Le celebrazioni del 17
febbraio, mai come quest’anno, hanno rispecchiato lo squallore
dell’attuale panorama Bruniano.
Voglio illudermi che le mie
denunce comincino a servire a qualcosa, se perfino
Aldo Masullo, sul Mattino di Napoli,
denuncia "le piccole invidie e le beghe dei vanitosi", di cui
lui è stato finora il leader. Masullo forse dimentica che di
questi omaggi festaioli in Campania fino ad oggi è stato
protagonista onnipresente. Ora favoleggia di "iniziative precise
e costruttive" per portare la cultura Nolana all’attenzione del
mondo. Ha mai sentito parlare del mio sito, senatore? Ma certo
che lo conosce! E ne conosce anche l’importanza e il seguito a
livello planetario. Ma l’ha sempre guardato con sufficienza, da
sempre refrattario a qualsiasi novità interpretativa e
colpevolmente omissivo e censorio nei confronti di qualunque
nuova voce che potesse oscurare la sua. Non parlerà forse così
perché quest’anno la sua Nola ha preferito invitare Michele
Ciliberto anziché lei?
Ciliberto che, nel suo solito
stile, si è defilato all’ultimo minuto con una telefonata della
sua segretaria ad uno stupito Aniello Montano: Di che ti
meravigli, Aniello? Hai forse dimenticato quando fece la stessa
cosa in occasione della presentazione del mio libro e, con
l’aria di chi la sa lunga, mi dicesti: sapevo che non sarebbe
venuto?
I miei corrispondenti mi raccontano che gli indignati organizzatori della “Cena-spettacolo”,
con un biglietto del treno pagato in mano, si chiedevano
dubbiosi: "Forse voleva dei soldi?". Ma non hanno ancora capito
che la Lince, li considera “rospetti che saltellano nello
stagno”? Non basta uniformarsi supinamente ai suoi diktat per
guadagnare la sua stima.
Mi riferisce l’amico
Felice Storti che Michele Mezza,
invitato alla manifestazione di Montella, avrebbe più o meno
risposto, con tono sprezzante: “E come vengo lì a cavallo o con
la carretta?”. Giustamente risentita e salace la replica
dell’artista irpino: “La prossima volta ti veniamo a prendere in
carrozza!” Dimentica forse il “presidente dimissionario” che il
Nolano, che lui dovrebbe rappresentare, , ha girato l’Europa
intera a dorso di mulo? Del resto, con quello che è rimasto
nelle casse della Fondazione, non credo che possa permettersi di
più!
Il comune di Nola riesce a
scendere ancora un gradino più in basso, inviando a Campo de’
fiori l'assessore alla Cultura, Maria Grazia De Lucia, brava
donna, per carità, ma che perpetua, col suo intervento, la
tradizione di remissiva subalternità di un’istituzione che
dovrebbe gestire da protagonista, e non subire da comprimaria,
le celebrazioni del suo illustre concittadino. Sul sito
dell'Associazione libero pensiero, che ha organizzato l'evento,
ci sono i video di tutti gli interventi, tranne quello della De
Lucia!
Sulle “comparsate” degli altri
pedantucoli in teatri da sottoscala, cantine, trattorie etc.,
preferisco stendere un velo pietoso. Ho già fustigato abbastanza
le abitudini di questi meschini personaggi. Sono gli stessi che
fingono di non conoscere i miei libri e poi li scopiazzano, di
non visitare il mio sito web e poi ne saccheggiano i materiali,
“dimenticando” sistematicamente di citare la fonte. Fino a poco
tempo fa consideravano le mie intuizioni “ipotesi fantasiose”.
Ora sono diventate supporto dei loro articoli e libri, privi
come sono di qualsiasi originalità.
Guido del Giudice
17/02/2010
Nola La ricorrenza, la polemica
Giordano Bruno
Anniversario senza fondazione
Il presidente
dimissionario: La verità è che del pensatore non importa più ad
alcuno.
