Il «Meridiano» Giordano Bruno: un’edizione «pirata» ?

Nello scorso febbraio, l’editore Arnoldo Mondadori di Milano ha riunito in un volume della sua prestigiosa collana «i Meridiani» i sei dialoghi italiani di Giordano Bruno: progetto lodevole, che avremmo voluto salutare con un applauso. Purtroppo, al posto di offrirci un’edizione del Nolano, il curatore del volume ha pensato bene di «assorbirne» un’altra. Ecco i fatti.

Il 14 dicembre 1999, una direttrice editoriale trasmette per lettera al professor Aquilecchia, filologo ben conosciuto, una notizia che viene presentata come lusinghiera: è in corso di stampa un’edizione di Bruno che riprende il testo stabilito da Giovanni Aquilecchia per l’editore parigino Les Belles Lettres; se Aquilecchia vuole vedere il suo nome stampato nel frontespizio del volume deve inviare il suo consenso a stretto giro di posta! Messo davanti al fatto compiuto, e privato della possibilità reale di rivedere le bozze, il nostro collega rifiuta con indignazione l’offerta. La sua edizione di Bruno viene nonostante tutto pubblicata, con minimi ritocchi, che il «curatore» Michele Ciliberto vuole far passare come correzioni e di cui non fornisce neanche la lista. Quanto all’edizione Les Belles Lettres, che è un’edizione critica bilingue, Ciliberto pretende di presentarla, nella «Bibliografia essenziale» del Meridiano, come una semplice traduzione francese.

Benché «brunisti», i firmatari di questa lettera non hanno il gusto della polemica. Ma davanti a tanta ineleganza, per non dire altro, non possono fare a meno di intervenire:

  1. per assicurare Giovanni Aquilecchia, che ha consacrato cinquant’anni della sua vita agli studi bruniani, della loro piena solidarietà in un’affaire che colpisce direttamente la paternità del suo lavoro;

  2. per sottolineare che l’edizione Mondadori non ha preso il testo Les Belles Lettres come «testo di riferimento», ma come fonte diretta (così come dimostra lo stesso Aquilecchia in un saggio di imminente pubblicazione sul «Giornale storico della letteratura italiana»);

  3. per denunciare un comportamento – legale forse, o non, ma certamente discutibile sul piano scientifico e deontologico – di cui il principale responsabile è purtroppo un collega e per augurarsi che operazioni del genere non si verifichino più.

Nicola Badaloni (Università di Pisa)

Giorgio Bárberi Squarotti (Università di Torino)

Amelia Buono Hodgart (Royal Holloway College, Università di Londra)

Jean-Pierre Cavaillé (Università di Tolosa)

Paul Colilli (Laurentiam University, Canada)

Tristan Dagron (CNRS, Parigi)

Miguel Angel Granada (Università di Barcellona)

Lea He Liang (Pechino-Chicago)

Yves Hersant (EHESS, Paris)

Luc Hersant (ENS, Parigi)

Alfonso Ingegno (Università di Firenze)

Hiroaki Ito (Università di Saitama, Giappone)

Kuzuyuki Ito (Università di Kyoto, Giappone)

Morimichi Kato (Tohoku University, Giappone)

Dilwyn Knox (University College, Londra)

Pierre Laurens (Università di Parigi-IV Sorbona)

Karen León-Jones (CNRS, Paris)

Michel Magnien (Università di Parigi-III Sorbona)

Nicholas Mann (Direttore del Warburg Institute, Londra)

Ramon Mendoza (Florida International University, USA)

Ken’ichi Nejime (Gakushuin University, Giappone)

Nuccio Ordine (Università della Calabria)

Pasquale Sabbatino (Università di Napoli)

Ernesto Schettino (National Autonomous University, Mexico)

Alain Segonds (CNRS, Paris)

Jean Seidengart (Università di Reims)

Étienne Wolfe (Università di Nantes)

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