Venezia
Isola di San Giorgio Maggiore
21 - 22 settembre 2000



FONDAZIONE GIORGIO CINI onlus
UNIVERSITA' CA' FOSCARI DI VENEZIA
Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze

ISTITUTO NAZIONALE DI STUDI
SUL RINASCIMENTO

COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI

DI GIORDANO BRUNO
NEL QUARTO CENTENARIO DELLA MORTE


GIORDANO BRUNO.
DESTINO E VERITA'

 

Plazzo Mocenigo, oggi.

 

Gino BENZONI. Università Ca' Foscari di Venezia
Massimo CACCIARI. Istituto Universitario
di Architettura di Venezia
Paolo CASINI. Università di Roma "La Sapienza"
Michele CILIBERTO. Università di Pisa. Presidente
Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento
Gaetano COZZI. Università Ca' Foscari di Venezia
Fulvio PAPI. Università di Pavia
Paolo ROSSI. Accademia Nazionale dei Lincei. Roma
Luigi RUGGIU. Università Ca' Foscari di Venezia
Emanuele SEVERINO
. Università Ca' Foscari di
Venezia
Nicoletta TIRINNANZI. Istituto Italiano per gli
Studi Filosofici, Napoli

 

 

 



PROGRAMMA

Giovedì 21 settembre

 

ore 9.30

Saluti del Segretario Generale della Fondazione Giorgio
Cini, del Direttore del Dipartimento di Filosofia dell'Uni-
versità Ca'Foscari di Venezia, del Presidente del Comi-
tato Nazionale per le Celebrazioni di Giordano Bruno

Emanuele SEVERINO

Bruno e il pensiero ontologico

Gaetano COZZI

Il messianismo e il profetismo a Venezia

e Giordano Bruno

 

ore 15.00

Michele CILIBERTO

Bruno e l'apocalisse

Paolo ROSSI

Giordano Bruno: memoria e magia

Fulvio PAPI

Sull'amore infinito

**********

 

Venerdì 22 settembre

 

ore 9.30

Gino BENZONI

Venezia come sfondo

Massimo CACCIARI

Cusano e Bruno

 

Scoprimento di una lapide commemorativa
sul palazzo in cui Bruno venne arrestato

Palazzo Mocenigo a S. Samuele

ore 15.00

Nicoletta TIRINNANZI

I fondamenti ontologici della magia di G. Bruno

Paolo CASINI

"Naturae numeri" e "naturales figurae".

Aritmetica e geometria tra Bruno e Keplero

Luigi RUGGIU

La ripresa dell'antico in Giordano Bruno

 

 

Come arrivare alla fondazione Giorgio Cini:
da San Zaccaria, dalla Ferrovia e da Piazzale Roma
all'isola di San Giorgio Maggiore
Vaporetto linea 82

 

Per informazioni rivolgersi a:
Fondazione Giorgio Cini
Isola di San Giorgio Maggiore - 30124 Venezia
tel. 041 27.10.229 - fax 041 52.38.540
e-mail: corsi@cini.it
http://www.cini.it

 


Il Gazzettino                                                                        Venerdì, 22 Settembre 2000

Il convegno alla Fondazione Cini
Giordano Bruno, un'affascinante speculazione
 
Venezia

Venezia è stata "fatale", a Giordano Bruno Non è il caso di rivangare il groviglio di vicende che portarono il fraticello di Nola a percorrere tutta Italia e tutta Europa (e tutti i terreni e i saperi dello scibile medievale/cinquecentesco) per assumere la rilevanza di un genio ammirato e detestato, di un grande pellegrino d'Europa, che interessò papa Clemente VIII e scosse le università, fu onorato dal re di Francia e, a Londra, colloquiò in italiano con la regina Elisabetta. E scrisse tanto, in latino e in volgare, di filosofia, di teologia, di magia, di arte della memoria, di astronomia, di materia letteraria e biografica, da riempire un'intera biblioteca. Ne sa qualcosa Michele Ciliberto, titolare della cattedra di storia della filosofia all'Università di Pisa, che ha curato le "Opere filosofiche" del Bruno per i Meridiani Mondadori. È con lui che parliamo della sterminata fecondità del Nolano (come il Bruno nostalgicamente amava firmarsi) e, naturalmente, accenniamo alla "fatalità" del soggiorno veneziano (1591-1593).

