Presentazione del libro:

Giordano Bruno

”DUE ORAZIONI”
Oratio Valedictoria
Oratio Consolatoria

Introduzione, traduzione e note di Guido del Giudice

Interverranno:

Prof. ANIELLO MONTANO
Professore ordinario di Storia della filosofia nella Facoltà di lettere dell’università di Salerno

Prof. PASQUALE GIUSTINIANI
Professore ordinario di Filosofia teoretica nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.
 Sezione S. Tommaso d’Aquino - Napoli

Sarà presente il curatore dell’opera


 
Mercoledì 14 febbraio 2007 ore 17.00
 Pan / Palazzo Arti Napoli
Via dei Mille, 60

 

Info: www.giordanobruno.info


 

     17 febbraio 2007 

L'annuncio su "Repubblica" di oggi a 407 anni dalla morte del filosofo L'iniziativa nata dal dibattito sui Dico al classico "Manno" di Alghero

 Necrologio dal liceo per Giordano Bruno "Ricordiamo il martire del libero pensiero" 
Due classi hanno discusso a lungo, poi hanno deciso e si sono tassate Il professore (di formazione cattolica): "Un pensiero modernissimo"

di VALERIO MACCARI

ALGHERO (SASSARI) - Chi ha aperto La Repubblica, oggi, alla pagina dei necrologi, potrebbe avere avuto, per una volta, una sorpresa piacevole. Un annuncio ricordava l'anniversario della morte di Giordano Bruno "vero filosofo, profeta dell'infinito, martire della libertà di pensiero" scomparso ben 407 anni fa.

L'idea è venuta alle seconde classi del Liceo Classico Manno di Alghero. Che hanno voluto tributare un omaggio al filosofo morto sul rogo il 17 febbraio del 1600. "Volevamo ricordare a tutti un vero filosofo - spiega Gianni Piras, il professore di filosofia della classe - Bruno è stato un pensatore straordinario, la cui vicenda umana impressiona profondamente. E l'idea dell'annuncio nella pagina dei necrologi de "la Repubblica" ci è venuta durante una discussione in classe. Stavamo studiando Bruno, e i ragazzi si sono resi conto di quanto la sua filosofia, oltre ad essere poetica, fosse modernissima. L'iniziativa è stata sostenuta con entusiasmo da tutta la classe: il testo dell'annuncio non lo ho scritto io, ma i ragazzi. Che hanno anche voluto pagare. Ogni alunno ha speso di tasca sua circa 8 euro, per un totale di 229 euro e ottanta. Un po' caro".

Ma che bisogno c'è di ricordare Bruno, adesso? "In Italia c'è un ritardo culturale. Non abbiamo ancora metabolizzato qualcosa che il resto d'Europa ha imparato nel 1700 e che Bruno ha sempre predicato: la diversità fra atteggiamento religioso e atteggiamento scientifico. Non incompatibilità, solo diversità. E mi sembra proprio che, attualmente, ci sia bisogno di ricordarlo. C'è bisogno di offrire stimoli per riattivare i nostri processi culturali".

Si riferisce alle polemiche sui Dico? "In classe ne abbiamo discusso, con la prudenza doverosa dell'insegnante che ha un ruolo pubblico. Inoltre, io ho un'educazione profondamente cattolica. E ho portato ai ragazzi l'esempio di una mia esperienza familiare. Mio zio era prete, e mia zia era la sua perpetua. Quando è morto, se non fossi intervenuto io, mia zia avrebbe perso tutto. La discussione che ne è nata in classe è stata molto vivace e stimolante. Da lì l'idea di un tributo a un martire della libertà di pensiero."

Ma che cosa si aspettavano i ragazzi? "Sicuramente più partecipazione. Quando hanno visto che c'era solo il loro annuncio sono rimasti un po' delusi. Come mai uno solo? si sono chiesti. E, confesso , anch'io mi sono sentito un po' deluso. Solo un liceo di Alghero, alla periferia dell'impero, ha voluto ricordarlo. Ma confido che sia perché l'anniversario non era proprio tondo. Mi auguro che il 17 febbraio del 2010, quando saranno passati 410 anni dalla morte, ce ne sia qualcuno di più". Ai miei ragazzi dico sempre che la storia è un fiume formato di molti rivoli. Nessuna esperienza, tanto meno quella di Bruno, è fine a se stessa."

E i ragazzi mostrano interesse in questo genere di iniziative? "Ma sì, glielo ho detto. I ragazzi di oggi non sono solo quelli degli episodi di bullismo. Ne abbiamo discusso anche in classe. Sembra che a scuola vengano solo i teppisti. Non è così. E comunque, la responsabilità non è loro, ma è degli adulti. in molte famiglie manca il principio di autorevolezza. I miei alunni, per esempio, hanno famiglie responsabili ma aperte." E come hanno preso l'iniziativa di Bruno? "Sa una cosa? Sono stati contenti. Oggi il padre di uno di miei ragazzi mi ha fatto i complimenti e mi ha confessato di aver comprato "la Repubblica" apposta. Ed è uno che vota Udc."

 

 



Il piatto ufficiale : 
la Pizza Giordano Bruno!
 di Giancarlo Franceschetti


L'Associazione Culturale CIVILTÀ LAICA
con la partecipazione del PROGETTO MANDELA

Organizza uno straordinario incontro su:

GIORDANO BRUNO
in occasione dell'anniversario della sua morte sul rogo

Sabato 17 Febbraio 2007, ore 16.00
Sala comunale di Via Aminale, Terni


DUE IMPORTANTI AUTORI RICORDERANNO IL FILOSOFO NOLANO

ANACLETO VERRECCHIA
Giordano Bruno – La falena dello spirito
(edIzioni Donzelli 2002)                                                                                                                        
Filosofo e germanista, vive fra Torino e Vienna dov'è stato per lungo tempo addetto culturale e ha avuto modo di conoscere e raccogliere le parole (fra gli altri) di Konrad Lorenz e Karl Popper nel suo libro "Incontri Viennesi". Tra gli altri suoi numerosi libri: "La tragedia di Nietzsche a Torino", "Diario del Gran Paradiso" e numerosi saggi filosofici in particolare su Schopenhauer.

MAURIZIO DI BONA
Chi ha paura di Giordano Bruno
(edIzioni Mimesis 2006)  
                                                                                                                     

Disegnatore di fumetti (la sua firma è "The Hand"), si occupa anche di musica, filosofia, letteratura, cinema e siti internet. Ha realizzato le immagini per il merchandise ufficiale dei Cranberries e quello dell'attrice Gillian Anderson. Disegna le copertine del bimestrale L'Ateo e collabora con Par Condicio, Beppe Grillo e Smemoranda


Nella sala di Via Aminale sarà presente dal 10 al 17 Febbraio
una mostra dei disegni di Maurizio Di Bona
realizzati per il progetto originario di un fumetto su Giordano Bruno.
L'esposizione è stata realizzata grazie alla viva collaborazione di Antonio Vanni
(apertura mostra: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 14.00 e dalle 16.00 alle 19.00)


www.civiltalaica.it
SETTIMANA DEL LIBERO PENSIERO – TERNI 10-17 Febbraio 2007

Per informazioni sugli eventi della settimana: Associazione Culturale Civiltà Laica – Via Carrara, 6 Terni
e-mail:
info@civiltalaica.it telefono: 348 – 4088638






sito web www.itinerarilaici.it/

Sabato 17 Febbraio 2007
Museo Vittoria Colonna - Pescara
GIORDANO BRUNO
"L'ostinato eretico" in ricordo di una testimonianza
 
Programma:
 
- ore 17.30 Inaugurazione Mostra Fotografica
- ore 18.00 Incontro con il curatore Antonio GUAGLIUMI
- ore 18.30 Proiezione del film " Giordano Bruno" di Giuliano Montaldo con Gian Maria Volontè e Charlotte Rampling
- ore 20.00 Aperitivo goloso con prodotti bio, equi e solidali
 
Sabato 17 Febbraio 2007 - Museo d'arte moderna V. Colonna di Pescara
 
Organizza: Associazione ITINERARI LAICI
 
Info: sul sito www.itinerarilaici.it
o ai numeri
328.9204877 - 339.6710189

 




Istituto per il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle idee

Consiglio Nazionale delle Ricerche

Dipartimento di Filosofia

Università degli Studi di Roma Tre

PER  UNA  ENCICLOPEDIA

BRUNIANA  E  CAMPANELLIANA

VI Seminario di studi

Roma, mercoledì 18 ottobre 2006

PROGRAMMA

ore 10

Presentazione dei lavori

ore 10.15

Sezione Giordano Bruno

Dario  Tessicini

cometa

Sandra  Plastina

giustizia

Leen  Spruit

senso

Elisabetta  Scapparone

vincolo

 

ore 15

Sezione Tommaso Campanella

Jean-Louis  Fournel

mare

Guido  Giglioni

primalità

Michel-Pierre  Lerner

sistema

Florence  Plouchart-Cohn

Venezia

Università degli Studi di Roma Tre

Via Ostiense, 234

Aula Valerio Verra





CIMITILE, 11 GIUGNO 2006
MANIFESTAZIONI NELL'AMBITO DEL

PREMIO LETTERARIO CIMITILE

 

 

 Basilica di S. Tommaso - ore 10.00

   

  PERCORSI DI LETTURA DEL PENSIERO DI GIORDANO BRUNO

"Bruno compagno di
viaggio per tutta la vita"

nei saggi:

 

"La cabala Nolana" di F.Manganelli
"Libertà di coscienza e attualità di Giordano Bruno"
di A. Esposito
"La Cabala del cavallo Pegaseo"
di R. Ferragina
"La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente"
di G. del Giudice

coordina:

Luigi Pasciari

conclude:
Aldo Masullo

   


Lions Club Giordano Bruno

Liceo classico G. Carducci

Leo Club Giordano Bruno


Basilica di S. Tommaso - ore 17,30

 

Attività di partenariato del dipartimento di filosofia del
Liceo classico G. Carducci di Nola

 

Laboratorio teatrale:

Brani dal "Candelaio" di Giordano Bruno
recitati dagli alunni della classe III G

coordinati e diretti dal prof. C. Asproso

 

 
ore 19,00
Convegno sul tema:


"L'apertura all'universalità attraverso la ricerca di una nuova cittadinanza nel pensiero
 di Giordano Bruno e di Tommaso Campanella."
   

