Il “Meridiano” dedicato a Giordano Bruno nato tra furbate e sciatterie

Che il recente Meridiano Mondadori dedicato a Giordano Bruno, nascondesse un’operazione editoriale quanto meno frettolosa e maldestra, lo si era già capito dal dibattito tra i diretti interessati e altri studiosi sul Corriere della Sera e su la Repubblica. Ora poi una lettera aperta (che uscirà sul numero di luglio di Belfagor) chiarisce ulteriormente le cose. Ne è autore Alain Segonds, direttore della casa editrice Les Belles Lettres, che ha pubblicato tra il 1993 e il dicembre ’99 l’edizione bilingue (testo critico e traduzione francese) delle opere italiane di Giordano Bruno, e in particolare quei dialoghi curati da Giovanni Aquilecchia che il Meridiano mondadoriano ha fatto propri. Segonds chiarisce subito che la casa editrice francese non ha mai contestato l’uso del testo critico di Giovanni Aquilecchia, da parte del curatore del Meridiano Michele Ciliberto, anche perché in Europa sul piano giuridico il testo critico non è protetto dal diritto d’autore. Quelle che Aquilecchia e Segonds invece contestano, sono “le modalità scientificamente scorrette e ambigue con cui ciò è avvenuto”.

Segonds ricorda che nella “Nota sui testi” del Meridiano, Ciliberto scrive: “Per il presente volume abbiamo scelto come testo di riferimento l’edizione dei dialoghi italiani curata da Giovanni Aquilecchia (G. Bruno, Oeuvres complètes, Paris, Les Belles Lettres, 1993-1999). Tutti i testi sono stati riscontrati in modo sistematico con le prime stampe, ed emendati da refusi e imperfezioni che, in alcuni casi, ne compromettevano il senso”. Il lettore ne deduce inequivocabilmente, che il testo di Aquilecchia è servito soltanto da base di partenza, per arrivare a un testo migliore. Mentre in realtà le cose stanno assai diversamente.
Segonds anticipa infatti su Belfagor le linee di un ampio studio di Giovanni Aquilecchia, destinato al Giornale storico della Letteratura italiana, nel quale si mettono a confronto l’edizione delle Belles Lettres e quella della Mondadori, con risultati “non certo scientificamente confortanti per Ciliberto: i testi bruniani del Meridiano, infatti, risultano infarciti di circa 130 interventi erronei o inopportuni, a fronte di una trentina di correzioni di banali refusi. Nel Meridiano insomma, viene riprodotta l’edizione Belles Lettres in una versione peggiorata!”.
Segonds si addentra anche nei retroscena dell’operazione, dei quali basterà qui ricordarne uno fondamentale. Il 20 dicembre 1999, a poca distanza dall’uscita dei dialoghi in edizione francese, Aquilecchia riceve una lettera della Mondadori, nella quale si annuncia che è in corso di stampa un Meridiano dedicato a Bruno e contenente i testi dell’edizione critica da lui curata, e nella quale lettera altresì si offrono “quattro copie in omaggio del volume in cambio del suo assenso”. Più che un assenso formale in realtà, superfluo agli effetti giuridici, si chiede verosimilmente un avallo personale. Messo di fronte al fatto compiuto e vistosi negare “per ragioni di tempo” dalla Mondadori la possibilità di controllare l’edizione, Aquilecchia può soltanto rifiutare il suo avallo e la sua firma. Se si considera che il Meridiano è stato distribuito nelle librerie in febbraio, è fin troppo facile capire che l’operazione mondadoriana è stata condotta “durante le vacanze di Natale, in pochi giorni e con le biblioteche chiuse”. Un’edizione che richiederebbe il massimo rigore, in sostanza, è stata trattata con la fretta di un periodico di attualità.

Al di là dell’episodio, resta aperto il problema giuridico generale. Come ha osservato Michele Feo sul numero di aprile del Ponte, a proposito delle edizioni petrarchesche, “sostenere che il testo critico sia proprietà di tutti”, quando si tratta di autori vissuti secoli fa e perciò fuori diritti, “è un errore della ragione il quale ha riflessi perversi sul diritto di proprietà letteraria. (…) La verità è che il testo critico appartiene al filologo almeno quanto appartiene all’autore, se non forse più”. Anche per avere il filologo dedicato anni della sua vita alla cura di quel testo.

