficino
     7. Un frate, un segretario, un governatore

PARTE TERZA
Su Giordano Bruno:
I.   GiordanoBruno 
II.  Bruno e il Nuovo Mondo 
III. Bruno politico 
IV. Interpretazione del processo di Giordano Bruno
V.  Bruno nel XX secolo. Filosofia, magia, ermetismo

PARTE QUARTA
Campanella, Sarpi, la 'ragion di Stato':
I.    Ritratto di Tommaso Campanella
II.  Alcune ipotesi su Sarpi 
III. Tra Cinquecento e Seicento: storici e trattatisti della 'ragion di Stato' 

Nota bibliografica
Indice dei nomi




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Antonio Esposito
Libertà di coscienza e attualità di Giordano Bruno
Un approccio sociologico.

Casalvelino Marina ( SA )
Edizioni ALFA 2005

La ricerca di Antonio Esposito su Giordano Bruno propone, quale elemento nuovo, un approccio sociologico rispetto al quale appare significativo il fatto che la "lettura" del Nolano viene strutturata su quei principi euristici il cui rispetto, nel corso dell'analisi sociologica, garantisce il maggior grado possibile di verità in ordine ai fenomeni studiati. < Giordano Bruno trovò, così, il rogo e il rogo è nella Storia. Il rogo non è una congettura, ma è un fatto e, in quanto tale, se ne può occupare anche la Sociologia, magari diversamente da come se ne occupò un Anonimo Gesuita romanzando la biografia del Filosofo Nolano su scene storico - romantiche del XVI secolo. > Su queste premesse Antonio Esposito propone la filosofia di Giordano Bruno come controlettura della Chiesa quale unità di potere, sforzandosi, peraltro, di trovare un punto di equidistanza empatica dal Nolano, pur consapevole del fatto che sempre Bruno finisce con l'essere "amato" e, dunque, assolto, o con l'essere "odiato" e, dunque, nuovamente condannato.





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Gilberto Sacerdoti
Sacrificio e sovranità. Teologia e politica nell'Europa di Shakespeare e Bruno
€ 22,00
Dati VI-378 p.
Anno 2002
Editore Einaudi
Collana Biblioteca Einaudi
Ordina da iBS Italia

Un viaggio colto e brillante che in una delle opere più enigmatiche di William Shakespeare, «Pene d'amor perdute», rintraccia l'eco delle tesi più dissacranti e proibite di Giordano Bruno. Una rappresentazione della cultura del Seicento europeo, tra teologia controriformista e potere statale.

In "Pene d'amor perdute" c'è una scena celebre per la sua oscurità che, se messa in rapporto con quanto Giordano Bruno aveva scritto nell'Inghilterra di Elisabetta I, consente la messa a fuoco del maggiore problema politico dell'Occidente cristiano sconvolto dalle guerre di religione: la fondazione della sovranità autonoma dello Stato secolare - un problema che per tutto il secolo XVII continuerà a essere al centro del pensiero di Hobbes e Spinoza, e che comportava l'ineluttabile scontro delle autorità secolare e religiosa, cattolica o riformata. Partendo dai concreti tentativi di soluzione di quel problema in Inghilterra, Francia e a Venezia, Gilberto Sacerdoti ne porta alla luce le radici intellettuali: da un lato il conflitto fra Papato e Impero, dall'altro il ruolo giocato non soltanto dall''averroismo latino', ma anche dalle originarie fonti di quel pensiero islamico-ebraico medievale in cui la filosofia aveva per la prima volta rifiutato di essere ancella della teologia. Dietro Bruno, Bodin e Sarpi emergono a poco a poco le figure di Averroè, Maimonide e Al-Farabi.