Relatori:

A. Masullo
Prof. Emerito di Filosofia morale
Università Federico II di Napoli


G. Currà
Pontificia Facoltà Teologica di Catanzaro

Seguirà tavola rotonda con interventi dei proff. Mercogliano, Simonetti e Giugliano

coordina:
A. Montano
Docente di Storia della Filosofia
Università di Salerno



Il mondo celebra il filosofo Bruno. Nola sta a guardare                                                  15/02/2006

CARMEN FUSCO Nola. Giordano Bruno: due giorni alle celebrazioni. A 406 anni dalla sua morte il mondo intero ne ricorda il martirio sul rogo di Campo dei fiori a Roma per non aver rinnegato le sue idee di libertà. I programmi e le iniziative organizzate per l'occasione si moltiplicano. Nel mondo come in Italia. E a Nola? «Il 17 febbraio, nel giorno in cui ricorre l'anniversario della morte di Giordano Bruno, andremo a Roma, come sempre, per deporre al corona ai piedi della sua statua. Il giorno dopo - annuncia il sindaco Felice Napolitano - sarà firmato il protocollo d'intesa tra il comune di Nola, il liceo Carducci e l'associazione Meridies, per assicurare continuità al Certamen bruniano, l'importante gara letteraria che ogni anno riscuote centinaia di adesioni». Un programma ridotto all'osso rispetto a quello messo a punto dall'ex presidente della fondazione «Giordano Bruno», Saverio Barbati che si era invece attivato per promuovere una tavola rotonda tra giornalisti del calibro di Zavoli e studiosi internazionali. Ma l’intento non è stato tradotto poi in realtà. «Siamo rimasti spiazzati - puntualizza però il sindaco - Barbati ha lasciato da poco e non siamo riusciti a riorganizzarci». Spiegazioni che però non convincono tutti. A lanciare accuse di scarsa sensibilità ai temi culturali è Carmela Scala della Margherita: «Il presidente che loro stessi avevano indicato è andato via deluso e demotivato ed il suo successore non è stato ancora indicato. Eppure il sindaco aveva detto di avere le idee chiare». «Ed è la verità - ribatte il primo cittadino - stiamo lavorando intorno ad una serie di possibilità. Il prestigio della fondazione ci impone però di non prendere decisioni a cuor leggero». Il tempo intanto stringe ed un altro anno è trascorso senza che Nola abbia ricordato, con eventi in grado di avere eco oltre i suoi confini, il suo cittadino più illustre. Nella capitale, con il patrocinio dell'amministrazione comunale di Roma e dell'assessorato alla Cultura, l'associazione nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno ha promosso una serie di eventi tra i quali «poesia…suoni… e movimento» con la partecipazione di cantautori, musicisti e accademici. Il nolano sarà ricordato anche a Castelfranci in provincia di Avellino con la mostra di pittura del bruniano Felice Storti. A Caldarola, in provincia di Macerata sarà scoperta la lapide dedicata al filosofo e completamente restaurata. Seguirà un convegno nel teatro comunale. A Finale Ligure gli studenti del liceo Issel porteranno in scena la rappresentazione dal titolo «I roghi delle idee». Idee, quelle di Filippo Giordano Bruno Nolano, che evidentemente fanno rumore e, ancora oggi, sono motivo di grandi interrogativi. Tant’è che, nonostante le numerose richieste inoltrate al Vaticano perché si riabiliti la memoria del monaco domenicano, nessun atto di clemenza è venuto.

La partita del giocoliere e del serioso                                                                     
       17/02/2006

Le epoche di transizione sono confuse, perché il vecchio si sa cosa fu, ma adesso è tutto una rovina, e il nuovo non si sa cosa sarà, anche se per ora lo si tira da tutte le parti. S’immagini allora se può esser capita in definite forme questa transizione italiana (in verità non c’è solo la italiana), che a tutti sembra non finire mai. La nostra epoca non può non apparire come quel «confusissimo secolo» in cui il nostro Giordano Bruno identificò il suo tempo. Certo manca la grandezza morale che fu di quel secolo in cui, giocandosi l’uno le certezze e il prestigio e l’altro la problematicità e la vita, si affrontarono personaggi epici, come il severo cardinale Bellarmino, e l’irridente filosofo di Nola. Se il cardinale è saldo nella sicurezza dommatica, nella corazza dell’appartenenza dottrinaria e gerarchica, il filosofo si rivela non meno saldo lottatore, tutto proteso nell’aperto della sua non appartenenza ad alcun ordine costituito o sistematico potere ideologico, senza protezione dunque né fisica né tanto meno interiore, solo ed inerme nella condizione esistenziale dell'«essere esposto», come in ultimo letteralmente si mostrò nella livida alba romana del 17 febbraio del 1600, quando «spogliato nudo e legato a un palo, fu bruciato vivo». Da quella tragica grandezza alla nostra attualità il salto dà le vertigini. Le uccisioni e perfino le stragi, attraverso le tecniche propagandistiche delle opposte parti e della pubblicità di «trattenimento», interessata a catturare fugaci curiosità paganti, estratte dal mucchio enorme della noia di massa, diluiscono la propria carica emotivamente esplosiva nella sostanziale indifferenza della banalità. Se qualcosa s’ingrandisce, sono i titoli cubitali della stampa e il sottile veleno della paura, tanto più penetrante quanto più vi si oppone il crescere delle «misure di sicurezza». La vita sociale, che in fondo è sempre e comunque «politica», continuo operare con cui anche nell'agire più personale e privato, sia pure irriflessivamente, si concorre a consolidare ordini di convivenza o a costruirne di nuovi (come nel loro tempo da protagonisti vollero Bellarmino consolidare e Bruno rinnovare), oggi è vuota di grandezza. Né ad essa alcuno si richiama. Dominanti sono due stili, nel pubblico come nel privato: quello del giocoliere e quello del serioso. Ambedue, nell'Italia di oggi, intendono recitare la democrazia. Il primo si esibisce a «pacche sulla spalla» e barzellette. Il secondo non si esibisce ma vuol lasciar capire, a chi se ne intende, che nel velluto del suo guanto v’è il ferro d'un carattere. Il serioso non eccede mai, anzi si mantiene quasi sempre «sotto tono». Il giocoliere gesticola e straparla. In effetti egli incanta il suo pubblico, eseguendo con abile psicologia subliminale un doppio salto mortale: nel primo con tono adatto sembra sconfessare quel che dice e confessare la sua truffa, e nel secondo rovescia il senso del primo e suggestivamente ne accredita l'apparenza ingannevole di gioco. Intontito, lo spettatore non riesce più a capire in qual punto della recita l'inganno sia falso e in quale vero. Se i due stili, non di grandezza morale ma di arte del consenso, hanno comunque un loro pregio nei protagonisti, la qualità scade nelle imitazioni, tra attori secondari e comparse. Quanta confusione domini oggi la società italiana è evidente nella natura stessa dei problemi, di cui qui, a proposito appunto di Bruno, non si può non ricordarne uno fortemente esemplare. Nel secolo di Bruno la scienza, più che ricerca nel senso moderno della parola, era speculazione, strenuo sforzo della ragione per districarsi dai viluppi delle stratificate e spesso tra loro contrastanti tradizioni culturali, e purificare la rappresentazione della realtà con il solo strumento della logica, non forzata però al modo delle metafisiche bensì rigorosamente applicata al modo delle matematiche. Il sapere per rinnovarsi aveva bisogno di libertà e trovare, sia pure attraverso gli errori, i criteri del governo di sé. L'invincibile necessità dell'autonomia del sapere è il segno in cui nasce la modernità. Non altra è l'essenza della scienza moderna, subito dopo Bruno avviata a essere sperimentale, se non il crescere secondo interne regole. Il che non vuol dire ch’essa possa ignorare le altre dimensioni della società, bensì che con queste deve coordinarsi e non subordinarvisi. È evidente che oggi la stessa tecnologia, straordinaria figlia della scienza, spinge l'umanità sempre più sotto i limiti del relativo, fino alla terribile prospettiva del doversi caricare anche i destini dell'assoluto, della vita e della morte. Ma l'angoscioso problema non si risolve, mantenendo i saperi fuori delle mura di un fortilizio in cui un potere custodisca la verità contro l'assalto di un altro potere. In Italia oggi fondamentalismi religiosi resistono allo sviluppo di filoni vitali del sapere scientifico e scienziati preoccupati si convocano in assise per la libertà della ricerca. Il conflitto tra Bellarmino e Bruno, pur nelle assai mutate circostanze, è insomma ancora aperto. È un'altra prova che da noi accese lotte si combattono per il potere nelle sue varie forme, ma debolissima è la politica, la sola competente a coordinare la scienza e l'etica, anziché lasciare che una di esse si subordini all'altra. Nel «confusissimo» momento italiano non v'è grandezza di personaggi come nel tragico tempo di Bruno. Grandi, grandissimi sono i problemi. Aldo Masullo

La filosofia in tavola, Slow Food e la minestra di Giordano Bruno                                       18/02/2006

 
Direte: che c’entra la «minestra maritata» con la filosofia di Giordano Bruno? Evidentemente non avete letto Il Candelaio (scritto nel 1582); e sì che non si tratta di un testo facile ma la famosa zuppa che «fa sposare» verdura e carni è citata proprio lì. Così un altro matrimonio si celebra in cucina a Nola, patria del filosofo, in cucina: una cena organizzata dallo Slow Food-Condotta nolana che mette insieme buon mangiare e pensiero bruniano. Ai piedi della collina di Cicala, dove Filippo Giordano nacque, ieri quelli che del «lento mangiare» hanno fatto uno stile di vita celebreranno chi, per difendere le proprie ragioni, è morto sul rogo. «È che la contestazione di Bruno somiglia alla nostra lotta all’omologazione del gusto e delle culture», spiega Angelo Petillo che della condotta è fiduciario. Ma perché ieri? Perché il 17 febbraio 1600 il filosofo «de’ gli eroici furori» fu bruciato vivo per ordine dell’Inquisizione. E poiché nella sua città non s’è fatto in tempo a organizzare il giorno della memoria (tranne che la solita deposizione della corona sotto la statua in Campo de’ Fiori a Roma), ecco che i teorici della lentezza, almeno a tavola, si riuniranno per percorrere il pensiero di Giordano Bruno tra una «minestra maritata» e una lezione magistrale del filosofo Aldo Masullo. A tavola non s’invecchia, si fa cultura. a.la
                                                                                                                                   
                                                                                                                                   19/02/2006

Nola. Non ci sta il sindaco di Nola ad incassare l'accusa di aver fatto passare in sordina un evento importante come le celebrazioni dedicate a Giordano Bruno. E attacca chi lo ha criticato per la mancanza di iniziative: «Mi amareggia pensare che una presunta intellighenzia nostrana voglia avere la presunzione di fare o non fare cultura in città, magari pretendendo di farla seduti a tavola. Firmando un accordo e stanziando dei fondi per consentire al certamen bruniano di ripetersi ogni anno noi abbiamo fatto qualcosa di più». Felice Napolitano se la prende con i partiti di centro sinistra e con la condotta Slow Food dell'agro nolano che, per ricordare il pensatore nolano, ha organizzato una cena a tema. «Una tavola imbandita è meglio di niente - replica però Angelo Petillo, fiduciario di Slow Flood nella zona dell’agro nolano - abbiamo immaginato di sederci a tavola con Giordano Bruno nei luoghi a lui cari proponendo cibi e musiche dell'epoca. Il tutto condito dal supremo commento di Aldo Masullo». Il pranzo, pardon la polemica, è servita. ca.fu.