Giancarlo Ferretti

«PERCHE’ CONTESTO IL MERIDIANO SU GIORDANO BRUNO»

 DISPUTE:  Giovanni Aquilecchia replica a Michele Ciliberto sull’ultima edizione critica dei testi del filosofo di Nola

Con il suo intervento sul Corriere di domenica scorsa su Giordano Bruno, Michele Ciliberto sposta l’attenzione dalla questione principale a temi marginali. Cercherò di rispondere, riconducendo il dibattito alle questioni di fondo che riguardano la presentazione dei testi bruniani nell’«incriminato» Meridiano Mondadori, da lui «curato». Non riesco a convincermi che la dichiarazione «abbiamo scelto come testo di riferimento l’edizione dei dialoghi italiani curata da G. Aquilecchia» possa indicare con chiarezza che Ciliberto abbia riprodotto esattamente il mio testo. A verifica di ciò qualsiasi lettore potrà aprire il «Meridiano» e constatare che nella sezione dedicata alle edizioni dei dialoghi italiani figurano quelle di Lagarde, di Wagner, di Gentile ma non quella da me curata per Belles Lettres. L’edizione Les Belles Lettres viene inserita, invece, nella sezione dedicata alle traduzioni francesi di Bruno. Scelta in perfetta sintonia con tutti i saggi critici di Ciliberto, in cui le citazioni bruniane non vengono mai effettuate dalla mia edizione. Per quanto riguarda i «miglioramenti» annunciati da Ciliberto, ma non elencati nel suo «Meridiano», ho constatato che si tratta (a eccezione di qualche banale refuso da lui corretto) di interventi peggiorativi, ampiamente documentati in un mio saggio di imminente pubblicazione. Del resto, questi «interventi» sono stati effettuati tra il 20 dicembre 1999 (data del mio rifiuto ad apporre il mio nome sul «Meridiano») e, presuppongo, i primi giorni di gennaio 2000, visto che il volume è stato distribuito in febbraio. E inoltre: se la decisione di «utilizzare» il testo Belles Lettres fu presa «subito» da Ciliberto, perché non ne fui informato allora, ma solo a stampa virtualmente ultimata? Questi sono i fatti a cui Ciliberto purtroppo non risponde. Per quanto riguarda poi i firmatari della lettera di protesta e dei messaggi di solidarietà, mi sembra inutile ribadire che si tratta di studiosi di rinomanza mondiale come Nicola Badaloni, Alfonso Ingegno e il russo Aleksandr Gorfunkel. Un’ultima annotazione. Avendo già compilato la comparazione filologica tra i testi Belles Lettres e quelli Mondadori, ripudio l’esibizionismo pubblico suggeritomi da Ciliberto: la filologia, come pure la filosofia, si fa sui libri e sulle carte, non sui palcoscenici.


Giovanni Aquilecchia

“Troppi inutili furori per Giordano Bruno”

“Ho preso come testo di riferimento quello pubblicato dalle Belles Lettres.”

