Pubblicata la nuova edizione delle “Epistole latine di Giordano, curata da Guido del Giudice..

“Il best-seller, riveduto e corretto, è ora disponibile in formato tascabile ed e-book, per renderlo accessibile a un più vasto pubblico.”

 

Epistole latine

Il Bruno che emerge da queste pagine è un personaggio molto diverso da come viene solitamente dipinto.

Probabilmente, dei numerosi volti, tutti di fantasia, che gli sono stati affibbiati, da quello efebico come un chierichetto a quello risorgimentale con baffi e pizzetto, questo, anche se può piacere meno ai romantici del “martire del libero pensiero” è l’unico veramente autentico.

Le epistole latine possiedono un fascino particolare, perché riguardano un arco di tempo molto più ampio della sua vita, non limitato come in quelle italiane al solo periodo inglese, oppure, nelle consuete rappresentazioni oleografiche, alle sue tragiche vicende finali.

Esse ci consentono di illuminare aspetti insoliti del suo carattere e di gettare uno sguardo più profondo e curioso sui grandi personaggi della storia del tempo, che il Nolano incontrò sul suo cammino.

Gli accenni, brevi ma intensi, alla tolleranza religiosa, al rifiuto dell’abitudine a credere, al rispetto nei confronti di chi esprime opinioni diverse, al rigore intellettuale senza tentennamenti e compromessi, rendono queste pagine un’affascinante testimonianza del suo credo filosofico e della sua indomabile fierezza intellettuale.

 

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https://youtu.be/UVMFQm_xJ2o

Bruno e la stanza della memoria

“La cappella Carafa in San Domenico Maggiore”

 

Bruno e la Cappella Carafa in San Domenico Maggiore

 

È uscito sul numero di febbraio della rivista “la Biblioteca di via Senato” un articolo di Guido del Giudice sulla Cappella Carafa di Santa Severina, nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli. Il primo a metterla in relazione con Giordano Bruno fu Aby Warburg, durante il suo soggiorno a Napoli del 1929. In seguito, Eugenio Canone nel 2005 ne fece una accurata descrizione, definendola “la cappella dello Spaccio”. Vent’anni di raffronti e approfondimenti hanno portato lo studioso alla conclusione che Giordano Bruno l’avesse scelta come sua personale “stanza della memoria”. La Cappella Carafa di Santa Severina, nella chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, era uno dei luoghi preferiti della giovinezza di Giordano Bruno. La sua struttura, che ricorda il teatro di Giulio Camillo, e la presenza di trenta simboli astrologici scolpiti sugli archi, la rendono la “stanza della memoria” ideale per l’applicazione dell’innovativa arte della memoria sviluppata dal filosofo Nolano.

 

The ‘memory place’ of Giordano Bruno. The Carafa of Santa Severina Chapel in the church of San Domenico Maggiore, Naples, was one of the favourite places of Giordano Bruno’s youth. Its structure, similar to that of Giulio Camillo’s theatre, and the presence of thirty astrological symbols carved on the arches, make it the ideal ‘memory place’ for the application of the innovative ‘art of memory’ developed by the philosopher.

 
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La trilogia Bruniana di Guido del Giudice

Un dono che lascia il segno

Trilogia Bruniana

Chi è stato Giordano Bruno? Qual è la verità sul suo processo? Cosa ha veramente detto?

La trilogia bruniana di Guido del Giudice è lo strumento ideale per rispondere a questi interrogativi. “Il Profeta dell’universo infinito” ripercorre in maniera chiara e documentata le tappe fondamentali dell’avventurosa vita del filosofo. “Io dirò la verità” racconta e approfondisce la sua tragica vicenda processuale, attraverso un dialogo immaginario con i suoi persecutori. Infine, nel recente “Scintille d’infinito” lo studioso napoletano ci offre con rigore e notevole capacità di sintesi una antologia ragionata delle più celebri citazioni tratte dalle opere del Nolano. Visto il grande successo della prima edizione, il “Profeta dell’universo infinito” è ora disponibile su Amazon anche in edizione economica, rinnovato nel formato tascabile e nella veste grafica. Un’idea interessante per mettere a frutto il lockdown e un suggerimento per i regali natalizi.

