Due date da rettificare nelle biografie di Giordano Bruno

Approfittando delle considerazioni fatte nella nota precedente sulla vita del Nolano, voglio soffermarmi su alcuni aspetti interessanti della biografia del filosofo. Premetto che ho rilevato un importante errore relativo alla data in cui si svolse la famosa Cena delle Ceneri, giacché la data riportata dallo Spampanato e da tutti gli altri biografi e studiosi di Bruno, il 14 febbraio 1584, è senza ombra di dubbio errata: intanto il 14 febbraio era di martedì e non di mercoledì (cioè il giorno delle Ceneri); tale ricorrenza religiosa, celebrata 40 giorni prima della settimana pasquale infatti, cadeva il 15 febbraio negli Stati che avevano adottato, a partire dal 5 ottobre 1582, il nuovo calendario gregoriano (la Francia dal 10 dicembre 1583); ma in Inghilterra, a Londra dove si svolse la cena, si era ancora al 5 febbraio, giacché il calendario giuliano fu abbandonato solo nel XVIII secolo; inoltre, nei Paesi che utilizzavano ancora il calendario giuliano la Pasqua del 1584 cadde il 19 aprile e quindi il giorno delle Ceneri, lì a Londra, fu il 4 marzo. La celebre ‘cena delle Ceneri’, pertanto, potrebbe aver avuto luogo in quel giorno, con il calendario in vigore in Inghilterra. Ove mai, in spregio alla fede cattolica del Nolano, l’invito gli fosse stato fatto per il giorno in cui presso l’ambasciata francese si celebrava tale scadenza, la cena sarebbe stata programmata per il 5 febbraio, appunto, e non il 15 (a Londra). È poco credibile che la delegazione francese in terra anglo-sassone seguisse un calendario differente da quello del luogo ospitante.

Dimostrata la poca dimestichezza con le date ed i calcoli da parte degli studiosi del Nolano, più interessati al suo pensiero che alla sua vita, cosa ineccepibile ma solo finché non si accampa la pretesa di essere nel giusto a prescindere, anche in considerazioni affrontate con grande pressapochismo, vado a rilevare un altro errore marchiano circa la sua data di nascita e quella della sua ordinazione sacerdotale. Lo Spampanato pone la data di nascita tra il gennaio ed il febbraio del 1548, sulla base di alcune sue considerazioni assolutamente gratuite e, persino, sbagliate… considerando proprio gli stessi documenti da lui citati. Orbene, nella sua monumentale opera, Vita di Giordano Bruno, alle pagg. 56-57, nella nota 6, e poi alla pag. 162, lo Spampanato scrive che Bruno sarebbe nato tra i mesi di gennaio o febbraio perché: “…egli stesso aggiunse, fui promosso al sacerdozio alli tempi debiti.; secondo lo studioso nolano ciò significava “…nelle prime quattro tempora del 1572, quando aveva compito ventiquattro anni.” Supporre che per Bruno li tempi debiti coincidessero con uno dei quattro periodi dell’anno dedicati alla consacrazione sacerdotale (ma perché, poi, per forza il primo?) e non quando era giunto semplicemente il ‘momento giusto’ è pura forzatura; ma non basta! Bruno non può essere stato ordinato sacerdote nel 1572 proprio perché aveva ancora 24 anni. E ciò proprio citando i documenti fornitici dallo Spampanato che, nella stessa nota 6 ricorda gli Atti del Capitolo generale domenicano del 1564 che imponeva “Nullus itaque in posterum… ad presbiteratus ordinem ante XXV aetatis suae annum promoveatur. Come già emerso dalle ricerche di Michele Miele, fu, quindi, nel 1573 che Bruno venne ordinato sacerdote, e non poteva essere altrimenti se egli fu iscritto come studente formale di Teologia solo il 21 maggio 1572. Spampanato stesso sottolinea la rigidità dell’Ordine domenicano che non avrebbe mai elevato alla consacrazione sacerdotale un suo membro che non avesse compito gli studi previsti. Già per Bruno, chissà poi perché, si accelerarono i tempi di tali studi; pensare che l’ordinassero prima che li avesse terminati e quando non aveva ancora compiuto 25 anni è del tutto fuori luogo.

Or dunque, pur volendo accogliere, cosa peraltro probabilissima, la tesi che egli sia stato ordinato in una delle quattro tempora, la data più probabile è subito dopo il 15 settembre 1583 (quando aveva certamente compiuto il venticinquesimo anno d’età e subito prima di un nuovo anno accademico) quando cominciava la terza terna di date utili per quella consacrazione. Questa considerazione fa ‘saltare’ le ipotesi dello Spampanato sul periodo gennaio/febbraio. Volendo ‘forzare’ la fortuna, e provare ad ipotizzare una data per la sua nascita, propongo la seguente ipotesi: Bruno era certamente un provetto astrologo, come ha dimostrato in diverse sue opere; ed è molto strano che non si sia informato presso i suoi parenti della data e dell’ora stessa della sua nascita; accettando che l’abbia fatto, è nel Candelaio che il Nolano fornisce due elementi ben precisi per individuare una data ed un’ora di nascita. È vero che li attribuisce a Bonifacio ed a Corcovizzo, due suoi personaggi non certamente degni di stima, ma Bruno, oltre ad essere uno spirito faceto teorizzava la sintesi dei contrari e la coincidentia oppositorum e quindi certo non temeva di confondersi con due personaggi ben lungi da lui per moralità e valore; inoltre sono gli unici riferimenti di questo tipo che possiamo ritrovare nelle sue opere. Ebbene Bruno dice che Bonifacio è nato quando Venere era al 27 grado di Gemelli e Corcovizzo con l’ascendente nel segno di Minerva. Nel 1548 Venere si trova al 27 grado di Gemelli il 5 maggio (ovviamente con il vecchio calendario giuliano), e l’ascendente in Ariete (il segno di Minerva) pone la sua ora di nascita all’incirca nelle due ore precedenti il sorgere del Sole, verso le 3 o le 4 del mattino, quindi. Tale data è quanto meno verosimile, se si tiene conto che tutte le date che scandirono il periodo di permanenza a S. Domenico Maggiore sono immediatamente successive al 5 maggio (egli divenne novizio a metà giugno del 1565 e, sempre a metà giugno, professo, suddiacono e diacono; e sempre subito dopo la metà di maggio 1573 fu iscritto allo Studio di Teologia). Invenzione per invenzione, almeno questa non è basata su elementi falsi o errati. E non ha la pretesa di essere attendibile!