Giordano Bruno, dopo il rogo ecco la guerra

“La casa editrice francese Belles Lettres accusa la Mondadori di “pirateria legale” praticata su un libro del filosofo”

Mentre in tutto il mondo sono in corso le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Giordano Bruno, dalla Francia parte una polemica che coinvolge il destino editoriale del filosofo mandato al rogo dall’Inquisizione. La prestigiosa casa editrice Belles Lettres accusa infatti la Mondadori di essersi resa responsabile di una sorta di “pirateria legale”, a proposito della recente edizione dei Dialoghi filosofici italiani, pubblicati a febbraio nella collana dei Meridiani. Secondo l’editore francese, infatti, il curatore dell’opera, Michele Ciliberto, non avrebbe fatto altro che utilizzare senza autorizzazione il testo critico messo a punto da Giovanni Aquilecchia per l’edizione bilingue, italiana e francese, delle Opere Complete di Bruno, che Belles Lettres sta realizzando da diversi anni. In un comunicato della casa editrice firmato da diversi studiosi — tra cui anche Giorgio Bárberi Squarotti, Nicholas Mann, direttore del Warburg Institute di Londra, Yves Hersant e Nuccio Ordine, i due responsabili dei volumi bruniani di Belles Lettres — il curatore del volume mondadoriano viene accusato di aver compiuto un atto di pirateria sul testo critico di Aquilecchia, apportandovi solamente “qualche minimo ritocco” e presentando l’edizione di Belles Lettres come “una semplice traduzione francese” e non come l’unica edizione critica esistente. Il comunicato denuncia “tale manovra, legale forse, ma immorale, il cui principale responsabile è purtroppo un collega”, augurandosi che simili atteggiamenti “non si generalizzino”.

Per Alain Segonds — direttore generale di Belles Lettres, nonché illustre studioso dell’Umanesimo e del Rinascimento — quello della Mondadori “è un atteggiamento scandaloso e sconveniente, anche se giuridicamente inattaccabile, perché non esiste il copyright sull’edizione critica di un testo del XVI secolo, solo le note e gli apparati critici sono protetti”. Lo studioso che, insieme a Ordine e Hersant, ha avviato nel 1993 l’edizione delle opere bruniane, di cui finora sono usciti sette volumi comprendenti tutti i testi italiani, racconta così l’incresciosa situazione: “Alla fine di dicembre Aquilecchia ha ricevuto una lettera da Segrate che gli annunciava a cose fatte l’imminente Meridiano dedicato a Bruno. Gli veniva proposto di firmare la paternità del testo ma senza alcun compenso né la possibilità di rivederlo. Aquilecchia evidentemente ha risposto negativamente, dicendo che non aveva l’abitudine di firmare un’edizione che non aveva fatto. Noi come casa editrice abbiamo diffidato la Mondadori di utilizzare il testo critico di Aquilecchia da noi pubblicato. Un testo, frutto di una vita di studio e lavoro sui testi bruniani, che è significativamente diverso dalle edizioni finora in circolazione, e quindi perfettamente riconoscibile”.

Alla casa editrice francese, che vanta una lunga tradizione nel campo dei classici, hanno analizzato riga per riga il Meridiano consacrato a Bruno, giungendo alla conclusione che il testo utilizzato sarebbe proprio il loro: “Per evitare noie legali Ciliberto ha solo scritto di aver lavorato sulla base del testo di Aquilecchia, correggendolo e migliorandolo dove necessario. Noi però non abbiamo trovato alcuna correzione”. Quella che potrebbe essere solo una querelle tra filologi, in realtà per Belles Lettres ha anche un peso editoriale non secondario: “Se Mondadori fosse riuscito a pubblicare il volume come a cura di Aquilecchia, la nostra edizione critica, che è più cara e in più volumi, sarebbe scomparsa dal mercato”. Tuttavia, se Segonds ha deciso di denunciare pubblicamente questo episodio, “non è per fare la guerra alla Mondadori”, ma per far conoscere agli studiosi i rischi che corrono: “Fare l’edizione critica di un testo è un lavoro lungo e faticoso, occorrono abnegazione e coraggio. Non è concepibile che poi chiunque possa utilizzare impunemente i risultati del lavoro altrui”.

Fabio Gambaro

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