Indice:
I. La Navarra, il Navarra e le guerre di religione.
II. Se Parigi val bene una messa, Londra val bene un sermone.
III. Assurdità, sileni, tesori.
IV. Assassinio di cervi ed eresie adatte ai tempi.
V. Macelleria e religione: Erasmo, Calvino e Bruno.
VI. Sovranità e sacrificio.
VII. Un deriso clero anticlericale.
VIII. Tra le altre verità occulte e utili a sapersi, la conoscenza della Monarchia temporale è la piú utile e la piú riposta di tutte.
IX. Il regno di Israele, modello del «regnum christianum»: dall'agostinismo politico alla deposizione di Dio col consenso di Dio.
X. San Tommaso d'Aquino e il tomismo politico di san Roberto Bellarmino.
XI. L'averroismo.
XII. Bruno, Orione e le «cose necessarie alla republica del mondo».
XIII. La cacciata del cacciatore Orione.
XIV. La caccia regia di Bruno e i riti patrii di Bodin.
XV. «Sacrosante bagatelle».
XVI. Maimonide e il sacrificio mosaico come «ragion di stato».
XVII. Bodin, Venezia, e i «segreti nascosti delle cose sublimi»: i «talattafa» del «Rabin Moyse» e i «piaculi» di Fra Paolo Sarpi.
XVIII. Il rogo della «Guida dei perplessi».
XIX. «Bagatelle» e «figmenta»: Pomponazzi e Averroè.
XX. Bruno, l'Inghilterra e il libero impero della filosofia.





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Gerardo Picardo
Oltre il Tempio: sul cristianesimo nella filosofia di Giordano Bruno
Prefazione di Aniello Montano
Sassoscritto Editore Firenze
€ 10,00
Ordina il libro

Bruno è ancora oggi un pensatore che accende gli animi, che sollecita prese di posizioni forti e appassionate. Il merito della ricerca di Gerardo Picardo è di volare alto su queste partigianerie e di avvicinarsi allo scottante tema della religione nel pensiero del Nolano nel rispetto dei testi, senza una tesi precostituita da giustificare e da difendere anche a costo di forzare lettera e spirito degli scritti bruniani. La conclusione di Picardo, diametralmente opposta a quanti, da credenti, vorrebbero tentare un riassorbimento, anche parziale, del pensiero del Nolano all'interno dell'ortodossia cattolica, è che "Bruno non è un cristiano. E' solo un filosofoalla ricerca della verità del tempo" [...] Picardo è chiaramente consapevole della funzione pratica e civile assegnata da Bruno alla religione e, perciò, della considerazione di questa come "un sistema di norme con una finalità precisa: mantenere il popolo ed elevarlo socialmente e politicamente". Per questo può concludere il suo lucido saggio sottolineando come "la vera morale consiste per il Nolano nell'essere giusti" e che "la vera redenzione è liberazione dell'anima dagli errori, la beatitudine è elevazione e unione con Dio, ma sulle ali libere del pensiero umano, di un uomo restituito a se stesso e padrone della propria sorte".
(dalla Prefazione di Aniello Montano)

Gerardo Picardo, giornalista e saggista, è laureato in Filosofia ed ha conseguito il dottorato in Teologia Dogmatica.




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Curatore Goldoni Daniele
Curatore Ruggiu Luigi
Giordano Bruno: destino e verità
Marsilio Editori
Ordina da iBS Italia isbn: 8015-8

Frutto di una collaborazione di studio tra Università di Venezia, Fondazione Giorgio Cini e Istituto nazionale di studi sul Rinascimento, il volume raccoglie da una parte alcune riflessioni di illustri studiosi sul pensiero di Giordano Bruno (gli aspetti essenziali della sua filosofia, le sue idee sull’apocalisse e sull’ "amore infinito", la ripresa dei filosofi antichi, il rapporto con la magia, l’aritmetica e la geometria ecc.), e dall’altra ne ricostruisce ampiamente il soggiorno a Venezia nel 1592, culminato nella denuncia al tribunale dell’Inquisizione e nel successivo processo, preludio alla finale condanna al rogo per eresia pronunciata ed eseguita a Roma nel 1600.

Saggi di: Gino Benzoni, Paolo Casini, Michele Ciliberto, Fulvio Papi, Luigi Ruggiu, Emanuela Severino, Nicoletta Tirinnanzi.

