17 febbraio 2010:
Che squallore!

  • Le celebrazioni del 17 febbraio, mai come quest’anno, hanno rispecchiato lo squallore dell’attuale panorama Bruniano.

  • Voglio illudermi che le mie denunce comincino a servire a qualcosa, se perfino Aldo Masullo, sul Mattino di Napoli, denuncia "le piccole invidie e le beghe dei vanitosi", di cui lui è stato finora il leader. Masullo forse dimentica che di questi omaggi festaioli in Campania fino ad oggi è stato protagonista onnipresente. Ora favoleggia di "iniziative precise e costruttive" per portare la cultura Nolana all’attenzione del mondo. Ha mai sentito parlare del mio sito, senatore? Ma certo che lo conosce! E ne conosce anche l’importanza e il seguito a livello planetario. Ma l’ha sempre guardato con sufficienza, da sempre refrattario a qualsiasi novità interpretativa e colpevolmente omissivo e censorio nei confronti di qualunque nuova voce che potesse oscurare la sua. Non parlerà forse così perché quest’anno la sua Nola ha preferito invitare Michele Ciliberto anziché lei?

  • Ciliberto che, nel suo solito stile, si è defilato all’ultimo minuto con una telefonata della sua segretaria ad uno stupito Aniello Montano: Di che ti meravigli, Aniello? Hai forse dimenticato quando fece la stessa cosa in occasione della presentazione del mio libro e, con l’aria di chi la sa lunga, mi dicesti: sapevo che non sarebbe venuto?
    I miei corrispondenti mi raccontano che gli indignati organizzatori della “Cena-spettacolo”, con un biglietto del treno pagato in mano, si chiedevano dubbiosi: "Forse voleva dei soldi?". Ma non hanno ancora capito che la Lince, li considera “rospetti che saltellano nello stagno”? Non basta uniformarsi supinamente ai suoi diktat per guadagnare la sua stima.

  • Mi riferisce l’amico Felice Storti che Michele Mezza, invitato alla manifestazione di Montella, avrebbe più o meno risposto, con tono sprezzante: “E come vengo lì a cavallo o con la carretta?”. Giustamente risentita e salace la replica dell’artista irpino: “La prossima volta ti veniamo a prendere in carrozza!” Dimentica forse il “presidente dimissionario” che il Nolano, che lui dovrebbe rappresentare, , ha girato l’Europa intera a dorso di mulo? Del resto, con quello che è rimasto nelle casse della Fondazione, non credo che possa permettersi di più!

  • Il comune di Nola riesce a scendere ancora un gradino più in basso, inviando a Campo de’ fiori l'assessore alla Cultura, Maria Grazia De Lucia, brava donna, per carità, ma che perpetua, col suo intervento, la tradizione di remissiva subalternità di un’istituzione che dovrebbe gestire da protagonista, e non subire da comprimaria, le celebrazioni del suo illustre concittadino. Sul sito dell'Associazione libero pensiero, che ha organizzato l'evento, ci sono i video di tutti gli interventi, tranne quello della De Lucia!

  • Sulle “comparsate” degli altri pedantucoli in teatri da sottoscala, cantine, trattorie etc., preferisco stendere un velo pietoso. Ho già fustigato abbastanza le abitudini di questi meschini personaggi. Sono gli stessi che fingono di non conoscere i miei libri e poi li scopiazzano, di non visitare il mio sito web e poi ne saccheggiano i materiali, “dimenticando” sistematicamente di citare la fonte. Fino a poco tempo fa consideravano le mie intuizioni “ipotesi fantasiose”. Ora sono diventate supporto dei loro articoli e libri, privi come sono di qualsiasi originalità.
     

Guido del Giudice



 

17/02/2010
Nola La ricorrenza, la polemica
Giordano Bruno
Anniversario senza fondazione


 

Il presidente dimissionario: La verità è che del pensatore non importa più ad alcuno. 

