“Guido del Giudice commenta il grande successo della kermesse napoletana dedicata al filosofo.“

Si è chiusa, riscuotendo un successo al di là di ogni aspettativa, l’edizione 2020 del “Maggio dei Monumenti” dedicata a Giordano Bruno. Tra i numerosi contributi, si sono distinti quelli della The Giordano Bruno Society, l’associazione no-profit fondata dal noto studioso napoletano Guido del Giudice.
Circa 50.000 visualizzazioni, oltre 2000 like e centinaia di condivisioni: questo il bilancio degli interventi in video, realizzati direttamente o in collaborazione. È lo stesso Presidente del Giudice ad esprimere la sua soddisfazione: “Sono fiero del contributo dato a questo importante avvenimento.
Mi ha colpito, in particolare, l’interesse suscitato dalla presentazione, nella giornata conclusiva, dell’ “Aiuola del libero pensiero”, lo spazio verde dedicato al Nolano in una storica piazza napoletana.
Mi auguro che sull’onda dell’entusiasmo si riesca, finalmente, con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale, a realizzare un sogno. Innalzare nell’aiuola un busto del filosofo che si definì “Napolitano nato et allevato sotto più benigno cielo”. Guarda il video





Gli unici due monumenti che ricordano Giordano Bruno a Napoli si trovano nella sede dell’ università Federico II. La statua a figura intera del cortile del Salvatore è sicuramente quello più conosciuto. Lo realizzò nel 1863 lo scultore di origini pugliesi Pietro Masulli, sottolineando l’atteggiamento di rivolta del filosofo. Il secondo, un gruppo bronzeo realizzato ai primi del Novecento dallo scultore napoletano Achille D’Orsi, è molto meno noto, in quanto svetta su un frontone laterale del palazzo dell’accademia e rappresenta “Giordano Bruno innanzi al tribunale dell’Inquisizione”. D’Orsi fu uno dei principali esponenti della scultura verista. Preside dell’Istituto di Belle Arti, insignito in Italia e all’estero di numerose onorificenze, morì dimenticato, in tale stato di povertà che i funerali dovettero essere celebrati a spese del comune. Nell’oblio è finita anche la sua suggestiva opera d’arte, soprattutto a causa della inaccessibile ubicazione. Grazie alle riprese realizzate col drone da Giuseppe Barbato, possiamo finalmente ammirarla, accompagnati dal commento di 