Luigi Ruggiu insegna storia della filosofia presso l’Università di Venezia.
Daniele Goldoni insegna estetica presso l’Università di Venezia.






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Rita Pomponio
Il Papa che bruciò Giordano Bruno
Edizioni Piemme
pp. 304
Euro 16,90
Edizione in brossura con sovraccoperta

All’alba del 17 febbraio del 1600, al termine di un estenuante processo, Clemente VIII accese il rogo su cui, sulla piazza di Campo de’ Fiori, fu condannato a bruciare Giordano Bruno. Il fumo di quella pira consacrò il filosofo a supremo difensore del libero pensiero, e sprofondò papa Aldobrandini nell’oblio della storia.
Ma fu "vera infamia"? Nient’affatto, perché Clemente VIII fu in realtà autentico protagonista di un’epoca turbolenta, insanguinata da lotte fratricide e di potere. E il suo pontificato fu costellato non solo da celebri e avvincenti processi, ma anche da clamorosi successi politici e religiosi: dalla conquista del ducato di Ferrara, all’abiura del re di Francia Enrico IV, alle riforme attuate sulla base del Concilio di Trento. Clemente istituì la prima scuola pubblica per i fanciulli del popolo. Vietò a magistrati e carcerieri di accettare regalie dai detenuti.
Emanò nuove leggi per arginare la "criminale abitudine", che si stava diffondendo tra i rampolli della nobiltà, di uccidere i genitori per ereditarne il patrimonio. E impose severe pene nei confronti di quei romani che si dilettavano in un assurdo gioco: lanciare sassi contro le carrozze di passaggio, con gravi conseguenze per i passeggeri. Fu, insomma, un pontefice e un capo di stato "moderno" e "riformista", impegnato a contrastare crimini che, quattrocento anni dopo, non hanno cessato di tormentarci.
Rita Pomponio è nata a Roma nel 1956. Giornalista, collabora con Rai International ed è direttore responsabile della rivista culturale Gabinus. Ha ottenuto diversi riconoscimenti letterari e pubblicato, tra l’altro, il romanzo Il prisma di cristallo.

"Rivive Clemente VIII Aldobrandini, il papa che sospinse sulla pira un grande filosofo, Giordano Bruno, con l'accusa di eresia. Questo avvincente saggio lo riporta tra noi in una nuova luce, con tutti i suoi pregi, i suoi difetti e le sue colpe, attraverso una valida ricostruzione controcorrente dalla quale appare che un pontefice del XVII secolo non avrebbe mai potuto comportarsi diversamente. Se Giordano Bruno è bruciato in un rogo, in un rogo ideologico è stato gettato anche l'Aldobrandini. Ora Rita Pomponio gli ha restituito il trono pontificale".
Antonio Spinosa





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Giancarlo Zagni
Il Fuoco del Sole
Edizioni Tre Lune

La casa editrice Tre Lune di Mantova ha finito di stampare il 17 febbraio 2000, in occasione della celebrazione del quattrocentesimo anniversario del rogo di Giordano Bruno, il testo teatrale Il Fuoco del Sole, libera interpretazione della vita e morte di Giordano Bruno, scritto da Giancarlo Zagni in collaborazione con Enrico Aprile, Roberta Lustro, Silvia Natale, Daniel Zagni, dalla sceneggiatura cinematografica di Serge Filippini e Yves Gasser. Il libro è stato presentato con succeso, a Roma, nel Centro Congressi della Sapienza (facoltà di Sociologia) ed in Piazza Campo de' Fiori.
Il dramma in trenta quadri che ha la prefazione di Giulio Giorello, professore di filosofia della scienza all'Università di Milano, verrà messo in scena nei prossimi mesi, interpretato da Alessandro Haber nel ruolo di Giordano Bruno e Massimo Foschi in quello di Lucca.
Il libro di 136 pagine, illustrato con trentuno sigilli, opera grafica di Giordano Bruno, ha un prezzo di copertina di Lire 15.000 ed è distribuito in tutte le Libreria a cura della C.D.A.

Per informazioni:
fuocodelsole@libero.it










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