Dimenticato. Lui che morì sul rogo per aver difeso la libertà di pensiero. Era il 17 febbraio del 1600 e Giordano Bruno fu condannato al rogo dal Sant'uffizio dell'Inquisizione, arso vivo nella piazza di Campo de'fiori a Roma. A 410 anni dalla sua morte, nella sua città, stenta a decollare l’unico progetto dedicato al Nolano, la Fondazione internazionale Giordano Bruno. La Regione, che fece nascere l'organismo dalle ceneri di altre due esperienze fallimentari come il parco letterario e la fondazione comunale, ha chiuso i rubinetti delle risorse. E il Cda si è dimesso senza che si parli di rinnovo. Il Comune di Nola ha aderito all'istituzione un paio di settimane fa, sanando il ritardo di un anno, ma non ha ancora registrato l'atto. La Provincia di Napoli, che pure da statuto dovrebbe far parte della Fondazione, dopo la disponibilità dichiarata dal presidente dell'epoca non ha mai provveduto a formalizzarne l'ingresso attraverso una delibera di consiglio: l'attuale guida dell'ente di Palazzo Matteotti, Luigi Cesaro, però assicura di «volerne entrare a far parte». Infine Michele Mezza il presidente dimissionario di un Cda al quale ormai spettano solo funzioni di ordinaria amministrazione dichiara: «La verità è che Giordano Bruno ed il rilancio della sua opera non sono più una priorità per nessuno. In queste condizioni si chiude, si smobilita». Come se non bastasse, su tutto si agita lo spettro della perdita dei fondi che la Regione, nell'ambito dei 21 milioni di euro stanziati per rilanciare il patrimonio culturale dell'area nolana, ha destinato al restauro del Castello di Cicala, eletto a casa ideale del pensatore nato proprio sull'omonima collina. La moribonda Fondazione internazionale avrebbe dovuto assumere il ruolo di soggetto gestore degli interventi ma anche questa, viste le premesse, rischia di diventare una missione impossibile. Oggi dunque, l'ennesima celebrazione «obbligata» a Giordano Bruno. Ma quello che il suo nome ed il valore della sua opera avrebbero potuto significare per Nola resta affidato alla memoria di pochi, impenitenti nolani (proprio come fu il monaco che morì affermando: Non mi pento, non so di cosa debba pentirmi) che si mobilitano nonostante l’oblio in cui per tutto l’anno il filosofo viene tenuto. Come è accaduto ieri, con «La Cena delle Ceneri» organizzata dall’associazione Giordano Bruno presieduta da Paolino Fusco che ha ripercorso in chiave gastronomico-culturale il pensiero del filosofo. Ma oggi, dunque, come ogni anno il Comune invierà una delegazione, stavolta guidata dall’assessore alla cultura Maria Grazia De Lucia, a Roma, in Campo de’ Fiori, per deporre una corona d’alloro ai piedi della statua del filosofo.  

Carmen Fusco Nola.


Nel giorno dell’anniversario del rogo di Giordano Bruno in mattinata è fissata la cerimonia davanti alla statua del filosofo. Sempre oggi dalle 17 nella sala convegni del Museo archeologico si terrà l’incontro dal tema «Bruno e le Arti», promosso dall’associazione Bruno, con il patrocinio del Comune, cui prenderanno parte Michele Ciliberto, ordinario di Storia e Filosofia Moderna e contemporanea della Scuola normale di Pisa, il regista Giuliano Montaldo e Aniello Montano, ordinario di Storia e Filosofia dell’università di Salerno. Alle 19.20, nella Chiesa dei santi Apostoli, Ciro Ruoppo, Antonio Scibelli e Peppino Miccio, nei panni rispettivamente di Giordano Bruno, dell’Inquisitore e del professore di Oxford, interpreteranno dei passi – scelti, elaborati ed attualizzati da Luigi Conventi – tratti da La Cena de le Ceneri, con la collaborazione dell’associazione Amici del Marciapiede.


Il filosofo
 «In un’epoca di viltà insegna il coraggio»
 

Masullo: un grande pensiero non si misura sulla vicinanza nel tempo. 