Scompare il busto di Bruno                                                                                                               21/02/2006

Nola. È mistero sulla sparizione del busto di Giordano Bruno custodito nei locali del circolo intitolato al filosofo che si trova al piano terra del palazzo comunale. Sulle porte d'ingresso del circolo nessun segno di effrazione, così come sulle finestre. «Evidentemente - ipotizza il presidente del circolo "Giordano Bruno", Michelangelo Fusco - il ladro deve essere entrato quando, pur essendo il circolo aperto, nella stanza non c'era nessuno». L'accaduto intanto è stato denunciato ai carabinieri che indagano sull'anomalo trafugamento. Si pensa ad un appassionato ma non si esclude un furto su commissione. Il busto campeggiava nel salone del circolo Giordano Bruno da una settantina di anni. «Questa - denuncia ancora il presidente - è la testimonianza di quanto poco amore ci sia per la storia della nostra città». Al mistero per un furto si aggiunge una strana coincidenza: il busto di Bruno è scomparso proprio nei giorni in cui si è celebrata la sua morte sul rogo di Campo de Fiori a Roma nel 1600. ca.fu.

 



ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO

“GIORDANO BRUNO”

 

(aderente all'Union Mondiale des Libres Penseurs)

Presidenza romana: prof.ssa Maria Mantello- Via Aldo Manuzio, 91 - 00153 Roma

tel: 3297481111 - e.mail: hume_53@hotmail.com

Presidenza nazionale: avv. Bruno Segre, Via della Consolata,11 -10122 Torino

Telefax: 0115212000   -  e.mail: linc@marte.aerre.it

www.liberopensiero.20m.com

 

invita a ricordare il martirio di Giordano Bruno il

17 febbraio 2006

a Piazza Campo dei Fiori alle ore 16.30

   

  NEL NOME DI GIORDANO BRUNO

     LAICITA’ GARANZIA DI LIBERTA’

Programma

 

deposizione di corone di alloro del Comune di Roma, del Comune di Nola e

dell’Associazione Nazionale  del Libero Pensiero Giordano Bruno

interventi:

Sindaco di Roma o suo delegato

Sindaco del Comune di Nola, dott. Felice Napolitano

Bruno Segre, Maria Mantello e Federico Coen (Associazione nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno)

letture di passi opere di Giordano Bruno a cura di giovani bruniani

   

poesia  ... suoni ... movimento

 

con la partecipazione di:

 

Centro Studi Enrico Maria Salerno;

maestro Augusto Mastrantoni e i suoi musici:

Maria Grazia Acreman ed  Anna Zilli;

cantautore Rolando Proietti Mancini;

poetessa Mara de Mercurio

 

 
con il patrocinio del Comune di Roma


Assessorato alle Politiche Culturali
   


  


Campo dei fiori, 17 febbraio 2006: Nola, Roma e Libero pensiero rendono omaggio a Bruno   
(foto B. Lattanzi)



Nel nome di Giordano Bruno - Laicità garanzia di libertà
Articolo pubblicato sul numero di marzo 2006 del periodico "Libero Pensiero"