Dimenticato. Lui che morì sul rogo per aver difeso la libertà di
pensiero. Era il 17 febbraio del 1600 e Giordano Bruno fu condannato
al rogo dal Sant'uffizio dell'Inquisizione, arso vivo nella piazza
di Campo de'fiori a Roma. A 410 anni dalla sua morte, nella sua
città, stenta a decollare l’unico progetto dedicato al Nolano, la
Fondazione internazionale Giordano Bruno. La Regione, che fece
nascere l'organismo dalle ceneri di altre due esperienze
fallimentari come il parco letterario e la fondazione comunale, ha
chiuso i rubinetti delle risorse. E il Cda si è dimesso senza che si
parli di rinnovo. Il Comune di Nola ha aderito all'istituzione un
paio di settimane fa, sanando il ritardo di un anno, ma non ha
ancora registrato l'atto. La Provincia di Napoli, che pure da
statuto dovrebbe far parte della Fondazione, dopo la disponibilità
dichiarata dal presidente dell'epoca non ha mai provveduto a
formalizzarne l'ingresso attraverso una delibera di consiglio:
l'attuale guida dell'ente di Palazzo Matteotti, Luigi Cesaro, però
assicura di «volerne entrare a far parte». Infine Michele Mezza il
presidente dimissionario di un Cda al quale ormai spettano solo
funzioni di ordinaria amministrazione dichiara: «La verità è che
Giordano Bruno ed il rilancio della sua opera non sono più una
priorità per nessuno. In queste condizioni si chiude, si smobilita».
Come se non bastasse, su tutto si agita lo spettro della perdita dei
fondi che la Regione, nell'ambito dei 21 milioni di euro stanziati
per rilanciare il patrimonio culturale dell'area nolana, ha
destinato al restauro del Castello di Cicala, eletto a casa ideale
del pensatore nato proprio sull'omonima collina. La moribonda
Fondazione internazionale avrebbe dovuto assumere il ruolo di
soggetto gestore degli interventi ma anche questa, viste le
premesse, rischia di diventare una missione impossibile. Oggi
dunque, l'ennesima celebrazione «obbligata» a Giordano Bruno. Ma
quello che il suo nome ed il valore della sua opera avrebbero potuto
significare per Nola resta affidato alla memoria di pochi,
impenitenti nolani (proprio come fu il monaco che morì affermando:
Non mi pento, non so di cosa debba pentirmi) che si mobilitano
nonostante l’oblio in cui per tutto l’anno il filosofo viene tenuto.
Come è accaduto ieri, con «La Cena delle Ceneri» organizzata
dall’associazione Giordano Bruno presieduta da Paolino Fusco che ha
ripercorso in chiave gastronomico-culturale il pensiero del
filosofo. Ma oggi, dunque, come ogni anno il Comune invierà una
delegazione, stavolta guidata dall’assessore alla cultura Maria
Grazia De Lucia, a Roma, in Campo de’ Fiori, per deporre una corona
d’alloro ai piedi della statua del filosofo.
Carmen Fusco Nola.
Nel giorno dell’anniversario del rogo di Giordano Bruno in mattinata
è fissata la cerimonia davanti alla statua del filosofo. Sempre oggi
dalle 17 nella sala convegni del Museo archeologico si terrà
l’incontro dal tema «Bruno e le Arti», promosso dall’associazione
Bruno, con il patrocinio del Comune, cui prenderanno parte Michele
Ciliberto, ordinario di Storia e Filosofia Moderna e contemporanea
della Scuola normale di Pisa, il regista Giuliano Montaldo e Aniello
Montano, ordinario di Storia e Filosofia dell’università di Salerno.
Alle 19.20, nella Chiesa dei santi Apostoli, Ciro Ruoppo, Antonio
Scibelli e Peppino Miccio, nei panni rispettivamente di Giordano
Bruno, dell’Inquisitore e del professore di Oxford, interpreteranno
dei passi – scelti, elaborati ed attualizzati da Luigi Conventi –
tratti da La Cena de le Ceneri, con la collaborazione
dell’associazione Amici del Marciapiede.
Il filosofo «In
un’epoca di viltà insegna il coraggio»
Masullo: un grande pensiero non si misura sulla vicinanza nel
tempo.