L’omaggio dell’ Università di Napoli a Giordano Bruno

Le sculture del palazzo dell’Università presentate in un video da Guido del Giudice.

Giordano Bruno nel cortile delle statue dell' UniversitàGli unici due monumenti che ricordano Giordano Bruno a Napoli si trovano nella sede dell’ università Federico II. La statua a figura intera del cortile del Salvatore è sicuramente quello più conosciuto. Lo realizzò nel 1863 lo scultore di origini pugliesi Pietro Masulli, sottolineando l’atteggiamento di rivolta del filosofo. Il secondo, un gruppo bronzeo realizzato ai primi del Novecento dallo scultore napoletano Achille D’Orsi, è molto meno noto, in quanto svetta su un frontone laterale del palazzo dell’accademia e rappresenta “Giordano Bruno innanzi al tribunale dell’Inquisizione”. D’Orsi fu uno dei principali esponenti della scultura verista. Preside dell’Istituto di Belle Arti, insignito in Italia e all’estero di numerose onorificenze, morì dimenticato, in tale stato di povertà che i funerali dovettero essere celebrati a spese del comune. Nell’oblio è finita anche la sua suggestiva opera d’arte, soprattutto a causa della inaccessibile ubicazione. Grazie alle riprese realizzate col drone da Giuseppe Barbato, possiamo finalmente ammirarla, accompagnati dal commento di Guido del Giudice.

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Pedanti sul viale del tramonto

Non se ne può più di questi pedanti! È vero che con l’avvento dei social il livello culturale si è appiattito in basso, per cui tutti parlano di tutto e prendono per vera ogni cosa che leggono, ma quando coloro che dovrebbero essere preparati e precisi nelle loro affermazioni sono i primi a diffondere falsità, bisogna seriamente preoccuparsi. Quando uno studioso si è occupato per una vita intera di un determinato autore, una volta dato fondo a tutti i contributi che è stato in grado di dare, riproponendoli per decenni in tutte le salse, dovrebbe avere il buon gusto di uscire di scena per non rovinare anche quello che di buono ha realizzato. Col passar del tempo ipotesi e notizie che andavano bene cinquant’anni fa sono state ampiamente superate da nuovi studi e ricerche: è ora di dare spazio ai giovani. Prendiamo ad esempio la critica bruniana: la scena è dominata da oltre un trentennio dalla rivalità di due accademici, Michele Ciliberto e Nuccio Ordine. Quest’ultimo ha pubblicato per la terza volta (se non ho perso il conto) la sua “Cabala dell’asino”, l’unico contributo offerto all’ecdotica bruniana nella sua carriera. Ogni volta che cambia editore ripubblica lo stesso saggio con qualche modifica. L’ennesima prova che l’immaginazione di costoro si è da tempo prosciugata è la nuova biografia bruniana data recentemente alle stampe da Ciliberto, realizzata aggiungendo pagine su pagine alle precedenti (è arrivato a oltre 800!), che ripetono sempre gli stessi concetti e gli stessi errori. Ovvio che una roba del genere non venga letta neanche da coloro che sono obbligati a recensirla. Nel suo breve commento sulla “Stampa” di Torino, infatti, Gianni Riotta ci informa che il Nolano “spende nove anni nei sotterranei di Castel S. Angelo” (sic). Nemmeno il titolo è originale: uno dei capitoli del mio “Giordano Bruno. Il profeta dell’universo infinito” era intitolato “Il sapiente e il furioso”. Ne “Il sapiente furore”, Ciliberto continua ad insistere sulla teatralità del Nolano, con interpretazioni talvolta opinabili e quel che è peggio per un biografo, senza aggiornare le notizie alla luce dei più recenti studi. Del resto la totale assenza di ricerca è una caratteristica storica dei suoi lavori. Un esempio per tutti: continua ad attribuire per intere pagine all’incolpevole Heinrich Boëthius la scomunica inflitta a Bruno ad Helmstedt, laddove è stato dimostrato con documenti inoppugnabili da Pietro Daniel Omodeo che, all’epoca, il sovrintendente della Chiesa luterana di Helmstedt era Johannes Mebesius. È paradossale che il saggio di Omodeo sia riportato nella bibliografia, realizzata da due collaboratrici, evidentemente più attente dell’autore del libro! Di inesattezze come questa potrei citarne tante, ancor più delle venti rilevate da Bruno in una sola lezione del pedante ginevrino Antoine de la Faye, che gli costarono un’altra scomunica! Per sua fortuna Ciliberto si può consolare recensendo sul “Sole 24 ore” l’ultimo libro di Gilberto Sacerdoti: “Saggi libertini”. E, soprattutto, ci possiamo consolare noi leggendoli. Sacerdoti ci tranquillizza sul fatto che esistano ancora accademici in grado di fornire spunti seri e interessanti. Intelligente, creativo, ma soprattutto originale, ci ha dato con “Sacrificio e sovranità” una delle più belle raccolte di saggi “bruniani”. Questa sua ultima fatica merita sicuramente la stessa attenzione.