Roma, 17 febbraio 2006 - Gli operatori dell'AMA stavano ultimando ancora i lavori di pulizia in piazza Campo dei Fiori (la mattina c'è mercato) e già sotto la statua del Nolano cominciavano ad affluire le prime persone per partecipare alla manifestazione che come ogni anno l'Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno organizza, col patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, per ricordare il martirio di Giordano Bruno avvenuto il 17 febbraio del 1600. Presenti un gruppetto di giornalisti, alcuni dei quali hanno intervistato la presidente della sezione romana, curatrice dell'evento. "Radio Radicale" e "Radio città futura" hanno trasmesso in diretta.
Alle 16.30, quando puntualmente è iniziata la deposizione delle corone di alloro del Comune di Roma, di quello Nola e della nostra Associazione, c'era una grande folla di romani, ma anche di tanti venuti dalle diverse città italiane per rendere omaggio al filosofo divenuto simbolo internazionale della libertà di pensiero. Chi non ha potuto partecipare ha mandato i saluti. E' il caso del filosofo Giulio Giorello, che impegnato a Monza in un convegno, ha tenuto a farci sapere che avrebbe dedicato pubblicamente la sua relazione: "religiosi per caso, atei per scelta", al Nolano. Tra la folla abbiamo riconosciuto Giovanni Franzoni, Franco Grillini, militanti della Rosa Nel Pugno, rappresentanti del Grande Oriente d'Italia, della Associazione Mazziniana Italiana, di Italialaica, di Scuola e Costituzione, dello Uaar, di Liberauscita, di Ekedea.
"E' significativo ed emblematico che ad oltre 400 anni dalla morte di Giordano Bruno, il 17 febbraio, di fronte alla sua statua, si veda ancora raccolta una vera e propria folla di persone unite nel ricordo e nel nome di questo grande personaggio. Quando una persona in nome della libertà di pensiero, delle proprie idee, del rifiuto dell'imposizione di verità assolute, affronta una fine terribile ed afferma di "preferire una morte atroce a un' imbelle vita", questa persona è degna di rispetto e fonte di insegnamento". Questo l'esordio dell'on. Dino Gasparri, delegato del Sindaco di Roma. Prima di lui, il dott. Felice Napolitano, Sindaco di Nola, aveva sottolineato l'importanza della nostra manifestazione: "Siamo onorati di portare il nostro saluto a questa commemorazione
-ha detto- perchè tiene viva la memoria del nostro illustre e coraggioso concittadino, che proprio a Campo dei Fiori ha pagato con la vita il prezzo della sua libertà e coerenza".
L'avvocato Bruno Segre, Presidente nazionale della nostra Associazione, ha ricordato il martirio del filosofo: "I confortatori della Compagnia della morte", che durante la notte, nel carcere di Tor di Nona avevano tormentato il condannato per indurlo al pentimento, indossavano un sacco nero ed impugnavano torce accese. Era uno spettacolo impressionante! Sulla carretta il condannato al supplizio appariva macilento, con la bocca serrata da una morsa di legno (la mordacchia) per impedirgli di parlare alla folla. Durante il tragitto, di tanto in tanto, uno dei confortatori avvicinava al viso del condannato un'immagine del crocifisso per un bacio purificatore o un gesto di contrizione e pentimento. Ma il condannato storceva il viso rifiutando di baciarlo...
La lugubre processione si arrestò qui, in Campo de' Fiori, davanti ad un ammasso di legna. Venne denudato e poi issato sulla sommità della catasta. Fu acceso il rogo. Prima che le fiamme soffocassero la vittima, fu sporto con un lungo bastone un crocifisso, ma anziché baciarlo, Bruno girò il volto dall'altra parte. Così morì Giordano Bruno dopo 12 anni di prigione, Il papa Clemente VIII, i cardinali Bellarmino (poi proclamato santo), Beccaria, Deza, Santoro e gli altri ecclesiastici avevano vinto. Ma come se fossero colpiti da una maledizione, parecchi dei giudici che avevano inquisito e condannato Bruno morirono uno dopo l'altro entro breve volgere di tempo. Il 2 aprile 1600 morì il cardinale Madruzzi, primo firmatario della sentenza contro il filosofo. Il 3 agosto morì a Napoli il cardinale Beccaria, il 20 agosto morì il cardinale Deza, il 1 gennaio 1601 morì il cardinale Tragagliolo, nel 1602 fu la volta del cardinale Santoro e nel 1604 quella del cardinale Sasso. Tutti questi principi della Chiesa non immaginarono che il rogo acceso a Campo de' Fiori aveva rischiarato una nuova alba, quella del pensiero moderno, un'era nuova di libertà e di progresso. Il ricordo di Giordano Bruno, una delle menti più lucide e ispirate della sua epoca, durerà nei secoli attraverso i suoi numerosi scritti, le sue intuizioni scientifiche di infiniti mondi, il suo amore per la Natura creatrice, la sua razionale ribellione alla Chiesa cattolica, le sue polemiche filosofiche, la sua predilezione per l'arte della memoria, la sua espansione ideale nell'infinito e nell'universale. Per Giordano Bruno si può ripetere l'auspicio che a se stesso rivolgeva il poeta Orazio: "Non omnis moriar" (non morirò interamente). Oggi come ieri, come domani -ha concluso l'avvocato Bruno Segre- la memoria del filosofo sfida l'oscurantismo e la superstizione religiosa, il potere della Chiesa sulla vita pubblica, la pretesa clericale di imporre la propria morale ai cittadini, i privilegi economici e le speculazioni politiche. Verrà anche per la nostra società il giorno della Liberazione delle coscienze".
Maria Mantello, ha sottolineato la portata rivoluzionaria del pensiero di Giordano Bruno, che sull'eliocentrismo ha saputo costruire tutti gli sviluppi della sua filosofia. I presenti hanno seguito con grande interesse le serrate spiegazioni della professoressa, che ha parlato dell'infinito di Bruno nell'eterno divenire della materia, della sua polemica anticlericale ed anticristiana, delle grandi prospettive aperte dalla sua filosofia in ambito scientifico ed etico. "Giordano Bruno -ha aggiunto la presidente della sezione romana- è un pensatore molto scomodo perchè desacralizza tutto e tutti . E lo fa con piena consapevolezza del suo ruolo storico smascherando il potere. E con esso l'ignoranza e la pavidità dei suoi opportunisti servitori. I "pedanti", come il filosofo li chiamava. Alla loro ignavia intellettuale e morale Bruno contrappone il coraggio di pensare. Il coraggio di rimettere in discussione, se necessario, le conclusioni a cui si è approdati. Il coraggio della coerenza tra pensiero ed azione. Tutte cose imperdonabili -ancora oggi- per chi vorrebbe continuare ad imporre dogmi in nome di immaginifiche verità eterne e rivelate. La filosofia di Bruno, allora, chiama ognuno di noi a liberarsi dalle imposizioni fideistiche, a percorrere la strada della razionalità e dell'autodeterminazione. Perchè solo allora si può esercitare consapevolmente e responsabilmente la individuale e civile dimensione etica, migliorando noi stessi e la società. E' il grande messaggio della Riforma bruniana. L'approdo della sua stessa filosofia. Dopo aver prospettato il divenire infinito della materia madre, il Nolano restituisce infatti l'individuo alla Natura e a se stesso, liberandolo dalla soggezione ad un tirannico cielo superiore che lo vorrebbe eterno minore: "nello stato asinino" per usare l'espressione di Bruno. La filosofia del Nolano
è allora un monito ancora oggi. Per fronteggiare e rigettare ogni rigurgito teocratico di quanti vorrebbero ergere il catechismo a legge dello Stato, così come la sharia è imposta in tanti paesi islamici...
Pertanto, ai rappresentanti dei partiti politici, delle istituzioni, noi qui, nel nome di Giordano Bruno, perchè la laicità sia veramente garanzia di libertà, vogliamo dire che, come Bruno, siamo "fastiditi" dalle genuflessioni al Vaticano, dai finanziamenti alle strutture cattoliche a qualsiasi titolo avvengano. Questo paese non ha bisogno di Concordati. La chiesa cattolica (ma qualsiasi altra chiesa) deve essere finanziata dai propri fedeli e non dai soldi della collettività, che invece devono essere utilizzati per le politiche occupazionali, per la ricerca scientifica, per la scuola statale, l'unica in grado di garantire la libertà d'insegnamento e apprendimento". "Ed è intollerabile -ha concluso Maria Mantello- che pur di mantenere l'astorico insegnamento della religione cattolica nelle scuole, si plauda magari ad inserire l'ora di islamismo. Lo Stato che si preoccupa d'insegnare una religione o più religioni, e per questo paga insegnanti selezionati e designati dalla Curia, è uno stato confessionale. La religione è un fatto privato. L'insegnamento religioso è compito delle comunità religiose, nel rispetto prioritario, ovviamente, delle libertà individuali. Perchè prima dell'appartenza al gruppo identitario si ha il diritto di appartenere a se stessi. Perchè ciascun individuo non è aprioristicamente programmato. Tanto meno in nome di mitici miracoli creazionisti. Un Paese laico e democratico ha il dovere di educare alla libertà di pensiero. Dei fenomeni religiosi a scuola si parla già in Storia, Filosofia, Arte, Letteratura. E lo si fa dal punto di vista storico, antropologico, sociologico. Quindi anche l'inserimento di una "storia delle religioni" ci sembra inopportuno. Anche perchè ci sarebbe il rischio (non troppo remoto) che venga affidata agli insegnanti di religione cattolica. Docenti organici al Vaticano e ormai a tutti gli effetti statalizzati".
Federico Coen, bruniano da sempre e direttore della prestigiosa rivista europea Lettera Internazionale, ha sottolineato corrispondenze ed analogie storiche del potere ecclesiastico: ieri usava i roghi, oggi i concordati! "Come è noto - ha detto - il sacrificio di Giordano Bruno, la cui memoria teniamo viva qui a piazza di Campo de' Fiori, dove il rogo arse, non è certo un episodio isolato. Rientra nella storia millenaria di repressioni di cui la Chiesa cattolica si è servita per tutelare il proprio potere e il proprio primato religioso in Europa e altrove". Federico Coen ha ricordato la caccia alle streghe (nove milioni di donne inquisite), i rogi degli eretici e degli apostati, l'implacabile persecuzione contro gli ebrei. Si è soffermato poi sulle "guerre di religione", citando l'episodio più emblematico dell'accanimento contro i protestanti: la notte di San Bartolomeo del 1572. "La pratica della scomunica degli eretici -ha detto ancora Federico Coen- colpì non solo Giordano Bruno ma tanti altri scienziati da Galileo a Campanella, per tutto il Seicento e il Settecento, almeno fino alla Rivoluzione francese. Quando poi gli Stati acquistano in Europa la consapevolezza della loro relativa autonomia e non accettano più passivamente di sottostare agli ordini della Chiesa, ha inizio l'epoca dei Concordati". E Federico Coen si sofferma sul caso italiano, contestando con forza quanti vorrebbero una globalizzazione cristiana, proprio per mantenere il Concordato: "La polemica intrapresa da papa Wojtyla e ripresa dal suo successore circa le presunte radici cristiane dell'Italia, e sostenuta anche da alcuni politici di mestiere noti per il loro opportunismo, è priva di ogni fondamento. L'Italia come nazione ha origini squisitamente laiche, nelle persone di tutti i protagonisti della gloriosa età del Risorgimento, dalla Carboneria alla Massoneria, da Mazzini a Garibaldi. Senza dei quali non bastavano certo le ambizioni dinastiche dei Savoia a fondare l'Italia unita. Questa nobile tradizione laica fu travolta dal fascismo, che ottenne l'appoggio della Chiesa alle sue imprese liberticide e coloniali, prima con il crocifisso nelle scuole e poi con il Trattato e il Concordato del 1929, dove si affermava che l'Italia considera fondamento dell'istruzione pubblica l'insegnamento della religione cristiana secondo la tradizione cattolica. Ancora gli opportunismi di molti politici, a cominciare da Togliatti che concordò con De Gasperi, all'Assemblea Costituente del 1946, in contrasto con i socialisti e il Partito d'Azione, il salvataggio del Concordato mussoliniano. Un opportunismo che si ripropone ad opera del socialismo craxiano negli anni Ottanta, con un nuovo Concordato, ancora più retrivo di quello fascista almeno per due aspetti: l'elargizione dell'8 per mille a vantaggio di fatto quasi esclusivo della Chiesa cattolica, e l'ordinamento della scuola, con la estensione dell'insegnamento religioso a tutte le scuole statali e con il potere assoluto dell'autorità ecclesiastica nella nomina e nell'esonero dei docenti". Secondo Coen l'opportunismo dei politicanti nella gara di omaggi al Vaticano si è visto in tutta la sua drammaticità in occasione del cosiddetto "giubileo dei politici" dell'anno 2000 e continua irrefrenabile ai nostri giorni: "Wojtyla giunse ad affermare che il legislatore deve obbedire ai dettami del papa, contribuendo all'approvazione di leggi conformi al disegno divino. Senza suscitare la reazione di nessuno dei tanti politici presenti, di destra e di sinistra. Un opportunismo che ai nostri giorni si ripropone con il partito della Margherita diretto da Rutelli che in età matura si scopre cattolico osservante. Un opportunismo che si manifesta anche in questa vigilia elettorale con l'ostracismo che si tenta di dare, nello schieramento di centro-sinistra, alle proposte laiche di Boselli e della Bonino". Ma le speranze non sono perse, infatti, ha concluso il direttore di Lettera Internazionale: "la coscienza laica degli italiani e degli stessi romani si è manifestata nel febbraio di quest'anno con il grande corteo dei diecimila che si è tenuto sabato scorso al centro della capitale all'insegna "Giù le mani del Vaticano dall'Italia", a cui la nostra Associazione Nazionale del Libero Pensiero Giordano Bruno ha dato la propria adesione e partecipazione. Dunque forse qualche cosa sta cambiando anche da noi".
In piazza era presente il giudice Luigi Tosti, che come noto sta sostenendo una significativa lotta per la rimozione del crocifisso dai luoghi pubblici. Non potevamo non invitarlo a prendere la parola: "Qui a Campo dei Fiori, di fronte al monumento di Giordano Bruno -ha detto Luigi Tosti- mi sembra ancora irreale che appena 400 anni fa un uomo fosse stato fatto ardere vivo, in mezzo al tripudio popolare, solo perché aveva osato rivendicare, con caparbietà, il diritto di far uso del suo cervello e quello di esprimere senza costrizioni la propria filosofia. Ma mi sembra ancor più avvilente e grottesco che, a distanza di 400 anni, si sia costretti ancora, proprio "nel nome di Giordano Bruno" a lamentare che la "laicità" dell'attuale Stato italiano sia ancora vilipesa e bistrattata dagli eredi materiali e spirituali di quegli assassini che appiccarono quell'infame rogo. Qui, di fronte al Martire del Libero Pensiero - ha ironizzato il coraggioso giudice- provo però anche un sentimento di sollievo: a Giordano Bruno riservarono una morte tremenda; a me, che chiedevo di togliere la presenza del simbolo partigiano del crocifisso dalle aule giudiziarie, la Repubblica ha inflitto una condanna a sette mesi di reclusione ed una rimozione (per adesso temporanea) dalla magistratura". Luigi Tosti ha quindi polemizzato con la recentissima sentenza del Consiglio di Stato che ha sancito, grottescamente, la legittimità del crocefisso nelle aule scolastiche perché confermativo del principio di laicità dello Stato italiano. E mordacemente ha concluso: "E' come se i due vigili urbani che hanno deposto la Corona del Comune di Roma sotto la statua di Bruno, si fossero presentati alla cerimonia con vistosi crocifissi appesi sopra la divisa: chi avrebbe potuto affermare -se non con la mala fede del Consiglio di Stato- che quelle divise addobbate con crocifissi potessero esprimere il valore "laico" delle istituzioni?".
Il presidente nazionale, avv. Bruno Segre, ha ringraziato il giudice Tosti per essere intervenuto riconfermandogli la solidarietà di tutta la nostra Associazione.
Terminati gli interventi dei relatori, presentati da Barbara Lattanzi, è iniziata la seconda parte della manifestazione: "parole...suoni...movimento", sapientemente condotta da Criz ed Elisabeth Manai.
Un successo la toccante interpretazione di testi di Giordano Bruno (da "Il Candelaio" alla "Cena delle Ceneri"; dal "De l'infinito universo et mondi" al "De causa principio et uno"; dallo "Spaccio della Bestia trionfante" alla "Cabala del cavallo pegaseo"; dall' "Oratio consolatoria" al "De Monade") delle giovani bruniane Alessandra De Angelis, Fabiola Perna, Camilla Scrugli, Carlotta Spizzichino, Arianna Zapelloni Pavia.
Attesissima la poesia composta per l'occasione e recitata da Mara de Mercurio: "Un tempo udivamo/ le sirene./ Uscivano chete dal mare/ vibravano code scintillanti./ Chiudevamo gli occhi/ per sentirle cantare. Un tempo le sirene/ venivano da un sogno/ Compagne di illusione/ chiedevano l'infinito/ E noi con loro./ Così andavamo spediti/ dal mare alla luna/ dal sogno alla realtà./ Un tempo la chiamavamo/ Libertà./ oggi è ancora lontana/ tra nuvole e ambigui sorrisi./ Indietro non si torna./ Qui e sempre/ la voce è Libertà".
Applauditissima la performans della bravissima Maria Teresa Lubrano, che con le sue figurazioni di danza, sulle note di "There you'll be" (lì tu ci sarai), ha espresso l'anelito a rompere costrizioni e vincoli dogmatici. Una speranza ed un anelito. Ovunque e sempre.
Apprezzatissimi gli interventi musicali del trio di musica medievale di Augusto Mastrantoni, Maria Grazia Acreman, Anna Zilli che hanno fatto rivivere il clima della ribellione goliardica; nonché le ballate (lamento in morte di giordano bruno, viva la libertà, canto popolare slavo, si fosse foco) del valente cantautore e musicoterapeuta Rolando Proietti Mancini.
Sono seguiti quindi i recitativi di noti professionisti dello spettacolo, da sempre impegnati nella battaglie libertarie per la difesa e l'affermazione della laicità e dei diritti civili: il Centro Studi Enrico Maria Salerno, l'Associazione Culturale 321, gli attori Roberto Iannone, Pietro Biondi e Roberto Galvano. Grande protagonista è stato ancora Giordano Bruno. Rievocato con passi delle sue opere, ma anche attraverso "contaminazioni" di autori classici e contemporanei, nonché mediante proposizioni di parti del suo processo.
Lo scrittore, Adriano Petta, commosso, al termine della manifestazione, ci ha detto: "quando scrivevo "Roghi fatui", sognavo che proprio qui a Campo dei Fiori venissero recitati ritagli di questo mio lavoro dedicato a Giordano Bruno. Ora sono felice. Il mio sogno si è realizzato".
Erano ormai le 20.00, quando Maria Mantello, insieme a Barbara Lattanzi, a Criz ed ad Elisabeth Manai, ha salutato e ringraziato tutti i presenti, ricordando brunianamente che è necessario "resistere per esistere".