Nelle dichiarazioni rilasciate ad Enzo Marzo nell’articolo pubblicato dal Corriere della Sera di ieri, Giovanni Aquilecchia manifesta dolore e sdegno per due motivi: perché nel Meridiano Mondadori da poco uscito (Giordano Bruno, Dialoghi filosofici italiani) sarebbe stata subdolamente utilizzata la sua edizione senza dirlo in modo palese; perché la sua edizione sarebbe stata, oltre tutto, peggiorata. Vorrei chiarire che non c’è alcun motivo né per dolersi né per sdegnarsi, se si guarda alla forma e alla sostanza delle cose.
1. Quando la Mondadori mi ha offerto di curare un volume dedicato ai dialoghi italiani di Bruno ho proposto, subito, che fosse utilizzato il testo di Aquilecchia, ritenendolo il migliore oggi disponibile;
2. Ho dichiarato in modo formale di assumere quello di Aquilecchia, pubblicato dalle Belles Lettres, come «testo di riferimento» (p. LXXXV), precisando di essere intervenuto: a) per togliere i «refusi» individuati; b) per aggiornare la «punteggiatura», tenendo conto che il volume è destinato a un largo pubblico; c) per evitare quelle che, a mio avviso, erano «imperfezioni» dal punto di vista della costituzione del testo (nel caso dei Furori, segnalandolo in nota, ho accolto due lezioni già confluite nella edizione del dialogo da me curata per l’editore Laterza nel 1996).
3. Possono essere interventi peggiorativi — come, a differenza di me, pensa Aquilecchia — ma da nessuna mia dichiarazione — né dal tipo di interventi fatti — si può, in alcun modo, dedurre che io abbia presentato una nuova edizione critica dei dialoghi di Bruno.
4. Per quanto riguarda il rapporto fra autore ed editore critico di un testo — problema che ha aleggiato in questa polemica — sono comunque convinto che il primo — da Gentile ed Aquilecchia — sia parte della «fortuna» del secondo, senza mai identificarsi, sic et sempliciter, con l’autore in quanto tale.
5. Precisato questo, mi preme anche sottolineare che l’originalità di questo Meridiano è costituita anzitutto dal commento che l’accompagna (500 pagine su 960 di testo) e dagli altri «strumenti» che lo corredano.
Questa è la sostanza delle cose, né mi pare che aiutino a chiarirla «lettere di solidarietà» firmate, in qualche caso, da persone che non hanno alcun rapporto con gli studi bruniani; né comprendo, sul piano della discussione scientifica, il significato di interventi di questo tipo, che vogliono solo creare inutili scandalismi. In ogni caso, come ho detto a Enzo Marzo, sono pronto a discorrere pubblicamente con Aquilecchia, dove e quando voglia, sia del suo lavoro che di questo Meridiano.


Michele Ciliberto

 

Giordano Bruno e la filologia fast food: un conflitto internazionale

“L’estensore del testo critico, Aquilecchia, protesta contro Ciliberto, che ha curato l’edizione Meridiani Mondadori. E ora arriva un appello di diciannove studiosi, dall’Italia alla Gran Bretagna.”

“Ultimo bollettino di guerra sullo scontro internazionale che sta movimentando il quarto centenario della morte tragica di Giordano Bruno. Un gruppo che comprende filologi e studiosi di Bruno di tutto il mondo ha detto la sua, e con molta durezza, sulla polemica tra gIi editori Belles Lettres e Mondadori, o meglio tra Giovanni Aquilecchia e Michele Ciliberto. Dando piena solidarietà ad Aquilecchia. Ma veniamo ai fatti. Il 17 febbraio, infausta data del rogo di Bruno, Mondadori fa uscire un volume, curato da Ciliberto, con i Dialoghi filosofici italiani del martire nolano. Avranno un successo di vendita inaspettato. Ma subito arriva la protesta