Guido del Giudice

“Scintille d’infinito” finalista a Catania

Il book-trailer di Giuseppe Barbato selezionato nella rassegna “Etnabook 2020”

etnabook

Nel giugno 2020 veniva presentato il book-trailer dell’ultimo libro di Guido del Giudice “Scintille d’infinito”, l’antologia di aforismi tratti dalle opere di Giordano Bruno.

Il video, che riprende  un immaginario  e coinvolgente confronto tra lo scrittore napoletano e il filosofo di Nola è ora tra i finalisti della edizione 2020 di Etnabook, Festival Internazionale del libro e della cultura, che si terrà a Catania dal 25 al 27 settembre.

Un meritato riconoscimento per il giovane regista Giuseppe Barbato. Al termine della tre giorni ricca di incontri, mostre, anteprime e presentazioni conosceremo il nome dei vincitori.

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A colloquio con Giordano Bruno

In un video l’incontro immaginario tra il filosofo e il suo principale biografo: il booktrailer

Scintille d'infinito, il pensiero di Giordano Bruno in 200 aforismi: booktrailer
booktrailer

Presentato a Napoli il booktrailer dell’ultimo libro di Guido del Giudice: “Scintille d’infinito”, un’antologia di aforismi tratti dalle opere di Giordano Bruno. Realizzato dal giovane e talentuoso video-maker Giuseppe Barbato, il filmato immagina un confronto fuori dal tempo tra lo scrittore napoletano e il filosofo Nolano, di cui è uno dei migliori interpreti.

Guido del Giudice, attingendo all’intero corpus delle opere in latino e in volgare, offre in questo libro una piccola summa del pensiero di Giordano Bruno, uno dei filosofi in assoluto più citati, anche se spesso a sproposito o in modo inesatto. Non c’è niente da aggiungere o inventare quando a parlare è un genio: bisogna soltanto rimanere in silenzio ad ascoltare la sua vera voce. Sfidando i secoli, essa risuona in queste pagine, eternamente viva e attuale.