Giordano Bruno è vivo

di Maurizio Di Bona  thehand71@yahoo.it 
da "L’ateo" n. 2/2006 (43)

Che il Nolano, Giordano Bruno, debba continuare a essere torturato anche da morto (bruciato e disperso ai quattro venti nel 1600) proprio non mi va giù. Sono stato lo scorso 17 febbraio a  Campo dei Fiori (lì dove il rogo arse) a Roma, per la celebrazione del 406° anniversario della morte. E’ stata la prima volta, non ci ero mai andato. E’ stata l’ultima, non ci andrò mai più. Lo ammetto, ero lì principalmente per fare l’untore. Volevo lasciare alla folla che riempiva la piazza i volantini che mi ero “fatto in casa” quella stessa mattina prima di partire e che annunciavano finalmente, dopo cinque anni di patimenti, l’uscita del libro Chi ha paura di Giordano Bruno?  Così ho fatto, salvo constatare poi che la folla che avevo nelle mie proiezioni mentali era in realtà un circolo di pochi e sparuti intorno al monumento del filosofo. Dove un maxischermo per una eventuale proiezione di frammenti di nolana filosofia o del film di Montaldo, di fatto proibito in TV? Dove una seppur essenziale scenografia per avvicinare con immagini e suoni i giovani, a cui Bruno già volgeva lo sguardo dal suo secolo, solo in transito (e rapido) nella piazza? Dove un gazebo in cui si raccontasse anche per sommi capi e con qualche pieghevole chi è (stato) ed in che modo illuminante vedesse il mondo Giordano Bruno?

Niente di tutto questo. Solo campane suonate a morto, facce da crisantemi, discorsi stantii rispolverati per l’occasione, uno stendardo, quello della città di Nola, sdrucito e agonizzante come il suo Sindaco e relativo discorso, corone di fiori ai piedi di una statua che proprio di fiori, ben più colorati e vivi, ne vede tutti i “santi giorni”, un portavoce (….del portavoce) del Sindaco Veltroni, evidentemente affaccendato in cose ben più importanti del ricordo del Nolano e come unica televisione a riprendere la memorabile manifestazione: Tele Nola! Francamente non ho idea di come Bruno sia potuto rimanere immobile e, apparentemente, attento per tutto il tempo a seguire qualcosa di una noia mortale. Devono essergli venute due palle di bronzo, ho pensato prima di andar via….. anche a lui! Adesso, intendiamoci, non è mia intenzione criticare e affossare l’operato di chi, evidentemente, deve aver fatto tutto quello che poteva con le poche risorse messe a disposizione dall’amministrazione romana. Voglio però augurarmi che sia l’ultima volta che si piange il morto e che si uccide pensiero e spirito di Bruno in questo modo. Giordano Bruno è vivo, è sufficiente aprire un suo testo qualunque per rendersene conto, sarebbe bastato proiettare un po’ dei suoi Eroici furori sul suo mantello all’imbrunire, per infiammare gli animi degli astanti esattamente come quattro secoli fa.  



I Domenicani e l'Inquisizione Romana

III Convegno Internazionale su "I Domenicani e l'Inquisizione"

15-18 Febbraio 2006

Roma

Programma

 

Febbraio 15, 2006 (mercoledí)

9.30-9.45            Arturo Bernal Palacios OP (Roma): Saluti.

9.45-10.30         Carlo Longo OP (Roma): "Vulpes et canes": pubblicistica domenicana fra Riforma e Rivoluzione (sec. XVII-XVIII).

10.30-11.15       Lazaro Sastre Varas OP (Roma): Los Dominicos, la Inquisición Romana y el Archivio Generalizio dell'Ordine dei Predicatori.

 

11.30-12.00       Andrea Errera (Catanzaro): I domenicani e i manuali per inquisitori tra XVI e XVII secolo.

12.00                Colloquio

 

15.00-15.30            Agostino Borromeo (Roma): Michele Ghislieri e il Santo Ufficio Romano.

15.30-16.00       Simona Feci (Napoli): L'inquisizione a Genova nel carteggio tra Michele Ghislieri e Girolamo Franchi, 1551-1565.

 

16.15-16.45       Michael Tavuzzi OP (Roma): Una patente di nomina inquisitoriale del 1567.

16.45-17.15       Marina Caffiero (Roma): Domenicani, ebrei, inquisizione. Tra predicazione e conversione.

17.15                Colloquio

 

Febbraio 16, 2006 (giovedí)

 

9.30-10.00         J.M. De Bujanda (Sherbrooke): Los dominicos en la organización y en el ejercicio de la censura. Examen de las obras de los dominicos en el Índice Romano.

10.00-10.45       Claus Arnold (Frankfurt am Main): Il progetto d'espurgazione delle opere del Gaetano nelle Congregazioni romane dell' Indice e dell' Inquisizione (1558-1601).

 

11.00-11.30       Juan Ignacio Pulido Serrano (Alcalá de Henares): El Índice de Libros Prohibidos romano en el conflicto entre dominicos y jesuitas españoles (1620-1640).

11.30-12.15       Giovanni Romeo (Napoli): Inquisitori domenicani e streghe in Italia tra la metà del Cinquecento e la metà del Seicento.

12.15                Colloquio

 

15.00-15.30       Guido Dall'Olio (Ferrara): Domenicani e inquisizione nella documentazione bolognese.

15.30-16.00       Giovanna Paolin (Trieste): Coabitazione difficile. I rapporti tra commissari domenicani e inquisitori francescani nelle diocesi venete.

 

16.15-16.45       Andrea Del Col (Trieste): Gli archivi dispersi delle sedi inquisitoriali domenicani: i casi di Piacenza e di Parma.

16.45-17.15            Oscar Di Simplicio (Roma): Comparazione tra due agenzie (Siena e Modena).

17.15-17.45       Vincenzo Lavenia (Pisa): "Inquisitore del Papa, e non del Duca." L'ordine domenicano e l'Inquisizione in Piemonte nella prima età moderna.

17.45                Colloquio

 

Febbraio 17, 2006 (venerdí)

 

9.30-10.00         Francesco Beretta (Lyon): Les dominicains et le procès de Galilée.

10.00-10.30       Germana Ernst (Roma): Tommaso Campanella fra censura e autocensura. Il caso dell' "Atheismus triumphatus".

 

10.45-11.15       Eugenio Canone (Roma): "Che ha da fare quell' Officio dell'anima mia?". Giordano Bruno e l’’Inquisizione’.

11.15-11.45            Diego Quaglioni (Trento): Il san Tommaso di Bruno.

11.45                Colloquio

 

15.00-15.30       Alejandro Cifres (Città del Vaticano): La Documentazione nella Inquisizione romana sul processo di Carranza.

15.30-16.00       José Augusto Mourao OP/ Ana Cristina da Costa Gomes (Lisboa): Ecos do processo inquisitorial de Soror Maria da Visitação em Roma: A freira que pintava chagas.

 

16.15-16.45       Eduardo Franco (Lisboa): Padre António Vieira, sj, ilibado pela censura romana.

16.45-17.15       Herman H. Schwedt (Limburg): Fra giansenisti, repubblicani e liberali cattolici. I domenicani all' inquisizione romana ('700-'800).

17.15                Colloquio      

 

Febbraio 18, 2006 (sabato)

 

9.30-10.00         Gigliola Fragnito (Parma): Un archivio conteso tra Congregazione dell' Indice e Maestro del Sacro Palazzo.

10.00-10.15       Hubert Wolf (Münster in Westfalen): Presentazione del progetto a lungo termine della Società Tedesca di Ricerca (Deutsche Forschungsgemeinschaft) con particulare riferimento all'attività dei domenicani.

10.15-10.35   Judith Schepers (Münster i. W.): Presentazione dell' Edizione dei Bandi.

10.35-10.55   Sabine Schratz (Münster i. W.): Presentazione del Repertorio sistematico.

10.55-11.15   Tobias Lagatz (Münster i. W.): Presentazione della Prosopografia.

11.15-11.30           Hubert Wolf: L’impiego della ricerca di base sull’esempio del caso „La capanna dello zio Tom“.

11.45-12.15            Colloquio

12.15                Giovanna Paolin (Trieste): Conclusioni.  

 




programma

ore 21.00
atrio del palazzo comunale
inaugurazione della lapide restaurata

ore 21.30
teatro comunale
saluti
fabio lambertucci
sindaco di caldarola

donato caporalini
vice presidente e assessore ai beni culturali della provincia di macerata

interventi
mauro capenti
vice sindaco di caldarola
"la lapide di giordano bruno a caldarola"

filippo mignini
ordinario storia della filosofia università di macerata
"giordano bruno alle origini dell'europa moderna"

 



C O M U N E  DI  F I N A L E  L I G U R E

Assessorato alla Pubblica Istruzione

Liceo Scientifico Statale “Arturo Issel” Finale Ligure (SV)

Invitano alla

COMMEMORAZIONE di
Giordano Bruno

venerdì 17 febbraio 2006 ore 9.30 – 11.30

LICEO “Issel” Via Fiume 42 - Finalborgo

Gli studenti del Liceo ISSEL presentano:

I Roghi delle Idee

(parole, musiche, coreografie, immagini)

Il Dirigente Scolastico: Luigi Vassallo

L’Assessore alla Pubblica Istruzione: Nicola Viassolo



 



Il 16 febbraio 2006 a Castelfranci (AV), Felice Storti, noto pittore bruniano, inaugura in Via Capogiardino 22 il 
CIRCOLO GIORDANO BRUNO.

Siete tutti invitati.