violentissima sia di Aquilecchia (unanimemente riconosciuto come il più autorevole studioso bruniano) sia di Belles Lettres, che in Francia sta completando l’edizione critica di tutte le opere. Alain Segonds, di Belles Lettres, accusa di “pirateria” Mondadori, visto che ha fatto suo il testo critico di Aquilecchia e ha presentato l’edizione concorrente come “una semplice traduzione francese” e non come l’unica edizione critica esistente. Il comportamento della Mondadori è  giudicato “scandaloso e sconveniente, anche se giuridicamente inattaccabile”. La vittima, Aquilecchia, nel frattempo si mostra molto addolorato, si sente derubato – come ci dichiara da Londra -“di un lavoro di ricerca semi-secolare”, e racconta che alla fine di dicembre la Mondadori l’ha contattato con una lettera in cui gli si comunicava che era in uscita un Meridiano dedicato a Bruno col testo da lui stabilito per Belles Lettres e che “se vuole vede re il suo nome stampato nel frontespizio del volume deve inviare il suo consenso a stretto giro di posta”. Ovvia mente Aquilecchia, che è studioso serio, risponde di non sentirsela di firmare un volume neppure visto. Questa versione è confermata con molta onestà dalla Mondadori, che ammette d’aver accumulato ritardi che hanno impedito un comportamento diverso. Così il libro esce ugualmente. Ciliber.to, a pagina 85, scrive d’aver “scelto come testo di riferimento l’edizione” di Aquilecchia-Belles Lettres, aggiungendo, però, che “tutti i testi sono stati riscontrati in modo sistematico” ed “emendati da refusi e imperfezioni”. Per Aquilecchia è veramente troppo. Non solo si sente “rapinato”, ma addirittura si mette in discussione la sua autorevolezza di filologo. E risponde da filologo, riesaminando minuziosamente i due testi. Uscirà presto un suo saggio di cinquanta pagine con il verdetto finale. E noi siamo in grado di anticiparne le conclusioni: ” Dall’analisi comparativa risulta un totale di centotrenta interventi “negativi” di contro a non più di trenta giustificabili (nella quasi totalità correzioni di banali lapsus tipografici)”. Aquilecchia denuncia quindi un peggioramento. Il vecchio maestro ha parole dure per Ciliberto, “il quale non necessitava di mettersi in una tale incredibile situazione”. “Dispiace -aggiunge – soprattutto per i giovani studiosi, ai quali non può certo giovare il modello di mal dissimulate scorciatoie. Con minore diplomazia Nuccio Ordine, il responsabile dell’edizione critica in terra di Francia, parla di “filologia da fast food, da Mc Donald”. Da una parte “cinquanta anni di lavoro” e dall’altra “qualche giorno di bricolage”. In questo clima tempestoso arriva il documento internazionale: solidarietà piena ad Aquilecchia; riconoscimento che “l’edizione Mondadori non ha preso il testo Belles Lettres come “testo di riferimento” ma come fonte diretta”; denuncia d’una “manovra – legale forse, ma immorale – di cui il principale responsabile è un collega”. E giù diciannove firme molto illustri, da Giorgio Barberi Squarotti (Torino) a Nicholas Mann (Londra), da Yves Hersant (Parigi) a Miguel Angel Granada (Barcellona), fino a professori cinesi e giapponesi. Insomma la guerra ormai è mondiale. Il grande accusato, Ciliberto, trova la polemica “pretestuosa e gratuita: quando ho scritto di scegliere come testo di riferimento il lavoro di Aquilecchia, non ho detto di presentare una nuova edizione critica, ho fatto solo dei miglioramenti. Sono disposto, dove e quando Aquilecchia voglia, a discutere pubblicamente del suo lavoro e del mio volume”.