«Le sue sfortune quotidiane e soprattutto quelle che si registrano
nel fallimento delle varie manifestazioni che si possono costruire
nel ricordo di lui, in qualche modo onorano Giordano Bruno più di
quanto non possa sembrare»: nolano e filosofo, proprio come l'autore
degli Eroici furori, Aldo Masullo la pensa così. Professore, in che
senso i fallimenti onorano il Nolano? «Il suo pensiero e la sua
cultura non possono essere glorificati dal ricordo spesso formale,
fatto più di omaggi festaioli che non di sostanziali tentativi di
comprensione da parte degli uomini del nostro tempo. Giordano Bruno,
così come fanno tanti studiosi, lo celebro nel mio cuore». Cosa
dovrebbe fare Nola? «Nola, come del resto quasi tutti i centri della
nostra regione e dell'Italia meridionale, dovrebbe essere capace di
uscire fuori dalle logiche delle piccole indivie e delle beghe, dei
conflitti locali e della vanità di questa o quella persona. Bisogna
guardare in largo e, naturalmente, riuscire a costruire non tanto
una estemporanea occasione di festa ma un serio lavoro di iniziative
non clamorose ma precise e costruttive per portare all'attenzione
del mondo, se mai ce ne fosse bisogno, la cultura e l'opera del
filosofo». Qual è l'attualità del pensiero bruniano? «Il valore di
un pensiero non ha misura di tempo, nel senso che le epoche
cambiano, che i problemi sono diversi e che pure la forma della
cultura cambia. Basti pensare che la nostra è l'epoca della
tecnologia trionfante mentre quella di Bruno era quella della magia.
Un grande pensiero non può essere misurato in base alla sua
vicinanza allo stile del tempo d'altronde anche le grandi invenzioni
sono tali perché sono avvenute una volta per sempre. Giordano Bruno
però una cosa ancora oggi ce la insegna: per essere vicini alla
verità bisogna avere coraggio, non bisogna perseguire il proprio
utile personale. Occorre invece obbedire al comando della mente. In
un’epoca di viltà la sua figura insegna che ciò che rende uomo
l'uomo è il coraggio». ca.fu.
Il rogo di Giordano Bruno due scene per un' eresia
Repubblica — 17 febbraio 2010 pagina 13 sezione: TORINO
IL 17 febbraio del 1600 fu bruciato sul rogo come eretico il
filosofo Giordano Bruno. Figura esemplare di libero pensatore, per
questo trucidato. Al pensiero, ai tanti libri, alla vita di Giordano
Bruno due compagnie teatrali hanno dedicato una coppia di pièces, l'
una ormai rodata, l' altra in anteprima assoluta: sono Assemblea
Teatro con "L' ultima notte di Giordano Bruno" e TeatroInRivolta con
"Sloj Machine", la prima alla Cavallerizza Reale da oggi a sabato,
la seconda per ora solo oggi alle 21 al Teatro Gobetti a ingresso
libero; entrambi i lavori fruiscono della collaborazione della
Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, il cui
coordinatore, Tullio Monti, partecipa oggi al Gobetti e da domani a
sabato ai dibattiti che introducono o seguono gli allestimenti.
Assemblea Teatro, per sottolineare il soffocamento di una voce fuori
dal coro, aveva inizialmente incorniciato il suo Giordano Bruno
(incarnato dal bravo Giovanni Boni, che recita con Marco Pejrolo e
Paolo Sicco) sottoterra, nella Miniera Paola di Prali; poi lo
spettacolo, scritto da Renzo Sicco che lo ha diretto con Lino
Spadaro, ha preso il volo, annoverando decine di repliche in ogni
dove. Lucia Falco del TeatroInRivolta firma drammaturgia e regia di
un testo che ha affidato a Marcello Serafino (sul palco insieme a
Giovanna Ducco), metaforicamente prigioniero di una mente che ha
travalicato il proprio tempo oscuro: in scena il filosofo sopra una
gabbia, con i piedi ancorati al suolo e la testa verso l' infinito;
"Sloj Machine" è un atto unico, straniante e crudele, plasmato sul
continuo cambiamento di stati d' animo del protagonista: gli
interpreti sono al contempo vittime e carnefici, anima e corpo hanno
una medesima sostanza carnale; dopo il debutto si svolge un incontro
con Nuccio Ordine, professore di Letteratura Italiana all'
Università di Calabria e noto studioso dell' opera di Giordano
Bruno, Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all'
Università di Milano e il sunnominato Tullio Monti. Entrambi gli
allestimenti evidenziano come gli intolleranti punissero le idee con
la tortura e la morte. In passato. E adesso?
