Biennale bruniana: Cambiano i musicanti, ma la musica è sempre la stessa!

Giordano chiama il pane, pane; il vino, vino…ha la dottrina per dottrina, le imposture per imposture…stima gli filosofi per filosofi, gli pedanti per pedanti.

di Guido del Giudice

Ricordo quando l’esimio prof. Nuccio Ordine mi telefonava in continuazione per rimproverarmi perché, a suo dire, non davo abbastanza risalto su questo sito alle sue iniziative o, peggio ancora, coprivo le responsabilità del prof. Michele Ciliberto. Quando poi, nel rispetto della verità, ho lanciato una campagna contro il mondo accademico, rivelando i finanziamenti miliardari che proprio il suo nemico gestiva, non lo si è più sentito! Sparito, volatilizzato: eppure sarebbe stata l’occasione per metter fuori tutto quel che sapeva, le magagne più volte denunciate, gli atteggiamenti mafiosi e peggio ancora, dei quali si era lamentato spesso con me. Invece, ecco che l’omertà del mondo accademico diventa più forte di qualsiasi rivalità!

Per capirne il motivo basta guardare il programma della neonata “Biennale Bruniana”.
In una sola pagina leggiamo:

-Coordina Nuccio Ordine -direttore scientifico Biennale Bruniana

-Coordina Nuccio Ordine (Direttore scientifico “Fondazione P.L. Giordano Bruno”)

-Con il patrocinio scientifico del Centro Internazionale di Studi Bruniani dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (di cui chi è il “Segretario generale”? Nuccio Ordine!).

Il fatto di non essere stato neppure informato dell’iniziativa (e meno che mai invitato) è ancora dovuto alla mia fede cilibertiana? Non credo proprio.

E allora? Come mai si parla di “Infiniti mondi e ordinaria virtualità” e non si invita il pioniere e il riferimento indiscusso di Bruno su Internet, come vengo ironicamente apostrofato dagli stessi tromboni accademici?

Come mai si affronta un tema come “La filosofia di  Bruno incanta l’Oriente” e non si pensa a colui che, secondo indegnamente solo al grande Lorenzo Giusso, ha portato all’attenzione l’argomento con un libro, “La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente”, pubblicato già nel 2005? Forse perché la presentazione del libro era di Michele Ciliberto?

Per non parlare della presentazione del Codice Norov, di cui, per prima, la piccola, grande Olga Podlazova mi fornì le foto, scattandole di nascosto per pubblicarle sul sito, già cinque anni fa. Sarebbe stata l’occasione ideale per dedicare almeno un pensiero ad una persona eccezionale, per cui Bruno era diventato tanto importante da desiderare di raggiungerlo nell’universo!

Ma ormai si ascoltano solo quelli della propria fazione.  Ordine concede “il patrocinio” a chi decide lui: opere teatrali, commemorazioni bruniane di associazioni anticlericali, edizioni delle opere, e chi più ne ha più ne metta! L’intento è controllare il controllabile più o meno come si lamentava che facesse Ciliberto, strappargli delle zone di influenza per assoggettarle al suo controllo. Rientra in questa campagna di “acquisizioni” perfino il Certame Bruniano di Aniello Montano e Angelo Amato.

Con il mio sito sono stato uno tra i primi a sostenere e propagandare l’iniziativa tra i giovani, mi sono battuto per essa e ho avuto il piacere e l’onore di premiare con miei libri alcuni dei suoi promettenti vincitori. Quest’anno non sono stato neppure invitato! Che pena! Che meschinità!  ( a proposito, prof. Ordine, le segnalo una grave dimenticanza: sulla locandina dell’evento è ancora presente l’indirizzo del mio sito internet! Lo faccia cancellare subito.).

Come si può chiamare presuntuosamente “Biennale bruniana” una rassegna in cui mancano quasi tutti i principali interpreti di Bruno? A parte la mia trascurabile assenza, si lasciano da parte autorevoli esperti, come lo stesso Ciliberto, Canone, Gatti o anche studiosi locali come Simonetti, Manganelli, Sabbatino, per affidare presidenze di fondazioni, di parchi, di associazioni a gente che di Bruno non sa un bel nulla! Pensate che esageri? Vi sfido allora ad una pubblica disputa, dove e quando volete! Vi do tutto il tempo che vi occorre per studiare e prepararvi, tanto Bruno non lo si capisce leggendone qualche paginetta qua e là! Bisogna penetrarne il carattere, l’umore! Abbiamo a Nola, a Napoli, in Campania, grandi conoscitori e interpreti del Nolano. Senza offesa per gli illustri studiosi che hanno partecipato a questa biennale, non abbiamo bisogno che ci vengano a dire chi è Giordano Bruno dalla Calabria, dal Veneto o da Milano o addirittura dalla Spagna, dal Giappone o dalla Russia. Lo sappiamo benissimo chi è Giordano Bruno. Non c’è bisogno di salire sui pulpiti universitari o di scrivere complicati e astrusi saggi o tenere celate ancora le sue opere, per tradurle col contagocce per scopi di lucro, magari in lingua straniera piuttosto che in italiano! E’ ora di finirla con questa contrapposizione tra due sedicenti scuole di pensiero bruniano, quella di Ciliberto e di Ordine tanto per non fare nomi, che pretendono di porre il veto o l’imprimatur su tutto ciò che riguarda il Nolano, favoriti dall’acquiescenza e dalla sottomissione di coloro che dovrebbero essere i garanti della tradizione bruniana  ma spesso non sanno neanche parlare italiano: sono lì solo per il fatto di far parte della nomenclatura accademica o, peggio ancora, di quella politica!  Così avalliamo interpretazioni di studiosi e artisti stranieri che, per quanto validi, il pensiero di Bruno non sanno neanche dove  sta di casa! Lasciamo che il suo pensiero sia strumentalizzato per fini politici, anticlericali all’eccesso, assistendo ad atti di intolleranza superiori a quelli che egli dovette sopportare in vita. Continuiamo in quella stessa tradizione di sudditanza per cui le sue conquiste di pensiero furono poi sfruttate da Galilei o da tutta una serie di pensatori successivi che neppure lo nominarono.

Ciò che state facendo non può non far dispiacere e preoccupare tutti coloro che nutrono una vera passione per Bruno. Quella passione dalla quale dite di essere ispirati mentre invece l’unico vostro intento è quello di sostituire una “mafia” (come voi stessi la  definite) con un’altra.

Sono fiero di  Francesco Afro de Falco che ritengo un degno interprete del Nolano. Egli fa parte di quella schiera di giovani per i quali mi sono sempre battuto attraverso il mio sito e che ho cercato modestamente di indirizzare e di stimolare ad appropriarsi dell’eredità di pensiero di Giordano Bruno, cosa che  Francesco ha fatto brillantemente insieme a Lello Serao, a Renato Carpentieri e a tutta la Libera Scena Ensemble, nel suo cortometraggio “Eroico Furore” e nella piece teatrale che lo ha preceduto e che ne ha costituito il laboratorio. Insieme porteremo questo progetto nelle scuole ed è la cosa che più mi interessa perché sarà il vettore ideale per comunicare ai giovani il vero messaggio bruniano. A proposito, Nuccio, ti avverto che il lavoro è stato realizzato anche con una mia modesta consulenza . Adesso o lo escludi dalla “Biennale o fai cancellare il mio nome dai ringraziamenti dei titoli di coda e lo sostituisci con il tuo patrocinio!

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