Enzo Marzo

 

“Ma quale plagio, è tutto regolare”

“La secca replica da Segrate. Dietro la vicenda spunta un miliardo per le celebrazioni del pensatore”

“A noi sarebbe piaciuto affiancare a quello di Michele Ciliberto il nome di Giovanni Aquilecchia: sono i due massimi studiosi di Giordano Bruno e la nostra edizione ne avrebbe guadagnato. Purtoppo non è stato possibile proprio per l’indisponibilità di Aquilecchia”. Alle accuse da Parigi replica Renata Colorni, responsabile dei Meridiani Mondadori. Ha seguito personalmente la cura dei Dialoghi filosofici italiani di Giordano Bruno. Ne conosce la storia e le traversie che non sembra si limitino a una diatriba tra filologi, ma sollevano il velo su beghe baronali molto frequenti nella nostra accademia. Gelosie e rivalità che diventano sempre più cruente quando coincidono con celebrazioni e anniversari.
A Segrate non sentono di doversi rimproverare nulla. La disciplina del diritto d’autore esclude che si possa tutelare il testo di un autore del passato criticamente ricostruito da un filologo. Non si può parlare, dicono alla Mondadori, di pirateria né penale né morale né, tantomeno, culturale. Molte volte un’edizione critica, fondata sul confronto fra varie versioni della stessa opera, a stampa o manoscritte, viene poi riprodotta in successive edizioni. “Noi abbiamo chiesto ad Aquilecchia di poter indicare sulla copertina che il testo era quello da lui stabilito”, racconta Colorni. “Aquilecchia ci ha risposto che avrebbe voluto rivedere il volume prima della stampa. Ma per noi i tempi si sarebbero allungati troppo”. Da Parigi vi accusano di aver contattato Aquilecchia solo a dicembre, due mesi prima dell’uscita in libreria… “È vero. Si è accumulato del ritardo. Noi ci eravamo rivolti in giugno alla Utet, che è l’editore originario dei Dialoghi, successivamente ceduti alle Belles Lettres…” E poi cosa è successo? “Abbiamo deciso di pubblicare Bruno. Avevamo il diritto di farlo”. E Aquilecchia? “Ha reagito con una telefonata furibonda, seguita da un fax di Segonds, il direttore delle Belles Lettres, pieno di improperi”.
Al riparo dal diluvio si mette anche Ciliberto, curatore del Meridiano: “Nella nota al testo”, dice da Firenze, “ho scritto con chiarezza che l’edizione adottata era quella stabilita da Aquilecchia per le Belles Lettres: non capisco questa polemica pretestuosa”. Lei viene accusato anche di non aver apportato alcuna correzione, a differenza di quanto scrive nella nota. “È falso”, replica Ciliberto, “per Gli eroici furori, uno dei Dialoghi, siamo intervenuti in maniera consistente”.
Fin qui Ciliberto. Che Bruno sia al centro di un contenzioso più profondo della semplice vicenda editoriale non sono in pochi a pensarlo. In occasione del quarto centenario della morte del filosofo nolano è stato istituito un comitato per le celebrazioni con la dotazione di un miliardo. Niente di esorbitante, ma quanto basta per stuzzicare appetiti. Il comitato è presieduto da Ciliberto e in esso siedono molte personalità (Eugenio Garin, Tullio Gregory, Adriano Prosperi, Cesare Vasoli, Paolo Rossi, Nicola Badaloni, Gerardo Marotta e altri ancora). Ma qualcuno è rimasto escluso. Nuccio Ordine, ad esempio, uno dei responsabili delle edizioni di Bruno presso Belles Lettres. Aquilecchia originariamente faceva parte del comitato, poi ne è uscito.
Ciliberto ha parole di grande stima per Aquilecchia, al quale ha dedicato un saggio e che considera un maestro. “Ma non riesco a capire perché questi attacchi. In fondo noi avevamo un obbligo: mettere a disposizione il miglior testo possibile di Giordano Bruno. E il testo migliore era quello di Aquilecchia. Perché un editore italiano non avrebbe dovuto impegnarcisi? Ben vengano le edizioni in Francia. Ma ho l’impressione che a Parigi siano colti da un eccesso di nazionalismo culturale, quasi si ritenessero depositari del compito di diffondere il filosofo nolano. Il nostro comitato ha promosso l’edizione integrale presso Adelphi delle opere magiche di Bruno e ha organizzato per giugno una mostra alla biblioteca Casanatense di Roma. Queste polemiche le posso capire solo se tengo presente che il Meridiano ha già tirato due edizioni e venduto cinquemila copie, tagliando le gambe alle Belles Lettres. Un successo imprevedibile: in una classifica di best seller ha addirittura scavalcato Montanelli e Biagi”.

Francesco Erbani

Giordano Bruno, dopo il rogo ecco la guerra

“La casa editrice francese Belles Lettres accusa la Mondadori di “pirateria legale” praticata su un libro del filosofo”

Mentre in tutto il mondo sono in corso le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Giordano Bruno, dalla Francia parte una polemica che coinvolge il destino editoriale del filosofo mandato al rogo dall’Inquisizione. La prestigiosa casa editrice Belles Lettres accusa infatti la Mondadori di essersi resa responsabile di una sorta di “pirateria legale”, a proposito della recente edizione dei Dialoghi filosofici italiani, pubblicati a febbraio nella collana dei Meridiani. Secondo l’editore francese, infatti, il curatore dell’opera, Michele Ciliberto, non avrebbe fatto altro che utilizzare senza autorizzazione il testo critico messo a punto da Giovanni Aquilecchia per l’edizione bilingue, italiana e francese, delle Opere Complete di Bruno, che Belles Lettres sta realizzando da diversi anni. In un comunicato della casa editrice firmato da diversi studiosi — tra cui anche Giorgio Bárberi Squarotti, Nicholas Mann, direttore del Warburg Institute di Londra, Yves Hersant e Nuccio Ordine, i due responsabili dei volumi bruniani di Belles Lettres — il curatore del volume mondadoriano viene accusato di aver compiuto un atto di pirateria sul testo critico di Aquilecchia, apportandovi solamente “qualche minimo ritocco” e presentando l’edizione di Belles Lettres come “una semplice traduzione francese” e non come l’unica edizione critica esistente. Il comunicato denuncia “tale manovra, legale forse, ma immorale, il cui principale responsabile è purtroppo un collega”, augurandosi che simili atteggiamenti “non si generalizzino”.