 

Venerdì 17 febbraio, alle 17, nella saletta delle conferenze del teatro comunale di Narni si svolgerà una manifestazione indetta dalla  Rosa nel Pugno della provincia di Terni, DS di Narni e Associazione Civiltà Laica.
Il prof. Angiolo Bandinelli, della Direzione nazionale di Radicali Italiani e della Rosa nel Pugno, si soffermerà sulla religiosità laica di Giordano Bruno mentre l'assessore alla cultura, Annalaura Bobbi, presenterà il progetto per l'imminente ricollocamento della statua bronzea che i narnesi commissionarono nel 1910 allo scultore Salvatore Buemi per ricordare il 50° anniversario della liberazione della città umbra dal giogo pontificio. Questa statua originariamente era stata posizionata proprio davanti alla cattedrale all'interno di una nicchia e tra due colonne provenienti dalla sala dell'inquisizione narnese nei sotterranei della chiesa di San Domenico. Era rivolta nella direzione del duomo e con un indice puntato quasi in segno di sfida. Per volontà clericale fu rimossa pochi anni dopo, le colonne vennero distrutte e le braccia mozzate. Dal 1919 ad oggi le varie amministrazioni comunali che si sono avvicendate non hanno avuto il coraggio di esporla. Giace nel sottoscala del palazzo comunale in condizioni discutibili. Adesso sembra che finalmente dopo tanta insistenza la giunta si sia decisa a renderla pubblicamente visibile.  (Segnalata da Francesco Pullia)



FILOSOFI: GIORDANO BRUNO, CONVEGNO SULLA CONCEZIONE DELL'UNIVERSO
DOMANI A SIENA PER INIZIATIVA DELL'UNIVERSITA'

Firenze, 13 feb. - (Adnkronos) - La concezione dell'universo come infinito e la visione liberatoria dell'uomo sono i cardini della filosofia di Giordano Bruno (1548-1600), intellettuale che segno' il Cinquecento per la sua liberta' di pensiero che precorreva i tempi e che gli costo' la condanna a morte per eresia. Al pensiero di Giordano Bruno in rapporto ai cambiamenti della visione dell'universo dal mondo antico al XVI secolo e' dedicata una giornata di studio, che si terra' domani, martedi' 14 febbraio, a partire dalle ore 10, presso l'aula magna storica del Rettorato dell'Universita' di Siena.
Il convegno, dal titolo ''Cosmologie bruniane'', e' un'iniziativa della scuola di dottorato ''Logos e rappresentazione'', promossa dal Dipartimento di Studi classici della facolta' di Lettere e filosofia dell'Universita' di Siena.
La seconda meta' del Cinquecento fu segnata infatti da importanti novita' in campo astronomico che sembravano confermare le diffuse aspettative della prossima seconda venuta del Cristo e della fine del mondo. Giordano Bruno, all'interno della sua riforma cosmologica, rifiuto' questa visione perche' connessa ad concezione sbagliata del rapporto tra Dio e l'Universo e limitativa della liberta' dell'uomo, abbracciando le nuova teoria scientifica copernicana. La giornata verra' aperta dal professor Gioachino Chiarini, preside della Facolta' di Lettere dell'Ateneo senese, con un intervento su ''L'universo nello scudo di Achille''. All'incontro parteciperanno anche studiosi di universita' straniere che proporranno delle riflessioni sul pensiero di Giordano Bruno.
(Sin-Pam/Col/Adnkronos)



VIVO SPECCHIO DELL'INFINITA DEITA' Giornata in memoria di Giordano Bruno       

VENEZIA 17 febbraio  2006 ore 9:00 - Scoletta dei Calegheri, San Toma' - Venezia
replica       mercoledì 17 maggio presso il Centro Zitelle Culturale e Multimediale
INGRESSO LIBERO

Libera Associazione di Idee propone una giornata dedicata a Giordano Bruno, filosofo spesso obliato e che tuttavia si inserisce nella storia del pensiero occidentale in qualità di precursore della modernità e di attento osservatore della Natura in tutte le sue manifestazioni

L’opera di Giordano Bruno è poliedrica, spazia da questioni ontologiche, etiche, di fisica e medicina, di arte della memoria e di teoria della conoscenza, nonché di religione.

L’incredibile sfaccettatura del suo pensiero, unita ad un sapienziale uso dell’immagine-simbolo e del mito, offrono un linguaggio di comunicazione che può abbracciare infiniti piani semantici, nonché infiniti  modi di comprendere e riflettere.

Per tale ragione si presta ad essere un autore accostabile da molteplici tipologie di persone, indipendentemente dalla loro formazione culturale, e quest’ultimo è uno degli obiettivi che vorremo far emergere da questo incontro.

L’incontro che proponiamo, fedeli allo spirito stesso dell’autore, prevederà dunque innanzitutto l’interazione tra espressioni culturali differenti: si è pensato un momento di lettura ‘teatralizzata’ di alcuni passi particolarmente significativi ed evocativi delle sue opere, la proiezione di immagini di matrice bruniana elaborate attraverso degli specifici programmi per il P.C., una breve introduzione al pensiero dell’autore ed alcuni interventi di carattere sperimentale che rielaborino il materiale prodotto dal Nolano tuttavia visto da differente prospettiva.

Infine seguirà  la proiezione della pellicola ‘Giordano Bruno’ di Giuliano Montaldo pregevole dal punto di vista di coerenza rispetto al pensiero dell’autore ed interessante nell’interpretazione del Bruno di Gian Maria Volontè.

Quest'evento è realizzato grazie al contributo di ESU Cultura e alla gentile disponibilità della Municipalità di Venezia Murano Burano e del Gruppo di Lavoro della Biblioteca di San Toma'





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VI CERTAME INTERNAZIONALE BRUNIANO
(VI International Brunean Certamen)
Nola (Napoli - Italia) - 28-29-30 Aprile 2006

CON IL PATROCINIO E LA COLLABORAZIONE:
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
MINISTERO PER GLI ITALIANI NEL MONDO
PROVINCIA DI NAPOLI

 

 


Il Comune di Nola, l'Agenzia per lo Sviluppo dell'Area Nolana, il Liceo Classico “G. Carducci” di Nola, l'Associazione Turistico- Culturale Meridies, il Parco Letterario “G. Bruno”, la Fondazione “G. Bruno”, in collaborazione con la Rete Europea dei Comuni
Bruniani (con il Comune di Noli partner per l'edizione 2006) ed i Comuni di Cimitile e di Casamarciano, indicono il VI Certame Internazionale Bruniano riservato agli alunni degli istituti superiori pubblici e privati e delle università italiane e straniere che studiano le
opere e la figura di Giordano Brunoo

PREMI SEZIONE ISTITUTI SUPERIORI

1° Premio 2000 Euro
2° Premio 1000 Euro
3° Premio 700 Euro
4° Premio 500 Euro
5° Premio 300 Euro
PREMI VARI


PREMIO SEZIONE ISTITUTI UNIVERSITARI

1° Premio 1000 Euro

OPERA PRESCELTA/BOOK CHOSEN: "De l’infinito, universo e mondi"


Per informazioni e adesioni: Comune di Nola tel. (+39)0818226207 fax (+39)0815125923
Meridies tel. (+39)3356337963-(+39)3476114697 fax (+39)0818236509
Liceo "G. Carducci" tel. (+39)0815126643

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22 - 29 APRILE 2006 SETTIMANA BRUNIANA DEL LIBRO
I libri di Bruno e su Bruno a prezzi scontati presso le librerie
Guida e Millennio di Nola
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   Il Certame Internazionale Bruniano, patrocinato dal Ministero dell’Educazione, dal Ministero per gli Italiani nel Mondo della Repubblica Italiana e dalla Provincia di Napoli, e giunto quest’anno alla sesta edizione, è sicuramente la più grande ed importante manifestazione culturale dedicata a Giordano Bruno ed alla filosofia che si svolge in Italia, sia per numero di persone coinvolte, sia per la grande e diffusa partecipazione territoriale che abbraccia tutte le regioni d’Italia e l’estero. E’ organizzato dal Comune di Nola, dal Liceo Classico “G. Carducci” di Nola, dall’Associazione Meridies, dall’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’Area Nolana e dal Parco Letterario “G. Bruno”, in collaborazione con numerosi enti pubblici e privati, e con la preziosa consulenza scientifica di docenti universitari e studiosi di filosofia, coordinati dal Prof. Aniello Montano.  
 
Il primo, ed ancora unico certame internazionale di filosofia che si svolge in Italia, è dedicato a Giordano Bruno ed è rivolto a tutti gli alunni italiani e stranieri degli ultimi due anni di corso delle scuole secondarie pubbliche e private che studiano filosofia e, quest’anno per la prima volta, anche agli studenti delle università.  
La manifestazione, che si svolge per questa edizione il 28-29-30 aprile 2006, viene promossa in modo capillare attraverso la spedizione, entro il mese novembre, a tutte le scuole italiane e straniere del bando di concorso. Alla quinta edizione hanno preso parte 203 alunni (più una cinquantina di accompagnatori) provenienti da tutte le regioni italiane, con la partecipazione straordinaria di 45 ospiti francesi dalla Bretagna ed uno studente del Liceo Scientifico di Tunisi. Nelle edizioni già realizzate hanno preso parte complessivamente circa millequattrocento persone, provenienti da tutte le regioni d’Italia e dall’estero, che sono giunte a Nola e che hanno avuto la possibilità, oltre di “gareggiare” su Bruno, anche di conoscere ed apprezzare il rilevante patrimonio culturale e monumentale del territorio, tra cui il famoso villaggio preistorico venuto recentemente alla luce, attraverso i percorsi organizzati nelle giornate di permanenza dall’Associazione Meridies.  
E’ estremamente bello e gratificante vedere l’impegno e la grande voglia di confrontarsi ed approfondire il pensiero bruniano di centinaia di giovani provenienti da scuole di tutto il territorio nazionale e dall’estero, di conoscere i “luoghi bruniani” e di assaporare lo spirito e l’anima del Nolano, nella sua terra d’origine. Il Certame Bruniano ha inoltre il pregio di far sì che altre migliaia di giovani si possano accostare al pensiero del grande filosofo nolano, visto che la maggior parte delle scuole impegnate, effettuano selezioni tra gli alunni che, numerosi, chiedono di poter partecipare.  
La manifestazione, per tali motivi,  ha già ottenuto un grande risultato in termini culturali e formativi, oltre ad essere un appuntamento di grande rilevanza turistica e promozionale, visto che i partecipanti affollano a spese proprie gli alberghi del territorio, con un non secondario indotto economico.





