Corrado Augias
Le fiamme e la ragione


Promo Music Book
2008; Libro
(pp.84) + DVD (1h25 circa)
ISBN: 978-88902950-4-1
Prezzo: 23,90 €


 

L'Autore – Corrado Augias
Noto giornalista e uomo di cultura Corrado Augias è autore di numerosi libri e programmi televisivi di
successo. Si avvicina al mondo teatrale negli anni '60 partecipando al movimento dell'avanguardia teatrale romana. Questo volume racchiude le diverse sfaccettature di Corrado Augias: ideatore, scrittore e uomo di spettacolo riscuotendo grande successo di pubblico e critica.

Il Libro - Le fiamme e la ragione
Giordano Bruno, Campo dei fiori, 17 febbraio 1600

Corrado Augias propone una delle pagine più tragiche del pensiero scientifico e culturale del nostro paese, l'assassinio mediante condanna al rogo di Giordano Bruno, uno dei massimi geni della storia della cultura occidentale. Togliendo la vita al uomo la Chiesa di Roma sacrifica anche un intero mondo scientifico. Ad oltre 400 anni dalla sua morte, ascoltare il pensiero di Giordano Bruno attraverso le parole di un fuoriclasse della cultura italiana quale Corrado Augias, e il commento introduttivo di Gustavo Zagrebelsky, è un momento di riflessione imprescindibile per atei, agnostici e cattolici sui rispettivi compiti da assolvere in uno stato laico e civile.

Il DVD – Le fiamme e la ragione
di e con Corrado Augias Regia teatrale Ruggero Cara Musiche Valentino Corvino

Il protagonista e autore dello spettacolo, Corrado Augias, sale sul palco nella veste di se stesso in uno
spettacolo alle prese con un tema ancora di scottante attualità nonostante i secoli intercorsi: la libertà di
pensiero, la laicità dello stato, le ragioni della scienza, il ruolo delle religioni.

Spettacolo registrato dal vivo presso il Teatro A. Testoni di Casalecchio di Reno, Bologna nel 2008.

Corrado Augias ripercorre la vita di Giordano Bruno ben definendo le caratteristiche di questo personaggio storico ostinato e ribelle, coerente a se stesso fino all'ultimo respiro che ha saputo rifiutare ogni compromesso per rimanere fedele alla propria libertà di pensiero, e alla propria sete di ricerca. Il testo ci fa comprendere la sua forte innovazione rivoluzionaria che è stata quella di mettere in dubbio ciò che era dato per verità assoluta,
volendo studiare ed approfondire altre dottrine e scienze, e perché proprio Il dubbio per lui presupponeva il credere in qualche cosa ma che proprio questo altro potesse essere ulteriormente perfezionato o cambiato"; come cita Gustavo Zagrebelsky, Presidente emerito della Corte Costituzionale, uno dei più importanti giuristi del nostro Paese, che cura la prefazione a alcuni commenti del libro.
Teorie troppo rivoluzionarie e pericolose per allora visto che il rigore dell'osservanza dei dogmi era ancora ancestralmente radicato.
Augias sa descrivere l'ingenuità di Giordano Bruno, aspetto questo molto toccante e commovente, che non aveva del tutto compreso la gravità della situazione che gli si era creata attorno pensando che una lieve condanna placasse gli animi di chi lo voleva condannando. Purtroppo per lui i fatti lo portarono invece a otto anni di carcere con tortura, ventidue processi ed infine alla sentenza di morte pronunciata l'8 febbraio 1600 come gesto esemplare di punizione per non aver voluto piegarsi.
Il testo descrive i fatti e gli avvenimenti politici e religiosi per collocare la vicenda nel suo contesto storico, non giustificandolo ma spiegandolo obiettivamente, chiudendo con uno scorcio più attuale di come ancora la Cristianità moderna abbia saputo difficilmente reggere l'imbarazzo di questo triste episodio del passato.
Essenzialmente tre motivi riassumono la volontà di Corrado Augias di aver voluto scrivere e parlare ancora di Giordano Bruno: perché atti simili non si ripetano, cioè per tenerci in allerta che il pericolo esiste ancora; per ricordarci che la peggiore delle democrazie sia sempre preferibile alla più efficiente delle tirannie; ed infine per ricordare l'importanza di apertura verso il dialogo di qualsiasi religione. Tutti tematiche molto attuali agli occhi di tutti, quotidianamente.

Il libro è un prodotto studiato nella qualità da parte dell'editore Promo Music: stampato in carta patinata, ricco di immagini suggestive contestualizzanti il testo, e altre prese dallo spettacolo. Allegato al libro, in una confezione unica e indivisibile, il DVD dello spettacolo omonimo, prodotto dalla Promo Music in collaborazione con il Festival della Scienza di Genova, dove lo spettacolo ha debuttato nel novembre del 2007 presso il Teatro Gustavo Modena di Genova. Replicato a Casalecchio di Reno (BO) nel gennaio 2008, dove lo spettacolo è stato registrato e filmato.

