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Gianni
Golfera
L'arte della memoria di Giordano Bruno
presentazione di Guido del Giudice
Anima Edizioni
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COMUNICATO STAMPA
Gianni Golfera: memoria tra scienza e mistero
La casa editrice Anima, in collaborazione con Gianni Golfera organizza,
domenica 6 novembre alle ore 13:00, presso il Ripamonti Hotel in via dei
Pini, 3 Pieve Emanuele Milano, la presentazione del nuovo libro di Gianni
Golfera. Il titolo del libro è "l'Arte della Memoria di Giordano
Bruno". In questo testo troverete le tecniche, le chiavi
d'interpretazione ed i segreti di Giordano Bruno. Come egli scrisse, oltre
500 anni fa, la memoria è una scienza. Il libro è a tiratura limitata.
Per trovarlo, visitate il sito www.gigotec.com. All'incontro verranno
spiegate le migliori strategie per memorizzare nomi,discorsi, testi,
lingue straniere e molto altro. Usare meglio la memoria serve ad avere una
maggiore creatività ed intelligenza, garantendo una qualità di vita
superiore. Gianni Golfera insegna come migliorare la propria memoria
ottimizzando le proprie risorse. Tra i suoi clienti figurano Deputati
della Camera, Poste Italiane, il Gruppo Enel, molte Università e persone
di ogni tipo. Piero Angela dopo averlo intervistato a "Super
Quark", ha commentato: "Le sue tecniche permettono di
raggiungere obbiettivi strabilianti, i risultati ci sono e sono
eccellenti". Gianni Golfera è considerato dalla comunità
Scientifica Internazionale "L'uomo con più memoria al mondo",
conosce alla lettera 261 libri, ricorda serie di 10.000 cifre al primo
ascolto e riesce a memorizzare i nomi di 1.000 persone al primo incontro.
La "strategia di Golfera"ha avuto un ulteriore dimostrazione
scientifica sul numero 63 del prestigioso " Brain Bulletin",
dove sono stati pubblicati i risultati degli studi eseguiti su Gianni
Golfera, presso l'istituto Vita e Salute, San Raffaele di Milano. Le
ricerche non solo confermano l'abilità del mnemonista nell'uso cosciente
del cervello e della memoria, ma gli scienziati non sono stati in grado di
stabilire i limiti delle sue capacità!
Per altri dettagli ed informazioni tel. Dott. Giuliano Migliarini Uff:
0585.634497 Cell: 328.0660153
Web site: www.gigotec.com
E-mail: info.italia@gigotec.com
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In anteprima per i lettori del sito la mia
Prefazione al libro di Gianni Golfera
E’ l’alba. Una carrozza con le insegne papali attende sul sagrato
della Chiesa di S. Domenico Maggiore a Napoli. Un frate, piccolo ma
solenne nella candida tonaca dell’ordine domenicano, esce dal cancello
laterale del convento e vi sale, abbandonandosi ancora assonnato sul
sedile di velluto. Quel frate è Giordano Bruno da Nola. Papa Pio V, cui è giunta voce della straordinaria abilità del giovane
rappresentante della grande tradizione domenicana nella memoria
artificiale, vuole vederlo all’opera.
A Roma Bruno reciterà a memoria, in ebraico, il salmo Fundamenta,
dalla prima parola all’ultima e viceversa. Sarà la prima di numerose
esibizioni che nel corso della sua vita concederà a papi, imperatori,
autorità accademiche ed ecclesiastiche, con l’orgoglio irridente del
genio incompreso.
Ma la Chiesa non tarderà a scoprire che la prodigiosa memoria di quell’uomo
è solo la manifestazione esteriore
di una straordinaria capacità di intuizione, di una inarrestabile brama
di sapere e comunicare, e dovrà fare i conti con il suo pensiero
corrosivo e ribelle fino alla spavalderia.
Bruno è un grande sensitivo: immerso nell’Universo, è convinto di
poter abbattere la divisione tra umano e divino. L’ Ars memoriae
rappresenta per lui un mezzo per andare oltre l’umanità, alla ricerca
del vero e dell’inesprimibile, per stabilire vincoli, per arrivare alle
intuizioni universali partendo dalla natura delle cose.
Quelle immagini che ognuno di noi può formarsi autonomamente, una volta
vivificate dalle emozioni, ci connettono automaticamente con la sfera
delle idee di cui siamo ombra, umbra profunda, ma a cui
fatalmente, come una fiamma, tendiamo e da cui dipendiamo in un ciclico
alternarsi di ascenso e descenso, dove gli spiriti
pervengono alla contemplazione del divino principio e le anime si
incarnano, mutando e assumendo il controllo della materia e delle forme.
Astri, numeri, figure, rinviano tutti alle forze elementari della natura,
operanti in una materia che ha la stessa dignità dello spirito. Bruno
avverte tutto ciò e cerca di esprimerlo utilizzando con disinvoltura
tutte le arti, gli strumenti che il suo tempo riesce ad offrirgli: la
magia naturale, l’astrologia, la matematica e, appunto, l’arte della
memoria. Egli non si accontenta però degli artifici lulliani o degli
altri mnemonisti precedenti, ma elabora, sperimenta, trasforma. L’uso
delle immagini assume per lui un significato che va al di là della
semplice correlazione mnemonica e, a partire dalle cosiddette “opere
mnemotecniche”, esso si evolverà e accompagnerà tutto il suo pensiero
successivo. Dalle allegorie dello Spaccio agli emblemi dei Furori,
fino ai concetti-statue della impressionante Lampas triginta statuarum,
l’associazione parola-immagine si trasforma da semplice tecnica di
memoria a meccanismo di pensiero, che consente di elaborare e confrontare
i concetti per giungere a nuove verità.