 

18/02/2006  

NOLA. IL CONCORSO SI SVOLGERÀ IN APRILE

Aspiranti pensatori in gara

 

Dalla Libia e dall’Iran richieste per il Certamen bruniano


Nola. Il
Certamen bruniano supera i confini nazionali: i termini per partecipare alla gara letteraria, in programma dal 28 al 30 aprile, non sono ancora scaduti ma tra le tante adesioni già raccolte spicca già quella di una studentessa di Zurigo. A richiedere informazioni anche scuole della Libia, dell'Iran e della Francia. La presenza degli stranieri non è comunque l'unica novità del duello a colpi di penna ingaggiato dagli alunni. Quest'anno infatti a partecipare al Certamen ci saranno anche gli studenti universitari. Per loro è prevista una sezione speciale e ovviamente un premio specifico. I preparativi fervono dunque e oggi, proprio in occasione delle celebrazioni bruniane, l'iniziativa sarà ufficialmente presentata con una cerimonia che prevede la firma di un protocollo che regolerà l'organizzazione delle prossime edizioni della kermesse letteraria. L'accordo sarà firmato questa mattina nella sala consiliare del municipio di Nola. Un patto, per assicurare continuità all'evento, che sarà sottoscritto dal comune di Nola, dall'associazione Meridies, dal liceo classico «Carducci» e dall'Agenzia di sviluppo dei comuni dell'area nolana. Il protocollo d'intesa, che assegna ad ognuno dei soggetti coinvolti mansioni specifiche, sancirà anche l'impegno formale da parte dell'amministrazione comunale a stanziare fondi per il Certamen «al quale così - ha sottolineato Angelo Amato de Serpis, l'associazione che sei anni fa ebbe l'idea di organizzare la gara letteraria dedicata a Giordano Bruno - sarà garantita continuità e stabilità». ca.fu.

 


Grande successo del "VI Certame Bruniano"

Guarda l'elenco dei vincitori e le foto della premiazione

Guido del Giudice premia la vincitrice della sezione studenti stranieri Anna Beniczky.






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MINISTERO
PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI

UFFICIO CENTRALE PER I BENI LIBRARI
LE ISTITUZIONI CULTURALI E L'EDITORIA

COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI
DEL IV CENTENARIO DELLA MORTE DI GIORDANO BRUNO

CON IL PATROCINIO
DELL'ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI



ROMA - BIBLIOTECA CASANATESE
VIA S. IGNAZIO, 52
MARTEDI' 6 GIUGNO 2000, ORE 18

CERIMONIA DI APERTURA
DELLA MOSTRA STORICO-DOCUMENTARIA


 





Il catalogo della mostra pubblicato dalla 
Casa Editrice Olschki
 
 

Nel quadro della ricorrenza del quarto centenario della morte di Bruno, il Comitato    Nazionale Giordano Bruno ha promosso con il concorso di Enel e Ina Assitalia una   mostra storico documentaria che verrà inaugurata dal Ministro per i Beni e le Attività  Culturali Giovanna Melandri il 6 giugno prossimo e rimarrà aperta sino al 30 settembre.  Le prime edizioni dei libri del filosofo e frate domenicano, dal De umbris idearum Ars      memoriae alla Summa terminorum metaphysicorum, scritte nella sua peregrinatio in Europa sul finire del XVI secolo e stampate tra il 1582 e il 1609 a Parigi Londra, Wittenberg, Francoforte, Helmsted, Praga, Zurigo e Marburgo - per la prima volta riunite insieme a Roma alla Biblioteca Casanatense con prestiti da alcune tra le più importanti biblioteche europee – saranno esposte per quattro mesi nel salone monumentale della Biblioteca stessa.
In mostra documenti originali sulla vita del filosofo, sui dieci anni della sua reclusione, sui processi a Venezia e a Roma, la condanna a morte, l’iconografia del periodo nonchè l’esposizione di opere di altri autori legati al mondo di Bruno. La Casanatense, una biblioteca storica fra le più importanti d’Italia, fu fondata dal cardinale Casanate alla fine del seicento in un edificio annesso a quelle stesse mura che, nel ‘500 all’epoca di Bruno, ospitavano il più importante convento domenicano di Roma – quello di Santa Maria sopra Minerva – e dove lo stesso filosofo soggiornò.

 

Il ministro G. Melandri con T. Gregory 

Il webmaster in una delle sezioni della mostra

Bruno in una tela di T. Matania



 


Il commento di Guido del Giudice
"Io dirò la verità" ?

 

La sapienza e la giustizia cominciarono ad
 abbandonare la terra allorquando i dotti, organizzati in sette, 
cominciarono a usare la loro dottrina a scopo di lucro.
 (De immenso)


Due domenicani, l’uno di fronte all’altro, ambedue "napolitani nati e allevati sotto più benigno cielo": Giordano Bruno, accigliato, nella riproduzione in grandezza naturale del monumento di Campo de’ Fiori, deve sopportare il sorriso indulgente della statua del padrone di casa, il cardinale Gerolamo Casanate, che accoglie nella sua biblioteca i libri messi all’indice del confratello "eretico pertinace".
Non è l’unica sorpresa che riserva la cerimonia di inaugurazione, svoltasi il 6 giugno scorso a Roma, della mostra "Io dirò la verità" Giordano Bruno 1548-1600.
Torquato e Nundinio, li ricordate? I due pedanti oxoniensi della Cena delle Ceneri ? Ci sono anche loro.
Accolgono sulla porta ministri e deputati, inseguono per le sale personaggi politici, distribuiscono furtivamente solo ad autorità, parenti e amici le copie del catalogo di una mostra costata, pare, quattrocento milioni, guardando come intrusi i veri appassionati della Nolana filosofia.
E’ il trionfo della pedanteria e dell’arroganza accademica: di tutto ciò, insomma, che Bruno aveva combattuto e subìto in vita e continua a subire anche da morto.
Come la mettiamo, illustri dottori ? Ora vi interessate a Giordano Bruno, ne parlate, ma solo in termini di sponsorizzazioni per vuoti convegni, o di copie vendute dei vostri costosi libri.
Stanno per uscire, dopo quattro secoli di attesa le traduzioni italiane delle opere magiche e mnemotecniche. Chi vorrà leggerle potrà finalmente farlo: se potrà pagarsele, é ovvio.
Questo è per voi il modo giusto per far conoscere Bruno, diffondere la sua filosofia tra i giovani ? No, questo serve solamente a riempirvi le tasche, a giustificare i vostri giochi di potere, le vostre squallide beghe accademiche.
Ma non provate un po’ di vergogna, quando, agghindati come manichini in doppio petto, parlate di Giordano Bruno da quegli stessi pulpiti, alla Sorbona o ad Oxford, dai quali Egli fu scacciato e costretto a cercare in giro per l’Europa un posto dove poter vivere e pensare liberamente?
Giovanni Bovio diceva bene: "C’è un Bruno che non appartiene ai filosofi di professione, agli accademici salariati, ma è di tutti gli uomini colti o che cercano appassionatamente la verità. Noi non tollereremo che la corporazione degli accademici lo sequestri per sé."
Se veramente provate rispetto e ammirazione per questa grande anima, scendete dunque dalle vostre cattedre dorate e fate a dorso di "asino" il cammino che vi porti, a ritroso, a ritrovare le radici e il senso della Nolana filosofia.
Intanto il ministro, dopo aver recitato il suo diligente compitino, infarcito di tutti i collaudati luoghi comuni sul martire del libero pensiero, ha finalmente tagliato il nastro e si avvia, circondato da un codazzo di fotografi e cineoperatori, a visitare la mostra.
Noi lo faremo domani, quando i pedanti saranno tornati alle loro gravose (e lucrose) occupazioni. Lasciamo che stanotte, nel silenzio della sala deserta, i due domenicani di Napoli, si dicano la verità!

 Guido del Giudice           

 



   Domenica 4 Giugno 2000
Giordano Bruno, tutte le carte dell’eresia

di Tullio Gregory

«Fa meraviglia che quest’asino possa chiamarsi dottore»: così Bruno scriveva sul frontespizio di una copia fresca di stampa (1581) del Quod nihil scitur che l’autore — il portoghese Francisco Sanchez, suo collega all’Università di Tolosa, «dottore, filosofo e medico» — gli aveva regalato con una dedica altisonante: «Al chiarissimo signor Giordano Bruno dottore di teologia e filosofo acutissimo, Francisco Sanchez lo dona in segno di amicizia e di venerazione».

È questo uno dei pezzi curiosi e rari (oggi alla Biblioteca universitaria di Wroclaw) esposti nella mostra storico-documentaria su Giordano Bruno che il ministro Giovanna Melandri inaugurerà a Roma il 6 giugno prossimo, presso la Biblioteca Casanatense, promossa dal Comitato nazionale per il quarto centenario della morte di Giordano Bruno, con il contributo di Enel e di Ina-Assitalia.

Significativi e preziosi documenti — manoscritti, incisioni, stampe provenienti da ogni parte d’Europa — scandiscono l’itinerario della mostra che si articola lungo due percorsi fra loro fortemente connessi: la vita e la peregrinatio europea di Giordano Bruno, il contesto culturale e politico della seconda metà del Cinquecento.

Punti cruciali dei due percorsi: gli studi a San Domenico Maggiore a Napoli, quindi l’itinerario da Napoli a Roma fino a Venezia, sempre inseguito dalla paura di processi a suo carico relativi al periodo del noviziato napoletano; poi l’avventuroso passaggio nella Ginevra di Calvino (1579), gli anni di Tolosa e di Parigi. Qui raggiunse tale notorietà con il suo insegnamento e con i suoi scritti sull’arte della memoria che Enrico III di Valois — dice Bruno nelle dichiarazioni rese all’Inquisitore di Venezia — «mi fece chiamare un giorno, ricercandomi se la memoria che avevo e che professava, era naturale o pur per arte magica; al qual diedi sodisfazione; e con quello che li dissi e fece provare a lui medesimo, conobbe che non era per arte magica, ma per scienzia». Ma neppure a Parigi Bruno si sentiva a proprio agio, anche per la situazione politica tutt’altro che tranquilla. Del resto ai parigini si era presentato con il Candelaio (1582) in questi termini autobiografici: «l’autore, si voi lo conosceste, dirreste ch’ave una fisionomia smarrita: par che sempre sii in contemplazione delle pene dell’inferno, par sii stato alla pressa come le barrette: un che ride sol per far comme fan gli altri: per il più lo vedrete fastidito, restio e bizzarro: non si contenta di nulla, ritroso come un vecchio d’ottant’anni, fantastico com’un cane c’ha ricevuto mille spellicciate, pasciuto di cipolla».

Abbandonata Parigi, Bruno — «Academico di nulla Academia, detto il Fastidito» — si dirige in Inghilterra (1583) al seguito dell’ambasciatore di Francia Michel de Castelnau; ma non sfuggiva al controllo della diplomazia, se già prima che arrivasse a Londra, un dispaccio dell’ambasciatore inglese a Parigi indirizzato al Primo segretario del Regno Francis Walsingham informava: «il dottor Giordano Bruno Nolano, professore di filosofia, ha deciso di venire in Inghilterra: non raccomando la sua religione».