Per acquistare il libro, anche in formato ebook: https://www.amazon.it/Scintille-Dinfi…

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Estate, tempo di e-book

 La bella stagione in compagnia di una selezione di e-book dedicati al Nolano.

versione e-book del Profeta
e-book
Gli amanti degli e-reader quest’anno potranno godersi, al mare o in montagna, la lettura dei più bei libri di Guido del Giudice su Giordano Bruno. Ai titoli già disponibili, si sono aggiunti, in formato digitale, “Scintille d’infinito”, la piccola antologia di aforismi da poco pubblicata e, a grande richiesta “Il profeta dell’universo infinito”. Tradotta finora in sei lingue, è la biografia essenziale del filosofo Nolano più diffusa nel mondo.
Questi gli ultimi titoli pubblicati in formato e-book. Clicca per acquistare:

20 anni di studi bruniani

Non è nel mio carattere guardare indietro, ma il ritiro forzato che sta mettendo a così dura prova le nostre vite è l’occasione per ripercorrere le tappe di venti anni di fatiche, ma anche di intense soddisfazioni e di crescita intellettuale

Guido del Giudice e i suoi studi bruniani

Era il 17 febbraio del 2000. Dopo aver percorso a piedi il tragitto dalle carceri di Tor di Nona a Campo de’ fiori per ricordare il quarto centenario del rogo infame, decisi di scrivere un piccolo opuscolo per celebrare l’evento. Nacque così il mio primo libro “Www Giordano Bruno”, dedicato alla mia esperienza sul web, cominciata due anni prima con la creazione di quello che sarebbe diventato il più importante sito Internet dedicato al Nolano.

Sono passati vent’anni da allora e a quel primo libro ne sono seguiti altri 10, fino ad arrivare alla piccola antologia di aforismi appena pubblicata col titolo di “Scintille di infinito”. Venti anni di studi, di viaggi sulla rotta della peregrinatio del Nolano, di saggi, documentari, convegni, conferenze.

Ad ognuno di questi libri è legata un’emozione, una scoperta biografica, un’intuizione filosofica. Ci vollero cinque anni perché si materializzasse “La coincidenza degli opposti”, frutto di una innovativa riflessione sulle consonanze tra la filosofia Bruniana e le filosofie orientali. Un lavoro che ha aperto agli studi bruniani prospettive ancora inesplorate. L’anno dopo iniziò il ciclo delle traduzioni con le “Due orazioni”, la Valedictoria e la Consolatori,  pronunciate da Bruno in Germania nelle due università dove gli fu finalmente concesso di insegnare: Wittenberg e Helmstedt.

La loro realizzazione si accompagnò, come tutte le altre traduzioni da me effettuate, ad una accurata ricerca di atmosfere e informazioni sui luoghi dove esse furono composte. Due anni dopo è la volta del Camoeracensis Acrotismus. “La disputa di Cambrai” è la prima traduzione in assoluto dell’opera, innovativa fin dal titolo, che risolve un’annosa questione interpretativa.

Anche in questo caso la metodologia “on the road” si rivela fruttuosa. Un viaggio a Praga, nella biblioteca del Klementinum, per esaminare una famosa copia originale del libro, donata da Bruno a Tycho Brahe, mi riserva la scoperta di una firma autografa del filosofo fino ad allora sconosciuta. A questo punto si fa strada il progetto di portare a termine tutte le traduzioni dal latino non ancora disponibili. Vedono così la luce nell’ordine, dal 2009 al 2017, “Il dio dei geometri”, la “Somma dei termini metafisici”, “Contro i matematici” e le “Epistole latine”.

“Il dio dei geometri” raccoglie la traduzione completa dei dialoghi realizzati da Bruno durante la tempestosa querelle parigina con il geometra salernitano Fabrizio Mordente, ricostruendo gli antefatti che determinarono la sua precipitosa fuga dalla capitale francese alla volta della Germania.

Le indagini sul periodo tedesco, preparatorie alla traduzione della “Somma dei termini metafisici” dettata da Bruno a Raphael Egli, nel castello di Elgg, tra le montagne zurighesi, mi conducono alla scoperta più importante: i rapporti intrattenuti da Bruno con la confraternita dei Rosacroce.

Il saggio introduttivo “Giordano Bruno in Svizzera tra alchimisti e Rosacroce” diventa subito un classico, che segna una svolta negli studi bruniani, confermando e ampliando l’influenza del Nolano sugli ambienti esoterici e alchimistici fino ai giorni nostri. Quattro anni di lavoro mi costerà la traduzione successiva, quella dei 160 articuli adversus mathematicos, pubblicata nel 2014.