Lo capirà, purtroppo, anche Giovanni Mocenigo, il patrizio veneziano che
lo attirerà nella trappola mortale, consegnandolo all’Inquisizione. Con
il pretesto di voler imparare l’ars memoriae,
egli mirava in realtà ad impadronirsi, pervertendone scopi e
significati, dei segreti del vincolo e della magia naturale.
***
Gianni Golfera è
salito in carrozza, idealmente, quella mattina e ha preso posto di fronte
a Giordano. In quel viaggio da Napoli a Roma ha appreso dal Maestro i
segreti della memoria.
Oggi, a più di quattro secoli di distanza, concede, come Bruno, saggi
delle sue doti non comuni, destando, come allora, ammirazione e sconcerto
e diffonde, attualizzandola, la tecnica della memoria per immagini. Una
volta associata alla lettera, al numero, alla parola, l’immagine
acquista una forza sua propria, talismanica: da semplice artificio
mnemonico si carica di contenuti emozionali. E’ questa la grande
intuizione che Gianni Golfera deve a Bruno e in questo libro ci spiega
come la lettura del De Umbris idearum gli abbia
fornito gli elementi fondamentali per l’elaborazione di un personale
metodo di memoria (battezzato Gigotec dalle sue iniziali), che egli
diffonde quotidianamente, attraverso corsi di insegnamento e dalle pagine
del sito www.gigotec.com.
Forte della padronanza tecnica della materia, egli ci propone una
rivisitazione dinamica del De Umbris , in cui coniuga la
divorante curiosità dello sperimentatore all’ammirazione devota per il
Maestro. Si tratta di un esempio eclatante di rivitalizzazione di un testo
attraverso la sua applicazione pratica. L’effetto che ne sortisce è
quello di una illuminazione dei passi più esoterici e apparentemente
incomprensibili del testo bruniano e la suggestione dei vasti orizzonti
applicativi dei suoi insegnamenti. Il libro, partendo dall’analisi delle
fonti, ripercorre il cammino compiuto dal Nolano e chiarisce le tecniche
da lui utilizzate e sviluppate, dimostrando come l’arte della memoria
non sia uno strumento obsoleto, ma un sistema ancora attuale e fecondo di
applicazioni, cui le sorprendenti capacità di Golfera, restituiscono
quell’utilità pratica che il tempo gli aveva sottratto. Il suo commento
presenta un fascino particolare proprio perchè si avverte l’entusiasmo
di chi quello strumento lo utilizza quotidianamente e vuole saggiarne e
svilupparne le potenzialità. Al giorno d’oggi, mezzi come il computer,
sembrerebbero rendere superflua questa tecnica, se essa non celasse
qualcosa di ben più importante e sostanziale. Si scopre il velo di
un’arte che va molto al di là della semplice abilità mnemonica,
arrivando a stabilire contatti e vincoli con la natura e con l’assoluto.
In appendice al libro viene proposta la traduzione dell’Ars memoriae
(che costituisce la seconda parte, quella “pratica”, del De Umbris),
realizzata da Fabio Ferrucci, in sintonia con le intuizioni di Golfera e
colpevolmente rimasta nel cassetto fino ad oggi. Quando Gianni me la
sottopose, cinque anni fa, mi si rivelò subito superiore alle altre
allora disponibili, che risultavano, in molti punti, del tutto
incomprensibili e oscure, perchè non ne era stata capita l’applicazione
pratica. Siamo certamente
disposti a sorvolare benevolmente su qualche audacia interpretativa, in
cambio della soddisfazione di poter eseguire operativamente le istruzioni
che Bruno impartì ad Enrico III di Valois, cui il testo era dedicato.
Soltanto recentemente Nicoletta
Tirinnanzi ha realizzato per l’edizione delle Opere mnemotecniche,
diretta da Michele Ciliberto, una nuova traduzione, in cui al rigore
filologico si accompagna quella comprensione
dell’utilizzo pratico dell’arte, che le era mancata in ampi tratti di
un suo precedente tentativo.
Il libro di Golfera costituisce pertanto un prezioso strumento
introduttivo, indispensabile a chi voglia davvero imparare ad utilizzare
il suo metodo con la piena conoscenza delle basi teoriche e storiche e,
soprattutto, la consapevolezza di quanto, anche in questo campo, si debba
al genio straordinario di Giordano Bruno. Al
di là delle eccezionali capacità mnemoniche di cui fa sfoggio e che deve
a doti innate, coltivate e perfezionate fin dall'infanzia con continuità
e tenacia, Gianni Golfera si rivela, dunque, un interprete bruniano
valoroso e appassionato, che ci restituisce, illuminandone la praxis,
il senso vero della straordinaria eredità del Nolano.
Guido
del Giudice
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