Lo spettacolo Le fiamme e la ragione farà tappa nel corso del 2008-09:
- Festival della Letteratura di Mantova: 2 date tra i giorni 04/05/06 settembre 2008
- Città di Castello (PG): 17 ottobre 2008
- Russi (RA): 31 ottobre 2008
- Bologna: 06-07-08 novembre 2008
- Lugano: 15 novembre 2008
- San Marino: 16 gennaio 2009
- Roma: 24-25 gennaio 2009
- Milano: 19-20-21 febbraio 2009
- Torino: 6-7 marzo 2009
- Rimini: 21 marzo 2009


ADNKRONOS 3 AGOSTO 2008
LIBRI: 'LE FIAMME E LA RAGIONE', CORRADO AUGIAS RACCONTA IL ROGO DEL NOLANO
RIFLESSIONI E UNO SPETTACOLO TEATRALE PER LA LIBERTA' DI PENSIERO DI GIORDANO BRUNO

di Gerardo Picardo

“Non si manda al rogo un uomo del suo calibro solo per ragioni di dottrina. L’esecuzione avvenuta a Campo dei Fiori, vuole altre spiegazioni”. Con queste parole Corrado Augias, giornalista e autore di numerosi libri e programmi televisivi di successo, racconta la storia di libertà del filosofo Giordano Bruno da Nola in Le fiamme e la ragione (ed. Promo Music, libro + dvd di 1h25 circa, pp. 84 euro 23,90, regia teatrale Ruggero Cara, musiche Valentino Corvino, info. www.promomusic.it). Il protagonista e autore dello spettacolo, Corrado Augias, sale in penombra sul palco nella veste di se stesso, alle prese con un tema ancora di scottante attualita’ nonostante i secoli intercorsi: la liberta’ di pensiero, la laicita’ dello Stato, le ragioni della scienza e il ruolo delle religioni. ‘’Giordano Bruno –rimarca Augias- e’ un uomo irrequieto e indomabile. Al contrario di Galileo, che alla fine scelse la vita in cambio dell’abiura, Bruno continuerà a dire di no davanti a qualunque accomodamento gli venga proposto’’.

Tre motivi riassumono l’obiettivo che Augias si propone in questo libro-spettacolo: perché atti simili non si ripetano, per ricordarci che la peggiore delle democrazie è sempre preferibile alla più efficiente delle tirannie; infine per sottolineare l'importanza del dialogo tra religioni e fedi perché non si assista più a condanne pronunciate in nome dei dogmi. Ad oltre 400 anni dal rogo sul quale il Nolano fu bruciato (17 febbraio 1600) ascoltare le parole Augias e il commento introduttivo di Gustavo Zagrebelsky, presidente emerito della Corte Costituzinale, e’ un momento di riflessione per atei, agnostici e cattolici sui rispettivi compiti da assolvere in uno Stato laico e civile.

Il libro, stampato in carta patinata, è ricco di immagini suggestive contestualizzanti il testo, e altre prese dallo spettacolo. Allegato al testo, in una confezione unica e indivisibile, il Dvd dello spettacolo omonimo, prodotto dalla Promo Music in collaborazione con il Festival della Scienza di Genova, dove l’evento teatrale ha debuttato nel novembre del 2007 e replicato a Casalecchio di Reno (BO) nel gennaio 2008, dove lo spettacolo è stato registrato e filmato. Prossima tappa di ‘Le fiamme e la ragione’ sarà al Festival della Letteratura di Mantova: 2 date tra i giorni 4, 5 e 6 settembre prossimi. Poi a Città di Castello (Pg), il 17 ottobre 2008.

Augias ricostruisce con precisione le tappe del processo al Nolano, il contesto storico, le mani che passarono legna per quel rogo che brucia ancora nella coscienza dell’Occidente del libero pensiero. Ma la narrazione indaga anche il pensiero di Bruno, fa scorrere la sua teoria dei mondi infiniti, mostra tra le tavole di un palcoscenico che la Natura è Tutto. ‘’Scrive molto, Bruno – spiega Augias - Ovunque si trovi nel suo eterno peregrinare entra ed esce dalle Universita’ iscrivendosi a volte come allievo, altre come docente, e ovunque si segnala per la vivacita’ del temperamento e l’ingegno brillante. Né scrive solo di filosofia o sulla mnemotecnica. Scrive anche per il teatro, compone ‘Il Candelaio’. Vi appare un mondo corrotto e violento del quale si ride, ma si ride con l’amarezza che qualche volta noi riserviamo alle satire politiche dei nostri tempi che ci fanno sorridere, ma ci fanno sorridere amaramente’’.