“Contro i matematici” esplora e mette a fuoco uno degli aspetti principali del pensiero bruniano, forse il più affascinante e controverso: il rapporto tra scienza e magia.

L’ultimo mio cimento col latino dura tre anni. La traduzione delle epistole dedicatorie delle opere composte nella lingua dei dotti mi consente di presentare, per ognuna di esse, il contesto storico e ambientale in cui furono scritte. Ne viene fuori un’immagine inconsueta del filosofo, relativa a periodi della sua vita scarsamente analizzati dai biografi precedenti. Negli intervalli del lavoro di traduzione escono dai torchi editoriali altri due libri, a cui sono particolarmente legato.

Quasi a voler alleggerire l’impegno a tratti ostico delle traduzioni, essi si rivolgono con un tono divulgativo agli appassionati, che, in numero sempre crescente, hanno iniziato a seguirmi.

Del 2012 è la mia intervista a Giordano Bruno “Io dirò la verità”, che analizza e chiarisce le fasi finali della vicenda processuale del filosofo. Un libro che ha avuto una larga fortuna, testimoniata da una versione teatrale, da numerose imitazioni e… qualche sfacciato plagio. Il secondo lo realizzo l’anno successivo per esaudire la richiesta di fornire un testo agile e didattico a coloro che si avvicinano per la prima volta alle opere del Nolano.

Il profeta dell’universo infinito” ottiene un tale successo che lettori e studiosi di ogni paese si offrono di tradurlo nella loro lingua madre. Risultato: sette versioni in italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco e portoghese, che presto saranno disponibili anche in versione e-book. Per coronare questo ventennio di studi intensi e faticosi, ma prodighi di soddisfazioni, non potevo esimermi dal lasciare un segno anche in questo 2020.

Ecco perciò la piccola antologia degli aforismi di Bruno a me più cari, raccolti durante questi venti anni di lavoro, appuntati su post-it tra una traduzione e l’altra, dimenticati tra le pagine di un vocabolario o sul fondo di una valigia durante uno dei miei viaggi sulle tracce di questo straordinario personaggio.

Come racconto nell’introduzione, questo prezioso breviario del pensiero bruniano volevo tenerlo per me, intimo, personale livre de chevet. Poi mi son detto che così facendo avrei tradito la missione costante del mio lavoro: far giungere il messaggio del filosofo al pubblico più vasto possibile.

La spinta decisiva alla decisione di pubblicarlo è venuta dalla necessità di distinguere la genuina parola del filosofo dalle numerose false citazioni diffuse in maniera incontrollata attraverso il copia-incolla della rete.

Non può mancare, a questo punto, un ringraziamento a tutti coloro che mi hanno sostenuto in questo percorso. Inizio da Sante Di Renzo, il mio editore storico, che ha creduto fin dall’inizio in questo progetto, in apparenza così lontano dalla sua linea editoriale. Il mio pensiero va poi a tutti coloro che in questi anni mi hanno seguito nei successi e incitato a non arrendermi nei momenti difficili.

Al popolo dei social, che mi ha accordato la sua fiducia, ad onta del bombardamento ingannevole delle false citazioni e dell’indifferenza fraudolenta degli accademici, feriti nell’orgoglio e… nel portafoglio. La loro meschina vendetta è consistita nell’escludere questi undici libri (che in segreto consultano e copiano continuamente) dalle note e dalle bibliografie dei loro testi pedanteschi. Continuano a non rendersi conto che oggi i lettori sono più interessati alla verità che alle loro patetiche baruffe filologiche. Infine un grazie dal profondo del cuore va alle persone che hanno collaborato alle mie iniziative con passione e disinteressato entusiasmo.

E adesso… guardiamo avanti!

Guido del Giudice