«Sì - conviene Ciliberto - Venezia fu fatale al Bruno perché, con la denuncia di Giovanni Mocenigo all'Inquisizione, egli iniziò quel percorso inquisitorio-accusatorio che lo avrebbe tragicamente condotto al rogo in Campo dei Fiori, a Roma, il 17 febbraio 1600».

Ed appunto, per questo convegno a 400 anni dalla morte, Ciliberto è alla Fondazione Cini, dove oggi terminano i lavori. «È pur vero - soggiunge lo studioso - che Venezia, e anche Padova, offrirono a Bruno contatti culturali, attestati di stima e occupazioni didattiche, le quali non facevano prevedere la denuncia del Mocenigo e l'accusa di comportamento blasfemo, truffa ed eresia».

Per la solennità dei 400 anni si è davvero mobilitata, oltre che la Fondazione Cini, l'Università di Venezia - che ha chiamato al tavolo pensatori come Emanuele Severino e Massimo Cacciari - e un po' tutta l'intellighenzia veneziana. Il crescente interesse su Bruno va nel senso di riconoscergli valenza universale, una coesistenza di qualità che vanno dalla filosofia alla scienza, dalla teologia alla poesia e al teatro, non escludendo geniali intuizioni che anticipano ipotesi appartenenti piuttosto a Einstein che a Newton.

«Questo convegno - conferma in certo senso il professor Ciliberto - intitolato al destino in connessione con la verità, ha lo scopo di illuminare alcuni tratti di fondo della filosofia bruniana».

È una dimensione squisitamente speculativa. «Altri convegni, cui ho ugualmente partecipato hanno riguardato ad esempio le fonti cui Giordano Bruno attinse per le sue opere, oppure il rapporto tra Bruno e la magia, le sue teorizzazioni circa l'arte della memoria, e via discorrendo». Aggiungiamo che, in tal modo, Bruno viene sottratto a usi strumentali o politici, che lo avevano trasformato in icona dell'anticlericalismo, dell'occultismo, di movimenti massonici e roba simile.

«Per fortuna, negli ultimi decenni ha preso sempre più consistenza la figura di Bruno quale filosofo. È un tributo che gli si doveva».

Un tempo, professore, si parlava di panteismo di Bruno «È un vecchio termine che, se vuole riferirsi al suo interesse per il mondo della natura, se vuol dire che il centro del suo pensiero è costituito appunto dall'universo, ebbene in tal senso è ammissibile». Anche in maniera forse molto comune e molto divulgativa, noi ricordiamo il Giordano Bruno teorico degli infiniti mondi. È un aspetto che ci ha impressionato, quasi come anticipazione di ricerche dell'astrofisica. Lei che cosa ne pensa?

«Penso che quella concezione del Bruno rappresenta davvero il cuore della sua speculazione, la quale ha affascinato e nello stesso tempo terrorizzato, sia i filosofi moderni che la chiesa moderna. Pensi che, già a quei tempi, un grande astronomo come Keplero, scrivendo a Galileo, gli diceva in sostanza: meno male che ci sei tu, meritevole coi tuoi Pianeti Medicei di aver contrastato il Bruno nonché di averci salvato da quel suo Infinito che era un vero e proprio esilio».

Perché "esilio"? «Anzi di più! In ogni tempo, e dunque ancora ai giorni nostri, la concezione dell'infinito è causa di disagio psichico, di angoscia. Teniamo però conto che Keplero, di fronte alla morte atroce di Bruno è uno dei pochi che alza una voce di protesta. E ce n'era bisogno. Bruno a parte la morte atroce e infamante, scompare da isolato e quasi nel disinteresse generale».

Il convegno veneziano è, in un certo senso, la celebrazione ufficiale di un passaggio, in fatto di studi bruniani: l'attenuarsi dell'insistenza, a volte ossessiva, polemica e (come si diceva) strumentale, sulla vicenda umana e tragica di Giordano Bruno il crescere finalmente dell'interesse sulla personalità notevole dell'uomo e le diverse dimensioni del suo genio.

«È vero - dice ancora Ciliberto - pare ci sia sazietà nei confronti del troppo materiale biografico, spesso romanzato ed enfatizzato, a favore della sostanza di pensiero di cui Bruno fu autore. Ma vorrei puntualizzare che, in Bruno il nesso tra biografia e filosofia è molto forte. Occorre evitare di enucleare le vicende biografiche dal terreno delle opere, e viceversa. Bruno stesso rimase convinto di essere un inviato in terra, per il suo credo e le sue costruzioni mentali. Là dove scrive, Bruno agisce; e bisogna tenerne conto».

Giuseppe Campolieti