L’ex frate domenicano nato sul Monte Cicala, presso Nola, ‘’non faceva nulla per ingraziarsi né l’ordine domenicano ne’ i superiori: era un uomo che andava in cerca di guai’’. Parla di sé come ‘Accademico di nulla Accademia’ e si descriveva così: ‘’Per lo più lo vedrete infastidito, restio e bizzarro; non si contenta di nulla, ritroso come un vecchio di ottant’anni, fantastico come un cane che ha ricevuto mille spellicciate, pasciuto di cipolla’’. Un ritratto amarissimo, ma vero. Nel corso dei suoi viaggi per l’Europa, il Nolano diventa amico e consigliere di sovrani e uomini del popolo, nella convinzione profonda che ‘’il filosofo deve essere libero dalla imposizioni delle autorità e dalla stesse tradizioni; il suo solo orizzonte è quello che la forza della ragione gli permette di intravedere’’. Davanti alle libere are della filosofia vorrà la sola compagnia di coloro che cercano sempre, che comandano non di chiudere gli occhi ma di aprirli.

Bruno difenderà questi principi anche nelle carceri dell’Inquisizione, durante i suoi ventidue interrogatori processuali, alcuni dei quali ‘stricte’, ovvero accompagnati dalla tortura e dal giro di corda. Gli serve tempo per pensare ancora. ‘’E’ commovente – dice Augias - il pensiero di quest’uomo solo, incarcerato da anni, torturato, senza protettori e senza amicizie influenti, che oppone una tale resistenza e tutto gioca sulla forza logica dei suoi argomenti contro quei giudici che non vogliono intendere nulla di logica e di argomenti’’. Poi Bruno sceglie. Da’ alla corte la riposta definitiva: non deve ne’ vuole ritrattare la sua filosofia, ‘’non sa su cosa debba ritrattare’’. Ascolta la lettura della entenza ‘genibus flexis’, in ginocchio. Non batte ciglio. Solo a lettura finita il pensatrore europeo che nessuna mente aveva potuto piegare, pronuncia le tremende parole divenute ‘’simbolo di ogni martire della liberta’: Forse con più timore pronunciate voi la sentenza contro di me, di quanto ne provi io nell’accoglierla’’.

Dopo la condanna, il reo viene consegnato al braccio secolare. Nella settimana che passa prima dell’esecuzione, confessori e confortatori si alternano nella sua cella. Se abiurera’ in extremis non avra’ salva la vita ma sara’ impiccato invece che bruciato vivo. Roma e’ piena di pellegrini, l’anno santo e’ appena cominciato. All’alba del 17 febbraio 1600, sette religiosi entrano nella cella del condannato esortandolo per l’ultima volta al pentimento. Nulla da fare. Il Nolano, ‘eretico pertinace’, non rinuncia alle sue idee anche dopo otto anni di carcere duro.

Dal carcere di Tor di Nona, percorrendo via dei Banchi e via del Pellegrino, il condannato giunge sul luogo del supplizio. Viene denudato e legato ad un palo sotto il quale sono state accumulate fascine ben secche. Subito le fiamme divampano. Per la mordacchia applicata alla bocca, le urla del filosofo ‘’si trasformano in strani muggiti subito sopraffatti dal crepitio delle fiamme’’, mentre la Confraternita che lo accompagna alla morte biscica Salmi che si perdono col fumo. ‘’Il rogo del 1600 – rimarca Augias - segna il massimo tentativo della Chiesa cattolica di esorcizzare il nascente pensiero moderno’’. In anni più recenti, Giovanni Paolo II affido’ al cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, un messaggio per un convegno tenutosi a Napoli in occasione del quattrocentesimo anniversario del martirio bruniano.

E se le scelte intellettuali del filosofo rimangono ‘’incompatibili con la dottrina cristiana’’, pure ‘’non c’e’ dubbio’’ –concludeva il messaggio- che ‘’aspetti delle procedure’’ seguite dai tribunali della Santa Inquisizione di Venezia e di Roma per giudicare quel frate ribelle portato alla sbarra per eresia, cosi’ come ‘’il loro esito violento per mano del potere civile, non possono non costituire oggi per la Chiesa motivo di rammarico’’. ‘’Il rammarico, almeno’’, chiosa Augias.





 




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Giordano Bruno

La magia dei vincoli
a cura di Maurizio Cambi
Edizioni Filema, Napoli, 2008
pp. 100 Prezzo: EUR 12,00
Codice EAN: 9788895204178

Il "De vinculis in genere" è un trattato di magia composto da Giordano Bruno nel 1590 e rimasto inedito fino alla fine dell'Ottocento. Nel testo, il filosofo di Nola illustra - dopo aver precisato nel "De magiturali", le condizioni e i limiti dei vari tipi di magia - gli aspetti tecnici dell'operazione "vincolante", ovvero i modi attraverso i quali il mago-sapiente subordina al proprio volere, uomini e forze naturali. Il trattato, denso di motivi filosofici, rivela l'uso operativo della conoscenza del mondo naturale che Bruno intendeva proporre per dare luogo a quell'esperienza magica che avrebbe trasformato il filosofo naturale nel "signore della realtà".






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