Per Alain Segonds — direttore generale di Belles Lettres, nonché illustre studioso dell’Umanesimo e del Rinascimento — quello della Mondadori “è un atteggiamento scandaloso e sconveniente, anche se giuridicamente inattaccabile, perché non esiste il copyright sull’edizione critica di un testo del XVI secolo, solo le note e gli apparati critici sono protetti”. Lo studioso che, insieme a Ordine e Hersant, ha avviato nel 1993 l’edizione delle opere bruniane, di cui finora sono usciti sette volumi comprendenti tutti i testi italiani, racconta così l’incresciosa situazione: “Alla fine di dicembre Aquilecchia ha ricevuto una lettera da Segrate che gli annunciava a cose fatte l’imminente Meridiano dedicato a Bruno. Gli veniva proposto di firmare la paternità del testo ma senza alcun compenso né la possibilità di rivederlo. Aquilecchia evidentemente ha risposto negativamente, dicendo che non aveva l’abitudine di firmare un’edizione che non aveva fatto. Noi come casa editrice abbiamo diffidato la Mondadori di utilizzare il testo critico di Aquilecchia da noi pubblicato. Un testo, frutto di una vita di studio e lavoro sui testi bruniani, che è significativamente diverso dalle edizioni finora in circolazione, e quindi perfettamente riconoscibile”.

Alla casa editrice francese, che vanta una lunga tradizione nel campo dei classici, hanno analizzato riga per riga il Meridiano consacrato a Bruno, giungendo alla conclusione che il testo utilizzato sarebbe proprio il loro: “Per evitare noie legali Ciliberto ha solo scritto di aver lavorato sulla base del testo di Aquilecchia, correggendolo e migliorandolo dove necessario. Noi però non abbiamo trovato alcuna correzione”. Quella che potrebbe essere solo una querelle tra filologi, in realtà per Belles Lettres ha anche un peso editoriale non secondario: “Se Mondadori fosse riuscito a pubblicare il volume come a cura di Aquilecchia, la nostra edizione critica, che è più cara e in più volumi, sarebbe scomparsa dal mercato”. Tuttavia, se Segonds ha deciso di denunciare pubblicamente questo episodio, “non è per fare la guerra alla Mondadori”, ma per far conoscere agli studiosi i rischi che corrono: “Fare l’edizione critica di un testo è un lavoro lungo e faticoso, occorrono abnegazione e coraggio. Non è concepibile che poi chiunque possa utilizzare impunemente i risultati del lavoro altrui”.

Fabio Gambaro

Il «Meridiano» Giordano Bruno: un’edizione «pirata» ?

Nello scorso febbraio, l’editore Arnoldo Mondadori di Milano ha riunito in un volume della sua prestigiosa collana «i Meridiani» i sei dialoghi italiani di Giordano Bruno: progetto lodevole, che avremmo voluto salutare con un applauso. Purtroppo, al posto di offrirci un’edizione del Nolano, il curatore del volume ha pensato bene di «assorbirne» un’altra. Ecco i fatti.

Il 14 dicembre 1999, una direttrice editoriale trasmette per lettera al professor Aquilecchia, filologo ben conosciuto, una notizia che viene presentata come lusinghiera: è in corso di stampa un’edizione di Bruno che riprende il testo stabilito da Giovanni Aquilecchia per l’editore parigino Les Belles Lettres; se Aquilecchia vuole vedere il suo nome stampato nel frontespizio del volume deve inviare il suo consenso a stretto giro di posta! Messo davanti al fatto compiuto, e privato della possibilità reale di rivedere le bozze, il nostro collega rifiuta con indignazione l’offerta. La sua edizione di Bruno viene nonostante tutto pubblicata, con minimi ritocchi, che il «curatore» Michele Ciliberto vuole far passare come correzioni e di cui non fornisce neanche la lista. Quanto all’edizione Les Belles Lettres, che è un’edizione critica bilingue, Ciliberto pretende di presentarla, nella «Bibliografia essenziale» del Meridiano, come una semplice traduzione francese.