«Le sue sfortune quotidiane e soprattutto quelle che si registrano nel fallimento delle varie manifestazioni che si possono costruire nel ricordo di lui, in qualche modo onorano Giordano Bruno più di quanto non possa sembrare»: nolano e filosofo, proprio come l'autore degli Eroici furori, Aldo Masullo la pensa così. Professore, in che senso i fallimenti onorano il Nolano? «Il suo pensiero e la sua cultura non possono essere glorificati dal ricordo spesso formale, fatto più di omaggi festaioli che non di sostanziali tentativi di comprensione da parte degli uomini del nostro tempo. Giordano Bruno, così come fanno tanti studiosi, lo celebro nel mio cuore». Cosa dovrebbe fare Nola? «Nola, come del resto quasi tutti i centri della nostra regione e dell'Italia meridionale, dovrebbe essere capace di uscire fuori dalle logiche delle piccole indivie e delle beghe, dei conflitti locali e della vanità di questa o quella persona. Bisogna guardare in largo e, naturalmente, riuscire a costruire non tanto una estemporanea occasione di festa ma un serio lavoro di iniziative non clamorose ma precise e costruttive per portare all'attenzione del mondo, se mai ce ne fosse bisogno, la cultura e l'opera del filosofo». Qual è l'attualità del pensiero bruniano? «Il valore di un pensiero non ha misura di tempo, nel senso che le epoche cambiano, che i problemi sono diversi e che pure la forma della cultura cambia. Basti pensare che la nostra è l'epoca della tecnologia trionfante mentre quella di Bruno era quella della magia. Un grande pensiero non può essere misurato in base alla sua vicinanza allo stile del tempo d'altronde anche le grandi invenzioni sono tali perché sono avvenute una volta per sempre. Giordano Bruno però una cosa ancora oggi ce la insegna: per essere vicini alla verità bisogna avere coraggio, non bisogna perseguire il proprio utile personale. Occorre invece obbedire al comando della mente. In un’epoca di viltà la sua figura insegna che ciò che rende uomo l'uomo è il coraggio». ca.fu.


Il rogo di Giordano Bruno due scene per un' eresia

Repubblica — 17 febbraio 2010   pagina 13   sezione: TORINO

IL 17 febbraio del 1600 fu bruciato sul rogo come eretico il filosofo Giordano Bruno. Figura esemplare di libero pensatore, per questo trucidato. Al pensiero, ai tanti libri, alla vita di Giordano Bruno due compagnie teatrali hanno dedicato una coppia di pièces, l' una ormai rodata, l' altra in anteprima assoluta: sono Assemblea Teatro con "L' ultima notte di Giordano Bruno" e TeatroInRivolta con "Sloj Machine", la prima alla Cavallerizza Reale da oggi a sabato, la seconda per ora solo oggi alle 21 al Teatro Gobetti a ingresso libero; entrambi i lavori fruiscono della collaborazione della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, il cui coordinatore, Tullio Monti, partecipa oggi al Gobetti e da domani a sabato ai dibattiti che introducono o seguono gli allestimenti. Assemblea Teatro, per sottolineare il soffocamento di una voce fuori dal coro, aveva inizialmente incorniciato il suo Giordano Bruno (incarnato dal bravo Giovanni Boni, che recita con Marco Pejrolo e Paolo Sicco) sottoterra, nella Miniera Paola di Prali; poi lo spettacolo, scritto da Renzo Sicco che lo ha diretto con Lino Spadaro, ha preso il volo, annoverando decine di repliche in ogni dove. Lucia Falco del TeatroInRivolta firma drammaturgia e regia di un testo che ha affidato a Marcello Serafino (sul palco insieme a Giovanna Ducco), metaforicamente prigioniero di una mente che ha travalicato il proprio tempo oscuro: in scena il filosofo sopra una gabbia, con i piedi ancorati al suolo e la testa verso l' infinito; "Sloj Machine" è un atto unico, straniante e crudele, plasmato sul continuo cambiamento di stati d' animo del protagonista: gli interpreti sono al contempo vittime e carnefici, anima e corpo hanno una medesima sostanza carnale; dopo il debutto si svolge un incontro con Nuccio Ordine, professore di Letteratura Italiana all' Università di Calabria e noto studioso dell' opera di Giordano Bruno, Giulio Giorello, docente di Filosofia della Scienza all' Università di Milano e il sunnominato Tullio Monti. Entrambi gli allestimenti evidenziano come gli intolleranti punissero le idee con la tortura e la morte. In passato. E adesso?                      MAURA SESIA

