Eugenio Canone lavora all'Istituto del Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle idee del C. N. R.. Studioso della cultura filosofica del Rinascimento e dell'età moderna, ha pubblicato numerosi lavori sulla vita, il pensiero e la fortuna di Giordano Bruno. 
E' condirettore della rivista "Bruniana & Campanelliana" e Dell' Enciclopedia bruniana e camapanelliana. Ha curato l'organizzazione delle Letture bruniane. Tra i suoi recenti lavori sono da ricordare l'edizione dello Spaccio della bestia trionfante (Milano, 2000) e il volume Il dorso e il grembo dell'eterno. Percorsi della filosofia di Giordano Bruno (Pisa-Roma, 2003).

Eugenio Canone
Magia dei contrari. Cinque studi su Giordano Bruno

Edizioni dell'Ateneo, Roma, 2005
pp. 132 con figg. in bianco/nero
Prezzo: EUR 28,00      

ISBN: 88-8476-102-6


Giordano Bruno può considerarsi il più enigmatico pensatore del Rinascimento italiano ed europeo. Vissuto in un'età di crisi e di profondi cambiamenti sul piano filosofico, scientifico, etico-religioso e politico, Bruno è uno dei grandi "novatori" della prima età moderna. Fulcro della sua cosmologia è l'adesione alla teoria copernicana in una radicale prospettiva infinitista, con la concezione di un universo infinito, senza alcun centro ed omogeneo nella sua realtà materiale e spaziale, popolato di una infinita pluralità di mondi. Concezione che, dai contemporanei e fino ad oggi, viene avvertita come eversiva per la metafisica e l'etica. Il presente volume raccoglie degli studi che affrontano a livelli diversi la questione dei contrari nell'opera del filosofo nolano, con  riferimento al mondo naturale nonchè al mondo morale e simbolico-mentale dell'uomo. Per Bruno il segreto dell'arte della natura, così come dell'arte dell'uomo, risiede nella dialettica dei contrari, che egli considera una "profonda magia": dai principi contrari del caldo e del freddo ai contrari mitologico-metafisici di Giove ed Oceano. Il principio dei contrari sarebbe la radice della varietà della natura, ma anche alla base di progresso e regresso della civiltà. 
Indice: Premessa; I. Machina mundi e macchine dell'uomo; II. Magia ed ermetismo in un orizzonte filosofico; III.La fine di tutte le cose? Lo Spaccio e l'apocalisse; IV. "Correre al pari". Interpretazione dell'epilogo dei Furori. Appendice: V: La cappella dello Spaccio: due cieli in uno. Nota. Indice dei nomi.




Vendredi 27 mai 2005

 

GIORDANO BRUNO, RONSARD ET LA RELIGION
Préface de Jean Céard, Albin Michel, "Bibliothèque de l'évolution de l'humanité", 432 p., 14 €

Le Monde   Venerdì 27 maggio 2005  (Traduzione)
Il lavoro di Nuccio Ordine - grande specialista di Giordano Bruno, che pubblica con una cura e una scienza impeccabili - invita a un affascinante dialogo tra ricerca estetica e indagine filosofica. Si segnala in particolar modo, primizia della laicità moderna, la sottile analisi della divisa di Enrico III: con essa, il re di Francia, promettendo di rinunciare a ogni aspirazione imperialista, vuole affermare la scelta di un uso esclusivamente
civile della religione. Una saggezza troppo nuova per il suo secolo.


Il libro è in corso di traduzione italiana (uscita prevista per il prossimo anno).



GIORDANO BRUNO IN ITALIA
Riscoperta e fortuna critica dall'Unità agli inizi del Novecento

Collana: Biblioteca di cultura filosofica - 27
Pubblicazione: Febbraio 2004
Pagine: 250 - Prezzo: € 13





Giuliano Albarani (Carpi, 1971) insegna storia e filosofia nei licei e si è laureato in Storia della Filosofia dal Rinascimento all'Illuminismo presso l'Università di Bologna con una tesi sull'interpretazione della filosofia rina-scimentale, e in particolare di Giordano Bruno, nella storiografia di scuola hegeliana. Attualmente collabora con l'Istituto Storico di Modena ed è cultore di Storia Contemporanea presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.

Lo studio nasce alla convergenza di due ordini d'interessi differenti, ma intimamente correlati. Esso, infatti, vuole innanzitutto fornire strumenti e ipotesi per l'interpretazione della figura, della filosofia e, nello specifico, di alcune opere di Giordano Bruno a partire dalla disamina di uno spaccato non trascurabile - per certi versi, anzi, fondativo - della fortuna critica del pensatore nolano in età contemporanea: il filone di ricerca che dalla 'riscoperta' operata, su basi hegeliane, da Bertrando Spaventa all'altezza della metà del XIX secolo si dipana, in Italia, attraverso Francesco Fiorentino, sino alla filologia applicata di Felice Tocco ad inizio '900. Accanto a Bruno, il secondo soggetto fondamentale dello studio è la stessa storiografia filosofica italiana secondo-ottocentesca, ed in particolare la tradizione di scuola storiografica inaugurata attorno al 1850 da Bertrando Spaventa e svoltasi, lungo la dorsale Fiorentino-Tocco, sino agli albori del secolo scorso. L'analisi di un risvolto apparentemente minoritario e d'interesse specialistico della cultura filosofica italiana dell'Ottocento, come la produzione critica su Giordano Bruno negli autori appena citati (nonché, in forma riassuntiva ed in funzione propedeutica al nucleo problematico fondamentale, nei più illustri ed influenti predecessori), mira nel complesso a scoprire tre dimensioni della loro ricerca storico-filosofica: quella di stretto respiro storiografico (come e cosa hanno 'scoperto'); il piano speculativo - attinente cioè ai presupposti teoretici ed epistemologici dei tre storici/filosofi; la dimensione politico-culturale, imprescindibile in riferimento a un contesto risorgimentale e poi neo-unitario di intensa, forse ineguagliata, attivazione pubblica da parte delle intelligenze - anche accademiche - del paese, e degli storici in primis.