Benché «brunisti», i firmatari di questa lettera non hanno il gusto della polemica. Ma davanti a tanta ineleganza, per non dire altro, non possono fare a meno di intervenire:

  1. per assicurare Giovanni Aquilecchia, che ha consacrato cinquant’anni della sua vita agli studi bruniani, della loro piena solidarietà in un’affaire che colpisce direttamente la paternità del suo lavoro;

  2. per sottolineare che l’edizione Mondadori non ha preso il testo Les Belles Lettres come «testo di riferimento», ma come fonte diretta (così come dimostra lo stesso Aquilecchia in un saggio di imminente pubblicazione sul «Giornale storico della letteratura italiana»);

  3. per denunciare un comportamento – legale forse, o non, ma certamente discutibile sul piano scientifico e deontologico – di cui il principale responsabile è purtroppo un collega e per augurarsi che operazioni del genere non si verifichino più.

Nicola Badaloni (Università di Pisa)

Giorgio Bárberi Squarotti (Università di Torino)

Amelia Buono Hodgart (Royal Holloway College, Università di Londra)

Jean-Pierre Cavaillé (Università di Tolosa)

Paul Colilli (Laurentiam University, Canada)

Tristan Dagron (CNRS, Parigi)

Miguel Angel Granada (Università di Barcellona)

Lea He Liang (Pechino-Chicago)

Yves Hersant (EHESS, Paris)

Luc Hersant (ENS, Parigi)

Alfonso Ingegno (Università di Firenze)

Hiroaki Ito (Università di Saitama, Giappone)

Kuzuyuki Ito (Università di Kyoto, Giappone)

Morimichi Kato (Tohoku University, Giappone)

Dilwyn Knox (University College, Londra)

Pierre Laurens (Università di Parigi-IV Sorbona)

Karen León-Jones (CNRS, Paris)

Michel Magnien (Università di Parigi-III Sorbona)

Nicholas Mann (Direttore del Warburg Institute, Londra)

Ramon Mendoza (Florida International University, USA)

Ken’ichi Nejime (Gakushuin University, Giappone)

Nuccio Ordine (Università della Calabria)

Pasquale Sabbatino (Università di Napoli)

Ernesto Schettino (National Autonomous University, Mexico)

Alain Segonds (CNRS, Paris)

Jean Seidengart (Università di Reims)

Étienne Wolfe (Università di Nantes)

Commenti al plagio

 

La polemica Aquilecchia-Ciliberto

 

Il plagio del “Meridiano” Mondadori

Amici Giordanisti, il Nolano sembra non dover aver mai pace !  L’ultima polemica, scoppiata intorno al “Meridiano” Mondadori, viene definita  sul Corriere della Sera  addirittura  “conflitto internazionale” ! 
Da quando cinque anni fa decisi di riversare su questo sito la mia passione genuina per Giordano Bruno non ho mai pensato di farmi sponsorizzare  da nessun partito politico e da nulla accademia e i sacrifici personali che ho fatto in questi anni per sostenere e sviluppare questa mia fatica ne sono valida testimonianza e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Per questa ragione riporto in questa pagina le opinioni e le ragioni di entrambe le parti e di chiunque voglia esprimersi sull’argomento. Traetene Voi le conclusioni.

Mi sembrano appropriate, a questo riguardo, le parole di Giovanni Bovio:

Bruno filosofo non appartiene soltanto ai filosofi e noi non tollereremo che la corporazione degli accademici lo sequestri per sè. Bruno fu il filosofo fastidito, l’accademico di nessuna accademia, il nemico dei pedanti, il libero ricercatore della verità: dunque che cosa ha di comune con le Università? Dio ci guardi dalla dottrina ufficiale ! I sapienti che oggi esaltano il Nolano, ieri in compagnia del Bellarmino, ne avrebbero sentenziata l’insanità, perchè é ufficio dell’ Accademia non promuovere la Scienza, ma irrigidirla e canonizzarla. Perciò i discendenti dei dottori che derisero il Nolano e con lo Scioppio gioirono del supplizio, oggi non sapendo come fargli offesa lo vorrebbero incarcerare nelle loro cattedre ed ipotecarlo per le loro dispense di esame. C’è un Bruno però che non appartiene ai filosofi di professione, agli accademici salariati, ma è di tutti gli uomini colti o che cercano appassionatamente la verità, e Bruno a sua volta la cercò con passione, con frenesia, con ispasimo, senza riguardi umani, fra lo sprezzo dei dotti e disprezzandoli“.

La polemica Aquilecchia-Ciliberto

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