A Oxford Bruno entrò subito in urto con autorevoli dottori, da lui qualificati «pulcini entro la stoppa» e «maiali», sicché dovette abbandonare l’insegnamento, malgrado la protezione degli ambienti di Elisabetta. Tuttavia il periodo inglese è nella vita di Bruno fondamentale: a Londra infatti pubblica tutti i suoi dialoghi italiani (1584-’85), ai quali deve la sua maggiore fama (oggi ristampati in anastatica a cura di E. Canone presso Olschki, e godibili, con amplissimo commento, in moderna edizione, nei Meridiani di Mondadori, per cura di M. Ciliberto). La mostra espone gli originali e, per la Cena de le Ceneri, l’esemplare della Trivulziana di Milano, l’unico di una tiratura che presenta interventi di Bruno per modificare la seconda parte del secondo dialogo e il principio del terzo. Qui, nei dialoghi italiani, tutti i grandi temi della filosofia bruniana: l’infinità dell’universo popolato di infiniti mondi, luogo dove i contrari si oppongono e si unificano, infinito disteso nel tempo e nello spazio, ontologicamente distinto dall’infinito in un atto solo, Dio, che a esso tuttavia si intrinseca; universo che tutto da sé genera per l’azione di quel fonte delle forme che è l’anima del mondo, natura efficiente che nulla pone fuori di sé, e nella quale si risolvono gli esseri molteplici, «volti labili» di uno immobile, perseverante ed eterno essere».

In questo orizzonte, i temi dell’eterna vicissitudine, dell’eroico furore, della critica al cristianesimo, della riforma morale e religiosa.

La peregrinatio bruniana riprende dopo il soggiorno inglese: la mostra, con costanti riferimenti all’ambiente culturale e politico, segue il Nolano a Parigi, poi nei suoi vari — e per alcuni aspetti felici — soggiorni in Germania fra Magonza e Marburgo, Wittenberg e Francoforte. Qui scrive alcune delle sue opere maggiori, presentate nelle stampe originali: centrali per il pensiero di Bruno il De triplici minimo et mensura, il De innumerabilibus, immenso et infigurabili e il De imaginum signorum et idearum compositione, tutti pubblicati a Francoforte nel 1591 e ora ristampati in anastatica dall’editore Agorà di La Spezia. Agli anni passati in Germania risalgono alcuni dei rarissimi manoscritti bruniani su cui la mostra si sofferma: come la xilografia dell’assedio di Nola (città natale di Bruno) da parte di Annibale, oggi alla Lutherhalle di Wittenberg, sul retro della quale l’8 marzo 1588 Bruno scriveva: «Salomon et Pythagoras / Quid est quod est? / Ipsum quod fuit. / Quid est quod fuit? / Ipsum quod est. / Nihil sub sole novum». Testo al quale Bruno teneva assai, se lo aveva scritto qualche tempo prima nell’Album amicorum di Hans von Warnsdorf (oggi alla Biblioteca di Stoccarda), tornandovi sopra con insistenza nelle sue opere. Così già nel De la causa, principio et uno: «Questo lo ha possuto intendere Pitagora, che non teme la morte ma aspetta la mutazione: ... questo lo ha inteso Salomone, che dice non esser cosa nova sotto il sole: ma quel che è, fu già prima».

Al periodo tedesco risalgono anche gli scritti magici di Bruno, parte non marginale della "nolana filosofia": ove la magia si propone come conoscenza dei segreti della natura e come tale capace di produrre opere che gli incolti ritengono miracolose. Scienza, la magia, coglie «il punto dell’unione» al di là dei contrari e degli opposti.

Nel corso del 1591 Bruno rientra in Italia e — dopo un breve soggiorno a Padova — si stabilisce a Venezia in casa di Giovanni Mocenigo che l’aveva invitato perché gli insegnasse l’arte della memoria: ma dopo poco tempo, il suo ospite, insoddisfatto delle lezioni e temendo che Bruno lo abbandonasse, lo denunciò all’Inquisizione. I documenti esposti nella mostra, che mettono a frutto le decisive ricerche di Luigi Firpo, suscitano forte emozione: gli atti manoscritti del processo dell’Inquisizione a Venezia, prestati dall’Archivio di Stato di quella città, poi gli atti del processo romano, generosamente prestati dall’Archivio dell’ex Sant’Uffizio, tutti logorati dal tempo e dagli inchiostri, ma di rara efficacia testimoniale. La mostra li presenta al termine di una sequenza di bandi e condanne del Sant’Uffizio negli anni del processo di Bruno. Della proclamazione della sentenza nel palazzo del cardinale Madruzzi, presso la chiesa di Santa Agnese in Piazza Navona, l’8 febbraio 1600, ha lasciato una cruda testimonianza Kaspar Schoppe che era presente, in una lettera del 17 febbraio (giorno del rogo), qui esposta: la Chiesa condannava Bruno come eretico impenitente, lo degradava, lo consegnava al braccio secolare; il filosofo nolano — scrive Schoppe — ascoltata la sentenza, con volto minaccioso, disse: «Forse voi pronunciate la sentenza contro di me con più paura di quella che io provi nel riceverla».

Altro contributo non marginale di questa mostra — che per la prima volta mette a contatto il largo pubblico con documenti di rara importanza — è la ricostruzione della storia dell’iconografia bruniana: dal ritratto immaginario creato da un incisore tedesco per la rivista «Neue Bibliothek» del 1715, più volte ripreso, fino ai bozzetti della celebre — e al tempo fortemente contrastata dalla Curia — statua di Bruno di Ettore Ferrari in campo de’ Fiori a Roma, e ad altre ideali raffigurazioni del filosofo nolano, firmate da artisti contemporanei.

Biblioteca Casanatense (via Sant’Ignazio, 52 - Roma), fino al 30 settembre. Orario: dal martedì al sabato 10.00-13.00/15.00-18.00; lunedì e domenica 10.00-13.00. In agosto solo al mattino. Manifesto di C. Lorenzetti. Catalogo pubblicato da L. Olschki.


 


 

 

  Mercoledì 7 Giugno 2000
Mostre/Alla Biblioteca Casanatense
Giordano Bruno
nella stanza del rogo

di LUIGI VACCARI


I MANOSCRITTI, pubblicati e non pubblicati, che per la maggior parte provengono dalle biblioteche delle Università tedesche. Le stampe originali di tutte le opere: sia latine sia volgari. I reperti, «tanto rari quanto preziosissimi»: dai codici di Erlangen, di Augsburg, di Jena ai documenti della fase veneta del processo, conservati nell'Archivio di Stato di Venezia, e della più lunga fase romana, conservati nell'archivio dell'ex Sant'Uffizio: deposizioni, minute, verbali che, esposti nella loro materialità, di carte anche bucate dall'inchiostro e ormai invecchiate, restituiscono una realtà più viva di quella offerta dalla stampa moderna. Una notevole serie di testimonianze. Il tutto radunato e proposto insieme per la prima volta. (E di alcuni testi esistono soltanto una o due copie al mondo). Giordano Bruno, il filosofo e frate domenicano nato a Nola nel 1548, condannato a morte dalla Chiesa cattolica per eresia e il 17 febbraio 1600 arso vivo a Roma, in piazza Campo de' Fiori, rivive nella Mostra storico-documentaria "Io dirò la verità", promossa dal Comitato Nazionale per le sue Celebrazioni, nel quarto centenario della morte, con il concorso di Enel e Ina Assitalia, e il patrocinio dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

L'esposizione è stata inaugurata, nel pomeriggio di ieri, alla Biblioteca Casanatense dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Giovanna Melandri e resterà aperta fino al 30 settembre. «La Mostra», spiega Michele Ciliberto, storico della Filosofia e presidente del Comitato, «ambisce ad avere un significato didattico nel senso più alto del termine, dando un contributo di prima mano e rigorosamente fondato a una conoscenza sia dell'opera del più significativo pensatore del tardo Rinascimento, e uno dei grandi "novatori" della prima età moderna, sia della società nella quale egli visse fino alla morte sul rogo del quale il giornale dell'Arciconfraternita di San Giovanni Decollato dà una tragica testimonianza».

Paola Gregory, architetto, ha costruito, nell'enorme Salone della prestigiosa Biblioteca storica, un percorso su due livelli. Ha utilizzato le tradizionali bacheche ottocentesche della Casanatense per proporre gli originali dei materiali documentari, alternati con pannelli esplicativi che contestualizzano e illuminano gli oggetti esposti ricostruendo l'ambiente politico-culturale e sociale della seconda metà del Cinquecento, legato alle tappe della peregrinatio in Europa di Bruno. Inserita in questo contesto europeo, la Gregory ha creato una zona centrale, sopraelevata, nella quale è possibile seguire più da vicino l'attività di scrittore del filosofo. E osservare le prime edizioni dei suoi libri: dal De umbris idearum e Ars memoriae alla Summa terminorum metaphysicorum, scritte sul finire del XVI Secolo e stampate fra il 1582 e il 1609. Fino all'ingresso finale nella stanza del rogo, dove "Io dirò la verità" si chiude con alcuni momenti tragici della nascita del pensiero moderno: i manifesti originali del Sant'Uffizio con i quali sono messe all'indice le opere del nolano e di Tommaso Campanella; i bandi che proibiscono la lettura del De revolutionibus di Nicola Copernico e del Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo Galilei. E manifesti e bandi dànno anch'essi una dimensione di storia reale, quasi materiale.

E' stata anche ricostruita la vicenda della iconografia bruniana. Non esiste alcuna raffigurazione delle effettive sembianze del frate domenicano (che decise di deporre l'abito nel 1576). Un ritratto, «come carattere dell'uomo, con qualche notazione relativa all'aspetto», si può delineare dai suoi libri e dalla documentazione processuale, in particolare da quella relativa alla fase veneta. La Mostra si affida a un'incisione del primo Settecento, pubblicata dalla rivista tedesca Neue Bibliothek e resa famosa dalle modificazioni fatte nel 1824; ai tanti bozzetti esistenti; ad alcuni particolari della statua di Ettore Ferrari a Campo de' Fiori, colti con efficacia fotografica moderna; ad altri artisti contemporanei che hanno riflettuto sull'immagine di Giordano Bruno.

Per concludere. "Io dirò la verità", non trascurando rigorosissimi criteri scientifici, elimina ogni discorso criptico e ogni tecnicismo, ribadisce Ciliberto. L'ambizione è che i visitatori e le scolaresche (che alla Casanatense, diretta da Angela Cavarra, si augurano affluiranno numerose) possano cogliere, oltre i tanti miti, «il volto effettivo della personalità e dell'opera del più significativo pensatore del tardo Rinascimento».





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