MAURA SESIA
Omaggio a Giordano Bruno a 410 anni dalla sua morte
Repubblica — 17 febbraio 2010 pagina 19 sezione: BARI
Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno moriva sul rogo in Campo de'
Fiori a Roma perché eretico. A 410 anni da quella vicenda, divenuta
simbolo della forza del pensiero filosofico contro i dogmi
religiosi, Bruno viene ricordato con una serata a lui intitolata
alle 17,30 da "Angelus Novus" di Bari. L' evento raccoglie un gruppo
di associazioni che hanno invitato il filologo Mario Geymonat a
tracciare un ritratto di Bruno. Con lui ne discutono Vittorio Pesce
Delfino, Peter Zeller e Andrea Catone. Modera Luciano Sechi. A
seguire c' è la presentazione di una recente intervista a Umberto
Veronesi; si chiude con la proiezione del film "Giordano Bruno" di
Giuliano Montaldo, lavoro del 1973 con Gian Maria Volontè. Ingresso
libero.
Omaggio a Giordano Bruno nell'anniversario della morte
Repubblica — 17 febbraio 2010 pagina 15 sezione: NAPOLI
In una sua celebre opera tratteggiava la querelle a cena con lo
scrittore Fulke Greville, una sera del "mercoledì delle Ceneri"
nella Londra di fine Cinquecento. Quest'anno l'anniversario della
sua morte coinciderà proprio con il primo giorno della Quaresima: il
17 febbraio del 1600, quattrocentodieci anni fa, veniva arso vivo
sul rogo dell'Inquisizione Giordano Bruno, pensatore rivoluzionario
e uomo di grande audacia intellettuale che, con le sue idee allora
considerate eversive, gettò le basi del pensiero moderno. Al "nolano",
come fieramente amava definirsi, l'Irpinia renderà omaggio nella
giornata di oggi con una serie di eventi commemorativi a Nola e
Montella. Si svolgerà nella città natale del filosofo la terza
edizione della "Giornata bruniana", che avrà inizio alle 10 nella
piazza intitolata proprio a Giordano Bruno con la deposizione di una
corona d'alloro alla base del monumento del filosofo. Saranno
presenti il sindaco Geremia Biancardi, rappresentanti delle
istituzioni locali e studenti delle scuole superiori cittadine.
Simbolicamente lo stesso gesto sarà ripetuto nel pomeriggio nel
luogo del martirio, in Campo dei Fiori a Roma, nella manifestazione
celebrativa "Il valore laico della libertà" promossa
dall'associazione nazionale "Libero Pensiero Giordano Bruno", a cui
prenderà parte anche l'assessore alla Cultura di Nola, Maria Grazia
De Lucia. In omaggio al pensiero di Bruno, alle 11 la pro loco
"Nola, città d'arte" inaugurerà in vicolo Duomo una lapide
intitolata allo studioso bruniano Vincenzo Spampanato e alle 17 il
Museo archeologico ospiterà il convegno "Bruno e le Arti", a cui
parteciperanno il regista Giuliano Montaldo, che nel 1973 diresse un
film sulla vita del filosofo interpretato da Gian Maria Volontè,
Michele Ciliberto, ordinario di Storia e filosofia alla Normale di
Pisa e Aniello Montano, docente di Storia e filosofia all'università
di Salerno. Le manifestazioni nolane termineranno in serata, con la
rappresentazione di dialoghi tratti dall'opera "La cena de le
ceneri" nella chiesa dei Santissimi Apostoli, ma la figura di
Giordano Bruno sarà ricordata oggi anche nel comune di Montella.
Qui le "Celebrazioni bruniane" - in collaborazione con la sezione di
Castelfranci dell'associazione nazionale "Libero Pensiero Giordano
Bruno", la Fondazione "Giordano Bruno" di Nola, il comune di Bagnoli
Irpino e gli istituti superiori di Montella e dei comuni limitrofi -
avranno inizio alle 9 in piazza Sebastiano Bartoli, ai piedi del
busto del filosofo, per proseguire alle 10.30 presso il liceo
"Roberto D'Aquino" con un convegno dedicato al martire del libero
pensiero.
(claudia de simini)