 

Omaggio a Giordano Bruno a 410 anni dalla sua morte

Repubblica — 17 febbraio 2010   pagina 19   sezione: BARI

Il 17 febbraio del 1600 Giordano Bruno moriva sul rogo in Campo de' Fiori a Roma perché eretico. A 410 anni da quella vicenda, divenuta simbolo della forza del pensiero filosofico contro i dogmi religiosi, Bruno viene ricordato con una serata a lui intitolata alle 17,30 da "Angelus Novus" di Bari. L' evento raccoglie un gruppo di associazioni che hanno invitato il filologo Mario Geymonat a tracciare un ritratto di Bruno. Con lui ne discutono Vittorio Pesce Delfino, Peter Zeller e Andrea Catone. Modera Luciano Sechi. A seguire c' è la presentazione di una recente intervista a Umberto Veronesi; si chiude con la proiezione del film "Giordano Bruno" di Giuliano Montaldo, lavoro del 1973 con Gian Maria Volontè. Ingresso libero.

 

Omaggio a Giordano Bruno nell'anniversario della morte

Repubblica — 17 febbraio 2010   pagina 15   sezione: NAPOLI

In una sua celebre opera tratteggiava la querelle a cena con lo scrittore Fulke Greville, una sera del "mercoledì delle Ceneri" nella Londra di fine Cinquecento. Quest'anno l'anniversario della sua morte coinciderà proprio con il primo giorno della Quaresima: il 17 febbraio del 1600, quattrocentodieci anni fa, veniva arso vivo sul rogo dell'Inquisizione Giordano Bruno, pensatore rivoluzionario e uomo di grande audacia intellettuale che, con le sue idee allora considerate eversive, gettò le basi del pensiero moderno. Al "nolano", come fieramente amava definirsi, l'Irpinia renderà omaggio nella giornata di oggi con una serie di eventi commemorativi a Nola e Montella. Si svolgerà nella città natale del filosofo la terza edizione della "Giornata bruniana", che avrà inizio alle 10 nella piazza intitolata proprio a Giordano Bruno con la deposizione di una corona d'alloro alla base del monumento del filosofo. Saranno presenti il sindaco Geremia Biancardi, rappresentanti delle istituzioni locali e studenti delle scuole superiori cittadine. Simbolicamente lo stesso gesto sarà ripetuto nel pomeriggio nel luogo del martirio, in Campo dei Fiori a Roma, nella manifestazione celebrativa "Il valore laico della libertà" promossa dall'associazione nazionale "Libero Pensiero Giordano Bruno", a cui prenderà parte anche l'assessore alla Cultura di Nola, Maria Grazia De Lucia. In omaggio al pensiero di Bruno, alle 11 la pro loco "Nola, città d'arte" inaugurerà in vicolo Duomo una lapide intitolata allo studioso bruniano Vincenzo Spampanato e alle 17 il Museo archeologico ospiterà il convegno "Bruno e le Arti", a cui parteciperanno il regista Giuliano Montaldo, che nel 1973 diresse un film sulla vita del filosofo interpretato da Gian Maria Volontè, Michele Ciliberto, ordinario di Storia e filosofia alla Normale di Pisa e Aniello Montano, docente di Storia e filosofia all'università di Salerno. Le manifestazioni nolane termineranno in serata, con la rappresentazione di dialoghi tratti dall'opera "La cena de le ceneri" nella chiesa dei Santissimi Apostoli, ma la figura di Giordano Bruno sarà ricordata oggi anche nel comune di Montella. Qui le "Celebrazioni bruniane" - in collaborazione con la sezione di Castelfranci dell'associazione nazionale "Libero Pensiero Giordano Bruno", la Fondazione "Giordano Bruno" di Nola, il comune di Bagnoli Irpino e gli istituti superiori di Montella e dei comuni limitrofi - avranno inizio alle 9 in piazza Sebastiano Bartoli, ai piedi del busto del filosofo, per proseguire alle 10.30 presso il liceo "Roberto D'Aquino" con un convegno dedicato al martire del libero pensiero.                      (claudia de simini)


Guarda il video della cerimonia
 




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